CONTESTO STORICO E CULTURALE
1. QUADRO CRONOLOGICO
Si possono distinguere tre periodi, corrispondenti a tre generazioni di maestri. Un primo periodo vede la
redazione del De eodem et diverso e delle Quaestiones naturales di Adelardo di Bath (1108- 1116) e le
fondazioni di Saint-Victor e di Clairvaix. Una seconda generazione arriva al suo pieno sviluppo con Abelardo,
Guglielmo di Conches, Gilberto de la Porrèe. Con la morte di Ugo di San Vittore nel 1141 inizia il tramonto di
questa seconda generazione. La terza è quella di Clarembaldo e di Giovanni di Salisbury.
2. CONTESTO DI CHARTRES
La più decisiva fra le circostanze che hanno permesso alla Scuola di Chartres di esercitare il su influsso
consiste nella ricchezza delle sue tradizioni culturali. Fin dall’XI secolo Fulberto, canonico e poi vescovo di
Chartres, attira numerosi allievi che lo paragonano a Socrate. Egli sviluppa le discipline profane, trivium e
quadrivium, che egli giudica indispensabile per una buona lettura dei classici che preparerebbe allo studio
della Bibbia. Si leggono Porfirio, Aristotele, Cicerone e non manca un pò di medicina e molta scienza sacra. Il
vescovo Ivo fa aumentare il prestigio di Chartres con la sua opera di canonista e le sue lettere.
3. UNA SOCIETA’ IN FASE DI SVILUPPO
In un periodo di espansione economica e demografica come il XII secolo, nasce il carrierismo, tra gli studenti
come tra i maestri. Gli uni sono alla ricerca dei migliori professori e per questo viaggiano. I maestri sono
sottomessi all’obbligo di piacere o di sparire. Alcuni promettono un sapere lucrativo, altri raccomandono di
vedersi da tali personalità.
4. L’URBANIZZAZIONE
San Bernardo esorta a fuggire la scuola della città a vantaggio di quella del deserto. Quando Guglielmo di
Saint-Thierry si scaglia contro maestri come Abelardo o Guglielmo di Conches, entra in gioco la rivalità tra due
mondi, quello del chiostro e quello della scuola i cui modi di vita e modi di lettura sono antagonisti. La scuola
monastica regredisce a vantaggio di quella cattedrale, in attesa delle università e dei collegi. L’ordine
canonicale si sviluppa, introducendo nuove forme di vita religiosa, guidate dalla regola di sant’Agostino e
legate alla civiltà urbana.
5. I METODI DI LAVORO
Da secoli la base dell’insegnamento è costituita dal commento di testi, che può portare alla stesura di glosse.
Dal punto di vista del metodo, però, Chartres viene superata. Ricordiamo in proposito la tecnica della quaestio
messa a punto a Laon da Anselmo, la tecnica del Sic et Non di Abelardo e il Didascalon di Ugo di San Vittore.
Tutte queste innovazioni renderanno possibile la composizione di manuali di insegnamento evoluti, in
particolare le somme.
6. L’ACCESSO AI TESTI
Al primo posto ci sono i poeti, come Virgilio, Orazio e Ovidio; poi i filosofi neoplatonici della Tarda Antichità e
infine grammatici come Prisciano e Donato. Tuttavia alcuni maestri non si accontentano più della
documentazione e intraprendono viaggi come Adelardo di Bath, o riportano alla luce testi come Teodorico con
l’Organon aristotelico, o ricorrono a testi di altro tipo come Gugliermo di Conches con quelli di medicina.
L’EREDITA’ FILOSOFICA
1. LA TRADIZIONE DIRETTA DEI TESTI DI PLATONE
Le sole traduzioni utilizzate di opere di Platone sono quelle di Enrico Aristippo e riguardano il Menone e il
Fedone. Effettuate verso il 1150-60 non hanno potuto essere conosciute a Chartres. Al di fuori di questi testi,
la sola opera platonica conosciuta dai medievali era il Timeo, nella versione di Calcidio.
2. LA TRADIZIONE INDIRETTA DI PLATONE
Un certo numero di citazioni latine di Platone circola mediante gli autori antichi, e tra questi troviamo in prima
fila Cicerone. Gli altri intermediari di Platone sono principalmente Seneca, Apuleio, Aulo Gellio, Lattanzio,
Gerolamo, Arnobio, Claudiano Mamerto. Il Timeo è l’opera più citata. Vero è che Teodorico di Chartres cita il
Parmenide e Guglielmo di Conches cita il Teeteto ma le formule che citano provengono dal Commento di
Calcidio. Il Platone dei medievali non si limita certo al solo Timeo di Calcidio. E inoltre, il platonismo non si
riduce al solo Platone. Esso infatti si dividerà in più correnti e verrà adottato con molte varianti dagli autori,
prima fra tutti Cicerone.
3. I MEDIATORI DEL NEOPLATONISMO MEDIEVALE
Apuleio
Il De deo Socratis è stato esaminato da Agostino, i
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