Filosofia presocratica: ionici, eleati e pitagorici
Il pensiero filosofico classico si articola in 3 cicli, i pilastri su cui poggia l’esperienza giuridica romana, e si conclude con la controffensiva di Socrate. La filosofia presocratica e sofistica è complessa e affascinante perché segna il nascere della Grecia classica. L’uomo della Grecia del V secolo vive nella polis, la città stato (Atene, Sparta, Tebe) dove non c’è separazione tra morale e politica, tra privato e pubblico; la vita negli ambienti pubblici coinvolge l’uomo nella sua totalità: violare la legge era una violazione sia morale che giuridica. La giustizia è una realtà fisica e universale, non umana ma cosmica.
Quadro storico tripartito
- Grecia madrepatria: Con Atene è il fulcro dell’espansione greca.
- Oriente: Colonie dell’Asia Minore (Ionia); i primi pensatori nascono in Ionia (Mileto ed Efeso) che ha una situazione politica irrequieta; l’uomo si sente compenetrato con gli eventi cosmici (processo al fiume straripato). La concezione filosofica della Ionia (e quella di Anassimandro) risponde ai criteri del dinamismo (realtà in continua trasformazione) e di giustizia come conformità a una legge cosmica.
- Occidente: Colonie della Magna Grecia (Italia meridionale); idea statica dell’essere, e di giustizia come uguaglianza (scuole pitagorica, eleatica, di Empedocle), che rappresenta la legge dell’Essere; Pitagora (comunità a Crotone filosofica/religiosa/politica) interpreta la realtà attraverso rapporti matematici invisibili che governano l’armonia dell’universo; per lui la giustizia è un numero al quadrato, che si traduce sempre in un equilibrio che se rotto attua il contrappasso e il ristabilimento dell’equilibrio.
La filosofia segna l’avvento di una concezione unitaria e universale del mondo fisico e sofistica morale; è una realtà di uomini che mettono tutto in discussione, incrinando l’unitarietà dei secoli precedenti. Si separa il mondo della physis e del nomos: contrapposizione tra legge positiva, fisica e legge naturale, dovuta ai sofisti che iniziano a mettere in discussione che le leggi debbano essere accettate per il solo fatto di esistere; esistono invece leggi buone e leggi cattive.
A questo problema i filosofi danno risposte diverse ma ciò che rileva è la perdita del concetto di unità. La spaccatura ha origini storiche (guerre Persiane) e le alte cariche nella battaglia di Maratona non accettano un ruolo di secondo piano nella vita civile; ciò pone in crisi il monopolio aristocratico del potere. La sofistica è un movimento aristocratico che darà però vita alla democrazia (i sofisti insegnano la retorica ai figli delle famiglie agiate) dato che l’attività di insegnamento si svolge in pubblico. Manca però un risvolto etico: mettono in mano un sapere senza imporre cosa farne.
Socrate
Presentato da Platone come il capo degli anti-sofisti, e come il capo dei sofisti da Aristofane; apparentemente aveva ragione Aristofane, Socrate si impegna come i sofisti in dibattiti senza fine; ma solo lo strumento è lo stesso, dato che l’intenzione era opposta. Per Socrate c’è una finalità imprescindibile: la discussione deve essere orientata alla ricerca della verità. Il dialogo di Socrate inizia con l’opinione comune che deve essere criticata alla ricerca della verità e del bene (chi conosce il bene non può fare che il bene, il male non è un vizio della volontà ma del conoscere); questo messaggio lo ritroviamo in Platone con l’aggiunta del fondamento del concetto: idea ontologica definita da 2 mondi, delle idee e dell’esperienza.
Platone
Platone, nel suo sforzo sistematizzatore, ricerca il fondamento ontologico del concetto, andando oltre il concetto stesso, che è costituito dalle idee, cercando di superare il discorso relativistico e scettico dei sofisti (negazione dei valori). Si è servito di miti: in quello della caverna rappresenta la sorte dell’uomo che non esercita lo sforzo critico, che non andando oltre non conosce la realtà ma solo le opinioni. Il filosofo è colui che va oltre ricostruendo i principi matematici secondo i quali è ordinata la realtà fino ad arrivare all’idea, la vera realtà che si riflette in tutti i fenomeni che ci circondano.
Nel mito della biga alata Platone rappresenta l’uomo nelle sue componenti fondamentali:
- Elemento razionale (l’auriga che guida verso l’alto)
- Elemento passionale – irascibile (cavallo bianco, insieme delle passioni)
- Elemento concupiscibile (il cavallo nero, insieme degli appetiti dell’uomo)
Se la passione è dominata dalla ragione l’uomo può librarsi alla ricerca della verità, altrimenti sarà dominato dalla concupiscenza e rimarrà alla sfera delle apparenze.
La giustizia è rappresentata nella Repubblica, dove Socrate si trova a discuterne con Cefalo e i suoi figli. I figli sostengono che la giustizia è l’utile dei deboli, altri sostengono che la giustizia viene seguita per timore delle sanzioni, un altro sostiene che la giustizia è l’utile dei più forti, è un fatto della forza in senso buono o cattivo. Platone attraverso Socrate fornisce una proposta positiva. Uno Stato per essere tale deve strutturarsi in 3 classi:
- Sapienti che governano o governanti che si danno alla filosofia;
- Guerrieri che garantiscono e custodiscono la vita dello stato con coraggio;
- Operatori economici solo ai quali è riconosciuto il diritto a famiglia e proprietà che devono amministrare con moderazione e ragionevolezza;
Uno stato è giusto quando esprime la pienezza del suo valore etico, e l’armonia tra le virtù. È una visione utopica di uno stato etico che coinvolge eticamente tutti i suoi componenti. Nelle Leggi ammette l’utopia e la necessità di sanzioni, di una legge eterna che guidi l’uomo. In vecchiaia si mostra più attento al reale, e sarà in questo seguito da Aristotele.
Aristotele
Fondatore della scuola peripatetica, deve saldare il mondo delle idee e il mondo della storia, anche per risolvere il problema della giustizia e dello stato; doveva scoprire il valore dell’universale che fosse però agganciato al reale, all’interno della storia. Binomio materia – forma: ogni essere è in continuo sviluppo tra la sua realizzazione e la sua potenzialità. L’uomo (razionale) è il penultimo gradino della scala ascensionale il cui vertice è Dio. Il concetto di giustizia per Aristotele è intersoggettivo. Distingue una giustizia generale (adeguazione del volere dell’uomo all’orizzonte normativo circostante – legalità e uguaglianza) e una particolare (commessa a torto di qualcun altro in specie). Considera anche una giustizia distributiva (riguarda il mondo politico e la distribuzione del potere) e una commutativa (tipica del rapporto giuridico sia civilistico che penalistico e la giustizia diviene rettificatrice). La giustizia è una delle virtù etiche e la virtù etica è il giusto mezzo, e devono essere evitati l’eccesso e il difetto: giustizia è medietà tra fare e subire un torto. L’equità non può essere l’unico valore dell’esperienza giuridica ma deve sempre essere utilizzata (regolo di Lesbo).
Risposte ai problemi politici posti dall'Impero Macedone: stoici & epicurei
Con l’impero Macedone la città non è più il centro dell’esperienza etico-politica, che diventerà affare di pochi. L’uomo subisce il dramma della spersonalizzazione e la filosofia muta orientamento e si rivolge a problemi pratici, per recuperare il senso dell’identità e la felicità individuale. Si sottraggono alla vita politica.
Stoicismo
Lo stoicismo affronta 3 grandi tematiche:
- Fisica: costituzione della natura; tutto è natura e corporeo. Visione ciclica e immanentistica;
- Canonica: problema della conoscenza improntato sull’empirismo gnoseologico;
- Etica: problema di morale, diritto e politica; legata al predominio del Logos; apathia: forma più alta di felicità raggiungibile. Assenza di dolore ottenibile solo con la sopportazione virile e nel vivere conformemente alla natura e secondo virtù.
Epicureismo
Una filosofia eudemonistica: la felicità si raggiunge con l’uso ragionevole del piacere;
- Fisica: atomistica – la natura è costituita da atomi;
- Canonica: legata agli atomi i cui effluvi determinano le sensazioni;
- Etica (quadruplice rimedio): dei, morte e dolore non vanno temuti perché:
- Gli dei esistono ma non si occupano degli uomini;
- Con la morte si dissolve la coscienza;
- Fare il bene è facile;
- Il male è rapido o si cronicizza.
Due tipi di piacere:
- Cinetico: in movimento, turba l’anima;
- Catastematico: tranquillo, non turba l’anima. Può essere necessario e naturale (nelle varie combinazioni).
La giurisprudenza medioevale
Alla caduta dell’impero Romano (passaggio dalla cultura classica a quella cristiana che ascende prima in contrasto, poi in convivenza e finisce per sovrastare l’Impero) matura il pensiero di Glossatori, Commentatori, Decretisti e Decretalisti, sul terreno di 3 filoni: Patristica, Scolastica, Tomismo. Il confronto con la cultura filosofica dominante – quella stoica – è singolare, in quanto i valori propugnati erano molto simili, fondando la virtù sul dominio delle passioni. Per gli stoici il fondamento della realtà è il Logos: legge universale che domina la realtà. I padri della chiesa trasfondono questo concetto e iniziano a parlare di lex naturalis e lex aeterna in una prospettiva di trascendenza.
Patristica e Sant'Agostino
Apice della patristica orientale e occidentale. Affronta il problema del rapporto tra fede e ragione. Secondo lui le posizioni assunte da Stoici e Scettici, pur in contrasto muovono da un comune presupposto: la ragione può dare la risposta definitiva sul rapporto ragione verità però seguendo una terza via – non si può affermare la totale conoscenza della verità né la totale negazione della conoscenza della verità. La verità assoluta esiste ma non si può pretendere di possederla. Evita le secche del dogmatismo e dello scetticismo ma le rasenta.
L’uomo si trova ad “essere nel mondo”: deve prendere atto della realtà circostante (progressus) per poi rientrare in se stesso (regressus) e trovare il momento unificatore attraverso il quale giudicare la realtà nella prospettiva della trascendenza - progresso e regresso vanno accoppiati a incontro con la realtà circostante in sapientia e scientia: consapevolezza dell’esistenza di una verità.
Due temi esemplari:
- Legge naturale: tanto ragione quanto volontà divina, comanda il rispetto dell’ordine naturale. La natura è una realtà significante per l’uomo ma non gli rivela integralmente i valori da cui è sorretta. La conoscenza non sarà mai definitiva.
- Due città: Città di Dio e città terrena in contrapposizione, come riflesso del modo di costituirsi in rapporti sociali con atteggiamento dogmatico o critico: chi si mantiene in atteggiamento critico (riconosce l’esistenza di Dio ma non pretende il possesso della verità assoluta) darà vita alla città di Dio, chi quello dogmatico (uomo passionale, violento – amore di sé fino al disprezzo di Dio) darà vita alla città terrena.
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