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Dal 1800, Burckhardt indica con:

 Umanesimo: la cultura sviluppatasi in Italia e diffusasi in Europa nel 1400, in cui si recupera un

interesse per l’humanitas;

 Rinascimento: la cultura in cui si affrontano tematiche naturalistico-scientifiche e che

rappresenta il vero spirito umanistico, una rinascita in senso laico, in quanto ritorno alle

origini, ai classici (origine della cultura) e alla natura (principio da cui tutte le cose vengono).

RAPPORTO COL MEDIOEVO

Elementi di rottura Elementi di continuità

 

Crisi dei poteri universali (impero e papato), Patrimonio culturale classico conservato nei

nascita delle monarchie nazionali e di entità monasteri da monaci amanuensi (piegato alla

autonome (signorie, principati) e sviluppo filosofia cristiana).

della borghesia* (urbanesimo).

 

Crisi della Scolastica (divorzio ragione-fede) Antropocentrismo:

e fine del sistema (autonomia delle singole con il concetto di incarnazione si celebra

discipline dalla teologia). l’uomo;

 l’uomo a immagine e somiglianza di Dio può

Rifiuto della cosmologia e della fisica creare il proprio destino (perché dotato di

aristotelica. libero arbitrio);

 

Recupero di Platone, letto in chiave l’uomo costituisce il legame tra le creature è

neoplatonica: Dio (è Copula Mundi, in quanto eleva dalla

 Patristica: dualismo ontologico; svalutazione materialità gli esseri, riscattando l’intero

del mondo sensibile; percorso della salvezza universo).

dell’anima;

 Umanesimo-Rinascimento: teoria dell’eros

(bellezza nell’arte); idea del cosmo animato

(astrologia); idealismo come tensione,

elevazione (senza il rifiuto del mondo

naturale).

Si ha la secolarizzazione dell’idea di salvezza (laicizzazione*: borghesia - interessi nuovi): la

religione è sullo sfondo e si ha maggiormente la centralità dell’uomo nell’agire.

Secondo il rapporto di mecenatismo, i nuovi centri di cultura diventano le accademie, sulla base del

dialogo platonico vengono riprese tematiche di comune interesse, attraverso la discussione e un

confronto aperto. Al contrario, fino al 1600, nelle università si studia l’aristotelismo tomistico.

Recupero di una visione laica del sapere:

Il mondo classico viene visto come una realtà autonoma, ha un valore in sé (ripresa dei

presocratici): esso non è interpretato solo come un’epoca di preparazione, ma vengono ripresi valori

tralasciati dal Medioevo, come il legame con l’humanitas (storia, letteratura, arte, poesia). La

cultura diventa elitaria per l’uso del latino.

Si diffonde il concetto di prospettiva storica: i classici sono studiati nella loro epoca, colti nella loro

originalità e diventano un modello. La filologia, per Eugenio Garen, è il vero spirito filosofico del

tempo, attraverso il quale si acquisisce un senso storico (nonostante l’evolversi dei tempi, si

possono ritrovare le proprie origini):

Originalità e continuità nel passato diversità e identità nel presente.

Per Cristeller, l’Umanesimo non ha avuto una filosofia, perché è mancato un sistema.

Ritorno alle origini – RINASCITA (resurrezione in senso laico)

Ritorno ai classici Ritorno alla natura

ILOZOISMO – materia viva

MACROCOSMO MICROCOSMO

L’universo è interpretato come L’individuo è considerato in

un essere vivente, animato, termini cosmici: l’uomo

caratterizzato da organicità, riassume in sé tutte le

armonia, unità, in cui vi è prerogative dell’universo.

corrispondenza tra le parti e il Secondo Pico Della Mirandola,

tutto. mentre le creature hanno una

natura fissa, l’uomo ha le

caratteristiche di tutti e quindi

può diventare tutti. (sviluppo

dal cristianesimo)

Pico Della Mirandola: il De dignitate hominis è la premessa alla discussione di 800 tesi sulla

possibilità di una concordia tra le religioni (unificate sulla base dell’idea dell’unità del divino),

operando un sincretismo vivo tra la Bibbia, Platone, Aristotele e la cultura egizia.

Vi è l’idea di un cosmo animato, armonico, unitario, separato dal mondo delle idee. Come Dio,

l’uomo può determinare il proprio destino (poiché a immagine e somiglianza di Dio) e diventa il

legame tra le creature e Dio (copula mundi) libero arbitrio e antropocentrismo

Viene valorizzata così l’autonomia dell’uomo, che comunque non è ancora indipendente da Dio

(solo con l’Illuminismo).

La natura è una realtà viva, organica, vista con positività, di cui l’uomo, grazie alla sua

partecipazione creativa, è partecipe.

Dal rapporto macrocosmo-microcosmo* deriva l’astronomia in quanto vi è una corrispondenza tra

intelligenze umane e celesti: per Pico Della Mirandola, tale influenza limita la libertà dell’uomo;

per Marsiglio Ficino (1462: Accademia Fiorentina Neoplatonica), l’influenza degli astri deriva dalle

intelligenze astrali non dai corpi (toglie il determinismo).

La magia: usando come presupposto metafisico la corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo*,

individua nell’animazione della natura simpatie universali legate all’uomo. Come Dio, l’uomo è un

libero artefice che può modificare la natura: la sua potenza sta nel proseguire l’opera di creazione,

manipolando la natura a proprio vantaggio, penetrando nei suoi segreti svelandone la trama.

Es.: oroscopi e talismani: influssi, essenze che comunicano con le essenze dell’uomo (la natura e

l’uomo sono formati dagli stessi elementi, hanno simpatie comuni).

Per giustificare e fondare filosoficamente l’antropocentrismo, viene ripreso il platonismo, per

ridefinire l’essenza dell’uomo e la sua funzione metafisica, riscattando il cosmo dalla materialità.

Viene ripresa tutta la cultura classica, anche Aristotele, che tuttavia rimane in una posizione

marginale: cade l’aspetto sistematico e metafisico e si sottolinea l’autonomia della natura e la

possibilità di studiarla razionalmente, secondo una libera ricerca.

Platone è letto secondo Plotino in chiave neoplatonica da Marsiglio Ficino, che raccoglie in

un’unica opera i testi di una presunta cultura egizia, scritti da Ermete Trismegisto, a metà tra Ermes

e il dio Toth, inventori delle lettere e della scrittura, dei della conoscenza da Platone e gli ordisti, a

Plotino (200 d.C.), al Cristianesimo. Individua così un’unica sapienza sviluppata (sincretismo).I

testi ritenuti originali egizi, in realtà furono scritti tra il II e il III secolo d.C. da teologi pagani per

contrapporsi al Cristianesimo, fondando una teoria della salvezza attraverso la conoscenza

(riscossa del paganesimo su base platonica).

Il neoplatonismo dà un’interpretazione unitaria del reale (in Platone il cosmo è un organismo).

P Uno (ritorno al principio dell’unità): è ineffabile, fonte luminosa sovrabbondante che

L emana luce senza volontà, per necessità, è la fonte dell’essere.

O Nous: è il mondo delle idee (letteralmente è l’intelletto), è l’essere.

T Anima del mondo: è il principio vivificatore (punto centrale).

I Anima individuale: vivifica la materia, deve tornare alle origini, all’Uno

N (spiritualizzazione: rinascita dal degrado con la conoscenza).

O Materia: indica un allontanamento dall’Uno, una privazione di essere; non è

ontologicamente autonoma.

F Dio.

I Intelligenze angeliche.

C Anima: contiene le anime individuali (essenza dell’uomo).

I Forma.

N Materia.

O

L’uomo, poiché è al centro, può scegliere con la razionalità se innalzarsi o degradare. Ritornando a

Dio, l’intera realtà si riscatta dalla materialità attraverso l’uomo (vincolo). Lo strumento diventa

l’amore di Dio le creature e dalle creature a Dio (circolarità). Così c’è armonia e continuità

nell’universo. L’anima è padrona del corpo, immortale, con un ritorno alla spiritualizzazione,

all’elevazione (in Plotino è detta estasi). Il ritorno a Dio non implica un distacco dal mondo, ma il

riscatto del mondo dalla materialità. Il mezzo è l’amore che attira l’anima per elevazione, secondo

un percorso circolare, saldando infinito (Dio) e finito (le creature). Per reintegrarsi nell’armonia del

cosmo, l’uomo è risvegliato dalla bellezza (arte).

Nel XVI secolo, vi è un ritorno ad un interesse per la natura, che diventa animata, manifestazione

stessa di Dio e simile all’uomo. E così vi è un’unità di fondo tra mondo naturale e umano, vi sono

delle simpatie comuni. La magia bianca diventa il modo per gratificarsi della natura.

Emanazionismo: concezione ontologica di Plotino, secondo cui Dio, corrispondente all’Uno, è

ineffabile, quindi di lui posso dire solo cosa non è perché non è l’essere; la materia indica un

allontanamento dall’Uno. Gli esseri derivano dall’Uno attraverso una diffusione spontanea,

illimitata ed inevitabile, un’irradiazione della sua potenza infinita che fa sorgere gli enti restando

immobile (=luce). Non viene privato di potenza cedendola. L’emanazionismo dà luogo ad una

molteplicità di esseri disposti in una gerarchia decrescente. La materia è priva di autonomia

ontologica e procede dall’Uno, principio infinito e immateriale, al di sopra dell’essere, che da lui

emana. Da esso le cose derivano necessariamente, senza contingenza .

differenze

Concezione classica (Platone e Aristotele): la materia non deriva da Dio ma esiste di per sé e Dio le

dà ordine e forma (Demiurgo e Primo motore immobile).

Creazionismo: il mondo esiste per un atto d’amore volontario da parte di un essere superiore, più

come conseguenza necessaria della sua sovrabbondanza di essere ed ha un inizio dal nulla perciò

non deriva eternamente dalla causa emanante.

Panteismo: Dio è dentro il mondo e non al di sopra; Dio s’identifica con un principio fisico mentre

per l’emanazionismo Dio non è corporeo ed è superiore alla materia (concezione più meccanicista:

esclude l’animismo della natura).

Neoplatonismo panteistico: l’esplicazione (il farsi di Dio nella natura) di Dio nella natura non è

libera creazione ma necessità eterna.

La vita: 1548/17 febbraio 1600 nel Campo dei fiori sul rogo; la sua vita è caratterizzata da

peregrinazioni e persecuzioni e soggiorna presso università e corti (Elisabetta I, Enrico III). A 15

anni, diventa un frate domenicano, ma i primi dubbi lo sconvolgono a 18 anni, quando scappa dal

collegio forse a causa della morte oscura di un frate. Con la fuga, parte il mandato d’arresto

dell’Inquisizione. Si sposta prima a Ginevra, dove s’inserisce difficilmente nell’ambiente chiuso

calvinista; poi a Tolosa, a Parigi, a Londra (in Inghilterra insegna all’università di Oxford la

nemotecnica – nata con i retori romani che dovevano ricordarsi a memoria i discorsi pubblici e

ripresa del Medioevo da Rullo – che si ricollega alla sua memoria prodigiosa e alla pratica della

magia. Essa crea collegamenti tra forme, colori e concetti in quanto esiste la possibilità di concepire

all’interno del soggetto l’intero universo, tenendo conto di simpatie e segni). A Londra scrive i

dialoghi italiani, alcuni cosmologici (La cena delle ceneri, Della causa, principio et uno, De

l’infinito universo et mondi), altri morali (Lo spaccio della bestia trionfante, Degli eroici furori). A

Parigi insegna presso l’università, ma qui viene accusato di aver copiato Marsiglio Ficino. Nel

1586, viene chiamato dal nobile veneziano Muccinigo, che voleva apprendere l’arte della

nemotecnica e la magia. Ma iniziano le pressioni sulla Repubblica di Venezia da parte

dell’Inquisizione romana: viene arrestato nel 1592 dall’Inquisizione veneziana e nel 1593 viene

portato a Roma, dove affronterà un processo di sette anni. Per difendersi, ricorre alla differenza tra

fede e ragione, affermando che esse sono due verità di due livelli separati che potevano coesistere

(vedi Averroè). Disposto poi a riconoscere la Trinità che aveva negato, accusa il Cristianesimo di

essere uno strumento nei confronti del popolo rozzo e gli attribuisce la decadenza dell’Occidente


PAGINE

9

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DETTAGLI
Esame: Filosofia
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Storiche Prof.

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