I – L’ombra della libera muratoria.
1. Un continente sommerso.
Si può considerare la Libera Muratoria come un vero e proprio continente perduto, dimenticato.
Tale lo è anche per gli stessi Liberi Muratori, spesso del tutto ignari delle reali proporzioni della
stessa.
Il carattere apparentemente perduto, obsoleto o sommerso della L.M. tende ad accreditare la stessa,
nei confronti dell’opinione pubblica, in maniera del tutto diversa da ciò che realmente è, cioè come
una consorteria di malfattori tesi a perseguire in nome del potere dell’Ordine ogni sorta di azione
pericolosa e nefasta. O ancora fa passare la L.M. come una sorta di “reperto antiquario” che non ha
motivo di esistere nella società moderna.
Il Libero Muratore è stato costantemente visto con sospetto, come un mariuolo. Periodicamente
spuntano quindi rivelazioni riguardanti presunti complotti di cui i L.M. sarebbero i responsabili. È
certamente capitato ed ancora capiterà che un massone si renda protagonista del compimento di un
reato, ma attribuire all’organizzazione in toto la colpa di una singola persona sarebbe come
imputare a Cristo o a Marx i crimini commessi da cristiani e comunisti.
L’opinione pubblica individua nel L.M. un uomo non capace di autonome prese di posizione,
quando in realtà i suoi principi costitutivi sono: indipendenza, rispetto, tolleranza e libertà. Il
massone è quindi considerato come un figlio soggiogato dal “padre-padrone” (la massoneria) che
non può crescere e distaccarsene.
2. L’ombra.
Rappresenta il lato oscuro della personalità e non è facile analizzare il suo spazio e la sua
importanza.
La coscienza tende a rimuoverla in quanto non coerente ai modelli su cui famiglia e società
plasmano gli individui.
A fronte di questo conflitto l’uomo ha due opzioni: o si pone in diretto conflitto con la struttura
organizzativa della società e quindi con sé stesso o accetta i dettami della società reprimendo
l’ombra.
L’ombra ha per l’Io un aspetto deduttivo, attirando morbosamente a sé l’uomo.
E’ come per il sole… quando c’è sole il nostro corpo ne è illuminato, ma nel contempo getta ombra
e più brillante è il sole più oscura è l’ombra. In tutti noi c’è quindi una parte della nostra personalità
che ci è nascosta.
Chi è in preda all’ombra tende ad ingigantire quella del suo prossimo, incolpandolo ed
ostracizzandolo per colpe che non ha commesso. L’uomo invece di fare i conti con la propria ombra
(personale e collettiva) cerca di scovare quella degli altri, inverando il detto evangelico secondo cui
è più facile trovare una pagliuzza negli occhi altrui che una trave nei propri.
A livello collettivo il meccanismo è analogo. La società contemporanea getta ombra su piccole
comunità ree di essere portatrici di valori diversi da quelli socialmente vigenti, confinando in realtà
nell’ombra aspetti come tolleranza e nobiltà, che la coscienza occidentale non ha ritenuto coerenti e
funzionali ai suoi principi e scopi.
L’ombra deve essere accettata ed integrata nella personalità individuale come in quella collettiva,
evitando che il disagio psicologico e comportamentale del suo rifiuto possa portare turbamenti.
È quindi necessario affrontare l’ombra per poterla integrare.
3. L’ombra massonica.
Vi sono numerose “ombre” attribuite alla L.M., ombre che i più pensano estendersi sulla società
influenzando governi e mercati, distruggendo morale e tradizioni, controllando banche e partiti,
corrompendo e prevaricando, esercitando un potere sottile e senza scrupoli. Essa però si
estenderebbe anche sul singolo L.M. che è percepito come un essere che agisce nel buio, che
disprezza religione ed ordine costituito ed è satanista, delinquente, bugiardo e calunniatore.
A questa “grande ombra” massonica è stata addossata la responsabilità di tutto quanto inquieta la
falsa coscienza dei benpensanti, di coloro cioè che pensano come la società impone si pensi.
3.1. L’ombra “politica” della Libera Muratoria.
La L.M. è stata da sempre considerata come una fucina di intrighi politici.
Secondo l’abate Barruel vi era uno stretto rapporto tra illuminismo, Illuminati di Baviera,
rivoluzione francese e libera muratoria, con un evidente intento, inconscio, di assolvere uomini e
società da qualsiasi responsabilità, attribuendo tutto alla L.M.
In realtà gli Illuminati di Baviera volevano solo unificare la Germania, liberandola dalla pletora dei
regnanti tedeschi, costruendo una comunità primitiva fondata su pace perpetua ed uguaglianza.
A livello massone questo modello razional-politico-dottrinale s’infrangerà nel “convento di
Wilhelmsbad”, dove verrà messo in minoranza dall’ala massone più sensibile alla tradizione, al
misticismo ed all’esoterismo.
Politicamente invece verrà soppresso dal governo bavarese dopo un fortunoso ritrovamento di
documenti segreti.
Da quanto sopra si fece quindi largo la convinzione che gli Illuminati fossero l’occulto braccio
politico della massoneria. I Liberi Muratori stessi, frequentemente, percepivano gli Illuminati come
coraggiosi combattenti della battaglia per le libertà, associando ad essi illustri pensatori e politici
nonché attribuendo loro l’onnipotenza.
Da qui prese corpo la credenza che faceva della L.M. l’ombra oscura della destabilizzazione politica
generale: dalla Rivoluzione Francese, alla Comune di Parigi, a Porta Pia, al delitto di Sarajevo, alla
Rivoluzione Russa e così via. Tale convinzione divenne il leit-motif di una società inquieta e
preoccupata, sino a diventare un vero e proprio “luogo comune”.
3.2 L’ombra “demoniaca” della Libera Muratoria.
Nella seconda metà dell’ottocento i mass media rilanciarono l’idea che il culto organizzato del
diavolo fosse in stretta relazione con la L.M.
Léo Taxil (da cui deriverà il termine taxilismo, assurto a sinonimo di diffamazione antimassonica)
nel 1885 negherà il suo passato anticlericale e massone ostentando piena e convinta conversione
alla Chiesa Cattolica, dando anche alle stampe, un anno dopo, un libello (breve scritto a carattere
diffamatorio o satirico) antimassonico nel quale farà reiterate accuse di strumentalizzazione delle
istituzioni, di cospirazione politica, di furto, di omicidio, di alto tradimento nei confronti della
patria, e così via. Oltre a tutto questo farà anche riferimenti ad una presunta liturgia satanica,
nonché ad una mitica discendenza della Massoneria da Eblis, l’angelo decaduto (Lucifero).
Così facendo Taxil giustificava e potenziava il preesistente convincimento di uno stretto rapporto
tra satanismo e massoneria, affermando che la L.M. era il “braccio armato” di Satana.
L’ombra gettata in questo senso sulla massoneria fu rilevante ed ebbe grande audience contagiò le
più alte gerarchie clericali e culminò con l’udienza accordata a Taxil da parte di papa Leone XIII,
accreditando così le insensate rivelazioni di Taxil come il racconto della vera ombra della L.M. Tale
ombra si mantenne anche quando, nel 1987, Taxil ritrattò le sue rivelazioni affermando che si
trattava solo di menzogne.
3.3 L’ombra del “sesso” e la Libera Muratoria.
La sessualità rappresenta un mistero insondabile ove la tensione naturale alla riproduzione biologica
si fonde con quella spirituale dell’amore, essa costituisce un mistero che ha progressivamente
assunto i connotati di una costante insidia morale da cui guardarsi con timore per non precipitare
nell’abisso dell’incontrollato e dell’istintuale.
La sessualità, insomma, è stata pensata come l’ombra inquietante del primitivo, venendo svalutata
dalla morale cristiana prima e da quella borghese poi.
Il radicato disprezzo verso sessualità (una delle grandi ombre della collettività Occidentale) e corpo
culminerà con la salita al soglio papale da parte di Innocenzo III, il quale vi ci si scaglierà contro.
L’associazione tra sessualità e L.M. è stata automatica, nell’immaginario collettivo, e favorita dal
carattere segreto della L.M., dalla sua generale tolleranza e dal suo rifiuto di ogni conformismo e
dal rifiuto di ogni dogmatismo morale. Altro fattore importante in questo senso la presenza di ebrei,
da sempre tacciati di perversione e depravazione.
Il cono d’ombra si proietta quindi sul massone, che diventa il prototipo di essere immorale e
perverso fino a diventare un potenziale criminale da cui difendersi.
Al giorno d’oggi tale convincimento non è mutato nella sostanza e stampa e film non appena ne
hanno l’occasione imbastiscono trame in cui vengono fatte allusione in questo senso (come nel film
Jack lo Squartatore, in cui il killer viene – fantasticamente – descritto come Maestro Massone).
Questo conferma subliminalmente allo spettatore che la cerchia sociale tra cui la L.M. opera sia un
ambiente sessualmente malato. Un altro esempio in questo senso è il libro “La Loggia degli
Innocenti”, di Michele Giuttari, in cui non viene mai nominata la Massoneria ma, già dal titolo, si
capisce che vi sono riferimenti evidenti.
Come dice Jung nel mondo civilizzato molti esseri si sono sbarazzati della propria ombra,
diventando bidimensionali. Facendolo la accollano a qualcun altro, come avviene con la L.M.
4. Uscire dall’ombra.
Reiteratamente da più parti parte l’invito alla Massoneria di uscire, metaforicamente, dall’ombra.
Niente da eccepire se questo si risolve nel giusto richiamo a una sempre maggiore apertura e
trasparenza, tuttavia spesso purtroppo questi inviti sono un inconscio appello a restare nell’ombra,
cosa che fa comodo alla società, la quale può così compiere ogni sorta di operazione (anche
criminosa) nella convinzione di poter scaricare ogni responsabilità ed ogni paternità sulla L.M.
Per uscire dall’ombra si deve:
- accettare la propria ombra, partendo dal presupposto che riveste un ruolo di grande
importanza per l’uomo e la società;
- avere libertà interiore, che si ottiene lottando con l’ombra;
- avere un sapere sia umanista che scientifico, rifiutandone la separazione e propugnando un
unico, equilibrato ed armonico sapere, quello della totalità; per farlo è necessario
considerare il mercato un mezzo atto ad innalzare le condizioni di vita e a diminuire le
sperequazioni sociali, che sono alla radice del disagio che mantiene buona parte del mondo
in una condizione di ignoranza, povertà e sudditanza, se non schiavitù;
- avere fede profonda e assoluta nella tolleranza che porti a difendere strenuamente le proprie
convinzioni, cerchi che possano coesistere ed integrarsi con quelle altrui;
- infine si deve ricercare la Luce interiore ed esteriore, cosa che è lo scopo dell’esistenza del
singolo uomo e dell’umanità tutta.
II – La via simbolica della Libera Muratoria.
1. L’appeal della Libera Muratoria.
La L.M. rivendica a sé un ruolo che la rende agente attivo nel perfezionamento individuale e nel
progresso dell’umanità tutta. Questo scopo pone almeno due interrogativi:
1 – come può la L.M., con una presenza numerica così scarsamente rilevante, pensare di essere
all’altezza del compito universale che ambisce a svolgere?
2 – E’ il corpus massonico (presupposti teorici, forme rituali, struttura gerarchica, modalità
cerimoniali e comportamentali) compatibile con il sentire e la cultura dell’età moderna?
Nel primo caso ci si trova dinnanzi ad una classica antinomia della post-modernità, quella per cui
l’elitarismo di un gruppo è assolutamente compatibile, se non indispensabile, con una società ad alta
densità numerica. La complessità della società contemporanea richiede una presenza qualificata di
individui in grado di controllarla, le élites, appunto. Ovviamente le élites tendono a fare propria
l’ideologia del consumismo e del mercato, al più unendovi qualche generica opzione umanitaria e
qualche tranquillizzante; da ciò ne consegue un senso di vuoto che ha dato e da luogo a
psicopatologie all’interno delle élites stesse che portano ad ansie, nevrosi e depressioni. Questo
favorisce il formarsi di nuove élites, spesso in controtendenza rispetto a quelle esistenti.
Queste nuove élites finiscono con l’avere notevole attrattiva come alternative ad un universo
motivazionale assolutamente deficitario. Questo è il caso specifico della L.M., rispetto cui è
riscontrabile una indubbia congruenza tra le finalità dichiarate nei suoi documenti ufficiali e
costitutivi e le esigenze insoddisfatte di una società in crisi e scarsamente motivata.
Nel secondo caso ci si trova dinnanzi a due aspetti: da una parte la L.M. rivela pressoché ovunque
(tranne in Italia e nei paesi dell’est ex comunisti) un vistoso picco numerico in senso negativo si in
riferimento ai giovani che non si avvicinano più all’Ordine che a coloro che lasciano l’Istituzione;
dall’altra si assiste invece ad un rinato interesse per tutto quanto attiene spiritualità e religione ed
esoterismo.
1.1 La Tradizione
La definizione di Zolla definisce come la Tradizione sia radicalmente distante dall’esteriorità del
mondo moderno e sottolinea invece l’importanza dell’interiorità dell’uomo. Ciò rende la Tradizione
estranea a qualsiasi forma di intellettualismo ed ideologismo. A ciò si aggiunge la recisa
opposizione alla centralità di una temporalità oggettiva e misurabile.
La Tradizione si pone in netta opposizione rispetto a tutto quanto la modernità rappresenta,
ribadendo invece come la realtà sia animata da un’unica forza e sia volta, al di là di ogni
contingenza, ad un solo scopo: quello di conoscere, comprendere e utilizzare tale forza, vivendola
come propria. Essa coincide ed il esprime il Sacro e si presenta come la cifra più alta dell’equilibrio
e dell’armonia.
La si può quindi considerare contrapposizione tra Pleroma (pienezza dell’essenza divina) e Kenoma
(regno del nulla).
La Tradizione a differenza della scienza è imparziale e non può quindi che porsi come la scienza
della Totalità.
Essa ritiene che il suo nucleo sia il mundus imaginalis (ciò che è significativo, simbolicamente,
nella vita dell’uomo ma che non può essere percepito e risolto in chiave unicamente razionale, come
passione, sogno, desiderio, paura…).
Si può concludere che lo scarso appeal della L.M. sulla società dipende dal modo in cui si pone nei
suoi confronti, che è influenzato dalla piena consapevolezza di ciò che si è o che si vorrebbe essere.
Vi è quindi una
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Filosofia delle scienze sociali – Hobbes
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Filosofia delle scienze sociali – Domande
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Filosofia delle scienze sociali - la teologia politica
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Filosofia delle scienze sociali