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Filosofia delle scienze sociali – Domande Appunti scolastici Premium

Domande di Filosofia delle scienze sociali. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Significato di teologia politica, Storia semasiologica di Keselleck e storia onomasiologica di Ritter, Contratto sociale di Rousseau paradosso, Quali sono le... Vedi di più

Esame di Filosofia delle scienze sociali docente Prof. P. Villani

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PIENA POTESTA’ PAPALE (PLENITUDO POTESTATIS)

La Piena Potestà Papale è stata presa in considerazione da Innocenzo III, Innocenzo IV, Bonifacio VIII e

Enrico da Susa; questa dottrina afferma che : Il Papa è il Vicario di Cristo (la dottrina fu tramandata nei secoli

successivi e nel 500 teologi come Pelayo continuarono ad affermare ciò );

la potestà del Papa si estende sui cristiani e sugl’infedeli in quanto sottoposti alla legge naturale (Innocenzo

IV e Tedeschi.)

CHI ERA L’ESPONENTE AGOSTINIANO DEL 500?

E LA POLITICA CHRISTIANA DI LUTERO.

Il rappresentante agostiniano del 500 fu Martin Lutero.

Egli sostituì la Dottrina Teologico Politica con una variante diversa: La Politica Christiana, essa si

caratterizza per la presenza di 4 elementi:

1. il fondamento di diritto naturale; 2. la deduzione dell’autorità politica del 4° comandamento; 3. la

presenza di un quadro teologico che garantisce la possibilità dell’autodifesa; 4. lo sviluppo della

dottrina dei 3 stati.

Per Lutero i genitori sono da intendersi come due ceti distinti all’interno della famiglia, nel 4° comandamento

è inclusa l’obbedienza verso tutte le cariche di governo giacchè dall’autorità dei genitori deriva e si diffonde

ogni altra autorità.

Melantone: nei suoi “luoghi comuni teologici” spiega che l’obbedienza ai genitori è solo il primo grado del

comando e vale come regola per tutte le altre forme di dominio. Il rispetto dei genitori è un comandamento di

Dio cosi anche l’obbedienza dovuta alla potestà pubblica.

Come il padre è responsabile dell’incolumità della famiglia, così il re deve provvedere alla salvezza del

regno.

LA DOTTRINA DEI DUE REGNI DI LUTERO.

La Dottrina dei due regni o dei due governi fu il nucleo portante della Teologia Politica di Lutero.

Questa dottrina fu sviluppata come reazione ai disordini sociali dei primi anni della riforma, secondo Lutero la

condizione del Cristiano ha una duplice prospettiva: da un lato egli è Signore di tutte le cose e non è

sottomesso a nessuno, dall’altro servo di cose e suddito di tutti; infatti il Cristiano ha una doppia natura: se

consideriamo la sua anima egli vale come un uomo spirituale; se invece guardiamo la carne e il sangue egli

rimane un uomo corporeo.

Per essere libero deve solamente credere, le opere al contrario non possono toccare l’anima e sono perciò

irrilevanti per la salvezza.

Il cristiano fedele è al di sopra dei comandamenti e delle leggi; tutti i cristiani appartengono al regno di Dio

ma solo pochi sono gli eletti.

Per custodire i due diversi il Creatore ha istituito due governi quello spirituale e quello temporale

Giacomo VI di Scozia e I d’Inghilterra.

la posizione eusebiana si è espressa a cavallo tra 500 e 600 nelle opere del re Giacomo VI di Scozia e I

d’Inghilterra, il quale ritenne che la potestà regale fosse di origine soprannaturale ed è la forma perfetta di

governo.

Ci sono 3 fondamenti dell’autorità monarchica : 1 tutte le monarchie terrene sono istituite direttamente da Dio

2. l’origine storica delle monarchie

3. il monarca non è limitato nelle sue funzioni da contratti espliciti perché è un padre nei confronti del suo

popolo considerato come suoi figli.

La teologia politica si basa su due affermazioni conflittuali:

1 il re è obbligato a realizzare il bene del regno, sia la salute del corpo che la salvezza dell’anima.

2 la potestà del re è libera; quindi il re deve obbedire alla legge di Dio ma sulla terra egli stesso è la legge di

Dio.

SCUOLA DI SALAMANCA:

tale scuola rifiutò la dottrina medievale della piena potestà papale e offri un nuovo modello di ordine

teologico politico sia per la chiesa cattolica sia per la repubblica.

All’uomo sono state date due vite distinte terrena e spirituale, ciascuna delle quali è governata da una

propria giustizia e mette capo a due distinte potestà; uguali per causa efficiente, l’onnipotente, ma diverse

per fine e materia. L’imperatore non può comandare sull’intero genere umano, il pontefice non ha Potestà

sull’ambito temporale.

Cosa s’intende per potestà indiretta del papa e quale autore ne parla:

Roberto Bellarmino formula la dottrina della potestà indiretta del papa la quale afferma che il papa ha un

potere spirituale e perciò riguardante questioni di fede ma ha anche un potere diretto ovvero può intervenire

nell’ambito secolare in casi eccezionali, quando vi è di mezzo la salvezza dell’anima. Per tanto al papa

spetta sia un potere diretto sui fedeli che uno indiretto sui governi.

Lo schema di bellarmino prevede due ordini indipendenti provenienti da Dio in due modi diversi ma

subordinati l’uno all’altro e perciò capaci di intersecarsi in determina circostanze.

LA TEOLOGIA CALVINISTA

La teologia politica calvinista ha una struttura simile a quella di Bellarmino, unisce l’uomo e Dio in due

diverse forme. Il calvinismo non riconosce l’idea della rappresentazione papale, e il sogetto umano con il

quale Dio entra in diretto contatto è il popolo ciè la comunità degli eletti.

Le due diverse vie nelle quali si realizza l’ordine sono il diritto naturale e il patto.

LA TEOLOGIA POLITICA COMPLESSIVA DI ALTHUSIUS

Egli ha sviluppato più a fondo le due diverse forme della teologia calvinista organizzandole in una teologia

politica complessiva; la sua argomentazione riconduce a tre elementi fondamentali: 1. il mondo deve essere

pensato come un complesso eterogeneo formato da parti distinte; 2. tutte le componenti del creato possono

intrattenere rapporti armonici di giustizia, la cui somma forma l’ordine dato da Dio all’universo; 3. una

relazione tra elementi diversi può nascere solo da un nesso di subordinazione, generato dalla parte

superiore.

Il diritto naturale è il fondamento perché fornisce i principi sui quali si regge l’ordine della società ed è la

norma che il creatore ha dato all’uomo per costruire la città.

Accanto a questa mediazione indiretta nel diritto naturale esiste anche una via diretta, un legame che Dio

instaura immediatamente nella forma di un’ alleanza religiosa, il patto.

La teologia politica federale di Althusius è propria del pensiero calvinista; il suo nucleo è la dottrina del patto

che ingenera l’ordine politico e tutte le dinamiche di comunicazione che in esse hanno luogo.

FILMER:

con la pubblicazione del suo film “il Patriarca” tendeva a sottolineare il potere assoluto del sovrano e

polemizzava contro la dottrina della potestà indiretta e contro quella dei cattolici e dei calvinisti che

favorivano il potere sorretto dalla moltitudine e concedevano il diritto di punire i sovrani.

SAMUEL PUFENDORF

fu il fondatore del giusnaturalismo moderno, egli chiari il rapporto tra immanenenza e trascendenza tra diritto

naturale e teologia.

Egli individuò tre fonti da cui gli uomini traggono la conoscenza dei loro doveri: 1) dal lume della ragione da

cui provengono i doveri comuni a tutti 2) dalle leggi civili da cui provengono gli incarichi spettanti ai cittadini

di una determinata città. 3)dalla rivelazione della divinità da cui provengono gli obblighi cristiani. Egli affermò

che la ragione prescinde dall’insegnamento della teologia ed egli fa valere solo la propria ipotesi, la quale

contiene un principio universale, per un numero di casi più vasto mentre la teologia enuncia verità che

valgono solo per i cristiani.

CHRISTIAN THOMASIUS

Egli dice che il diritto naturale si fonda sulla retta ragione, che però non significa che l’uomo ha gia dei

contenuti altrimenti si metterebbe in discussione la legge stessa di Dio; quindi l’uomo è munito di ragione ma

questa è priva di contenuti, è una ragione imperfetta in quanto non ha insiti in se certi concetti. Da ciò

Thomasius ricavò che non è possibile partire dal concetto cattolico perché questo è limitato. In conclusione il

diritto naturale riguarda tutte le azioni umane sottoposte alla ragione.

Egli divise la filosofia in tre principi: 1) Onesto: riguarda l’interiorità dell’uomo. 2) Decoro: è tutto quello che

riguarda la vita sociale e politica dell’uomo, cioè le relazioni con gli altri e il saper valutare il modo migliore

per raggiungere un fine. 3) Giusto: rapporto Uomo- Stato, una persona è detta giusta se rispetta le leggi

dello Stato.

Thomasius sviluppa la distinzione operata da Pufendorf tra doveri perfetti e doveri imperfetti. Spiega

i doveri perfetti sono legati all'obbligazione coattiva mentre i doveri imperfetti sono quelli che possono

realizzarsi solo come dimostrazione di umanità e se sono negati possono essere sottoposti a giudizio

morale. Thomasius arricchisce tale distinzione facendo un'ulteriore distinzione tra tra obbligazione interna ed

esterna: a quella interna appartengono i termini di diritto esteriorità e sovranità mentre a quella esterna

appartengono i termini di interiorità, virtù ed etica. Da questa distinzione nasce un'ulteriore divisione nella

filosofia di tre ambiti: etica, la quale si manifesta nella coscienza e ricerca la pace; la politica, che è la pratica

della prudenza, essa porta alla benevolenza attraverso un comportamento decoroso; il diritto, che è la

realizzazione del giusto.

KANT

Nel 700 il percorso della secolarizzazione della politica si compone di due movimenti complementari: la

Trascendenza, respinta fuori dall’esperienza terrena e il Mondo Pratico, che si separa in due mondi: 1

esterno dominato dalla legge. 2 Interno, riguarda la coscienza libera, l’uomo è responsabile del proprio

destino. Quanto più Dio è lontano, più la coscienza è abbandonata a se stessa.

Tale percorso raggiunse la sua realizzazione nella filosofia di Immanuel Kant con la quale il mondo viene

completamente secolarizzato a natura meccanica, mentre alla morale è riservato un infinito interiore

accessibile solo attraverso la coscienza. Il punto di partenza di Kant è quello di verificare se è possibile

considerare la conoscenza filosofica, come scienza. Una scienza è una conoscenza necessaria ed estensiva

del sapere e può essere definita tale solo se servirà ad esso; la filosofia è anch’essa necessaria ed

estensiva? I precettori di Kant furono gli empiristi, secondo i quali non esistono conoscenze innate. Per gli

empiristi l’unica fonte di conoscenza è l’esperienza fondata essenzialmente sui ricordi. Iumm (empirista):

arriva a dire che non esiste la scienza; ecco perché Kant con la sua rivoluzione copernicana affermava ke

doveva essere cambiata la mentalità. A Kant interessava sapere come l’uomo funziona, la sua indagine non

è più fondata sugli oggetti ma bensi sul soggetto che funziona perché ha delle abilità in comune a tutti.Kant

coglie la realtà spazialmente e temporalmente. Ciò che viene colto da una persona non è la realtà ma è

certo che tutti gli uomini colgono qualcosa allo stesso modo, per cui può essere definito scienza. Si può

avere una scienza della realtà ma la metafisica non può essere definita scienza perché comprende la realtà

nella sua complessità. L’essenza della realtà viene raggiunta attraverso la ragione. Kant: “il cielo stellato

sopra di me, la legge morale in me” : - leggi civili: si hanno delle regole, sono conoscibili; - coscienza: lo

spazio in cui io sono libero e posso autodeterminarmi.

BURKE Burke: inizia ad osservare come in un mondo privo di ideali, l’uomo perde i riferimenti esterni e

critica la secolarizzazione perché il tempo nel quale vivono gli uomini è ben più complesso, in quanto in uno

stesso momento si’ incontrano i piani temporali del futuro e del passato, di conseguenza il vero contratto che

unisce lo Stato non vincola solo i vivi ma anche i morti e i non ancora nati.

MAISTRE

studia la rivoluzione in tutti i suoi aspetti e afferma che in essa non c’è l’esaltazione ma una punizione per gli

uomini per aver escluso Dio dalla propria vita, egli afferma che una società civile non può esistere se non ha

origini divine; il Sovrano per governare deve avere anche un aspetto sacrale. Il suo punto di partenza

fondamentale è la provvidenza divina, studia la rivoluzione in tutti i suoi aspetti e afferma che in essa non c’è

esaltazione ma una punizione per gli uomini per aver escluso Dio dalla propria vita.

Egli afferma che le società umane sono nate dopo un lungo processo storico e grazie alla formazione

impartita dal Sovrano il quale riceve il suo potere direttamente da Dio. In più sviluppo lo studio sugli elementi

utili per l’ordine umano e affermò che ogni potere deriva da Dio, in seguito sottolineò l’importanza di due

autorità quella dei Monarchi che Governano le nazioni e quella del Papa che interviene per regolare la sua

supremazia.

HEGEL

Hegel fece una riflessione su Stato e Chiesa, reinterpretò la questione della temporalità moderna come una

consapevole secolarizzazione della coscienza religiosa nella dimensione mondana.

Per Hegel la religione moderna si fonda sul fatto che Dio è morto; questo suo pensiero è riportato nella

“fenomenologia dello spirito” come una vicenda trinitaria dell’eternità, dell’incarnazione e della

trasformazione del sapere divino. Infatti il sapere di Dio si realizza in tre modi diversi: Nel Padre in maniera

immediata e sostanziale; nel figlio rappresentata come verbo in una singola esistenza cioè quella di Gesù;

nel regno dello Spirito Santo come comunità e Chiesa, autocoscienza universale. Tra religione e stato

dev’esistere un legame sostanziale, sia l’una che l’altro sono realizzazioni dell’autocoscienza e hanno per

oggetto la verità assoluta. La realtà è governata da un principio di ragione, e questo principio è Dio

trasformatosi nel mondo e nel secolo,secolarizzandosi.

LE LEGGI CIVILI

Le leggi civili sono i comandi di colui che ha ricevuto la potestà suprema sullo stato riguardo alle azioni future

dei cittadini. Ogni legge umana è civili; solo il legislatore può fare le leggi e ad ogni legge è congiunta una

pena. Nessuna legge civile può essere contraria alla legge naturale.

E’ necessario però che per obbedire alle leggi i cittadini conoscano quale uomo è il legislatore, cosa dice la

legge e a chi è rivolta.; per conoscere la legge sono necessarie la promulgazione e l’interpretazione.

LEGGI NATURALI

Esse sono manifeste in triplice modo, con i dettami taciti dalla retta ragione detta parola razionale, con la

rivelazione immediata per mezzo di una voce sovrannaturale detta parola sensibile e con la voce di un uomo

che Dio ha raccomandato agli altri, il Profeta detta parola profetica.

SPINOZA

è un irrazionalista, per lui non esiste altra realtà che non sia la sostanza. La realtà è unica, Dio e Natura

coincidono, tutto è Dio e la sostanza è unica. Si rifà alla Concezione Immanente cioè Dio è nel mondo,

perché è il mondo.

Con Spinosa si assiste al fenomeno della secolarizzazione : mondo politico e mondo divino, la visione di Dio

si capovolge rispetto a quella di Hobbes per il quale non c’è traccia di Dio nel mondo per questo esisteva un

suo intervento nella realtà, l’uomo era abbandonato a se stesso. Spinosa dice che tutto è Dio e al di fuori del

mondo non può esistere nulla, egli riporta Dio nel mondo e fa coincidere il mondo con Dio, Egli è sostanza e

Causa Sui : noi siamo generati da qualcos’altro per cui non lo siamo, Dio è Causa Sui è nato da se stesso,

non esiste altro al di fuori di se, Egli è l’infinito. La Sostanza è unica: però subisce delle modificazioni (corpi

e pensieri) sono modificazioni della sostanza, attraverso estensioni e attributi che spesso risultano

indispensabili, per Spinosa l’uomo esiste ma in modo diverso. La Sostanza è Dio e anche l’uomo è sostanza

ma in modo diverso perché è una modificazione della sostanza, quindi Spinosa riduce tutto il suo pensiero

alla sostanza. Questo principio è ciò che Spinosa chiama Conato: tensione a mantenere se stesso, la

propria esistenza, cercare quindi di continuare a vivere. Ciò corrisponde alla prima legge di Hobbes: ogni

uomo ha una spinta innata ad autoconservarsi, tende a conservare la sua essenza.L’uomo è caratterizzato

da capacità diverse: Immaginazione – colui che accetta senza verifiche le opinioni altrui; Ragione – colui

che non accetta le opinioni altrui ma utilizza la ragione; Intuizione – non è fondata sulla ragione ma

sull’intuizione, colui che intuisce che non esiste differenza tra lui e un altro. La conoscenza intuitiva è quella

che permette all’uomo di cogliere il concetto di Sostanza ed è una dote che non tutti hanno. La Religione

appartiene al primo tipo di conoscenza, l’Immaginazaione, con essa l’uomo accetta quanto gli viene conferito

e lo mette in pratica.La verità è limitata perché il popolo essendo ignorante non utilizza la ragione, per questo

la religione è ridotta a pochi e semplici precetti, quindi essa non arriva alla verità perché si ferma

all’immaginazione; solo la filosofia giunge alla verità : alla Sostanza. La Teologia non si esprime sull’ordine

della natura ma fornisce rappresentazioni immaginose ad un contenuto morale. La Filosofia, invece è

obbligata all’ordine delle cause e alle manifestazioni nella sostanza. Il principio di espansione e di

autoconservazione risiede nell’uomo che è alla ricerca continua di un bene maggiore, cercando di non

recare danno ad altri. Hobbes: l’uomo cede tutti i suoi diritti allo Stato per vivere meglio, senza conflitto

quindi per Hobbes l’uomo rinuncia alla sua libertà. Spinoza: egli dice che l’uomo rinuncia a un bene per

ricavare un beneficio maggiore quindi non rinuncia alla sua libertà come spiega Hobbes. Il percorso di

Secolarizzazione per Hobbes e Spinosa è lo stesso ciò che differisce è la prospettiva: Hobbes riconosce i

limiti anche per lo Stato; Spinoza li riconosce a fin di bene in quanto deve recare all’uomo maggiori benefici.

HOBBES

Nel periodo precedente a Hobbes vi era un mondo finito,limitato, ogni soggetto si adattava alla realtà, con H, invece,

l’uomo è sottomesso alla sola ragione e per questo è libero. Secondo H l’approccio classico genera conflitto perché non

si troverebbe mai un punto in comune. Il mutamento di prospettiva si ha con la nascita delle regole. H. parte da un punto

(postulato) per raggiungere poi tutte le conseguenze. Il Postulato e la conseguenza. Il fine di H è quello di giungere ad

uno spazio neutro (ove non esistono conflitti) per questo bisogna partire da postulati logici (detti dalla ragione)e per

questo non discutibile. La Ragione è l’ abilità, lo strumento (neutrale) per raggiungere una conclusione corretta. Per H.

ragionare significa addizionare più elementi ma bisogna comunque avere un punto di partenza,egli si riferisce ai


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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Domande di Filosofia delle scienze sociali. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Significato di teologia politica, Storia semasiologica di Keselleck e storia onomasiologica di Ritter, Contratto sociale di Rousseau paradosso, Quali sono le evoluzioni della religione civile di Rousseau?, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in programmazione, amministrazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia delle scienze sociali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Villani Paola.

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