Filosofia della musica
Introduzione
Peter Kivy: filosofia di filosofia. Apparente vacuità, assenza della necessità persino di essere asseriti esplicitamente e il fondamentale potere di illuminare aspetti cruciali di ciò di cui stanno alla base. Filosofia di qualsiasi cosa è un sistema di pensiero del quale sono parte eminente ed essenziale le asserzioni fondamentali di cui ho parlato [filosofia del baseball ad esempio]. Filosofia di qualcosa può essere filosofia in un certo periodo e cessare di esserlo in un altro.
Filosofia - pratica umana, quando quella pratica è considerata come profondamente coinvolta nelle nostre vite, addirittura al punto da aiutare a definirci come esseri umani. La musica penetra così profondamente nella fondamenta dell’essere umano al punto che, come la morale o la scienza, possa essere intesa come qualcosa che definisce parzialmente le nostre vite.
Storia di riconoscimento
Platone - musica come abilità tecnica. Nel Settecento era degna soltanto di scarsa attenzione, più basse delle arti belle. Negli ultimi venti o trent’anni la musica abbia conseguito tale status. Musica penetra nell’intimo del nostro essere.
Musica – sempre esistita, non esisteva il riconoscimento del fatto. Diciottesimo secolo – musica smise di essere considerata come un’abilità tecnica – cominciò a essere vista come una delle arti belle. Rinnovata reputazione guadagnata dalla musica – prima vera storia della musica, scritta da Charles Burney. Sviluppo di discipline accademiche - musicologia storica ed etnica: discipline dedicate alla storia della musica occidentale e allo studio sistematico delle tradizioni musicali non occidentali.
Filosofia della musica
La musica è una forza profonda e durevole per la famiglia umana. Filosofi: precetti e preposizioni, sembrano essere vuote banalità; sembrano essere così ovvi che tendono a rimanere impliciti; a una riflessione più accurata, viene compresa la loro capacità di illuminare e spiegare la pratica o la disciplina della quale essi forniscono gli impliciti fondamenti. Una filosofia della musica sarà sistema di precetti e proposizioni che potranno sembrare vuote banalità non degne di essere esplicite, ma si riveleranno assai illuminanti per la pratica cui soggiacciono.
Connessione tra musica ed emozioni
Connessione speciale tra la musica e le emozioni umane, molto più stretta con le emozioni che qualsiasi altra delle belle arti. Musica, all’epoca di Platone e Aristotele, scompagnata da uno strumento a corda come la lira. “Monodia” o musica “monodica”. Platone (nella Repubblica) afferma che la melodia composta sulla base di un modo susciterebbe negli ascoltatori emozioni o stati d’animo appropriati a quel modo.
Platone - le melodia hanno il potere di suscitare emozioni negli ascoltatori mediante l’imitazione o la rappresentazione della maniera in cui le persone esprimono tali emozioni nelle loro parole ed esclamazioni. Aristotele - la musica non rappresenti l’espressione fisica delle emozioni umane, ma le emozioni umane stesse, e che l’anima umana si muova, emotivamente, in simpatia con tali rappresentazioni.
Rinascimento e musica
Fine sedicesimo secolo - Firenze – revival della tragedia greca - dramma musicale – conosciuto da noi come “Opera”. Membri della Camerata - sostenevano che il potere della musica di suscitare le emozioni umane risiede nella rappresentazione, mediante la melodia, della voce umana parlante. Musica potesse essere espressiva delle emozioni umane – eccitazionistiche dell’espressività musicale.
Membri della Camerata adottarono un meccanismo “simpatetico” - siamo portati a provare un’emozione per il fatto di “intensificarci” con quello stesso agente, sentendo la stessa emozione espressa dall’agente nella rappresentazione – stessa emozione che starebbe esprimendo l’agente rappresentato.
Espressività musicale
Analisi la musica in termini espressivi (felice, triste, e simili) e l’analisi quando affermiamo di essere profondamente, emotivamente mossi dalla musica. Psicologia cartesiana: moto del suono musicale sarebbe stato in grado di eccitare direttamente gli spiriti vitali, suscitando in tal modo le emozioni dell’ascoltatore.
Schopenhauer: mondo come volontà e rappresentazione - musica, predominasse sulle altre arti, rappresenta questa volontà cosmica in maniera più diretta di ogni altra. Schopenhauer elevò la musica dallo status basso allo status superiore a tutte le altre. Musica - l’arte romantica per eccellenza. Schopenhauer - musica rappresentazioni delle emozioni umane.
Filosofia contemporanea
Filosofia contemporanea: emozioni risiedono nella musica. Schopenhauer distinse espressività dal potere della musica di muovere emotivamente l’ascoltatore. Musica è espressiva delle emozioni in virtù del suo potere di rappresentare, ma non muove emotivamente per il fatto di suscitare una o più emozioni da essa rappresentare.
Hanslick (in Sul bello musicale) sostiene due tesi: tesi “negativa” e la tesi “positiva” - tesi negativa non è vero che lo scopo unico o primario della musica, come arte, sia o suscitare o rappresentare quelle che o chiamato le emozioni comuni in qualsiasi modo artisticamente rilevante. Il fatto che la musica possa avere effetti emotivi sulla gente con stranezze o “problemi” emotivi temporanei o permanenti è irrilevante per la natura e gli scopi artistici della musica. “Teoria cognitiva delle emozioni”.
Teoria cognitiva delle emozioni
Una persona che sente paura deve avere una credenza o insieme di credenze che possano essere ragionevolmente considerate in grado di suscitare paura in una persona. La paura deve avere un oggetto. Hanslick - la musica assoluta non possiede la capacità di offrire il materiale di un’eccitazione emotiva così intensa. Contro l’idea che la musica possa rappresentare in maniera rilevante le emozioni comuni, Hanslick usa “l’argomento del disaccordo” - completo disaccordo rispetto a quale termine o descrizione emotiva possa caratterizzare correttamente la musica.
Langer e la rappresentazione musicale
Langer (Philosophy in a New Key) - l’idea schopenhaueriana che la musica sia una rappresentazione o un simbolo iconico delle emozioni - la musica non è un simbolo iconico o la rappresentazione delle emozioni comuni individuali (un pezzo musicale non è simbolo o rappresentazione di triste, un altro di gioia e così via) - la musica è iconicamente simbolica della vita emotiva in generale. Lei ha percorso tutte le due vie: con Schopenhauer riusciva a sostenere che l’emozione è nella musica, non nell’ascoltatore; e con Hanslick secondo cui la musica non può rappresentare e certamente non può suscitare le emozioni comuni individuali. È rappresentare o simbolizzare il flusso e riflusso emotivo come un tutto.
Il significato nella musica
Hanslick - La musica assoluta possieda qualcosa che si può descrivere correttamente come “significato” o “significanza” debba avere qualcosa a che fare con le emozioni umane. Langer – la musica è un simbolo della vita emotiva “in generale” (che cosa mai può significare?). Inserire l’emozione o le emozioni “nella” musica, come rappresentazione o simbolo iconico, non sembra catturare il modo in cui noi esperiamo realmente le emozioni in musica. Schopenhauer – l’emozione potrebbe essere nella musica come rappresentazione o simbolo ionico.
Le emozioni nella musica
Oets. K. Bouwsma – l’emozione è più simile al rossore rispetto alla mela che al rutto rispetto al sidro. Il problema: l’emozione possa essere nella musica. The Philosophy and Psychology of Sensation (1934) (Hartshorne) emozioni possono essere parte del nostro campo percettivo in circostanze perfettamente comuni ben note a noi tutti. Hartshorne- la musica non è sola che per noi possieda le emozioni come qualità percettive della nostra esperienza sensibile. Fenomeno musicale – fenomeno relativo all’esperienza percettiva umana in generale. Offusca la distinzione tra ciò che è senziente e ciò che non lo è.
Proprietà emotive percettive
La musica possa possedere proprietà emotive percettive, come i colori. “È giallo a causa di questo”, non c’è un “questo” da indicare perché è una proprietà semplice. Allegria, tristezza e le qualità emotive della musica sono qualità complesse – “emergono” percettivamente dalle altre qualità che la costituiscono – Qualità “emergenti”, qualità distinte, qualità per diritto proprio separate dalle qualità che possono produrle. Il modo in cui esperimentiamo comunemente le emozioni comuni debba in qualche maniera spiegare perché ascoltiamo queste emozioni nella musica.
Similitudini tra musica ed emozioni
San Bernardo, un oggetto percettivo complesso – sembra evidente che la tristezza del muso del San Bernardo esiste in virtù del nostro verderla come una sorta di caricatura del volto umano esprimente di tristezza. I suoni emessi dagli esseri umani nell’esprimere le loro emozioni: il linguaggio parlato. Caratteristiche della musica di cui si può dire che rassomigliano ad aspetti visibili del comportamento espressivo umano. Alcune caratteristiche musicali: accordi, possiedono, per la maggior parte delle persone, toni emotivi dell’allegria, della malinconia e dell’angoscia.
Relazione musica comportamento umano- es: le persone malinconiche tendono a esprimersi con toni di voce deboli e sommessi; la musica malinconia tende a essere debole e sommessa. Melodia- primario aspetto espressivo. Fenomeno della musica che “suona come” le espressioni vocali delle persone melanconiche o allegre. In The Corded Shell – “teoria del profilo” – il “profilo” della musica, la sua “figura” sonora, analoga alle manifestazioni udite e viste dell’espressione emotiva umana – La teoria del profilo dell’espressività musicale.
Difficoltà della teoria del profilo
Difficoltà: non udiamo i suoni come rappresentazioni del comportamento malinconico e allegro. Udiamo immediatamente la malinconia e l’allegria della musica, nella musica. Il profilo della musica è probabilmente simile, a livello strutturale, ai suoni inanimati e agli oggetti naturali. Non potrebbe darsi che la selezione naturale ci strutturi in modo tale da udire i suoni come animati e dunque, dove possibile, come nella musica, come enunciati espressivi e “tipi di comportamento”
Esprimere le emozioni nella musica
Emozioni che tendiamo a udire nella musica sono emozioni il cui relativo comportamento espressivo da parte degli esseri umani riscontra dirette analogie nel comportamento espressivo dei primati superiori e di altri mammiferi. Propensione a udire consapevolmente suoni ambigui come animati e come minacciosi in noi si sia atrofizzata. Teoria del profilo dell’espressività musicale. La prima congettura è che ascoltiamo la struttura a verticale degli accordi come una sorta di profilo. Accordo diminuito - accordo irrequieto; quando compare in una struttura compositiva, per lo meno fino a tempi piuttosto recenti nella storia del sistema armonico occidentale.
Accordo minore più irrequieto dell’accordo maggiore che è quella che suona nella maniera più stabile e più compiutamente finale. Davvero le melodia assomigliano in maniera significativa al discorso umano? Se poi si passa alla presunte analogie fra il modo in cui la musica suona e quello in cui l’espressione umana appare, si dà forza adito a uno scetticismo ancora maggiore. La musica può suonare come un gesto o una postura umana?
Percezione della musica e comportamento umano
Il fenomeno del vedere cose in figure ambigue – vedere il bastone come un serpente o le facce e le figure nelle nuvole – può essere trasferito ai suoni e a ciò che ascoltiamo in essi? Scettico, non crederà che vedremo forme viventi piuttosto che non viventi in una serie ambigua di percezioni e secondo cui, in secondo luogo, la nostra percezione delle forme “animate” nei fenomeni sonori in quanto opposti ai fenomeni visivi come “senso della sopravvivenza”.
La musica come macchina
Musica - una “scatola nera” macchina di cui ci è ignoto il funzionamento interno. Sappiamo che cosa vi entra e che cosa ne esce. Cosa vi entra: qualità musicale che sono state associate con le emozioni particolari di cui la musica è espressiva. Che cosa ne esce: le qualità espressive che sono udite come espresse dalla musica.
Il problema della musica
“Problema della musica” – musica strumentale pura. Settecento - per essere un’arte bella occorreva essere rappresentazionale. La musica vocale, sin dall’antichità, è stata concepita come rappresentazionale. Così, opere d’arte che rappresentavano voci parlanti o persino conversazioni (nell’opera). “Le belle arti sono le arti della rappresentazione, la musica è la rappresentazione della voce parlante appassionata, dunque la musica è una delle arti belle”. Ma non funzionava più.
L'armonia musicale e la conversazione
Reid - l’armonia musicale come una rappresentazione della conversazione piacevole, amichevole, e dall’altro di considerare la dissonanza musicale come rappresentazione di una conversazione furiosa, litigiosa.
Implicazioni di Kant sulla musica
Kant – i giudizi sulla bellezza possano essere sia estetici sia universali – implicazioni per la sua concezione della musica. Entrambi [signorina negativa (inquinamento) e il signore positivo dell’alba (Dio)] hanno inserito nel giudizio un elemento che lo distorce e che deriva dalle personali idiosincrasie; di conseguenza il loro giudizio non è più universale in ogni altro giudizio basato sul sentimento - per esempio i giudizi sul gusto del cibo. Si deve osservare il tramonto astraendo tutte le sue credenze con un atteggiamento di “disinteresse”.
Come giudicare? La sua FORMA. Il tramonto è indubitabilmente bello se si estrae a uno stato di disinteresse dove ciò che visuali siamo è la forma dell’apparenza visiva. La forma della sua apparenza visiva rimane costante; e nel puro giudizio di gusto stiamo reagendo alla sua forma. Questo è il “formalismo” di Kant. Kant - noi aspiriamo all’accordo perché abbiamo un terreno comune. Il terreno comune dell’umanità che assicura l’accordo nei giudizi del bello è l’operazione di due basiliari facoltà umane: l’immaginazione e l’intelletto. Quando esse sono in questo libero gioco “armonico”, senza svolgere alcun lavoro, tutti ne condividiamo il piacere.
Formalismo in Kant
Essere formalisti: credere che le proprietà formali dell’arte siano le sue sole proprietà rilevanti dal punto di vista artistico. Le opere d’arte sono per Kant opere del genio. Natura delle arti belle = arte al suo massimo livello. Contenuto a due “livelli” il contenuto manifesto pone in moto le “idee estetiche”, dando l’opera al contenuto profondo, che può essere sentito, ma non può mai essere esplicitamente stabilito. Le opere d’arte possiedano anche bellezza formale. Kant distingue fra bellezza e quello che egli chiama il “gradevole”.
Soltanto la forma può essere bella. I colori, per sé, sono percepiti come semplici qualità, senza forma, e quindi no generano il piacere del bello nel libero gioco delle facoltà cognitive. Essi generano il puro piacere sensibili, il piacere della sensazione fisica. Le opere del genio esibiscano due caratteristiche definitive: bellezza formale e profondo contenuto rappresentazionale.
Musica assoluta secondo Kant
La musica assoluta – Kant la intende come un’arte meramente gradevole. Musica assoluta possieda bellezza formale e se possa suscitare idee estetiche capaci di innescare il libero gioco delle facoltà cognitive. Suoni musicali individuali siano semplici qualità percettive o se anch’essi abbiano una forma che noi possiamo percepire. I suoni sono vibrazioni nell’aria e hanno dunque una forma – la bellezza formale. E Kant considero la musica come il “bel gioco delle sensazioni”.
Effetto del rilassamento corporeo nella musica
La musica, secondo Kant, ha un contenuto manifesto nella forma delle sue proprietà espressive. Lui pensava che la musica potesse essere descritta nei termini delle emozioni ordinarie. L’effetto della musica fosse un rilassamento puramente corporeo. La musica può interagire soltanto con il corpo, non con la mente. Kant non attribuisca alla musica assoluta il pieno status di arte bella. La musica è artistica per il fatto di possedere bellezza formale; cioè è un bel gioco di sensazioni.
Esposizione di Hanslick
Hanslick: tesi negativa era che la bellezza della musica non dipende affatto dalla sua espressività. Tesi positiva: sostiene che essa risieda nei materiali musicali stessi, e specialmente nella loro forma. Hanslick descrisse la musica come “forme che si muovono in maniera tonale”. L’analogia che fa da filo conduttore è quella della decorazione. La libera decorazione (anche come Kant).
Musica come decorazione sonora
La musica è l’analogo sonoro del caleidoscopio. L’idea della decorazione in movimento. Senz’altro la musica non si muove in senso letterale, è una struttura di suoni che si succedono l’un l’altro in un ordine temporale. Hanslick – la musica non è meramente un “gioco di suoni piacevole all’udito”. La musica assoluta offra qualcosa oltre al gioco di suoni piacevole all’udito. La musica è un dipinto il cui contenuto non possiamo esprimere in parole o concetti. Il suo senso e la sua logica sono puramente musicali, la musica è una sorta di linguaggio. Cogliere relativamente alla musica qualcosa che non emergeva nelle prime immagini.
Senso di ordine e logica nella musica
Un senso di “senso”, di ordine, di logica, è esattamente ciò che invece viene offerto in una composizione musicale ben elaborata. Linguaggio: frasi italiane, connesse dal loro significato e dal significato complessivo del paragrafo che le contiene.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunti per filosofia ed estetica musicale, Prof.Giani, libro consigliato Filosofia della musica, Kivy
-
Riassunto esame Filosofia ed Estetica Musicale, prof. Giani, libro consigliato Filosofia della Musica di Kivy
-
Estetica musicale - filosofia della musica - Appunti
-
Appunti Filosofia