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rapporti visti in natura. Gli oggetti naturali allora diventano modelli per il funzionamento della

società umana. Si crea così una corrispondenza tra progresso umano e sociale caratterizzato

dall’insorgere di nuovi bisogni (necessità, comodità, diletto) e dal perfezionarsi delle arti. Si

distinguono tre gruppi di arti: 1)arti meccaniche (soddisfano i bisogni materiali degli uomini);

2)Eloquenza e Architettura (perseguono l’utile e il diletto); 3)belle arti (ricercano il piacere) che

sono poesia, pittura, scultura, musica e danza. Esse avranno come oggetto, nell’ordine: natura

semplice (utilizzano la natura così com’è), natura affinata (utilizzano la natura affinandola), bella

natura (non utilizzano la natura ma la imitano). Questo schema ha ispirazioni platoniche e

aristoteliche.

C. La Bella Natura

La Bella Natura rimanda all’idea di perfezione dal punto di vista soggettivistico (sensibilità) e

oggettivistico (razionalità), come aveva già notato Nicole e come noterà Diderot: la bella natura

deve accordarsi alla natura dell’oggetto stesso e alla natura dell’uomo (tentativo di correlazione tra

soggetto e oggetto), deve essere in rapporto con la nostra perfezione e deve essere perfetta in sé. È il

prodotto del mondo oggettivo e di quello storico, mitologico, ideale formato e ricavato dall’artista

stesso. La Bella Natura è opera di un processo astrattivo-produttivo basato su un modello ideale

interiore dell’artista che fa sia la sommatoria delle parti belle sia interviene sul materiale (la natura

viene abbellita e perfezionata). Da ciò deriva l’immaginazione che presiede alla formazione del

modello ideale che creerà l’imitazione artistica.

D. Ulteriori classificazioni

Batteux attua ulteriori distinzioni: divide le belle arti a seconda dell’organo con cui sono colte:

Pittura, Scultura e Danza (vista) da un lato e Poesia e Musica (udito) dall’altro. C’è una forte

affinità tra Poesia e Pittura; crea una distinzione tra le arti che usano un linguaggio naturale e quelle

che usano un linguaggio d’istituzione; c’è una differenziazione basata sui tipici mezzi espressivi.

Dedica un capitolo alla differenza tra Eloquenza e Architettura e Poesia e Scultura (le belle arti non

possono essere utilitaristiche) in cui parla dell’analogia tra oratore e storico: entrambi sono vincolati

ad un modello reale e non hanno libertà. Nel capitolo conclusivo, Batteux inserisce tra le belle arti

anche l’Architettura: la Poesia, la Musica e la Danza creano le immagini delle passioni umane,

l’Architettura, la Pittura e la Scultura preparano la scena dello spettacolo (mito del teatro totale).

Batteux, comunque, si mostra disinteressato nei confronti di Pittura e Scultura e attratto da Musica e

Danza.

E. Sottoclassificazioni: la poesia e i suoi generi

L’interesse predominante di Batteux riguarda la Poesia stessa, la cui essenza non è né la finzione

(dues ex machina o allegorie e metafore) né la versificazione (aspetto esteriore) né l’entusiasmo

(dispiegarsi della potenza immaginativa). La differenza tra prosa e poesia sta nel fatto che nella

seconda si attuano le inversioni (De Cerceau), soprattutto in francese; ma Batteux dice che per

essere vero dovrebbe valere in tutte le lingue e non solo in francese, così per risolvere il problema si

affida al principio di imitazione. La differenza fra prosa e poesia è allora che la poesia imita la bella

natura (come la natura dovrebbe essere, perfezionata) mentre la prosa rappresenta la natura reale

(come essa è); le suddivisioni della poesia si trovano allora nell’imitazione. La Poesia viene

suddivisa in sottoclassificazioni per generi (come si vede nei Cours de belles-lettres) e si insiste

sulla sua peculiare libertà che deriva dal nascere dei fantasmi della nostra immaginazione e dal

godimento che se ne ricava (Storia: schiavitù). Il poeta infatti non si fa condizionare dalla realtà e

anzi forza anche il linguaggio: la poesia riveste di forme corporee ciò che è spirituale (poetica della

suggestione). Esistono tre tipi di armonie: 1)lo stile deve essere adeguato al soggetto; 2)ci deve

essere un rapporto tra suoni, parole e significati; 3)armonia artificiale (combinare i suoni in modo

che tutte le sillabe di un verso, prese nel loro insieme, producano con il loro ritmo un’altra

espressione che accresca il significato naturale delle parole) che rende la poesia ipersignificante

(anticipazione del geroglifico sillabico di Diderot nella Lettere sur les sourds et les muets). La

poesia lirica invece è tutta consacrata ai sentimenti: da qui deriva la teoria della velocità delle menti

e dello scarto. Lo scarto è un vuoto che si crea tra due idee in assenza di legami intermedi: la mente

è veloce, soprattutto quando l’anima si incalza, e il poeta riesce a cogliere solo i pensieri più

rilevanti. (effetto di slegato, di bel disordine). Importante è anche il problema della catarsi tragica di

cui Batteux da un’interpretazione psicologica, escludendo la componente moralistica e edificante: la

tragedia è un esercizio dell’anima mediante emozioni tristi per accettare il destino umano (la

tragedia è un piacere puro, emozione senza dolore, paura senza pericolo, compassione senza

sventure – Aristotele). La catarsi diventa una trasformazione del dolore in piacere, mediante

l’imitazione e un abbellimento della sofferenza.

“…anche il cuore ha la sua metafisica”

A. L’idea di “Bonheur”

La giustificazione del disegno di Batteux trova la sua causa nella ricomposizione della frattura tra

sensibilità e ragione in nome di una concezione integrale della natura umana. Così si crea un nuovo

modello umano basato sull’unione di sensibilità e riflessione razionale, la cui bonheur consisterà

nell’assunzione di tutti gli aspetti del proprio io (l’uomo del ‘700 è un uomo assolutista,

autogiustificato, responsabile e padrone dell’universo – Mauzi). Batteux prende ispirazione dagli

Stoici, da Platone e da Epicuro (cui dedicherà nel 1758 La morale d’Epicure, tirée de ses propres

écrits nel quale darà una lettura legittimante del pensiero di Epicuro secondo la morale cristiana).

B. Quiete-movimento

L’Artista-Filosofo incaricato di stabilire per la prima volta le norme artistiche è attratto da ciò che

conferisce esercizio e movimento alla sua mente e al suo cuore: ma l’arte procurerà davvero piacere

se non causerà un coinvolgimento emotivo troppo accentuato. Il tema del riposo (opposto al

movimento) è presente nelle Lettres sur la phrase (1748) e investe anche la problematica

dell’inversione: infatti anche questa se usata moderatamente desta l’attenzione ma il suo abuso

provoca disgusto.

C. Ragione-Sentimento

Il nesso Ragione-Sentimento è fondamentale in Batteux: questi non sono nemici irriducibili ma due

avventure tendenti a restituire al mondo la sua vera pienezza e senza la compresenza di entrambi

non può esserci per l’uomo bonheur. Quindi i sentimenti devono avere la stessa dignità della

razionalità e così nasce la metafisica del cuore, già citata da Condillac, che troverà spazio nei

Principes de la littérature del 1764. Il nesso Ragione-Sentimento è usato in campo estetico (si

distinguono le Arti dalle Scienze: le prime si occupano del Bello e del Buono – sentire, cui fa capo

l’esprit – le seconde del Vero – conoscere, cui fa capo l’intelligenza). L’esprit si basa sul criterio di

Perfezione: gli oggetti piacciono alla nostra mente se sono perfetti in sé cosicché perfezionino anche

la nostra mente ma piacciono al nostro cuore in base al rapporto emotivo che abbiamo con essi. Per

Batteux momento conoscitivo e emotivo sono uniti: nelle cose dell’arte sembra che il sentimento si

muova di impulso ma in realtà è sempre preceduto da un lampo di luce (operazione rapidissima). La

conoscenza allora precede il sentimento e dal rapporto tra l’oggetto conosciuto e la nostra utilità

deriva il gusto naturale. Il genio è una facoltà euristica e uno strumento intellettuale che fa percepire

ciò che di norma sfugge a un comune osservatore; ma il genio serve anche a selezionare gli

elementi perfettibili della natura (è perciò ricollegabile alla sfera razionale). Il gusto invece è una

facoltà naturale riconducibile al cuore che giudica le cose naturali in rapporto ai nostri piaceri e ai

nostri bisogni (gusto naturale potenziato). Tra genio e gusto si è creato un circolo virtuoso: il gusto

è passato alle cose dell’arte grazie alle sollecitazioni del genio; il genio ha bisogno del controllo del

gusto. Quindi la polarità esprit-coeur è fondamentale per pensare l’arte (come si vede dalla bella

natura che è il modello ideale dell’artista). Per quanto riguarda il piano linguistico, visto che il

linguaggio esprime sia le idee che i sentimenti, bisogna smettere di privilegiare le prime a

svantaggio dei secondi. Batteux sembra vagheggiare l’idea di una lingua ideale basata sulla parola

totale che esprime sia le nostre idee che i nostri sentimenti e crea il ritratto della nostra anima.

D. L’idea di “Interesse”

L’interesse è l’esigenza di alleviare i deliri delle inquietudini e della noia ed è quindi la chiave di

volta del bonheur; nelle arti e nella letteratura diventa interessante con riferimento all’oggetto

estetico (rimanda alla sfera delle emozioni e delle passioni). In Batteux l’interesse viene assimilato

all’amor proprio (come in Rousseau) che è la molla di tutti i movimenti del cuore umano (la cui

voce è il gusto e il cui principio è l’interesse). L’interesse interviene solo quando c’è una relazione

emotiva tra soggetto e oggetto, denominata rapporto intimo (da qui deriva l’estetica

dell’interessante); tramite questo rapporto intimo che l’arte deve avere con noi gli oggetti diventano

interessanti. L’interesse riguardante il cuore è un anello fra una perfezione in atto (opera d’arte) e

una perfezione in divenire (fruitore) e il rapporto intimo serve sia per accrescere il nostro essere sia

per diminuirlo (questi due rapporti sono ugualmente interessanti per gli uomini). A questo

proposito, Batteux crea la teoria dell’imitazione dello spiacevole e del tormentoso, distinguendo due

piaceri: uno legato al pensiero (disinteressato) e uno legato al cuore (toccato solo dall’interesse) che

avverte che un’opera d’arte non gli offre nulla di reale. Così si spiega perché gli oggetti che ci

atterriscono nella realtà ci piacciono nell’imitazione: gli oggetti sgradevoli, infatti, ci procurano

emozioni pure e tramite questi l’arte ci offre il piacere dell’emozione (in cui l’elemento razionale e

il piacere trovano limiti nel cuore e nella libertà). L’ordine naturale per lui non è quello logico-

razionale dei grammariens-philosophes ma quello morale o pratico regolato dal cuore e dalla

sensibilità. In campo linguistico, l’interesse è il principio che presiede la comunicazione perché gli

uomini parlano spinti da questo. L’interesse è quindi una mimesi frastica che rappresenta l’ordine

delle cose da cui dipende l’ordine dei pensieri e delle espressioni. Batteux passa poi al piano

soggettivo del cuore e dell’interesse (che sarà ripreso da Diderot) e dice che dato che gli uomini non

possono manifestare i propri pensieri con una parola sola, allora ce ne sarà una che rappresenterà

l’oggetto principale e che sarà messa all’inizio della frase. Questo rappresenta il punto di vista

soggettivo di colui che parla e necessariamente anche di colui che ascolta, perché tutti gli uomini

sono simili per ciò che concerne il cuore. L’interesse viene quindi messo in relazione con

l’immaginazione, l’amor proprio, la libertà, le passioni e i sentimenti e la funzione linguistica non è

più solo comunicativa ma anche espressiva e persuasiva. In conclusione, l’ordine logico-razionale è

quello che riguarda la filosofia, la metafisica, la geometria, mentre quello fondato sull’interesse

concerne l’oratoria e la poesia. L’interesse è una forza sicura perché quando si tratta di sentire ci si

basa sulla forza, vis mentis, e non sull’evidenza.

IL NESSO SU BOS – BATTEUX

Il nesso Du Bos – Batteux è fondamentale per il ‘700: alcuni hanno dichiarato che Batteux ha

tentato di sistematizzare Du Bos, ma questa formula è riduttiva, e in più bisogna tenere in

considerazione anche Crousaz. Du Bos dice che alla noia si contrappone la Bellezza che ha grande

potere sui sentimenti; dunque il buon gusto unito ai sentimenti ci fa stimare ciò che la ragione

approverà in seguito. Da qui si vede come il filosofo tragga ispirazione anche da L’art de ne point

s’ennuyer (1715) di Deslandes che dice che per sfuggire alla noia bisogna procurarsi una condizione

emotiva artificiale. Mentre a Du Bos si ispira André nell’Essai sur le beau (1741) che vuole

completare Crousaz e soprattutto Batteux, anche se non lo cita mai. I temi comuni sono moltissimi

(noia; l’anima è come il corpo; il gusto; spettacolo totale…) ma centrale è il fatto che, in Batteux

come in Du Bos, gli uomini annoiati abbiano creato grazie al loro genio un nuovo ordine di idee per

rivitalizzare corpo e mente. Per quanto riguarda il tema del gusto, Batteux non da una definizione

del bello perché ogni uomo educato riconosce la bellezza tramite il sentimento; la differenza tra Du

Bos e Batteux sta nel fatto che per il primo il sentimento precede sempre la ragione, mentre per il

secondo la ragione anticipa il sentimento. Il tema del gusto è poi trattato in riferimento alla

Querelle des anciens et des moderns: Batteux ha una posizione aperta nei confronti della tradizione

e pone il problema del rapporto vedere/sentire (la conoscenza ci fa vedere l’oggetto e il sentimento

è un moto che ci allontana o ci avvicina da esso). Du Bos ha quindi una concezione relativistica del

gusto mentre Batteux oggettivistica, ma la conclusione è strettamente dubosiana: il gusto è la

conoscenza delle regole mediante i sentimenti. Il nucleo profondo dell’unione tra i due filosofi sta

nella concezione emozionalistica dell’arte che si innesta nella concezione universalistica e fissista

della natura umana: Batteux da un lato dice che l’emozione ci piace per se stessa e che un uomo

raffinato esprime il giudizio critico comune. Entrambi comunque dicono che gli uomini sono uguali

sul piano psicologico e perciò condividono i giudizi di gusto. La differenza invece sta nella

concezione di genio: Du Bos lo considera in senso meccanicistico e psicofisiologico mentre Batteux

in senso neo-razionalistico (è uno strumento illuminato che penetra sordamente). Riguardo il nesso

sentimento-ragione i precedenti sono di Malebranche, Locke e Sant’Agostino e da loro deriva la

nozione di estetica del ‘700; questa si divide in due tendenze: 1)sentimento contro ragione

(tendenza sensualista – Du Bos); 2)razionalizzazione del sensibile (sentimento aperto nei confronti

della ragione) i cui esponenti principali sono Batteux e André (sentimento come percezione

dell’ordine e dei valori). Du Bos fonda la sua tesi su quelle di Sant’Agostino e di Cartesio e poi gli

illuministi diranno che l’arte è un piacere elementare. Du Bos, Crousaz, André e Batteux allora sono

unita dalla ricerca di un’unione di ragione e sentimento fondata sull’ideale di bonheur (ripresa di

Pascal): per fare ciò, Batteux crea la teoria della bella natura e Du Bos il legame tra effetto

terapeutico-emotivo dell’arte e la consapevolezza della nostra esistenza (entrambi ci allontanano

dalla noia).

SULZER E LA NOZIONE DI “INTERESSANTE” NELLE BELLE ARTI

Sulzer nel Supplément dell’Encyclopédie (1777) dice che interessante è ciò che ci procura

un’occasione attuale di godimento stimolando in noi un desiderio; è la proprietà di tutti gli oggetti

estetici che ci strappano alla noia e intensificano l’attività dell’anima (la cura sono le belle arti). Dal

1715 nasce l’estetica dell’interessante sotto l’influenza di Du Bos, che ha come precedenti

Malebranche (il moto dell’anima è dovuto a un impulso divino), Shaftesbury (entusiasmo in cui

l’uomo trova il suo compimento), Locke (la molla dell’anima è l’inquietudine). L’interesse nel

‘700 è allora un palliativo naturale all’angoscia originale (istinto all’amour de soi - Rousseau), è un

valore esistenziale. Batteux dice che gli oggetti devono essere interessanti, cioè devono avere un

rapporto intimo con noi; l’interesse è fondamentale nella bella natura per ciò che concerne il cuore.

PENSIERO E LINGUAGGIO: LA QUERELLE DELLE “INVERSIONI”

A.Métaphisiciens contro Méchaniciens

Nel 1765 quando compare l’articolo “Inversione” nell’Encyclopédie, la polemica sulla costruzione

della frase non è ancora finita (Rivarol, Dommergue, Destutt, De Tracy, Garat, Schwab, Eberhard);

l’articolo è scritto da Beauzée e già c’erano i due schieramenti:

1. Métaphisiciens (ordine logico-razionale del discorso), i cui esponenti sono Beauzée e Du

Marsais;

2. Méchaniciens (ordine aderente alle istante emotivo-espressive del locutore), il cui fautore è

Batteux (nelle Lettres sur la phrase dice che ci sono due tipi di costruzione: uno metafisico o

speculativo – ordine tradizionale – e uno morale o pratico – basato sull’interesse). Egli considera

naturale l’ordine morale e quindi ritiene più espressivo il latino rispetto al francese. La nuova

dottrina apparve scandalosa ai grammatici filosofi dell’encyclopédie che non la tollerarono.

B.Antecedenti: da Cicerone a Isidoro di Siviglia

Cicerone nelle Partitiones oratoriae dice che oltre all’ordine naturale ne esiste anche uno inverso.

Beauzée utilizza il Rectus ordo (directe) a sostegno delle sue posizioni. Batteux, viceversa, dice che

Cicerone non identifica l’ordine naturale con l’ordine diretto del francese (Beauzée) ma con l’idea

di naturale di Quintiliano (Institutio oratoria: divisione in Rectus ordo – efficacia di alcune

costruzioni – e Naturalis ordo – criterio di progressione delle sequenze enumerative) che indica

come rovesciamento del Rectus ordo l’armonia della disposizione opportuna del periodo (ragione

dell’interesse). Dionigi di Alicarnasso invece tenta di identificare ordine naturale e ordine logico:

nel de compositione verborum dice che la disposizione delle parole nella frase è regolata dalla

natura ma conclude che quest’ipotesi va abbandonata. Batteux intravede nel trattato di Dionigi

l’idea di un ordine naturale basato sull’espressione delle passioni. Anche l’Anonimo del Sublime ci

parla del tema delle passioni con riferimento all’iperbato. Nel medioevo c’è l’identificazione di

ordine logico e ordine naturale (Prisciano, Isidoro di Siviglia, Servio, Donato).

C.L’ordine della ragione (e il primato dei Moderni)

Un impulso al dibattito viene dato in epoca moderna da Cartesio, Locke e dalla querelle des

anciens et des modernes. I grammatici razionalisti (Port Royal) dicono che la costruzione che non

segue l’ordine naturale del pensiero puro è un cedimento all’immaginazione e alla passione e perciò

danneggia la chiarezza: questa è una teoria cartesiana del linguaggio poiché essere linguistico e

essere razionale corrispondono e si crea un legame tra lingua e realtà, ma non lascia spazio

all’espressività del linguaggio. Locke invece considera la lingua sia come fatto sociale sia come

manifestazione di esigenze espressive. Le Labourer sostiene la superiorità del francese sul latino (il

vero ordine di concezione è soggetto-verbo-complemento), mentre Bouhours lega il problema

dell’ordine naturale a quello dello stile, sostenendo la superiorità del francese sul latino e sulle altre

lingue moderne. Charpentier sostiene che per capire il latino servano due operazioni: la prima per

ripristinare l’ordine della frase e la seconda per comprendere tutto il discorso (il francese invece è

armonioso, chiaro e garbato). Per i sostenitori dei moderni, quindi, la trasparenza della lingua

francese è migliore sia sul piano referenziale che su quello stilistico (chiarezza).

D.L’ordine poetico retorico (e il primato degli Antichi)

Lamy dice che la funzione del linguaggio è sia esprimere le idee della nostra mente sia le affezioni

della nostra volontà e il latino rispetto al francese riesce a esprimere meglio il carattere di

simultaneità (la mente contempla contemporaneamente più cose delle quali non sappiamo con

certezza quale sia il posto). Gli argomenti di Lamy saranno ripresi da Condillac, Batteux e Diderot.

Anche Fénelon denuncia i limiti della costruzione diretta che renderebbe il francese monotono e

inespressivo. Il rispetto della costruzione diretta è pertanto contrario alla poesia: Du Bos infatti dice

che il latino è più adatto del francese a fare delle immagini (poesia) per la sua sinteticità, per le

inversioni e per la sua natura flessibile (presenza dei casi).

E. Riprese: i “grammairiens-philosophes”

Dalla Querelle des anciens et des modernes deriva la Querelle des inversions, con temi che

riguardano l’ambito retorico, quello linguistico, la conoscenza e le arti. Batteux dice che il principio

dell’ordine naturale non riguarda solo la grammatica ma ha un senso molto più esteso e Diderot

sostiene che la problematica delle inversioni s’innalza fino alla nascita stessa delle nostre idee. Il

preludio a queste teorie, si ha con Du Marsais che opera un parallelismo tra forma logica e

linguistica nell’ambito di una concezione induttiva: l’ordine naturale coincide con quello logico del

pensiero (costruzione semplice e necessaria – quella elegante e figurata è uno scarto che implica

una costruzione semplice).

F. Il relativismo di Condillac

La querelle inizia nel 1746 con l’Essai sur l’origine des connaissances humaines di Condillac, ha il

suo culmine attorno alla metà del ‘700 e termina con il Nouvel éclarissement sur l’inversion di

Batteux del 1767. Condillac, eliminando le idee di Cartesio e d Locke, formula una teoria

generativa del linguaggio storica e socio-psicologica che parte da un linguaggio di azione (gesti e

suoni inarticolati) e arriva fino alle lingue moderne (francese) regolate da norme. Così si eliminano

le gerarchie obbligate e si dà spazio alla creatività della sensazione: Condillac relativizza l’ordine

naturale e rende decisivo il legame fra le idee (legame fra i pensieri espressi dai vari elementi della

frase). Così le lingue flessionali (senza casi) possono usare solo la forma soggetto-verbo-oggetto

che però non è da considerarsi l’unica naturale. Secondo questa ipotesi, quindi, le inversioni vanno

considerate secondo l’opposizione legame delle idee/inversioni e non ordine naturale/inversioni: nel

linguaggio originario, la costruzione naturale era OVS (erano stati inventati per primi i nomi

degli oggetti sensibili, poi gli aggettivi riguardo questi e infine i verbi). Le inversioni per Condillac

non sono un fenomeno negativa ma danno vantaggi sul piano estetico e stilistico e servono a

produrre emozioni (fanno un quadro).

G. Radicalizzazioni

Batteux, invece, dice che il vero ordine naturale è quello del cuore, delle passioni e dell’interesse

(Lettres sur la phrase) e l’ordine della grammatica deriva da questo. Quindi le lingue flessionali

(latino) sono le migliori perché la disposizione delle parole è libera e si può mettere in risalto

l’oggetto emotivamente più interessante. Le repliche non si fanno attendere: nel 1751 Diderot

pubblica la Lettere sur les sourds et le muets e Pluche e Chompré i loro trattati; nel 1754 esce

l’articolo “Costruzione” nell’Encyclopédie di Du Marsais; nel 1759 l’Eclaricissement sur

l’inversion di D’Alembert; nel 1763 esce la replica di Batteux a Du Marsais, De la construction

oratoire; nel 1765 l’articolo “Inversione” di Beauzée e il Traité de la formation mechanique des

langues di De Brosses; infine, nel 1767 esce il Nouvel éclarcissement sur l’inversion di Batteux

vontro Beauzée.

ESTETICA E LINGUAGGIO

Le Lettere sulla frase (1748) di Charles Batteux

A. Un’opera ritrovata

Nel 1747, Batteux pubblica un Cours des Belles-Lettres distribué par exercises in cui sviluppa

didascalicamente il principio unitario delle belle arti : tutti gli studiosi e i cataloghi erano concordi

nel collocare la prima edizione del Cours nel 1747-48 con pubblicazione a Parigi. In appendice a

questa edizione, si trovano sei Lettres sur la phrase francaise comparée avec la phrase latine in cui

Batteux sviluppa il problema della natura della frase oratoria e di quella poetica. Bouillot invece

diceva che il Cours era diviso in quattro volumi e pubblicato fra il 1747 e il 1750 e questa è la

verità; anzi esistevano altre quattro Lettres sur la phrase oltre alle sei già note, pubblicate tutte nel

1748. Tutte le dieci Lettres più altre tre nuove furono raccolte nel 1763 nel De la construction

oratoire.

B. Temi e problemi

Le Lettres potrebbero essere raggruppate per contenuto in cinque sezioni, incentrate tutte sulle

inversioni: 1)l’ordine naturale va ricercato nell’affettività; 2)implicazioni estetiche del rapporto

prosa.poesia; 3)definizione di poesia; 4) naiveté e armonia in prosa e poesia; 5)implicazioni fra

linguaggio verbale e non verbale nell’actio oratoria e nella comunicazione gestuale. Batteux era

consapevole dello spessore teorico delle sue Lettres e non voleva fare un trattato di stilistica e di

retorica, bensì un’opera sulla problematica delle inversioni nell’unità-frase in prosa e poesia,

cercando di unire ambito retorico-grammaticale, estetico e stilistico (sviluppo nella Lettre sur les

sourds et muets di Diderot).

C. L’ordine del cuore e delle passioni


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val.fi

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in arti visive
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher val.fi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia dell'arte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Bollino Fernando.

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