Charles Sanders Peirce
Filosofo americano (1837-1914), fondatore del pragmatismo. Per i pragmatisti l'azione diventa criterio di conoscenza. Dal suo pensiero deriva la semiotica interpretativa. Egli usa il termine semiotics in riferimento allo studio dei segni. La semiotica è quando un'espressione assume valore di segno. La semiosi viene definita dal filosofo come un processo triadico che si basa sulla relazione segno-oggetto-interpretante.
Cos'è il segno?
Il segno può essere qualsiasi cosa susciti un'interpretazione, ad esempio un sogno, un rumore, un gesto o un'immagine. Esso per essere percepito come tale deve entrare in relazione con un oggetto, producendo una rappresentazione mentale. Nel caso di codici naturali i segni sono le parole, le frasi o le lettere.
Elementi della semiosi
Interpretante: è l'abbreviazione di segno interpretante, è una porzione di materiale mentale: un'idea, un pensiero. L'oggetto: esso esiste a prescindere dal segno, ma è conoscibile solo attraverso di esso. È il significato che una persona attribuisce al segno.
Peirce dice: "Il segno è qualcosa (representamen) che sta a qualcuno (interprete) per qualcos'altro (oggetto dinamico) sotto qualche aspetto o capacità (oggetto immediato), creando in questo qualcuno un segno equivalente. Accanto al segno abbiamo l'interprete (deve esserci qualcuno a cui il segno si rivolge, che lo interpreti), l'oggetto (ciò a cui il segno rinvia), la base (l'aspetto a cui il segno rinvia all'oggetto) e l'interpretante (la reazione suscitata nell'interprete dal segno).
Il processo triadico
Qualsiasi cosa può fungere da segno, l'importante è avere un substrato materiale che assuma degli stati (representamen) o l'oggetto immediato. Il representamen viene definito anche espressione (significante), l'oggetto immediato invece viene detto anche contenuto (ovvero significato). Segno e representamen non sono proprio equivalenti, poiché il segno è un representamen che suscita un interpretante mentale. L'oggetto può essere inteso in 2 modi: l'oggetto dinamico che è considerato sotto un certo rispetto è il referente del segno nella realtà, quello immediato è l'iniziatore del processo semiotico ed è l'oggetto così come il segno lo rappresenta. La base del representamen è l'idea dell'oggetto.
Critica al cartesianismo
Peirce contrasta il cartesianismo ed in particolare l'idea che si possano afferrare le idee semplicemente contemplandole con l'intuizione. Per Peirce il pensiero è attività, mediazione, movimento inferenziale.
La semiosi illimitata
Peirce sottolinea l'ubiquità dei processi semiotici, il fatto che un segno non porta con sé un significato chiuso e pronto, ma si fa occasione per la produzione di altri segni che comportano un arricchimento potenzialmente infinito di significati comunicati. Il segno (1° elemento) entra in relazione triadica con l'oggetto (2° elemento) che a sua volta entra in relazione con l'interpretante (3° elemento). L'interpretante può relazionarsi a sua volta con altri interpretanti. Una catena di interpretanti dà vita a diverse risposte.
Esempio di semiosi
A dice FUMO! (segno); B sente e dice FUOCO in quanto: FUOCO (oggetto).
Primità, secondità e terzità
Peirce articola il suo pensiero per triadi, adottando le nozioni di primità, secondità e terzità. Primità: sono classificate qui le pure qualità e le possibilità. Secondità: per l'esistenza effettiva, la realizzazione e i rapporti di determinazione. Terzità: per la mediazione, il pensiero, il segno e la legge.
Relazioni e tricotomie
Qualcosa di singolo ed isolato può essere solo una qualità o una possibilità. Un esistente effettivo entra in relazioni duali di causa-effetto o compresenza. Una legge ha funzione di mediazione. Il pensiero è sempre mediato. Il segno funge da mediatore tra interprete ed oggetto. Ogni relazione ha 3 correlati che possono avere natura di possibilità, di fatto o di leggi. A proposito dei segni Peirce postula 3 tricotomie, cioè 3 distinzioni triadiche. Un segno può essere classificato secondo tutte e 3 le tricotomie.
Le tricotomie di Peirce
- Prima tricotomia: a seconda che il segno sia una qualità, un esistente effettivo o una legge.
- Qualisegno: è una qualità che è un segno. La qualità è uno stato del sistema nervoso e può essere attivata dall'esperienza (emozioni, sapori ecc.). Un contenuto di qualità viene perciò definito qualisegno ed è una possibilità nel senso che può, ma non è detto, corrispondere a qualcosa nell'esperienza. Non esiste un'entità che non possieda qualità.
- Sinsegno: è una cosa o un evento, effettivamente esistente. È uno stato del sistema cognitivo determinato dall'esterno al sistema nervoso centrale dallo stimolo. Lo stimolo è dato dai recettori sensoriali che però possono essere anche interni al corpo, come l'ansia o la fame. Un contenuto di fattualità che Peirce chiama sinsegno è un evento. Nella comunicazione sono ovviamente necessari i sinsegni. Tutto il mondo esterno è composto da sinsegni, cioè da fatti di esperienza. Questo è direttamente collegato al qualisegno, mentre il qualisegno potrebbe anche manifestarsi, anche se solo raramente, senza un sinsegno (per esempio un rumore che entra nel sogno).
- Legisegno: una legge, ogni segno convenzionale è un legisegno. Esso è definito anche regola. Il sistema cognitivo organizza gli input producendo unità di terzo livello, ogni legisegno richiede un sinsegno, cioè deve accadere. Per accadere deve avere dei rapporti fattuali, detti repliche.
- Seconda tricotomia: a seconda che la relazione tra segno e oggetto dipenda da una qualità, un fatto o una legge.
- Icona: è il segno che si riferisce all'oggetto;
- L'indice: è il segno determinato da quell'oggetto;
- Il simbolo: è il segno determinato da quell'oggetto, in virtù di una legge. Il suo è un oggetto generale. I simboli, come tutti i leggisegni, hanno repliche, anche chiamati qui sinsegni indicali.
- Terza tricotomia: a seconda che l'interpretante rappresenti il segno come segno di possibilità, di fatto o di ragione.
- Rema: è un segno interpretato come segno di possibilità qualitativa (compreso come rappresentazione di un genere di oggetto possibile).
- Dicisegno: è un segno interpretato come segno di esistenza effettiva (dà informazioni).
- Argomento: è un segno interpretato come segno di legge. Manifesta la legge che dalla premessa consente di trarre la conclusione, tendendo alla verità. A tal proposito Peirce distingue a sua volta 3 tipi di argomento: l'induzione, la deduzione e l'abduzione. Affermando che l'unico processo davvero fecondo è quello abduttivo in quanto ci permette di fare ipotesi, di dubitare ecc.
Relazioni tra le tricotomie
Il qualisegno può essere solo icona. L'icona può essere solo rema. Il sinsegno può essere sia icona che indice. L'indice può essere sia rema che dicisegno, a seconda se attrae semplicemente l'attenzione su qualcosa oppure fornisce informazioni riguardo ad essa. Il legisegno può essere sia icona che indice che simbolo. Il simbolo può essere rema, dicisegno o argomento. Solo i simboli possono essere argomenti.
La fenomenologia di Peirce
Peirce conia un nuovo termine "faneroscopia", dal greco phaneròn che vuol dire fenomeno. È quella disciplina filosofica che studia la realtà concepita come mondo della vita, di fronte ad un oggetto a 3 stadi di progressiva differenziazione. Essa descrive i caratteri universali, concepiti come strutture categoriali dell'esperienza. I livelli di approccio differenziato alla realtà sono: primità o firstness, secondità o diade, terzità o triade.
Il pragmaticismo
Per staccarsi dal pragmatismo di James e di Shiller, fonda il pragmaticismo (dal greco pragma=azione). Per capire il significato delle cose pone come fondamento le conseguenze che dalle cose possono essere tratte dopo essere state sottoposte all'azione dell'uomo. Il significato di un evento è dato dalle conseguenze pratiche che un evento porta con sé dopo essere stato sottoposto all'azione pratica. "La verità di un evento risiede nelle conseguenze che produce". Peirce rifiuta il nominalismo ed abbraccia la teoria di Duns Scoto, il quale ammette la realtà degli uni.
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