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La   conoscenza   dello   status   del   problema   di   una   precisa  

disciplina   filosofica   non   si   può   realizzare   e   rappresentare  

cercando   di   fornire   una   visone   generale   e   critica   della  

letteratura   di   questo   settore.   Questa   visione   generale   può  

rivelarsi   utile   nel   caso   in   cui,   un   determinato   settore  

scientifico,   ha   stabilito   con   sicurezza   i   proprio   confini,   e   nel  

caso   in   cui   si   è   garantito   sia   l’oggetto   peculiare   della   ricerca,  

sia   del   metodo   della   ricerca   e   dell’analisi.   Per   la   conoscenza  

filosofica   questo   non   si   è   ancora   rivelato   possibile,   in   quanto   il  

concetto   di   filosofia   ma   anche   di   teoria   della   conoscenza,  

psicologia,   logica,   rappresenta   ancora   uno   dei   più   discussi   e  

difficili   problemi   della   filosofia.   Il   dubbio,   i   contrasti   fra   le  

diverse   dottrine   si   basa,   non   tanto   sulla   costruzione   o  

articolazione,  ma  proprio  sulla  loro  definizione.  Molto  spesso,  

una   volta   colto   e   mostrato,   il   concetto   di   una   particolare  

disciplina   rischia   di   risolversi   in   questa   disputa.   Dove   all’inizio  

veniva   ipotizzata   una   connessione   interna   e   un’integrazione  

sistematica   di   problemi   e   soluzioni,   mentre   lì   emerge   una  

considerazione   più   rigorosa:   una   semplice   unità   verbale   nella  

quale   vengono   ordinati   in   maniera   tradizionale   le   varie   e  

disparate   ricerche.   Questo   stato   di   necessità   emerge   in  

maniera  poderosa  specialmente  nel  campo  della  “Teoria  della  

conoscenza”.    

Un   forte   interesse   alle   questioni   fondamentali   relative   alla  

psicologia   del   pensiero,   nel   suo   proprio   concetto   e   nel   suo  

compito   fondamentale,   viene   mostrato   dalla   Teoria   della  

conoscenza   e   quest’andamento   si   intreccia   ad   un   altro   che   è  

opposto.   La   considerazione   oggettiva   deve   sostenere   la  

considerazione   soggettiva:   l’analisi   dell’io   deve   essere  

integrata  e  approfondita  con  quella  della  relazione  dell’è.  

Per   raggiungere   ad   un   chiarimento   relativo   l’essenza   e   la  

particolarità   delle   scienze   naturali,   bisogna   prima   cercare   di  

trovare   una   soluzione   al   problema   del   significato.   Questo  

collegamento  non  è  un’idea  dell’era  moderna:  viene  messa  in  

rilievo   già   nella   Critica   della   ragione   pura   con   estrema  

chiarezza.   Viene   espressa   la   riduzione   del   problema  

dell’oggetto   empirico   al   problema   dell’unità   della  

determinazione   temporale   dei   fenomeni.   Ma   se   Kant   presenta  

come  un  principio  il  fatto  che  c’è  solo  un’unica  esperienza,  in  

quanto   c’è   solo   un   unico   spazio   e   un   unico   tempo,   sembra   che  

questo   presupposto   non   possa   resistere   più   a   lungo   a   partire  

della   problematica   che   viene   scoperta   dalla   teoria   della  

relatività;   sembra   che   esso   abbia   bisogno   di   una   nuova  

fondazione.   Questo   comporta   che   la   forma   delle   leggi   della  

natura   non   sia   indipendente   dal   carattere   della   nostra  

formazione   empirica   dei   concetti   e   dai   simboli   che   scegliamo  

per  giungere  ad  una  descrizione  esatta  dell’accadere  naturale.  

Infatti   anche   a   partire   da   qui   la   questione   della   verità   deve  

essere   orientata   non   sulle   cose   ma   sulla   natura   dei   segni  

concettuali   con   i   quali   cerchiamo   di   rappresentare   la   realtà.  

Non  è  un  caso  che  entrambe  le  opere  che  rappresentano  i  due  

più   approfonditi   tentativi   di   una   teoria   della   conoscenza  

scientifico-­‐naturale,   pur   allontanandosi   di   molto   l’una  

dall’altra   su   parecchi   punti,   su   questo   punto   imbocchino   lo  

stesso  percorso.  Già  Helmholtz,  Hertz,  avevano  determinato  il  

sistema  dei  concetti  scientifico-­‐naturali  con  un  sistema  di  segni  

e  anche  Kries  e  Schlick  riconoscono  questo  principio  generale  

del   problema.   Kries,   in   cui   è   evidente   un   richiamo   a   Kant,  

nell’interpretazione   e   spiegazione   che   dà   ai   fondamenti   del  

kantismo   si   mostra   più   prudente   di   Helmholtz.   Mentre  

Helmholtz   ammette   il   concetto   e   il   problema   dell’a   prior

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

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