Vita, diritto, proprietà: una contrapposizione tra antico e moderno
Il concetto di vita secondo de Sanctis
Il de Sanctis per descrivere la vita, considera la nascita del lemma “biologia”, che apparve sul panorama semantico nel 1802 andando ad indicare l’estraneità del mondo organico a quello organico. Pertanto, egli parte dalla distinzione tra bios, che è la vita caratterizzata, e zoe, la vita senza caratterizzazioni. Tale distinzione è tipica del mondo moderno.
L'uomo nella concezione greca
L’uomo per i greci è sia zoon che bios ed ha il compito in quanto zoon di trovare una caratterizzazione come bios nella vita, tale caratterizzazione deve rispondere ad un vivere bene. L’euzen è garantito dalla corrispondenza del bios al proprio paradeigma, che deve essere declinato in maniera corretta mediante i consigli del daimon che è il custode del paradeigma.
Il vivere bene del bios si concretizza nella relazione con gli altri bioi, che vivono bene all’interno della polis, che è il compimento dei bioi. Il bios deve saper declinare il proprio paradeigma in relazione sia a se stesso che in relazione alla comunità. Il vivere bene comporta per il bios un duplice ergon: uno interiore che consiste nel modellarsi al paradeigma e uno esteriore che consiste nel vivere armonicamente nella comunità mettendo a servizio di questo il proprio lavoro.
Solo la fedeltà al paradeigma consente al bios di raggiungere l’eudemonia, che si pone come la misura dell’equilibrio interiore ed esteriore del bios. L’eudemonia è perseguita tramite l’eupraxia che determina l’agire bene e tramite sofrosune che armonizza le parti discordanti del bios per conferirgli la capacità dell’agire bene.
Il mito di Er
Ciò che sintetizza questa articolazione del bios è il mito di Er descritto da Platone nel decimo libro della repubblica. Er è un guerriero originario della Panfila e figlio di Armenio. Appare morto in battaglia ed è ritenuto tale per dodici giorni, durante i quali assume il ruolo di angellos chiamato a vedere cosa accade dopo la morte del corpo.
Er è soggetto ad un ritorno alla vita di tipo anabiotico, nel senso che ritorna nel proprio personale bios senza essere privato del suo corpo, non entra nell’aldilà solo come Zoe ma come bios. Nell’aldilà è spettatore dell’inizio di una nuova generazione mortale, in quanto qui i zoon morti nel corpo si apprestano a scegliere, sotto la sovrintendenza delle figlie di necessità, una nuova caratterizzazione. Qui, sono le anime ad appropriarsi direttamente del daimon, e non viceversa. Non tutte le anime però sono capaci di scegliere bene e in fretta, perché non tutti hanno avuto cura dell’...