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Giordano II Capitolo

Definizione e origine dello stato moderno

Lo stato potrebbe essere definito come organizzazione della vita di un determinato gruppo sociale, su un determinato territorio, che assume in sé l’esclusività del potere coattivo. Il sorgere dello stato moderno viene fatto coincidere con la stipula del trattato di Westfalia, e la sua definizione più classica è di Max Weber: lo stato è quella comunità umana la quale, in un determinato territorio, pretende per sé il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica. Infatti, l’aspetto specifico dell’epoca moderna è costituito dal fatto che il diritto all’esercizio della forza fisica viene attribuito a tutti gli altri solo entro i limiti in cui lo stato lo ammette in mano loro.

Concetti di modernità e sovranità

Quando si parla di stato bisogna rifarsi ai concetti di modernità e sovranità. L’inizio della modernità può essere ricollegato ad alcuni accadimenti storici come la scoperta dell’America, la riforma protestante, la scoperta del telescopio e le grandi scoperte scientifiche. Queste ultime furono molto importanti in quanto cambiarono la percezione della realtà e insinuarono negli uomini il dubbio, il quale pur generando da una parte uno stimolo alla conoscenza, dall’altra genera ansia e paura e un conseguente bisogno di tutela e ordine ravvisato nello Stato che promulga le leggi ed esercita una funzione autoritativa.

Metafora del passaggio all'epoca moderna

Per meglio comprendere il passaggio all’epoca moderna ci aiuta una metafora: se da un colle possiamo scorgere un borgo medievale e una città del rinascimento vedremo: il primo come la realizzazione del principio feudale con cattedrali ed edifici allungati, e la città invece costituita da cupole con un unico vertice comune, più basso → lo stato moderno.

La sovranità come attributo fondamentale dello stato

La sovranità si presenta come attributo fondamentale dello stato, come potere ultimo ed esclusivo di comando che ha come caratteristiche (dai 6 libri della repubblica di Jean Bodin): l’originarietà (perché il potere sovrano non deriva da altri poteri), la perpetuità (perché non coincide con le persone fisiche che ne incarnano temporaneamente il ruolo) e l’assolutezza che esprime la laicità dello stato (sovrano non sottoposto a leggi e a dio). Ma lo stato assoluto non è tirannico, dispotico o totalitario in quanto è assoluto ma non illimitato.

Individuo e diritti nella modernità

Prima della modernità l’individuo non viene pensato come soggetto autonomo di diritti ma di esso se ne ponevano in luce solo i doveri. Solo nella modernità ciò avviene a partire dell’emanazione del Bill of Rights, la dichiarazione dei diritti approvata dal parlamento inglese. I diritti previsti da esso sono assoluti ma possono essere limitati quando entrano in conflitto con altri diritti.

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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fra.M di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof Giordano Paola.
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