Sovranità popolare e Rivelazione
Enrico Ferri
Introduzione
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Capitolo primo
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Occidente – Oriente; democrazia – Islam
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Il costante riemergere delle pulsioni di morte è dovuto al fatto che “quel che vi è di primitivo nella psiche è veramente imperituro”. Partendo da una prospettiva psicoanalitica, fonda una visione negativa, un’ “antropologia negativa” per cui l’uomo non è portato naturalmente alla convivenza, ma deve esservi costretto attraverso un artificio. Paradossalmente la civiltà crea “disagio” perché inibendo la “pulsione di morte” soffoca la una componente della psiche che esiste e vuole manifestarsi, secondo un impulso primordiale.
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Hobbes sottolinea anche come le relazioni che intercorrono fra gli stati sovrani siano quelle tipiche dello “stato di natura”, in cui vige il “diritto di natura”, cioè la guerra, anche quando non è dichiarata e combattuta in modo manifesto, è continuamente minacciata. La guerra sarebbe una condizione naturale, mentre la pace è descritta come un “intervallo” tra le guerre. Ogni Stato, infatti, essendo sovrano, non riconosce nessun potere a sé superiore, così come avviene fra gli individui nello “stato di natura”, in cui “manca un potere sovrano”.
Se gli stati fossero governati da un potere sovrano, in grado di dirimere, anche con la forza, le loro contese non sarebbero più detentori di un potere sovrano, assoluto, ma sudditi di questo potere che li ridurrebbe a sue dipendenze. Allo stesso modo Freud, non solo sostiene che l’aggressività tra gli individui e gli stati è ineliminabile, ma pure che per rendere accettabile e giustificabile le propria aggressività, la distruzione dell’altro, in parole povere l’omicidio, occorre dimostrare che il nemico è un pericolo ed una minaccia, per le nostre vite e la nostra civiltà, che la sua uccisione è solo un atto di legittima difesa.
Scrive Freud: L’antropologo è indotto a dimostrare che l’avversario è un essere inferiore e degenerato, lo psichiatra a diagnosticare in lui perturbazioni dello spirito e della mente”. L’aggressività ed il tentativo di ridurre l’altro a...