Capitolo IV
Individuo, proprietà e stato: Locke, Hegel e Stein
Premessa
Il giusnaturalismo è una corrente filosofica secondo la quale a qualsiasi istituzione politica preesiste un complesso di regole di giustizia che trovano il loro fondamento nella natura. Infatti, si suppone l’esistenza di uno stato di natura in cui l’uomo gode di diritti naturali, il passaggio allo stato civile avviene con la stipulazione di un patto originario.
In Grozio, il patto non definisce l’origine della società ma l’origine della proprietà privata che deriva dall’incontro intersoggettivo con il quale gli uomini si dividono quanto è dato loro per natura comune. Invece, Hobbes ritiene che il patto con il quale si costituisce la società civile rappresenta l’origine della sovranità. Per Hobbes lo stato di natura è lo spazio in cui vigono uguaglianza e libertà, in quanto gli uomini sono depositari della natura umana. La libertà è capacità di muoversi liberamente nello spazio senza impedimenti; ogni uomo ha tale facoltà, in quanto deve rispondere a bisogni e desideri e pertanto è uguale all’altro: dalla libertà deriva l’uguaglianza.
Hobbes ammette l’esistenza della disuguaglianza, ma solo sul piano dello spirito, in quanto ogni uomo ha una volontà più o meno incline al progresso. Quindi, le disuguaglianze dipendono unicamente dal grado di impegno degli individui dal momento che tutti sono dotati nello stesso modo. Pertanto questa uguaglianza fa sì che tutti rivendichino gli stessi diritti, generando la guerra, che si pone come presupposto della costituzione della società civile, che diventa l’unico strumento possibile per garantire la sopravvivenza. La società civile frammenta lo spazio in modo tale che tutti possano muoversi senza danneggiare l’altro, pertanto essa si pone come la condizione che rende possibile tale divisione, garantita dal sovrano. Questi deve dare ad ogni individuo uno spazio entro il quale inseguire i propri desideri e portare a compimento la propria vita.
Locke
Per Locke lo stato di natura è una condizione diversa da quella che delinea Hobbes, perché in esso gli individui godono di diritti propri e sono capaci di acquisire la proprietà privata, perché devono rispondere a un bisogno naturale, all’interno del quale prende corpo la loro libertà. Nella proprietà individuale si manifesta l’umanità del singolo che è fatta di bisogni e cose.
La proprietà in Locke ha un aspetto sacrale in quanto l’individuo è fatto dominus delle cose da Dio, il quale lo definisce depositario della creazione del mondo.