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Filosofia del Diritto - Introduzione Appunti scolastici Premium

Appunti introduttivi di Filosofia del diritto per l'esame del professor Mazzù sui seguenti argomenti: il giurista, le operazioni compiute dal giurista, il legalismo, massimizzare la certezza del diritto, l’utopia del codice, la vaghezza casistica, la pluralità di applicazioni, l’interpretazione giuridica.

Esame di Filosofia del diritto docente Prof. C. Mazzù

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Quindi la presunzione di libertà è l’unica candidata possibile a riempire le lacune, quindi è una

norma sostanzialmente approvabile, però non è vera, noi troviamo quattro eccezioni al fatto che

normalmente ciò che non è regolato è permesso.

Abbiamo accertato che le lacune ci sono, esse vanno quindi colmate, ed ecco che il legalismo si

concreta col logicismo, che è il secondo bersaglio della critica.

Il logicismo dice che le lacune ci sono ma che sono colmabili con operazioni rigorose o

rigorosamente logiche; se fosse vero il logicismo, anche con le lacune della legge, la giurisprudenza

sarebbe una scienza esatta, avalutativa.

Qual è la tesi del corso? La logica di per sé è illimitatamente feconda ma su un unico piano, per

esempio la geometria euclidea contiene potenzialmente infiniti teoremi, il guaio è che tutti questi

teoremi sono euclidei, se modifichiamo il quinto postulato (delle rette parallele che non si

incontrano) ottengo di nuovo una fecondità infinita, ma non euclidea.

Quando diciamo che la logica non colma le lacune è perché queste lacune, le operazioni logiche le

colmano solo a partire da un conferimento di significato alle norme che ha la stessa funzione dei

cinque postulati euclidei, da quei conferimenti di significati posso trarre infinite conseguenze, ma

non è affatto detto che quel conferimento di significato sia l’unico possibile.

Se si fosse realizzata l’utopia del codice, cioè un insieme di norme delle quali ognuna ha un singolo

significato e che riescono a ricoprire tutti i casi e che sono fra di loro completamente coerenti, noi

potremo ricoprire il mondo di conseguenze delle norme, ma se la norma ha più di un significato e si

combina con norme ognuna delle quali ha più significati è chiaro che le conseguenze delle norme

per ogni caso sono più di una.

La geometria euclidea contiene infiniti teoremi su cui tutti sono d’accordo perché sono definiti i

termini, ma definire che cos’è un punto è più facile che definire che cos’è la buona fede.

Distinguiamo l’ambiguità semantica delle norme dalla loro vaghezza casistica; l’ambiguità è una

molteplicità di significati, ad esempio: “il contratto deve essere interpretato secondo buona fede”,

supponiamo che buona fede possa significare sul piano semantico tre o quattro cose, questa è

l’ambiguità semantica, riguarda il dizionario.

La vaghezza casistica è la pluralità di applicazioni che quella norma può avere a seconda dei casi,

posso essere convinto che buona fede significhi comportarsi considerando l’interesse altrui alla pari

del mio, a questo punto so perfettamente che cosa significa buona fede ma si pone un problema: io

vendo una casa, la devo vendere comportandomi secondo buona fede, io so che all’interno della

casa vive il fantasma del vecchio capitano, è compreso o no nel comportamento secondo buona fede

il dire che all’interno della casa vive il fantasma del vecchio capitano? Questo è un problema

casistico.

I testi come il Vangelo, i proclami dei papi ed i testi giuridici, cioè tutti quei testi che contengono

autorità, hanno oltre al problema dell’ambiguità semantica anche quello della vaghezza casistica,

perché sono testi che devono risolvere conflitti.

La critica al logicismo è di questo tipo: siccome il problema principale è quello della vaghezza

casistica noi non possiamo risolverlo in modo logico, perché i casi ambigui sono per così dire non

euclidei.

La critica del logicismo si svolge a tre livelli: il livello dell’interpretazione, il livello della logica

giuridica ed il livello della costruzione.

L’interpretazione è il primo passo, è la ricognizione dei possibili significati della norma, mentre la

logica giuridica è trarre le conseguenze dalle norme, estendendo dai casi contenuti nelle norme ad

altri casi.

L’interpretazione giuridica, essendo l’interpretazione di un testo autoritario in funzione di

risoluzione di problemi (normativa, non filologica, quest’ultima è capire cosa ha detto

effettivamente Catullo ad esempio, la prima è risolvere un caso sulla base), è inevitabilmente posta

di fronte a delle alternative: mi devo riferire interpretando il Codice Napoleone al 1804 o al 2002?

Mi devo riferire, interpretando la Costituzione, a quello che c’era nella testa dei costituenti o a


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Mazzù Carlo.

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