Il medioevo come età dell'ordine
Secondo alcuni studiosi, il Medioevo è qualificabile come età dell'ordine. All'interno di questo periodo, infatti, tecnici, studiosi e giuristi non pretendono di creare nulla, affidandosi semplicemente allo studio del cosmo per leggervi regole e tradurle in un breviario giuridico autorevole. Questo fa sì che il regno medioevale sia il regno delle consuetudini e della consuetudine come matrice di diritto. La consuetudine, infatti, nascendo dal basso, è espressione della realtà fattuale. La consuetudine stessa è un fatto che, grazie al suo ripetersi costantemente nel tempo, diviene apprezzabile e per questo vincolante. Il Medioevo dunque riscopre la fattualità del diritto e ciò implica la riscoperta della complessità.
Non deve ingannare la nozione di Medioevo come media aetas, in quanto l'esperienza medioevale dura per un intero millennio e risulta un'esperienza unica ed unitaria al tempo stesso.
Il periodo proto-medioevale
Nel periodo proto-medioevale (XI secolo), la società era statica e questo perché ci troviamo all'interno di una società agraria e pastorale; i suoi protagonisti sono il contadino e il pastore per il vincolo che li lega alla terra e al bestiame. Nel periodo proto-medioevale, i traffici sono ridotti all'interno di micro mercati locali. Il regno proto-medioevale è il regno del particolarismo e coloro i quali ordinano tale tessuto sono sicuramente il notaio e il giudice, in quanto entrambi conoscono tutte le micro diversità e i localismi presenti all'interno della società.
Il secondo medioevo
Nel secondo medioevo (XI / XIV secolo) varia sicuramente il paesaggio. Accanto alla campagna si sviluppa la città, che poggia sull'operosità umana. Nasce il mercante professionale. Si tratta di una società statica che sarebbe destinata a morire se rinchiusa all'interno degli schemi statici proto-medioevali.
Dopo il crollo dell'Impero Romano, la società si era trovata dinanzi a un'enorme incompiutezza del potere politico: la figura del principe non era la figura del principe-legislatore. Il principe proto-medioevale, infatti, tendeva ad occuparsi della sfera giuridica che era strettamente attinente al suo mantenimento del potere. Ma nel corso del secondo medioevo si occupa del diritto, in mancanza di un principe legislatore, la scienza giuridica. La scienza viene vista come una lettrice dell'ordine scritto nelle cose e dunque fornita di una capacità ordinante. La scienza non creerà mai comandi e imperativi, bensì dei principi generali che possano mettere ordine all'interno del grande caos. Mancando un potere politico che potesse legittimare questo intervento.