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Lezione n. 01

Introduzione

  • Analisi e concezioni del diritto
  • Concetti fondamentali
  • Ricostruzione delle operazioni di interpretazioni del diritto

Il diritto è un sistema di norme con determinate caratteristiche:

  • Coattività: coercitività;
  • Territorialità: su cui vige il sistema giuridico;
  • Riconoscimento internazionale;

Sono riconosciuti sistemi giuridici diversi, si pensi al totalitarismo cinese etc.

Descrizione prescrittiva

Significa descrivere e valutare, quindi se un sistema giuridico sia giusto o no.

Giusnaturalismo

Si diffonde durante il Positivismo giuridico (dall’età dell’800) e si divide principalmente in:

  • Normativista
  • Realista (sottolinea l’importanza giudiziaria)

Dopo la seconda guerra mondiale si diffuse il Neocostituzionalismo, basato sul Garantismo (=garanzia per il cittadino).

Durante il giusnaturalismo ci si pone una domanda prescrittiva, ossia come guidare le nostre azioni: “Dobbiamo seguire un sistema giuridico ingiusto?”, confrontiamo quindi il sistema giuridico con il sistema morale.

Positivismo giuridico

Dal giusnaturalismo in cui ci si poneva la domanda “Dobbiamo seguire un diritto ingiusto?” al positivismo giuridico in cui ci si pone la domanda “Cos’è il diritto?”, cambiando quindi la domanda da porsi. Sostengono che dobbiamo descrivere il diritto in modo scientifico senza interpolare i valori (si ricordi il diritto morale dei giusnaturalisti).

La filosofia del diritto nacque nella prima metà dell’800. Gli elementi caratteristici della filosofia del diritto sono la istituzionalizzazione della coattività cioè il Processo. I sistemi morali non sono modificabili, al contrario il diritto invece regola la propria creazione di conseguenza le autorità hanno il potere di modificarlo e cambiarlo (=autocoiesi).

Differenze con altre discipline

Come si distingue la filosofia del diritto dalle altre? Inizialmente fu presentata da Austin come disciplina generale, universale (=in quanto cerca di individuare elementi comuni di applicazione, altre teorie applicano elementi comuni solo nei sistemi giuridici nel periodo storico, ad es. Lo disse Hart). È formale in quanto attiene alla forma e struttura e non al loro contenuto.

Paradosso di Russell

“Stratificazione dei linguaggi”:

  • E1 (=linguaggio oggetto es. Art. di legge)
  • E2 (=spiego l’art. con mio linguaggio)
  • E3 (=traduco quanto detto in un’altra lingua);

Oppure, altro esempio, E1 fonti del diritto > E2 dottrina giuridica > E3 filosofia del diritto.

Nozioni fondamentali

(vedere diapositiva):

  • Definizione: di diritto, è uno strumento che la filosofia del diritto utilizza per la definizione dei termini. Definire è essenziale per capire.
  • Enunciati empirici e enunciati analitici: è nell’ambito degli enunciati descrittivi, Gli enunciati empirici riguardano i fatti, gli enunciati analitici riguardano i concetti.
  • Linguaggio vs metalinguaggio: deriva da Russell, si tratta di distinzione dei livelli e quindi in linguaggi stratificati.
  • Enunciati descrittivi vs enunciati normativi (o prescrittivi);
  • Motivi vs ragioni;

Spiegazioni dei punti precedenti

Definizione: è un enunciato (=insieme di parole che ha una struttura sintattica compiuta) mediante il quale si determina il significato di un termine o espressione composta (=sintagma) “X” significa “Y”.

  • Definiendum: è l’espressione “X” (=vocabolo quindi quello che viene definito)
  • Definiens: è l’espressione che definisce il definiendum quindi “Y”.

Due tipi di definizioni:

  • Definizioni informative (o lessicali): sono attività descrittive, in modo descrittivo gli usi dei termini.
  • Definizioni stipulative: Non hanno funzione di informare dell’uso ma decidere, proporre, un uso di un significato di un dato termine, vengono chiamate attività prescrittive.

Le definizioni stipulative si suddividono in:

  • Ridefinizioni: propongono di scegliere un determinato significato tra quelli già censiti e ascriverlo al termine o sintagma da definire (es. ‘domicilio’ si prende la definizione della costituzione o del codice civile o altre e se ne sceglie solo una)
  • Stipulazioni: scelta ed assegnazione di un nuovo significato ad un termine che nel linguaggio comune non ammetteva quel significato.

Enunciati empirici e enunciati analitici

Enunciati descrittivi:

  • Enunciati empirici: fatti, realtà delle cose, si può determinare se siano veri o falsi verificando realmente se corrispondono alla realtà (es. Se mio figlio dice di aver fatto i compiti, si dimostra verificando realmente se i compiti siano stati realmente fatti quindi se l’enunciato sia vero o falso). Spesso i metodi possono essere complessi per dimostrare se siano veri o falsi, si pensi alla teoria della relatività. Questi enunciati sono suscettibili di essere veri o falsi, ma come detto può richiedere del tempo, che sia nel futuro o mai la prova che dimostri il vero o il falso. (vedremo nel processo)
  • Enunciati analitici: dipendono dai concetti:
  • Enunciati analitici informali: devono la loro verità o falsità al significato dei termini che li compongono, devono corrispondere al nostro linguaggio e significato del termine.
  • Enunciati analitici formali: dipendono dalla loro struttura analogica, sono veri o falsi in base alla loro struttura. Le contraddizioni sono sempre false / le tautologie sono sempre vere.

Linguaggio vs metalinguaggio (slide)

Menzione vs Uso:

  • Menzione: si parla della parola, solitamente hanno una funzione descrittiva, es. “GATO” (linguaggio oggetto in spagnolo) ha 4 lettere (meta linguaggio), spesso nella menzione non si usano le virgolette quindi maggior attenzione se si tratta di menzione o uso.
  • Uso: si utilizza una parola, solitamente hanno una funzione prescrittiva, es. Emanazione delle norme.

Enunciati descrittivi vs enunciati normativi (o prescrittivi)

  • Enunciati descrittivi: il filosofo Edward Quine nel saggio “due dogmi dell’empirismo” disse che gli enunciati descrittivi formulano un qualche informazione. Vengono date determinate informazioni su fenomeni e la dimostrazione può non essere istantanea ma è comunque suscettibile a dimostrazione. Non mira a un determinato comportamento. Hanno valore di verità cioè di vero o falso.
  • Enunciati prescrittivi: Guastini disse che possono influenzare / modificare / non modificare scelte mediane norme. Non hanno un valore di verità, (es. “fai i compiti” non avrebbe senso rispondere con ‘non è vero’).

Aggettivi: valida, efficace, effettiva, giusta, o ingiusta > in quanto parliamo di norme.

A quali domande rispondono i due enunciati?

  • Descrittivi: “Com’è la realtà”. Per arrivare ad un enunciato descrittivo ci devono essere delle premesse descrittive es. Piove... Mi bagno.
  • Prescrittivi: “Cosa dobbiamo fare?” sono ragionamenti impliciti dati dalle norme. Es. “Ci sono lavori a Loano” > “Devo partire prima” = la seconda frase non è un enunciato descrittivo ma prescrittivo perché io cambio il mio comportamento non per l’informazione data ma io che implicitamente in relazione alle norme mi fa capire che devo partire prima e quindi modificato il mio comportamento.

Per arrivare ad un enunciato prescrittivo, prima ho una norma poi enunciati descrittivi ed infine enunciati prescrittivi (sono quindi enunciati misti) “Ci sono lavori quindi ne conseguo di partire prima”.

Reazioni:

  • Enunciati descrittivi: prevedono una reazione di assenso;
  • Enunciati prescrittivi: prevedono una reazione pratica di fare che sia applicata o meno, rispettata o trasgredita.

Controversie:

  • Enunciati descrittivi: si risolvono comprovando il vero o il falso,
  • Enunciati prescrittivi: si risolvono con argomentazioni altrimenti non si risolvono.

Motivi vs ragioni

  • Motivi: sono fatti, fattori causali, che inducono qualcuno ad assumere un determinato comportamento. Sono degli stati mentali, psichici, impulsi, emozioni e sentimenti. Inducono i giudici a prendere determinate decisioni anzi spesso sono importanti.
  • Ragioni: è un enunciato, sono premesse di un determinato ragionamento a sostegno di una tesi.

NB: non vi è corrispondenza biunivoca tra motivi (basati sull’intuito) e ragioni (es. Le norme giuridiche che sono valide ed applicabili)

Dworkin: disse e distinse tra “hard case” (=discrepanza tra motivi e ragioni) e “easy case” (=un giudice sarebbe sia intuitivamente e ragionevolmente a risolvere un determinato caso in un determinato modo)

Definizione diritto

È un discorso, per cui come una serie di enunciati, i quali sono una sequenza di parole dotate di forma sintattica e di senso compiuto. Gli enunciati di cui è composto il diritto sono perlopiù enunciati descrittivi, normativi o prescrittivi. Ce ne sono altri ambigui (es. Art. 1 della Costituzione) con significati diversi (es. Le leggi di bilancio hanno delle tabelle che hanno una funzione costitutiva).

Semantica / Pragmatica

Semantica:

Fa riferimento al significato e contenuto dell’enunciato:

  • Senso / Riferimento: riferimento: elemento comune, quando due enunciati si riferiscono alla stessa cosa. Es. Pietro chiudi la porta! (obbligo) / Pietro chiude la porta, l’elemento comune è il riferimento mentre i due enunciati differiscono per il senso: nel 1° caso è imposto, vincolante, un comando; nel 2 ° caso viene semplicemente raccontato.
  • Reazione (pratica / teorica): la reazione pratica è relativa agli enunciati prescrittivi, mentre la reazione teorica è relativa agli enunciati descrittivi;
  • Direzione di adattamento: l’enunciato di tipo descrittivo ha la direzione “parola a mondo”(l’informazione si adatta al mondo), l’enunciato di tipo prescrittivo ha la direzione “mondo a parola”(il mondo si deve adattare alla parola);
  • Valori logici (verità / soddisfacimento): sono i valori della verità quindi il vero e il falso, (enunciati descrittivi). I valori per gli enunciati prescrittivi sono molti (es. Esistenza, efficace etc.)

Definizione dei valori logici: Il valore logico di un enunciato è il valore dell’enunciato che è suscettibile in un certo tipo di ragionamento. Molti autori vedono il soddisfacimento come valore logico delle norme per un enunciato prescrittivo, perché quando viene adempiuta una norma generale anche le norme relative collegate sono adempiute.

Pragmatica:

  • Atti non linguistici: sono atti che non si possono realizzare a parole (es. Mangiare, dormire, camminare…);
  • Atti linguistici: sono atti che si realizzano a parole (es. Matrimonio, promesse, battesimo di navi etc.)

Gli atti linguistici si suddividono in:

  • Descrittivi: ad es. Ipotizzare fatti futuri, presenti o passati;
  • Prescrittivi: influenzare il comportamento altrui, dipende inoltre dall’intensità (=l’intensità di un enunciato prescrittivo di un legislatore dipende dalla sovranità del legislatore sulla persona fisica es. La multa), Dipende quindi dalla posizione in cui ci si trova.

Ambiguità pragmatica: si verifica quando uno stesso enunciato è utilizzato per atti diversi.

Enunciati deontici: “È vietato fumare” può essere utilizzato per due atti diversi:

  • Se detta dal legislatore esprime una norma;
  • Se detta da me stessa è un’informazione.

Si può dire quindi che tale ambiguità dipenda dal contesto e da chi formula l’enunciato, in quanto si formano atti linguistici diversi.

Logica

La logica nacque negli anni ’50, ma dal punto di vista descrittivo già dalla Grecia. Si suddivide in:

  • Deduttiva: è la logica della certezza, trasmettono con certezza la verità. La logica deduttiva arriva alla piena certezza della verità. La logica deduttiva studia i comportamenti e si basa su schemi validi.

Criteri Logica Deduttiva:

  • Dotarci di criteri di certezza, basati sulla validità;
  • Ragionamento probatorio solo in ambito giuridico;
  • Analisi strutturale dei sistemi giuridici, cioè dei difetti giuridici (= conflitti tra norme e lacune normative).
  • Induttiva: trasmette la verità con un certo grado di probabilità, cioè date certe premesse è probabile che una certa conclusione sia vera (dipende dal campione di casi verificati) si verifica spesso in ambito scientifico. Ci permette di indurre una legge di copertura (es. Se butto l’acqua sulla strada più volte e si bagna, ne derivo che la teoria per la quale si bagni la strada sia vera.) L’induzione può arrivare ad essere molto rafforzata ma mai pienamente vera.

Enunciati atomici o semplici / complessi o molecolari

  • Enunciati atomici o semplici: sono enunciati che non possono essere suddivisi (es. Pietro è francese);
  • Enunciati complessi o molecolari: sono enunciati che possono essere suddivisi in enunciati più semplici (es. Pietro è francese o italiano > si divide in “Pietro è francese” / “Pietro è italiano”), gli enunciato complessi sono resi tale tramite l’utilizzo di connettivi, disgiunzioni.

Operatori:

  • Negazione: “Non”
  • Disgiunzione: “O”
  • Congiunzione: “E”
  • Condizionale: “Se” / “Allora”

La logica deduttiva è quindi lo studio di questi 4 operatori.

Concezioni del diritto: un’introduzione

Le 4 concezioni del diritto più importanti:

  • Giusnaturalismo: la teoria che ha dato la definizione di cosa si doveva intendere per diritto ed ha avuto più diffusione, a partire dall’800 in poi venne soppiantato dal positivismo giuridico;
  • Positivismo giuridico: rigetta l’idea che esista un diritto naturale ed esista solo il diritto positivo l’unico degno di essere studiato;
  • Realismo giuridico: a partire dal 900 sottolinea l’importanza che il diritto non è tanto del prodotto di quello che dicono le autorità legislative che dettano solo dei testi ma ciò che dicono le autorità giudiziarie giurisdizionali che dettano e sarebbero i creatori del diritto.
  • Neocostituzionalismo: nasce dopo la seconda guerra mondiali (in reazione al PG,) che con l’avvento degli organi costituzionalizzati che ha cambiato il paradigma giuridico e non andrebbero più bene, ma era necessaria una nuova idea e definizione di diritto data dal neocostituzionalismo.

Tre tesi tipiche

Queste 4 concezioni possono essere classificate su 3 tesi tipiche nonostante queste concezioni appartengano a periodi storici diversi:

  • Separazione o connessione fra diritto positivo e morale: si intende i rapporti tra diritto positivo e un insieme di norme etiche che si considerano indipendenti, norme etiche oggettive al quale è riconducibile il diritto naturale (vita comune, società).

Discussione: Quale connessione esiste tra diritto e morale?

  • Per il giusnaturalismo e NC sostengono che esistono varie connessioni tra diritto e morale che deve esserci;
  • Per il positivismo giuridico e realismo invece sostengono la tesi della separazione che non deve esservi una connessione tra diritto e morale.
  • Oggettività o soggettività dei valori etici: una tesi di meta etica, si intende che le norme, i valori, i principi morali sono oggettivi non appartengono a ciascun partecipante alla vita sociale, o soggettivi cioè sono le nostre preferenze morale che al massimo possono essere messe in comune e non sono oggettive ma intersoggettive.

I Giusnaturalisti e neocostituzionalismo sostengono una meta etica oggettività dei valori etici, mentre positivismo e realismo sostengono la soggettività che i valori etici sono preferenze personali, al massimo giudizi intersoggettivi cioè sui quali c’è una certa condivisione sociale ma niente di più.

  • Natura l’interpretazione giuridica dei testi normativi: che appartengono al novero dei testi giuridici sia un’attività di scoperta o decisoria quindi che può legittimamente produrre più di un significato o no. In che senso? Se noi riteniamo che i testi siano equivoci in prima battuta un testo sarà interpretabile in modi diversi, se invece sosteniamo che i testi non siano equivoci ma univoci cioè che hanno un significato delineato l’interpretazione giuridica non avrà un valore decisorio, non sarà una sola interpretazione decisoria, ma un valore e descrizione dell’unico significato.

Il giusnaturalismo non si poneva problema dell’interpretazione, che se l’è posto sosteneva tesi formalistiche;

I positivisti anche sostenevano tesi formalistiche con qualche eccezione.

Il realismo giuridico ha sostenuto la natura ascrittiva cioè decisoria dell’interpretazione, che è la tesi caratteristica del realismo,

Il neocostituzionalismo invece sostiene una tesi oggettivista, ammettere che i testi siano suscettibili di più interpretazioni ma che si scelga queste diverse interpretazioni sulla base di criteri morali che sono oggettivi.

Giusnaturalismo (I)

Vediamo sulle tesi appena delineate:

  • Tesi della connessione necessaria tra diritto positivo e morale: Diritto positivo e morale sono necessariamente connessi: il diritto moralmente ingiusto non è affatto diritto, una norma morale deve essere conforme alla morale.
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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francesca.123 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Ratti Giovan Battista.
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