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Appunti di Filosofia del diritto sui concetti di brocardi nel contesto storico giuridico e le regole del diritto, origini del termine, Medioevo, notai, avvocati, la figura del giurista, logica brocardica, il modus operandi del giurista, e infine è previsto un glossario.

Esame di Filosofia del diritto docente Prof. M. Manzin

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Un età senza giuristi→regni effimeri e sommovimenti di ogni tipo→prevalenza della personalità

del diritto (eccezione del Lex Romana Wisigothorum la quale appunto si sarebbe applicato su base

territoriale ( e perciò tanto alla popolazione visigotiva quanto a quella romana)→età senza giuristi.

Iudex→proto-funzionario→prendeva attto dell'esito delle ordalie (del maggiorente guerriero oppure

del quivis de populo onorato dal popolo per la sua saggezza).

Avvocati→NO

Notai→si arrangiavano per far fronte alla necessità di certezza.

Generalmente l'esperienza giuridica →orale→iudex doveva applicare le consuetudini che di

frequente andavano sottoposte a previa certificazione mediante una →inquisitio per testes.

Patrimonio giuridico romano→sopravviveva→legislazioni romanico barbariche nonché

compilazione giustinianea→altri esempi furono tentativi di fissare le costumanze

barbariche→nuove componenti autoritative (suggestioni imperiali romane)→Franchi dell'età

carolingia→legge=verbum regis→trascrizioni chiamati capitolari della parola del re-legislatore.

Alto medioevo→no scienza del diritto ( a parte sotterranea continuità dell'epoca tardo romana).

Comincia influenza della chiesa→aequitas→diffidando della usanze dei barbari (non romani) →si

propone come propellente della nuova vita politica e culturale dell'Occidente→peso sempre

maggiore della chiesa in Europa→propagazione eredità classica rischiarata dal Verbo.

Le condizioni di una rinascita→Apporti civiltà esogene→nuovi assetti socio-politici→rinascita

scienza giuridica →ma interdetta dalla influenza della chiesa assorbita dall'etica, dalla lofica e dalla

teologia.

Alcuino di York→riformatore scuola palatina→tramandare nella retorica, apertura ad una mentalità

giuridica (risoluzione controversie civili).

Età altomedievale→spirito cristiano permeato neol mondo romano barbarico rendendo

sufficientemente omogeneo il tessuto sociale dell'Occidente→condizioni di una rinascita

fra→iustitia (spirito cristiano che prenderà potere diventando principio fondante dell'ordine

giuspolitico medioevale attraverso la creazione del sacro romano impero) e pugna dominato dallo

spirito barbarico.

Sacro romano Impero→condizionò tutti i successivi sviluppi della storia occidentale.

Età altomedievale→basi civiltà giuridica→romano-germanica.

Duello ordalico→simbolo concezione barbarica di giustizia→a partire dal Capitulare Veronense de

quello Iudiciali di Ottone I (967)→trattatistica che giunse fino al rinascimento inoltrato

Della rifioritura bassomedievale→progressivo rinnovarsi della sensibilità giuridica e stabilizzazione

condizioni di vita→ricomparsa a metà del XI sec di nomi di giuristi→Ugone, Guglielmo ecc.

Rinascimento medioevale in concomitanza con il rinascimento della scienza giuridica →secolo

legale XII.

Il rinascimento giuridico→recuperò e rielaborazione programmatici→Irnerio e dei glossatori

bolognesi→testi integri e genuini del diritto romano-giustinianeo (funzione politica)→x andare a

formare i libri LEGALES:Digestum vetus+digestum novum+codex+tres libri+novellae+libri

feudorum.

Mos Italicus→perfezionato dai commentatori→Bartolo di Sassoferrato

Glossae→prima semplici →vieppiù complesse →per chiarificazione di significato→dimostrazione

attualità del diritto romano→diritto di ragione→nella respublica christiana→trovava complemento

nel diritto di fede→diritto canonico.

Chiesa nel frattempo andava costituisce corpus di norme di rilevanza giuridica →sentenze tratte

dalle sacre scritture degli scritti della Patristica e degli interventi dei pontefici (Decretales) e dalle

decisioni delle sue grandi assemblee→Concordia Discordantium canonum→Graziano XII

sec→Decretum Gratiani.

Ius civile imperiali+ius canonicum→diritto MEDIEVALE →IUS COMMUNE→armonizzatore

delle polarità normative temporale e spirituale (impero e papato)

Centralità nel pensiero medievale→idea geometrizzante di ordine del Creato→visione mistico

meccanicistica della realtà ultima della natura→mondo come un testo da leggere e interpretare con

puntigliosità→rispondenza nel caleidoscopico ordine giuspolitico dell'epoca→trasformazione dal

concetto di gerarchia al concetto di SOVRANITÀ.

Complessità del sistema medievale determinata a causa del fatto di essere nata dal “basso”.

Spinta universalistica del diritto comune→espressione unità della RESPUBLICA CHRISTIANA

(Ius civile+ ius canonicum)→controbilanciata da un reticolo di IURA PROPRIA→l'universalismo

non nega il pluralismo, ma lo postula.

Immagine della schizofrenia medievale di Bernardo di Chartres→i medievali si sentono come nani

sulle spalle di giganti→nonostante la disparità di statura riescono a vedere più in la di essi.

Mondo medievale→punto di equilibrio→principio di autorità→consente di fare esperienza concreta

di ciò che trascende dalla realtà→Dio e dei suoi segni→convegno fede e ragione→muovendo dal

campo del CERTO (testi costitutivi del diritto comune)→si pensava di gestire ciò che stavba al di

fuori→campo del particolare e del probabile.

Glossae→supportanti lo sviluppo di un'autonoma ratio giuridica a fronte della auctoritas che era

contenuta nel testo di ascendenza romanistica.

La ratio dei testi dei glossatori vivevano→grazie alla riproposizione dei loro stessi profili di

incertezza.

Adozione da parte dei giuristi→forma-quaestio→un'aporia generata dal contrapporsi di

affermazioni tra loro contraddittorie→tratto distintivo della scolastica medievale→sovente

accostata ai brocardi stessi (dai gramatici)→Pillio da Medicina (con le sue famose

Quaestiones)→ma anche quelle di Azzone.

Sempre maggior rilievo ai brocardi che→incrinavano e rafforzavano al tempo stesso il diritto

comune→brocardi connaturati nell'iter logico adottato a fini didattici da Giovanni Bassiano→e

successivamente da Odofredo.

Nuova figura professionale→forgiata dalla realtà →STUDIUM→che corrisponde alla nostra

università.

La figura del giurista:

Creatività dei giuristi→tradurre la costituzione nascosta in regole vive ed efficaci per la vita→si sia

determinata una certa ambigua gratificante solidarietà della scientia juris rispetto al potere costituito

che non a caso spesso promosse gli studia.

La formazione dei giuristi avrebbero sostenuto il processo di centralizzazione amministrativa→il

moderno Stato→spersonalizzazione del potere politico con l'intento di farne una entità astratta.

Esso divenne poco a poco un funzionario al servizio delle norme imperative; perdendo l'estro

logico-argomentativo che gli era proprio.

Federico I di Svevia→avrebbe interrogato i 4 allievi di Irnerio→per avere un parere ai diritti a lui

competenti in quanto imperatore→venne premiata la condiscendenza prestata dal giurista.

Rugero bacone→mechanici→studiare solo gli editti di re ed imperatori e dunque raramente immuni

da ruditas bestialis.

Consapevolezza medievale che→allo sforzo combinato delle prospettive dei punti di vista non si

può sostituire una ragione individuale→tentativo di risolvere il diritto nei codici statuali voluti dal

sovrano→vanificazione apparato logico giuridico della trattazione logico giuridica attraverso

concetti come→causa natura ratio aequitas→si aveva tentato di mantenere distanti l'esperienza

giuridica dai dettami del potere costituito.

L'autunno del medioevo giuridico:

Con i successori dei Glossatori→commentatori e post-commentatori→ consolideranno le loro

posizioni→+ disinvoltura approccio testi sacri→integrando grazie a Bartolo di Sassoferrato il

complesso→ius proprium (acquisiva sempre + importanza).

In realtà i glossatori avevano sempre cercato di rimanere aderenti ai libri legales→questa estrema

professione di fedeltà quando non gli aveva stimolati a rivivere i testi→gli aveva portati a soffocarli

con glosse sovrabbondanti e sostitutive degli stessi→arrivavano a mettere in ombra il testo di legge.

La fortuna dei Glossatori presso i pratici usurpata dal già menzionato Cino da Pistoia.

Ius commune→era arrivato agli sgoccioli→si era tratto tutto il possibile:

lessico+bagaglio concettuale+figure giuridiche+tecnica argomentativa.

Diritto comune→diritto romano fatto sistema (ius civile)→e strettamente assicurato allo spirito

cristiano fattosi diritto (ius canonicum) →scenario entro il quale si muovevano gli operatori

giuridici per dare corpo al diritto medievale.

Lo sfaldamento del diritto comune:In summa delle condizioni del nascere e dello svolgersi di

un'esperienza scaturiscono le condizioni del suo declino

Regulae iuris→norme autoritative inderogabili→separazione tra sfera pubblica e privata.

Ad un certo punto→diritto comune rappresentava il certo→forma diritto scritta!!!→perciò di

riflesso quando si andava a finire su forme non scritte si cadeva nell'incertezza→terreno de

probabile.

Con i brocardi si affinava la teoria argomentativa classica→in linea con le consequentiae

Modi arguendi→testimoniava l'irrigidirsi della giurisprudenza medievale.

Abbandonata la via del passato→autorità del testo secondo intrinseca razionalità che non

provenienza →la giurisprudenza accedette a a metodi e procedure accostabili a quelli delle scienze.

Il dominio sistematico precorse i moderni sviluppi della scienza giuridica.

Communis Opinio Doctorum→determinante nella pratica tardomedievale del diritto→probabilità

costruita su base logico-formale→opinione dei giuristi ritenuti i più autorevoli

XIII sec→nuova teoria della prova penale→teoria che prende distanze dall'impostazione d'impronta

latamente aristotelica→e introduce il concetto di probabilità della scienza moderna agli esordi.

Gli albori del diritto moderno→Dismissione del diritto comune→dall'età dell'umanesimo giuridico.

Pretesa riduzionistica del diritto romano→ad irrazionale congerie normative→a plesso di norme

bisognevole nondimeno di una radicale razionalizzazione→a mero monumento dell'antichità sia

pure di inestimabile valore.

Valorizzazione dei diritti particolari dei nascenti stati nazionali e codici→la certezza permise di

calcolare le conseguenze delle loro omissioni o azioni→vittoria concezione utilitaristica.

Il sistema razionale viene obliata nel principio in nome del sistema formale.

Michel de Montaigne→dei difetti della giurisprudenza→fase discendente del diritto

comune→principio di autorità ormai pallido spettro al servizio di interessi poco

perspicui→distorsione di quel elemento personalistico che ai giuristi medievali si rivelò

determinante nella vita del diritto→modernità cercherà di esorcizzare.

Si andò verso una concezione algoritmica dell'argomentazione giuridica .

BROCARDICA→originalità del fenomeno brocardico→essi sembrano richiamare in special

modo→per affinità le regulae iuris elaborate dalla giurisprudenza romana→concetto stesso di

regula una considerevole complessità→difficoltoso ogni tentativo di riproposizione sintetica.

Regula→accezione post classica sotto l'influsso di Labeone→soluzione pratico normativa di un

caso estensibile ad un numero indeterminato di casi→REGULA CATONIANA.

Fine del periodo classico→regula→massima non più discernibile alcun legame colla situazione

concreta di riferimento→esigenza di carattere formale→queste massime esistevano già in epoca

romana ma per introdurre quasi gergalmente delle argomentazioni che trasferisserò l'onere

probatorio all'avversario.

Sabiniani→concretezza e particolarità del caso.

VS

Proculiani→visione generale ed astratta del diritto.

Giustiniano nel digesto→a) il diritto non é un insieme di regole b) la regola nasce come breve

esposizione della cosa c)la regola nasce dal diritto in quanto esperienza

Regulae iuris →responso normativo dato dal giurista autorevole sul caso specifico o ad esso

riallaciarsi.

Brocardi VS regulae iuris→sono fenomeni non perfettamente comparabili→fattori temporali e

sociali→cangiante universo di regole giuridiche dell'età intermedia il quale deve considerarsi per

vastità senza precedenti.

La giurisprudenza medievale→glossatori→isolò nei testi romano-giustinianei→molte + regole iuris

che nel passato→molte regole che non erano state riconosciute per tali dai giuristi romani e dai

compilatori bizantini.

I brocardi che presentavano una tendenza alla generalizzazione analoga a quella delle regulae iuris

medievali.

I testi del Corpus iuris civilis→con le sue regulae iuris→semplici materiali grazie ai quali i giuristi

medievali trovarono lo spunto per formare sotto forma di regulae→enunciati logico giuridici daslla

destinazione spiccatamente argomentativa.

Enunciato logico giuridico→decliuna la ricerca della ratio probabilis e la presentazione di autorità

pro et contra.

I brocardi si rifecere alle regulae iuris romane al fine di reintrodurne e valorizzarne l'originaria

essenza giurisprudenziale al interno del sistema medievale del diritto.

Idem Sentire fra regulae e brocardi→natura tradizionale, alla forma logica della richtmass→non

sono mai a priori ma sempre coperte dall'esperienza→punti di concentrazione di esperienza

giuridica.

BROCARDICA→un enunciato in uso presso i giuristi medievali per fissare ed evocare determinate

regole giuridiche tradizionali a fini latamente argomentativi.

Gli enunciati dei vari brocardi erano raccolti in rubriche che il compilatore aveva formulato sul

calco dei libri legales →fungevano da contenitori.

Nelle rubriche→riportati uno o + brocardi che riprendevano ecompendiavano regole rinvenute nel

diritto comune→sotto ciascun brocardo →indicato luogo dal quale fu ricavato (allegationes) nel

quale si indicavano gli estremi→+ allegazione delle concordanti (concordantiae) o antitetiche

(contraria).

Generalmente l'antinomia brocardica→se costituita da pro et contra veniva corredata da una

solutio→costrutto intricato e farragginoso.

Raccolte brocardica→strumenti logico giuridici di poco conto causa anonimato delle rubriche.

BROCARDI SCATURIRONO DAL CORPUS IURIS CIVILIS.

XII&XIII sec →brocardi vero e proprio genere letterario→essi nacquer all'interno delle glosse con

il contrasegno Nota→contrasegno che isolava nel ambito del contesto legale quelli che in prosieguo

di tempo diverranno i luoghi notevoli dell'argomentazione giuridica dialettizzati sit venia verbo

secondo lo schema PRO ET CONTRA.

Passaggio sa nota a →notabile→argomento vero e proprio frutto di un intenso processo di

astrazione.

Nota→strumento logico giuridico antecedente i glossatori.

Brocardica→ius civile ma anche ius canonico ove vi furono innumerevoli raccolte.

Funzione dei brocardi in età bassomedioevale tra certo ed incerto→revocare in dubbio il certo

→mettere in discussionei testi di legge su cui si basava il diritto comune→destinazione formativo

didattica di questi testi→preservarne l'autorità di tali testi.

Libri legales traevano la loro autorità dalla loro intrinseca razionalità.

Brocardi non sono divisori fra diritto certo e non certo→o scritto ed orale→essi portavano alla luce

i contrasti normativi sotto forma di antinomia →grazie al quale il medioevo arrivava a creare una

esperienza giuridica capace di svilupparsi e rinnovarsi da sé

Francesco Calasso→plastica formola brocardica→espressione del nuovo che avanza irrompendo

fragorosamente nell'alveo del diritto antico

BROCARDI E REGOLE DEL DIRITTO:

Connessione fra brocardo e regola (norma)→la regola impone di riconoscere una relazione

intersoggettiva in termini di generalità solo secondo una determinata forma.

Regole giuridiche hanno fini di tutela→fra loro variamente coordinabili anche per lo stesso

caso→vi si ha sempre la preclusione di porsi come esclusiva estendendosi all'universalità dei casi

contemplati→anche se essa predefinendo la serie di casi a cui intende riferirsi→trova e crea una sua

generalità→regola giuridica.

Per un verso i Brocardi→precipitato→di regole di provenienza varia disciolte nella loro

individualità→essi si costituivano in coppia tendenzialmente secondo lo schema pro et

contra→ratio universale soprastante le apposite discipline normative che l'esperienza giuridica

accoglieva in se sotto forma di regole.

Ricorso ad una regola→implica un distacco dall'esperienza → che al limite potrebbe venir colmato

solo dalla creazione di un numero indefinito di regole→brocardi sono come un insieme di regole

alternative→progressivo dissolvere la particolarità della regola giuridica e consentire sulla scia

della giurisprudenza classica di riportare alla luce una superiore forma di considerazione razionale

della natura della relazione umana concretamente in gioco.

Brocardi e principi del diritto:

pur mantenendo un legame con i principi di diritto i brocardi non possono considerarsi tali→limite

di pregnanza metafisica→universalità del principio.

Differenze fra principio e regola giuridica→principio non é negabile→il principio non ha nessun

legame di coerenza.

Se la regola del diritto ha ad oggetto il come→il principio di diritto al quale la regola del diritto

rinvia→ha ad oggetto il perché della regolamentazione stessa.

Ed é così che le regole di diritto vengono sempre superate dall'esperienza.

Brocardo partecipa alla natura del principio→condizione di esserne riconosciuto un nesso al

brocardo ad esso opposto e opponibile quale possibilità della sua negazione→venga sempre

mantenuto un addentellato con la concretezza→tanto dei casi passati che di quelli futuri.

Solo nelle coppie di brocardi viene depositata la forza di un principio (del diritto)→spinta a

superare le forme legali delle contrapposte regolamentazioni.

Principio del diritto→domanda originaria che non puó mai rendersi perspicua all'uomo né in se

stessa ne nelle risposte ma affiora dalle interminabili pieghe della sua storia→es: In dubio Pro Reo.

→in realtà come ogni principio giuridico esso può solo essere determinatamente integrato nelle

regole che vi si rifacciano.

Nella contrapposizione dialettica tra i brocardi →eccedenza di principio→frizione che si fa sentire

fra le regole prima facie→risveglia la attitudine critica di fronte al diritto positivo e alla forma cmq

mùtila delle numerose regole a cui esso si affida.

I brocardi all'intersezione tra principi e regole del diritto.

Brocardo→intersezione fra principi e regole→snodo fondamentale della loro congiunta dinamica

applicativa.

Brocardo→riprende forma logica della regola→termini di generalità→Es: Ugolino e

Odofredo→brocardica=generalia.

Forma Brocardo→enunciato generale→estratto in via di generalizzazione da un plesso di

regole→regulae iuris romane.

A differenza dei principi→brocardo→capacità di dissolvere la determinatezza formale di ogni

regola →brocardizzare→attività laboriosa ed incerta del conciliare le antinomie giuridiche.

Brocardi→ricongiungolo le ragione dell'analisi del diritto→e le ragioni della sintesi.

Natura dei brocardi→I brocardi potevano servire a comprendere come vivificare il diritto delle

regulae nel caso concreto→conferendovi rilevanza giuridica decisiva→in forza della loro

componente di principio→dal generale all'universale doveva confrontarsi con il brocardo ad essa

antitetico→le regulae iuris venivano di volta in volta ridisegnato onde riportarle al senso

dell'esperienza giuridica in atto.

Brocardi ed argomentazione giuridica→inapplicabili causa la loro componente di principio→erano

punto di partenza di qualcos'altro →una ratio o una argomentazione→talora i brocardi furono

chiamati argumenta.

Il discorso possibile é quello che per se stesso non riesce ad eliminare le alternative le

opposizioni→quando il discorso diventa da una premessa che tutti hanno accettato→il discorso

diventa l'unico possibile e chi obietta ha torto.

Brocardi→funzione dialettica e una funzione retorica→possibilità retorica del radicarsi di una

determinata argomentazione in una controversia concreta→il giurista non poteva permettersi di

lasciar fuori nulla di essenziale alla generalizzazione logico-giuridica richiesta dal caso di

specie→completa la premessa argomentativa che tiene insieme tutti gli elementi tutte le proprietà

che siano necessari in un dato ambiente a costituire una generalizzazione comprensibile e univoca

per chi ascolta; riferibili ad un casi specifico dell'esperienza degli interlocutori.

Brocardi ed eredità classica→nella scienza giuridica medievale rivive seppur mediata da un altra

sensibilità la sapienza classica→dialettica intesa quale mimesi logica e metodologica della struttura

dell'esistente che porta a riconoscere come inestirpabile quel esigenza di confronto→ricerca della

verità che investe l'interiorità dell'uomo.

Eredità classica rivive→coniugata con le migliori movenze della scienza giuridica medievale.

Singolare concomitanza→Comparsa Brocardi XII sec ed il diffondersi dell'intera produzione di

Aristotele.

Peter Weimar→mette in rilievo tre profili nei broccardi→quello topico (sedes argumentorum)→un

profilo argomentativo in senso stretto (retorico cioè argomentativo)→soluzione dell'antinomia

(dialettico pur non avendo una forma standard).

Grazie alla loro struttura i brocardi si offrivano ed operavano come forme logiche dei problemi che

era doveroso per il giurista sollevare davanti a sé e davanti agli altri nella specifica controversia

giuridica onde appunto inverare non foss'altro che con l'escludere le premesse categorizzazioni e

nessi che avrebbero condotto a soluzioni inaccettabili.

LOGICA BROCARDICA:

Savigny→Brocardica di Azzone→i Brocardi non mi sembrano tanto dettati dalla preoccupazione di

conciliare i testi contraddittorii quanto da quella di far deflagrare le contraddizioni dei libri legales

con l'evidenziare i punti critici dell'ordinamento di di diritto comune→una autentica palestra a

disposizione dei giuristi per sviluppare o cmq affinare la capacità argomentativa loro richiesta.

Brocardi topica certezza:→si considera giuridica la topica diretta a sostenere una tesi affinché un

uditorio la accolga a preferenza di altre come la più conforme a ciò che è ritenuto il sapere

giuridico→trae le proprie origini dalla tipica classica.


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AUTORE

summerit

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Manzin Maurizio.

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