FILOSOFIA DEL DIRITTO 1:
Il problema della libertà d’espressione in età moderna:
Ci sono delle tutele, le libertà vengono tutelate costituzionalmente, nella Costituzione
vediamo riconosciuti dei diritti.
DIRITTI COSTITUZIONALMENTE SANCITI:
Art. 19 = diritto di professare liberamente la propria fede religiosa purchè
o
non si tratti di riti contrari al buon costume (Art. 8 che sancisce che tuttel le
confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge).
Negli ultimi anni le tensioni a livello religioso sono cresciute, è un diritto fondamentale
che porta un altro problema essenziale: il problema della tolleranza, la compresenza di
diverse confessioni riporta a questo problema.
L’idea di garantire all’individuo una libertà nasce da quando all’inizio dell’età moderna si
comincia a porre il problema della presenza di fedi diversi all’interno di una stessa
situazione socio-polica e nasce il problema della libertà di pensiero e di esprimere le
proprie convizioni su una religione.
Art. 21 = diritto di manifestare liberamente il proprip pensiero con la parola,
o
lo scritto o altri mezzi di diffusione, la stampa non può essere soggetta ad
autorizzazioni o censure.
Spesso le manifestazioni sono volte a colpire gli altri nel singolo o nella comunità, si pone
il problema del limite dell’esercizio di manifestare il pensiero.
Art. 33 = arte e scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
o
LA "PREISTORIA” MODERNA DEI DUE DIRITTI:
Le basi razionali del diritto moderno (500/600):
Introducenso la questione attraverso Spinoza, Locke e Milton, Roig indica due
caratteristiche fondamentali del diritto moderno:
1. Dare fondamento alla libertà a partire da postulati razionali costituisce una
caratteristica peculiare della modernità.
Gli uomini cominciano a pensare, non basta che ciò che noi crediamo e sosteniamo sia
il frutto della tradizione o di una autorità indiscussa, occorre che le nostre affermazioni
siano razionalmente fondate, che noi possiamo dimostrarli, spiegarli. Non basta più
sostenere qualcosa solo perché sta scritto nella Bibbia, serve capire chi sia l’uomo,
come si muova e perché.
Con Kant si arriva alla ragione che indaga sé stessa e stabilisce i limiti, dove può arrivare
e dove non può andare oltre.
2. Si tenta di configurare l’individuo come soggetto titolare di determinate
libertà, creando intorno ad esso una sfera di intangibilità.
Si cerca di fondare alcuni diritti dell’individuo, Locke dice che gli uomini sono in una
condizione di natura ma ognuno ha delle proprietà, c’è un tentativo di razionalizzare i
miei diritti.
Religione, pensiero, espressione:
Un ruolo importante lo svolge la libertà religiosa e di pensiero, delle quali costituisce una
specificazione la libertà d’espressione.
Le linee di separazione tra le argomentazioni a difesa della libertà di socienza e di
pensiro e quelle che concernono più specificamente la libertà d’espressione sono molto
difficili da tracciare. Le difese della libertà d’espressione si sviluppano come derivazione,
tanto temporale quanto concettuaale, di quelle della tolleranza religiosa = se ho una fede
religiosa devo essere messo in condizione di poterla manifestare e professare.
Libertà d’espressione come derivazione della libertà religiosa:
LEGITTIMAZIONE E CONTRASTO:
La religione fornisce una base di legittimazione al potere e cioè lo giustifica
agli occhi di chi deve obbedire: nel passato chi comanda afferma di farlo per
volontà o con il favore degli dèi o di un dio
= religione legittima il potere.
Ogni religione comporta un differente modello di vita, una diversa visione
del mondo ed è un potenziale concorrente per quella ufficiale, poiché potrebbe
delegittimare il potere in carica, diminuire l’autorità di chi comanda = bisogna
tollerae tutti tranne due categorie di persone i papisti (cattolici) e gli atei perché i
papisti obbediscono al principe di Roma, il papa.
In età moderna si sviluppa una conoscenza razionale ed osservativa, che
diventa un nuovo pericolossissimo competitore per tutte le religioni, capace
addirittura di spostare il dissidio su un piano totalmente diverso = la scienza porta
schemi e modelli nuovi diversi da quelli della religione, quello che stava accadendo
anche a livello cosmologico deve essere spiegato in modo diverso.
La nuova scienza e cosmologia cambia, Galileo dice che le stesse leggi che valgono qua
valgono anche per aria, il mondo è retto tutto dalle stesse leggi ed ogni parte della
creazione si fonda sui medesimi principi devastante dal punto di vista politico perché la
stessa società non è organizzata per gradi di perfezione diversa e delle leggi distinte per
le varie classi sociali, ma la materia è tutta uguale e le leggi che reggono il creato sono
leggi ugualiper tutti.
1. Quelle gerarchie cominciano a vacillare e così anche il sistema politico e
sociale, le scoperte scientifiche faranno crollare l’edificio politicop e sociale che la
chiesa ha messo in piedi.
Novità della ragione: Max Weber:
Weber ha descritto questa evoluzione sostenendo che la
razionalizzazione/intellettuazione significa che non ci sono più forze misteriose o
imprevedibili della religione, ma tutte le cose vengono dominate dal calcolo =
demagificazione e disincanto.
Disincantamento del mondo: non si ricorre più a mezzi magici per dominare
o
gli spiriti o ingraziarseli, a ciò sopperisono i mezzi tecnici ed il calcolo razionale,
questo è il significato dell’intellettuazione in quanto tale.
La nostra realtà è prevedibile e calcolabile
Rischio diritto che dovrebbe proteggerci può diventare una gabbia che ci limita.
Il significato del disincantamento:
SAPERE È POTERE:
Francesco Bacone, un filosofo e politico inglese nel 600, sosteneva che
l’uomo tanto opera e comprende quanto avrà osservato con l’attività sperimentale,
si cerca di capire le leggi della realtà e di utilizzarle. La scienza e la potenza umana
coincidono.
L’idea viene ripresa da un altro filosofo inglese, Hobbes che applica il metono della
conoscenza scientifica alla politica o filosofia civile, per evitare l’influsso della religione (in
particolare della Chiesa cattolica) e ottenere la pace con una fondazione razionale del
potere: 1) Il fine o scopo della filosofia è che possiamo servirci della previsione
degli effetti per i nostri vantaggi, il fine della scienza è la potenza ed ogni
speculazione è stata istituita per un’azione o per un lavoro concreto.
2) La causa della guerra civile è che si ignorano le cause della guerra e
della pace e che pochissimi sono quelli che hanno imparato i loro doveri, per
i quali la pace si fortifica e si conserva, cioè la regola del vivere.
LA NOVITA’: Si comincia a ritenere ch eil potere non nasca da una investitura divina a
individui speciali, ma che sia stabilito e connferito dagli uomini.
Grazie al comune possesso della ragione costoro sono individui uguali e
titolari di certe libertà, le quali determinano una sfera di intangibilità.
Si fa strada l’idea che il potere politico non abbia altro scopo che proteggere
queste libertà e che nasca, come loro, dalla ragione.
Pensare liberamente ed esprimere liberamente ciò che si pensa è la diretta
prosecuzione della libertà di cui è fatto l’individuo.
Si concepisce lo Stato non con visione verticale (sudditi avevano solo doveri e
rispondevano al sovrano), ora che uomini osno uguali, razionali e fanno patto sociale
scegliendo sovrano che redime le controversie con delle leggi che valgono per tutti, il
potere dello stato nasce dai diritti dei cittadini, non sono più sudditi con doveri ma
sovrano che è stato messo li per tutelare i diritti del popolo che è sovrano.
Possiamo dire che:
1. Il problema della tolleranza religiosa ha a che fare con più fedi che
concorrono per il dominio.
2. Il probema della libertà d’espressione si lega alla possibilità di professare e
diffondere dottrine che potrebbero mettere in discussione quelle prevalenti.
3. Il problema della libertà di pensiero assume una fisionomia peculiare con
l’iniziale pretesa di criticare su base razionale i presupposti, non tanto altre
scienze, quanto delle religioni come principio di legittimazione politica.
4. Possiamo dire che nell’ottica del disincantamento e dello stato laico la
libertà di pensiero sembra soppiantare il problema della tolleranza religiosa.
Grozio disse che anche se volessimo ammettere l’ipotesi assurda che Dio non esiste,
potremmo però constatare che le leggi che regolano il mondo sono fatte con una tale
precisione e assolutezza ch eil mondo andrebbe avanti, in ogni caso ci sono delle leggi
necessarie che funzionano e che la nostra ragione è in grado di trovarle. Pur avendo una
ragione c’è un Dio dietro che crea il mondo, noi e le leggi. C’è unione tra la capacità
dell’uomo e la creazione divina, l’uomo sta ancora sotto la sfera divina, ma a poco a poco
la ragione inizia a farsi strada autonomamente al Dio creatore.
2. Affermazione del pensiero scientifico comporta un modello alternativo alla
fede, ma anche ulteriori problemi nella legittimazione del potere.
3. Gli uomini tutti uguali per la loro capacità naturali, e come disse Hobbes
“homo homini lupus”, l’uomo è in grado di arrecare danni agli altri uomini, Locke
invece sosteneva che l’uomo è un po' più razionale.
Il modello che si fonda sulla ragione in termini anche scientifici apre una nuova via perché
lo stato veniva fondato da un patto tra gli uomini, il sovrano non veniva scelto da una
investitura divina ma da un patto tra i vari uomini = religiosi percepiscono che la società
sta iniziando a sfuggirgli di mano.
Dromocrazia = potere della corsa/velocità se vuoi domare le persone le devi far correre
perché chi corre non si ferma a pensare, la velocità della società impedisce loro di
pensare, chi corre sono le persone dominate.
Tolstoy disse che i conservatori sono i giovani e gli innovatori sono i vecchi,
o
perché i giovani hanno bisogno di correre e prendono le idee già instaurate senza
metterle in discussione mentre gli innovatori sono i vecchi che passano il tempo a
riflettere.
Il concetto di tolleranza:
BOBBIO E “LE RAGIONI DELLA TOLLERANZA”:
L’esigenza della tolleranza nasce nel momento in cui si prende coscienza della
irriducibilità delle opinioni e della necessità di trovare un modus vivendi (regola
puramente formale, una regola del gioco) che permetta a tutte le opinioni di esprimersi.
O la tolleranza o la persecuzione:
Nella sua forma originaria la tolleranza riguarda la possibilità di convivenza
o
di confessioni religiose diverse.
L’INTOLLERANZA:
Individuate due parole chiave come irriducibilità e persecuzione, possiamo
o
dire che l’intolleranza è la persecuzione di opinioni giudicate irriducibili alle proprie.
Bobbio ne distingue due forme:
1. La prima deriva dalla convinzione di possedere la verità (forte certezza delle posizioni
sostenute, maggior gradiente della ragione).
2. La seconda deriva da un pregiudizio, inteso come opinione o insieme di opinioni, che
vengono accolte acriticamente dalla tradizione (pregiudizio = condizione in cui ci
troviamo inavvertitamente, non si tratta di ragioni di cui ci siamo convinti, ma qualcosa
che si impadronisce di noi silenziosamente ed in maniera subdola, lo abbiamo assorbito
senza rendercene conto e siamo convinti che è così e naturale).
A ben guardare sembr che la seconda, che Bobbio associa alla
o
discriminazione delle diversità, rappresenti una degenerazione della prima, ovvero
la rinuncia a considerare che ci siano ragioni per cui l’altro, il diverso, possa vivere
e affermarsi come tale. La prima è negazione, la seconda è rifiuto.
Negazione si ha quando c’è uno scambio di ragioni, il rifiuto è un disinteresse
totale delle ragioni altrui.
RAGIONI PRATICO-MORALI DELLA TOLLERANZA:
Bobbio dice che una società vive di pluralità e tollernza e ci possono essere diversi motivi
per cui la tollerenza deve essere introdotta, individua tre gruppi di argomenti di natura
pratica in favore alla tolleranza (le prime due sul perché conviene essere tolleranti e la
terza bisogna essere tolleranti):
1) Prudenza politica: accanirsi contro l’errore altrui non farebbe che rafforzarlo,
più ti accanisci e più uno si mette sulla difensiva e più fa gruppo con individui che
come lui si sentono perseguitati, perseguitare crea delle resistenze.
2) Metodo universale o di convivenza civile o democratico: in cui opera la
strategia illuministica della persuasione, del dialogo. Necessità di scambiarsi delle
ragioni senza perseguitare, conviene persuadere e questo porto ad una convivenza
civile ed un dialogo.
3) Ragione morale: il rispetto della persona altrui in nome della libertà interiore
come bene massimo.
RAGIONI TEORETICHE DELLA TOLLERANZA:
Anche qui Bobbio individue tre orientamenti, che non prendiamo in esame
separatamente, ma le cui tesi comuni sono o che la verità è il risultato della mediazione
di teorie diverse (1) o che non esiste una verità unica e che relativisticamente occorre
lasciarle coesistere tutte (2).
1. Dal confronto si trae arricchimento del sapere, anche una idea sbagliata contribuisce
perché ci potrebbe esser euna minima parte di verità sempre utile al dibattito.
2. Modello relativistico, tolleranza più debole, diamo spazio a tutti perché tanto non c’è
una verità assoluta, anche se questo può portare ad un contrasto.
TOLLERARE CHI?
L’opposizione di tolleranza e intolleranza non comporta che la prima sia
automaticamente buona e la seconda cattiva. Insomma, anche l’intolleranza può
avere le sue buone ragioni.
L’intolleranza in senso positivo è sinonimo di severità, rigore, fermezza, tutte qualità che
rientrano nel novero delle virtù; tolleranza in senso negativo invece è sinonimo di
colpevole indulgenza per mancanza di principi o per amore del quieto vivere o per cecità
di fronte ai valori.
Non sempre tollerare è la cosa giusta, occorre vedere se c’è un limite alla
o
tolleranza
John Locke, riteneva che si dovesse essere intolleranti non solo con gli atei (la cui
mancanza di fede in Dio farebbe venir meno ogni rispetto di leggi, regole, valori,
rendendoli totalmente inaffidabili) ma anche con i Papisti, che rispondono solo a Roma.
LA ZONA GRIGIA:
Limite che si sposa a seconda delle circostanze, della società, del periodo.
Bobbio sosteien che il vero scopo sta nell’individuare tra i due estremi la zona grigia che
consente di praticare la tolleranza in modo autenticaamente inclusivo tanto da
riconoscere diritto di cittadinanza anche alle teorie che predicano l’intolleranza.
Se infatti pare ragionevole sostenere che tutti debbano essere tolleranti
o
tranne gli intolleranti, d’altra parte pare questo potrebbe comportare una specie di
suicidio della stessa tolleranza, perché in tal modo essa riconosce la negazione di
quella libertà che è proprio presupposto fondamentale.
PRINCIPALE PREMESSA:
Nell’età moderna la difesa della libertà d’espressione inizia con Spinoza, Milton e Locke
(seconda metà del XVII secolo) si basa sulla natura razionale dell’uomo, individuo inizia
ad esser visto come titolare di libertà.
I tre autori hanno tesi diverse a favore della libertà (religiosa, pensiero ed
o
espressione, dalla libertà di reglisone si sviluppano quelle di espressione).
I tre autori sviluppano i loro punti di vista in un’epoca in cui inizia ad avere
o
importanza il diritto rispetto al dovere tradizionale.
Diritti dell’individuo hanno importanza = visto come un portatore di diritti naturali e
valori, i diritti hanno fondamento razionale e non divino.
Il potere viene visto non solo come mezzo all’obbedienza, ma come mezzo per difendere
i diritti naturali.
SPINOZA:
Spinoza è un apripista poiché costruisce con rigore un percorso che coniuga la libertà di
pensare, la tolleranza e la comunità civile, la sua è opera il “Tractatus theologico-
politicus”.
Spinoza, fondazione razionale della tolleranza come libertà d’espressione:
Quando la ragione comincia ad affermarsi come autentico principio del sapere umano,
Spinoza interpreta questa missione con un rigore razionalista:
È un razionalista in un tempo in cui religione significa fede passiva nel verbo
divino contenuto nelle Scritture, interpretato dai ministri del culto ufficiale.
È ebreo e dunque appartiene ad una confessione che da millenni sarà
oggetto di una persecuzione.
CONTESTO SOCIO-POLITICO:
Costruisce una teoria della libertà d’espressione basata su considerazioni
razionali e non religione; nel suo Trattato teologico-politico dimostra che in una
repubblica è lecito a tutti pensare e dire ciò che vogliono.
Spinoza nasce ad Amsterdam nel 1632 in una famiglia ebrea scappata dalla Spagna
(persecuzioni), il territorio entrerà tra i possedimenti degli Asburgo (imperatori di
Germania) e ne esce nel 1556 quando Carlo V (imperatore e re di Spagna) abdica,
lasciandolo al figlio Filippo II insieme alla corona spagnola.
L’affermazione della riforma protestante tra le popolazioni causa ripetute
o
ribellioni contro il re catt
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