Filosofia del diritto
14 febbraio 2018
Le diverse realtà hanno delle caratteristiche, tutte comprese in un “contenitore”, che è la storia. Queste realtà sono l’una accanto all’altra o l’una dentro l’altra. Il presupposto di questo pensiero era che la realtà fosse la manifestazione di una verità metafisica e che quindi possedesse per natura un’identità (identità dell’uomo = l’io, ego; elemento per distinguere un uomo da un altro). Queste realtà devono essere lette con i mezzi che si hanno a disposizione: il futuro presenta costantemente l’inedito rispetto al passato e questo potrebbe portare a delle incomprensioni.
15 febbraio 2018
La nostra esperienza della storicità ce l’abbiamo perché sempre ci muoviamo in un mondo ambiente, che è il mondo che noi riconosciamo come portatore dei significati che ci appartengono. Mondo di significati significa innanzitutto la lingua (lingua madre), mentre la storicità materiale significa che ognuno nasce in un determinato luogo e riceve una determinata cultura, determinati valori, tradizioni. Ciò che dà potere a queste cose su di noi è il fatto che noi lo riconosciamo come il nostro mondo familiare, come quello che più di ogni altro ci appartiene. Accanto a questo noi riceviamo molta della storia passata a livello inconscio o attraverso i miti.
La nostra realtà non è composta da elementi tra loro diversi, possediamo un’identità che il mondo minaccerebbe. Finché c’è stata questa concezione il pensiero dell’uomo è sempre andato fuori dall’esistenza (es.: metafisica). Tutto questo per dare senso a qualcosa che sembra perdersi nel tempo.
Tutte le scienze del '900 hanno compreso l’insostenibilità di una spiegazione logica, coerente, della realtà, come come hanno compreso che essa, individuale o collettiva, non poteva essere spiegata ponendo dei principi, dei valori, ai quali la realtà si sarebbe dovuta adeguare. Questo è il motivo per il quale da un certo momento in poi si è ritenuto di concludere che se una c’era una qualche speranza di comprendere l’esistenza, si doveva comprendere così come storicamente ed effettivamente è e non come dovrebbe essere in base a un elemento esterno al divenire. Bisogna procedere per strati successivi.
C’è sempre un ostacolo alla comprensione che dipende dal mondo di significati che noi riconosciamo come nostro. A un certo punto quel modello che nessuno si sente di mettere in discussione è il modello economico, che diventa il valore primario. Così la realtà ha fatto diventare pensiero dominante la primogenitura del valore economico. Assolutizzare l’economia però porta fuori strada: esporre tutto al calcolo economico significa consideralo come assoluto.
Il primo passo da fare è tracciare i confini di questo mondo di significati. L’esistenza può perdersi, non ha garanzie (cfr: Odisseo rifiuta l’immortalità, vuole tornare a casa e morire come gli umani). Il mondo ambiente è l’insieme delle strutture attraverso le quali quello che noi viviamo come idee in realtà si concretizzano: non c’è nulla di astratto, le idee si concretizzano in valori, conoscenze, ma anche in strutture materiali. Dunque il mondo ambiente dal quale noi deriviamo si è affermato attraverso tradizione, cultura, conoscenza, leggi, istituzioni e struttura del sociale.
Quindi il mondo ambiente non è mai un’idea. Quello che compare ad un certo punto della storia e che fa diventare rilevante la dimensione dello storico è il progressivo constatare che questo mondo ambiente non legge la realtà. La metafisica è una lettura del reale che si è concretizzata in strutture sociali e in istituzioni. La struttura sociale basata sulla metafisica è la struttura della differenza: posto che la realtà ha senso solo in virtù di qualcosa che non esiste in questo mondo ne deriva che la realtà è sempre divisa in autentica (simile al fondamento) e non autentica (diversa dal fondamento).
Tanto più una realtà affonda le sue radici fino ad andare oltre la storia tanto più sarà autentica e viceversa. Su di questa concezione è stata costruita l’istituzione giuridica del sociale e sono state create le istituzioni. Se la realtà si è discostata da questo mondo ambiente è perché gli schemi su cui era costituito non leggevano la realtà che si sviluppa progressivamente.
Vige dunque il principio del passato, leggendo la realtà nella sua forma precedente per spiegare ciò che avverrà. Ogni qualvolta sia presente l’assoluto la realtà deve necessariamente scindersi in autentica e non autentica. Come è possibile classificare qualcosa come vero se questa verità non legge la realtà? La conseguenza automatica del mondo ambiente che abbiamo ereditato è che qualcosa quanto più è vero tanto meno è modificabile.
Gli assoluti principali sono stati lo spazio e il tempo: la vita era considerata un percorso nello spazio attraverso il tempo. Questa concezione cessa ai primi del '900 grazie ad Einstein. Il suo punto di partenza fu mettere in discussione le concezioni di spazio e tempo. La fisica era infatti arrivata ad un punto di insostenibilità: Einstein provò a partire negando l’assolutezza dello spazio e del tempo. Einstein dice che la materia determina lo spazio incurvandolo e che tutto è materia. Questo si può dimostrare in occasione di un’eclissi, confrontando le fotografie scattate alle stelle prima e dopo l’eclissi: se la materia incurva lo spazio, dopo l’eclissi la luce delle stesse stelle si vede in punti differenti rispetto ai primi.
Se non si comprende che la vita può perdersi e si continua a pensare che l’io è una proprietà inalienabile, si pensa anche che nulla può scalfire il nostro io e la nostra vita (non può succedere nulla).
21 febbraio 2018
È importante capire il senso di una ricerca di una storicità del diritto all’interno degli studi che noi abbiamo iniziato (questione generale). Rispetto alla quale non possiamo partire da presupposto ma occorre interrogarci, da un lato se la questione di storicità in qualche modo ci interessa, ovvero se interessa il nostro presente e dall’altro vedere là dove appurassimo che è una questione rilevante da quali caratteri è definita.
La cosa importante è non fermarsi mai nelle ovvietà. Ovvietà è l’ostacolo principale alla ricerca, anche storicamente la scienza ha compiuto dei passi in avanti sempre superando quelle che sembravano ovvietà. L’ovvietà è una realtà data per scontata, sulla quale non c’è bisogno né di riflettere né di pensare, ma auto-evidente. Es. passaggio che avviene attraverso l’occidente, per mano di Galileo che si imbatte tra la più evidente tra le evidenze, ovvero che la terra fosse ferma, su questa evidenza è stata affissa per secoli la conoscenza, la società, le istituzioni e il diritto.
Dalla terra è ferma deriva il principio che la verità o è assoluta o non lo è, o è originaria o non lo è. Questo principio ha scisso la realtà tra realtà autentica (realtà che permane) e non autentica (la realtà che cambia). Su questa base il diritto ha assunto la forma del diritto naturale. La fonte primaria del diritto deve essere ricercata in una verità assoluta, forse anche prima della storia, per il mondo europeo questa verità (per il mondo cristianesimo) è Dio, e tutto è stato costruito in presenza di ciò. La natura veniva vista come specchio della verità divina. Nulla ciò che l’uomo scriveva poteva avere forza di legge se non ricondotta a una scelta divina.
La premessa che la terra fosse ferma e che fosse al centro dell’universo, ha determinato per secoli la divisione tra le cose terrene e quelle celeste. Quelle celesti autentiche, quelle terrene non autentiche (secondo il principio dell’assoluta stabilità). Tutto ciò che è stabile è vero, ciò che muta è inautentico. Questo resta tutt’ora nel nostro immaginario collettivo. Ancora non è facile liberarsi per secoli dell’impalcatura secolare.
Il nostro non è mai un essere, ma è un avere da essere. Perché finché ci siamo, esistendo il futuro, ancora non siamo, non possiamo mettere un punto definitivo, non siamo stabili, ma mutiamo. (Alla base della pena di morte). Poiché l’uomo non è il suo passato né il suo presente, ma è sostanzialmente il suo futuro, allora come si fa a mettere un giudizio che non solo si giudica presente e passato ma anche il futuro, tutto ciò che la persona può diventare.
La nostra esistenza non è caratterizzata dalla stabilità, però per secoli sulla base del principio “è vero ciò che non muta” sulla stessa esistenza è stato ritenuto autentico tutto ciò che aveva il carattere di stabilità. Questo è l’aspetto generale, cioè andare contro le ovvietà. La storicità può presentarsi come qualcosa di ovvio. Noi siamo abituati a dire che l’uomo ha una sua storia come ce l’ha la natura, e che tutto si svolge dentro a una storia. In questo modo abbiamo rimandando il problema affidandoci a due ovvietà:
- Che noi possediamo un sé un nocciolo che resterebbe inalterato nello svolgimento degli eventi, l’uomo ha una storia ha una sua storia, è l’uomo che dalla nascita alla morte e anche oltre la morte riempie il tempo delle sue azioni, interpretazioni, fatti;
- Il tempo sia una sorta di contenitore fisso dentro il quale noi ci muoviamo.
Entrambe queste ovvietà sono invece, a partire dal '900, interamente messe in discussione, tanto il sé quanto la storia, si rivelano molto più complesse di quelle che noi siamo abituati a considerare. Sul piano dell’ovvietà che le coordinate entro la quale viene posta la storicità del diritto, pensata oramai come qualcosa di acquisito, nessuno nega che il diritto abbia una natura storica. Le coordinate sono rappresentati da una serie di nomi (idealismo, diritto naturale, costituzionalismo, positivismo giuridico). È vero che da un lato sono realtà che valgono lo studio, apprende quanto sia stata rilevante per il diritto che è valsa la forma della nostra attuale forma giuridica (cui sintesi è art.3 c.). anche qui mai dobbiamo attribuire alla tradizione una autorità senza interrogarla sul fatto che questa tradizione è effettivamente rilevante per il nostro presente.
Il rapporto generazionale è un po' la sintesi. Ogni generazione, viene da una generazione precedente. Questo non è solo un dato di fatto. La generazione precedente tende a togliere futuro alla generazione successiva, questo perché vuole pianificare il tempo, lo vuole rendere qualcosa che non contenga mai dimensioni assurde e incomprensibili, del tutto estranee al patrimonio acquisito. Toglie il futuro facendo della generazione successiva la propria rappresentazione, ovvero porre in avanti se stessi la propria immagine la propria comprensione della vita e della realtà. Questo lo facciamo perché in questo modo estendiamo all’ignoto il noto, cioè realizziamo la prevedibilità, trasformiamo il tempo in qualcosa di incontrollabile in qualcosa di controllabile.
Cosa comporta questo? Questa dinamica che noi possiamo riconoscere nel rapporto tra ogni generazione è quella che possiamo definire la nostra storicità elementare. Già in questa forma parlare di storicità non significa parlare di un sé immodificabile che nello spazio e nel tempo traccia delle linee (tempo a sua volta neutro), da un lato il rapporto generazionale fa vedere che la nostra individualità dei componenti di ogni generazione, non è una proprietà inalienabile, da un lato è sempre orientata dal generazione precedente, dall’altro lato può essere addirittura privata dell’individualità trasformando l’esistenza nelle ripetizioni di cose passate. Non c’è un sé fisso, perché il passato nella forma più immediata, può anche arrivare oltre il sé, togliendo il futuro, facendo l’esistenza la ripetizione di cose passate. Il tempo non è questo contenitore neutro, ma ha una sua dinamica e un suo senso, non è indifferente, se il passato può eliminare il futuro e se nel tempo avviene questa constante battaglia per conservare ovvietà.
Il sé e la neutralità del tempo, sulla base dell’esperienza generazionale, già si rivelano non traducibili all’ovvietà alla quale abitualmente lo riconduciamo. Questa forza del passato è l’unico motivo per cui vale la pena studiare e non essere ignorante, quanto meno noi non conosciamo, tanto più il passato ha potere, il cui potere del passato è di togliere il futuro, di farci vivere la ripetizione di cose precedenti che non sono le nostre.
Noi diventiamo individui se non ripetiamo il passato come qualcosa che ci è più ovvio. Come si fa a ripetere il passato? Attraverso il modello che traduce l’esistenza in una ripetizione del passato. Quello (modello) è un anonimo (nessuno inventa il modello). Il modello ha un potere enorme come lo ha il pensiero dominante. Questo potere porta a ripetere ciò che tu non hai scelto e riempire la tua vita di cose che tu non hai scelto, più la tua vita si riempie di queste cose non hai scelto, meno c’è posto per la tua individualità e prende posto l’ideologia totalitaria. Quanto più alta è la nostra indifferenza nei confronti del passato, quindi del mondo ambiente, tanto più è potente il passato nel suo anonimato.
L’ambito generale entro il quale diventa più acuto il problema della storicità è al questione che particolarmente il '900 ha avuto nei confronti dei sistemi. In tutte quelle letture delle realtà che a partire da un principio esterno per secoli avevamo preteso di spiegare e dare senso alla realtà e di queste cose e lo strumento principale è stato che il filosofia prende il nome il principio del fondamento. Principio del fondamento che ha un contenuto, un aspetto positivo, tale principio afferma che tutto ha senso e niente è senza ragione. È chiaro che assegna a questo principio quello che è il senso della vita, secondo questo principio non c’è niente nella vita che abbia senso non c’è niente che non abbia una ragione (questo vale sia sul piano individuale che collettivo). Di fronte a questa sistematicità (sistema dimensione dove tutto torna, niente è senza ragione tutto ha senso), dimensione, progressivamente la realtà soprattutto del '900 ha reagito. Non è stata una reazione solo del pensiero, anzi fatti storici ben precisi hanno prima indotto a reagire, poi rafforzato questa reazione.
I primi del '900 quando si delinea questo ambito e questo spostamento nella storicità della vita è costituito da almeno 3 fenomeni che hanno terremotato la società di tutte le sue convinzioni:
- La guerra
- La tecnologia
- L’uomo massa
Il '900 non solo poggiava su una struttura conoscitiva che almeno una parte della società poteva riconoscersi in tutto ha senso niente ha ragione. Sembrava oramai che la civilizzazione avesse raggiunto un punto di non ritorno, cioè che determinati componenti fossero acquisite, una di queste era che (è vero che poteva ancora scoppiare la guerra) la guerra avrebbe assunto una valenza diversa, poiché le istituzioni, la letteratura ecc. erano tali da permettere che un tale livello di civilizzazione permetteva di raggiungere conclusioni. Tanto che allo scoppio della prima guerra mondiale, la gente, andava in guerra cantando (così si narra). Si dice che cantavano perché pensavano che per natale fosse finita e che in ogni caso non sarebbe stata la guerra che l’Europa avesse conosciuto nei secoli precedenti, ma che sarebbe stata una guerra civile. L’Europa si trovò invece davanti alla peggior guerra che avesse conosciuto.
Freud scrisse un articolo intitolato “Considerazioni alla guerra alla morte” articolo che partiva da questo stupore dall’uomo europeo quale pensava di aver raggiunto un livello di civilizzazione elevato che invece si era ritrovato a commettere e a subire atti barbarici che la storia non aveva ancora avuto memoria. Non c’è dubbio che nella prima guerra mondiale, lo strumento della scienza come strumento bellico e di distruzione di massa, di constatare che quello stato che condannava il cittadino soprattutto se commetteva determinati reati, ora ordinava non solo reati contro la persona ma anche una serie di azioni che presupponeva di trattare l’altro non come essere umano. Questo chiaramente terremotò tutte le convinzioni. Si vide che era un’illusione pensare che l’uomo fosse arrivato oramai a una fase storica nella quale tutto aveva senso e niente era senza ragione.
Accanto ciò un altro fenomeno segnò la netta differenza rispetto al passato, Gasset, scrisse (giornalista liberale) un libro.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.