La filosofia del Novecento
Retaggio ottocentesco: neo criticismo, neo idealismo e neo marxismo
Marx ha lasciato un'eredità importante, ma già negli anni successivi alla sua morte il movimento ha iniziato a dividersi. Intorno alle due fazioni marxiste, i riformisti e i rivoluzionari o massimalisti, si sono creati due gruppi fortissimi.
Pragmatismo negli USA
Il pragmatismo degli USA ha il suo manifesto nel 1878 per opera di Peirce, che scrive "Come rendere chiare le nostre idee", mentre nel 1907 James scrive un altro articolo che può essere considerato manifesto. Movimento dell'ultimo quarto dell'Ottocento e dei primi trent'anni del Novecento.
Le correnti fondamentali del 900
Le correnti fondamentali del '900 sono due. Micheal Dummet diceva che la filosofia del '900 si è articolata tra i problemi dibattuti tra due filosofi, Husserl e Frege (si legge Freghe). Il loro problema era se la filosofia che si occupa della conoscenza si dovesse occupare degli aspetti logici o di quelli psicologici. Intorno agli anni '90 dell'800, loro si occupavano di questo dibattito.
Dummet dice che è singolare come da questi due che parlano delle stesse cose si siano create su correnti di pensiero non solo diverse, ma addirittura opposte. Husserl dà vita alla corrente dei continentali, mentre Frege degli analitici. Loro discutevano di queste cose prima della crisi dei fondamenti, quando ci si rende conto che si deve ricostruire, allora la ricostruzione segue vie diverse. Quindi prima il problema era comune, mentre la soluzione diventa diversa.
Continentali e analitici
Continentali: in Germania e Francia, ma anche Italia. Cercano di ricostruire un senso della vita e della realtà a partire dalla riflessione sull'uomo.
Analitici: nei paesi anglofoni, Inghilterra e Stati Uniti. Cercano di ricostruire a partire da una riflessione sulla conoscenza.
I continentali sono: Heidegger, Jaspers (medico psichiatra) e Sartre (esistenzialisti), Dilthey, Heidegger e Gadamer (ermeneutici), Adorno, Apel, Horkheimer e Habermas (scuola di Francoforte), Lévy-Strauss, Foucault e Lacan (strutturalismo).
Gli analitici sono: Wittgenstein, circolo di Vienna, Popper e post-popperiani (neopositivisti o critici del neopositivismo), Wittgenstein, Russell, Moore, Cambridge-Oxford philosophy e Quine (filosofi analitici), Rorty, Searle e Putnam - si legge Patnam - (neo pragmatismo).
Negli anni venti, tanti statunitensi venivano in Europa, quindi si portano a casa idee della cultura filosofica europea. Nel 1938 Hitler annette l'Austria e a quel punto moltissimi intellettuali di lingua tedesca cambiano paese, quindi emigrano all'estero, soprattutto in Inghilterra o America. Molti filosofi che vanno in America portano le loro idee, quindi il pragmatismo originario degli Stati Uniti è soppiantato dalla filosofia analitica europea. Rorty decise che la filosofia analitica fosse una sorta di degenerazione del pensiero continentale e quindi torna a recuperare il pensiero pragmatista tipico americano.
Che cos'è l'uomo?
La filosofia ha il compito principale di porre delle domande. La filosofia è pensiero critico, che è l'opposto di un pensiero che si alimenta solo di ciò che trova intorno. Le risposte che analizzeremo sono quelle di Cassirer (animale simbolico), di Husserl (apertura al mondo), di Heidegger (l'unico ente che pone la domanda sull'essere) e di Sartre (esistenza, progetto e libertà).
La definizione è qualcosa che deve identificare il soggetto e solo il soggetto. I classicisti dicevano che la definizione deve caratterizzare il genere di un soggetto e distinguerlo dagli altri generi (uomo=animale razionale).
L'uomo come animale simbolico (Cassirer)
Lui era un filosofo tedesco formato in una scuola d’impronta kantiana, quella di Marburgo. Se riprende il pensiero kantiano, Kant è il punto di partenza, ma viene innovato. Nella critica alla ragion pura Kant aveva come scopo quello di scoprire cosa caratterizzasse la scienza e come fosse possibile la scienza. Per Kant la scienza era la fisica newtoniana. Kant è convinto che le legge della fisica newtoniana siano necessarie e universali, perché i giudizi della scienza sono sintetici a priori. L'esperienza mi dà qualcosa d’immediato, descrive qualcosa che è qui ed ora, quindi serve qualcosa che sia a priori, ma che provenga dall'esperienza.
La crisi dei fondamenti fa traballare molte convinzioni e anche la fisica newtoniana non può più essere considerata come da Kant. La nostra conoscenza del mondo deriva non più dalla scienza, ma dalla cultura, quindi i nuovi filosofi non s’interrogano più della scienza ma della cultura. Cassirer nasce in questo contesto, in cui la cultura prende il sopravvento. Lui si trasferisce negli Stati Uniti dopo aver già pubblicato tre scritti in Italia, "La filosofia delle forme simboliche". In America pubblica il Saggio sull'uomo, che però ha lo stesso contenuto. Questo cambio di titolo avviene perché per Cassirer l'uomo ha questa componente simbolica.
Cassirer dice che tutti gli animali hanno un sistema reattivo e uno ricettivo. L'uomo ha qualcosa in più oltre ai due sistemi, ha anche un sistema simbolico, quindi sa creare e utilizzare dei simboli. Un simbolo è un segno di tipo particolare. Un segno è qualcosa che sta per qualcos'altro (come i segnali stradali). La caratteristica del segno è di aver un significato fisso e determinato. Il segno è qualcosa che viene utilizzato come portatore di un significato fisso deciso convenzionalmente. Il simbolo è portatore di un significato universale, ma è variabile, perché viene determinato dal contesto in cui si trova. Il significato del simbolo è universale, nel senso che fa riferimento a qualcosa di universalmente condiviso, ma per alludere a questo significato può utilizzare elementi diversi. Il nero nella nostra tradizione è il colore del lutto, in altre culture il lutto è associato al bianco. Il significato universale è il lutto, ma a seconda del contesto può essere espresso in modi diversi.
La ragione per Cassirer è un termine poco adeguato, perché non può esaurire la ricchezza e la varietà che assumono le forme della vita dell'uomo, quindi sarebbe più appropriato chiamare l'uomo animale simbolico. (La ragione dopo Cartesio è diventata strettamente correlata alla matematica, il metodo di Cartesio è matematico, per questo si è pensato alla ragione come mera ragione calcolante e questa identificazione è stata rafforzata dalla convinzione galileiana che noi possiamo conoscere solo gli aspetti quantificabili e misurabili della realtà. Questa accezione della ragione è stata condivisa sia da chi l'ha appoggiata che da chi l'ha contestata, perché si è disfatto della ragione. Questo è davvero l'unico modo di intendere la razionalità? La razionalità potrebbe essere non solo pensiero calcolante, perché ci vuole razionalità anche per scrivere un poema, una poesia o una sonata.) Anche Cassirer è un po' vittima di questa ragione, perché la ragione non è un termine poco adeguato di per sé, dipende da come intendiamo la ragione. La nostra capacità di saper usare simboli fa un po' parte della nostra razionalità, quella del saper cogliere i significati.
- Segno = convenzionale, inequivocabile e sostanziale (valuto una cosa per quello che è)
- Simbolo = universale, variabile e funzionale (valuto una cosa per la funzione che ha)
- Linguaggio = sistema simbolico per eccellenza
Non esiste una netta distinzione tra segno e simbolo, perché qualsiasi segno usato in un modo funzionale può diventare simbolo; e qualsiasi simbolo se ridotto al minimo è un segno. La funzione generale del sistema simbolico è quella di farci passare dalle emozioni soggettive ad un'emozione oggettiva, cioè condivisibile. Il primo sistema simbolico è il linguaggio, perché è il primo e principale strumento con il quale è possibile trasferire il soggettivo e personale su un piano oggettivo e universale. Posso rendere condivisibile con altri la mia felicità se riesco ad esprimerla, quindi con il linguaggio. Le altre forme simboliche sono il mito, l'arte, la religione e la storia. L'obiettivo di Cassirer è di spiegare da dove vengono e da dove nascono le varie forme culturali e quali sia la loro finalità.
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