Definizioni
Dualismo
I dualisti sostengono che è impossibile che esista un solo tipo di sostanza perché troppo differenti sono le caratteristiche dei corpi e delle menti: ad esempio, i corpi sono soggetti a certi stati ma non ad altri: si muovono, cambiano temperatura, ecc., tuttavia non pensano, non gioiscono, ecc. Tutti questi fenomeni estranei ai corpi richiedono, per essere spiegati, un substrato diverso dal corpo, l’anima. Esistono perciò due tipi di sostanze, indipendenti l’una dall’altra e irriducibili l’una all’altra.
Da quest’ultima posizione teorica (il dualismo) è derivato un altro importante problema filosofico: il problema dei rapporti tra la mente e il corpo. Se infatti corpo e anima sono due sostanze indipendenti e separate, allora come si spiega che possano interagire e comunicare tra loro? Ad esempio, come si spiega che se penso di muovere un braccio il braccio effettivamente si muova? Nella tradizione del pensiero occidentale sono state elaborate varie soluzioni a questo problema (occasionalismo, armonia prestabilita, parallelismo psicofisico).
Dualismo interazionistico
Il dualismo è una concezione teorica che vede un qualche tipo di separazione tra la mente e il corpo (in particolare il cervello) il problema principale è appunto capire come le due parti interagiscono. Il modo più diffuso di concepire il dualismo mente-corpo si basa sull’idea della corrispondenza tra stati (o eventi) relativi a una sostanza psichica e stati (o eventi) relativi al corpo/cervello, che dal punto di vista ontologico sono gli uno rispetto all’altro autonomi, ma riescono lo stesso ad interagire.
Quindi si può riassumere dicendo che secondo questa forma di dualismo a qualche evento materiale del cervello corrisponde un autonomo tipo di evento morale o viceversa, producendo a sua volta effetti sull’altro. In verità ci sarebbe la forma del vero dualismo interazionistico cartesiano, la differenza sta nel fatto che non parla di questa corrispondenza biunivoca, ma di relazione tra res cogitans e res extensa che interagiscono nella ghiandola pineale in virtù delle sensazioni fondamentali quali sete, fame ecc.
Parallelismo psicofisico
Un’altra soluzione al problema dei rapporti tra mente e corpo è stata elaborata da Spinoza, un filosofo che si richiama al razionalismo di Cartesio. D’accordo con Cartesio, Spinoza ritiene che pensiero ed estensione siano due realtà eterogenee in quanto lo spirito non può mai essere materiale e la materia non può mai essere spirituale. Come tali esse non possono influenzarsi a vicenda.
Tuttavia Spinoza ritiene che esista una corrispondenza biunivoca tra i due mondi, in modo che ciò che avviene a livello corporeo ha un perfetto parallelismo con ciò che avviene a livello psichico. Ciò è dovuto al fatto che esiste un’unica sostanza, che però si manifesta a noi in due modi differenti: i fenomeni spirituali e quelli materiali. Ciò rende legittimo distinguere la sfera psichica da quella fisica, tuttavia sarebbe sbagliato parlare di due sostanze separate, perché la sostanza non può che essere una sola (sostanza è ciò che si contrappone ad attributo: essa è caratterizzata dall’autosufficienza e perciò non ammette l’esistenza di un’altra sostanza).
Spinoza pensa perciò che lo stesso fenomeno possa manifestarsi ora sotto un aspetto, ora sotto un altro, ma che in realtà non sia che un unico fenomeno, espressione dell’unica sostanza esistente. Tale teoria va sotto il nome di parallelismo psicofisico ed è poi stata ripresa da psicologi e filosofi tedeschi dell’Ottocento (Fechner e Wundt).
Dualismo epifenomenismo
È una posizione che mantiene molti caratteri del dualismo, ma è più inquadrabile in un approccio scientifico, in quanto parla della “mente” come risultato finale raggiunto con lo sviluppo del cervello. Secondo ciò è la materia che agisce sulla mente e mai viceversa. Le connessioni tra i nostri pensieri sono solo apparenti perché ogni passaggio da un pensiero all’altro si svolge a livello materiale senza perciò avere una causalità psicologica di alcun tipo.
Introspezione
L'introspezione è un atto del pensiero che consiste nell'osservazione diretta ed analisi della propria interiorità rappresentata da sentimenti, desideri, prodotti del pensiero stesso, come pure il senso dell'identità di una persona. Questo è un metodo di studio utilizzato principalmente da Wundt convinto che i contenuti psichici sono realtà complesse che possono però essere scomposti nelle unità più semplici che li costituiscono (elementarismo).
Infatti secondo la sua concezione la psicologia deve usare il metodo sperimentale per studiare le funzioni elementari della mente (come sensazione e percezione), per conferire oggettività alla psicologia. Il metodo dell’introspezione si basava sullo studio descrittivo delle sensazioni che il soggetto sperimentale provava durante le fasi dell'esperimento. Wundt fu uno dei primi scienziati a tentare di stabilire dei criteri oggettivi riguardo al comportamento umano. A tale scopo fondò un Laboratorio di Psicologia a Lipsia nel 1879 per raccogliere i dati empirici delle sue ricerche ed analizzarne i risultati secondo i criteri delle scienze naturali. Il "Laboratorio di Wundt" divenne in breve tempo il luogo dove si formò la prima generazione di psicologi sperimentali europei, alla fine dell'Ottocento.
Prospettiva occasionalismo
La prospettiva dell’occasionalismo viene associata a Malebranche, la quale afferma che ogni qualvolta che attribuiamo ad una causa psichica un effetto fisico (o viceversa), commettiamo un errore perché in realtà è Dio che interviene come causa reale senza che vi sia una vera interazione tra la presunta “causa” e il suo “effetto”. Perché è Dio che in occasione di un certo stato del mio corpo produce la sensazione corrispondente, o viceversa.
Dualismo delle proprietà
Il dualismo ontologico (radicalmente alternativo al materialismo) si presenta sotto due varianti: dualismo delle sostanze e dualismo delle proprietà. Quest’ultimo si basa sul discorso che la mente e il corpo sono due proprietà distinte di una medesima sostanza (come il colore rosso e la forma sferica di una mela). Quindi pur esistendo un solo tipo di entità verosimilmente quelle materiali, alcune delle proprietà delle entità materiali non si lasciano ridurre a proprietà fisiche.
Dualismo delle sostanze
Il dualismo ontologico (radicalmente alternativo al materialismo) si presenta sotto due varianti: dualismo delle proprietà e dualismo delle sostanze. Quest’ultimo si basa sul discorso che la mente e il corpo pur strettamente uniti sono due sostanze distinte e in linea di principio separate. È particolarmente adatto a rendere possibile la credenza cristiana nell’immortalità dell’anima.
Cogito
La locuzione cogito ergo sum, che significa letteralmente «penso dunque sono», è la formula con cui Cartesio esprime la certezza indubitabile che l'uomo ha di se stesso in quanto soggetto pensante. Cartesio arriva a questa conclusione perché viene spinto dalla necessità di ricercare un metodo che dia la possibilità all'uomo di distinguere il vero dal falso, non soltanto per un fine strettamente speculativo, ma anche in vista di un'applicazione pratica nella vita.
Per scoprire tale metodo, il filosofo francese adotta un procedimento di critica totale della conoscenza, il cosiddetto dubbio metodico, consistente nel mettere in dubbio ogni affermazione, ritenendola almeno inizialmente falsa, nel tentativo di scoprire dei principi ultimi che risultino invece indubitabili e su cui basare poi tutta la conoscenza.
Fisicalismo
Il fisicalismo è una corrente filosofica che si basa sulla questione che solo quelle proposizioni definite in termini materiali (ossia spazio-temporali) possano essere sostenibili scientificamente, e quindi valide per la conoscenza. Il fisicalismo considera dunque la fisica come unico livello vero della realtà (per esempio la mente è il cervello o il cervello è la mente), in quanto scienza fondamentale dal reale come piano costituito primo della realtà, tutto il resto è illusione, qualcosa che non possa essere legittimato scientificamente.
Fisicalismo riduttivo
L’ilomorfismo è un termine composto (ile: materia – morfè: forma) e vuole significare che ogni ente è costituito da materia e forma. In particolare l'ilomorfismo fa riferimento alla dottrina aristotelica dell'anima. Nel tentativo di superare il dualismo platonico, Aristotele intende l'anima come non distinta dal corpo, ma coincidente con la sua forma. Ogni cosa, con eccezione Dio, è composta di una materia e di una forma questo vale sia per gli esseri umani che per gli oggetti inanimati. La posizione aristotelica può essere interpretata come tale da concepire il possesso di una mente in termini di capacità piuttosto che di entità.
Monismo
I monisti sostengono che esiste un solo tipo di sostanza, solo quella materiale (materialismo) o solo quella spirituale (spiritualisti, idealisti), che spiega tutti i tipi di fenomeni: sia quelli corporei che quelli psichici. Esistono per tanto due forme opposte di monismo: Materialismo e Idealismo.
Monismo materialistico
Afferma che ciò che esiste è solo la materia. La prima forma di materialismo moderno si trova in Hobbes. Egli ritiene sostanzialmente che l’espressione immateriale non ha alcun senso perché la sostanza è un corpo e quindi sostanza immateriale o incorporea è sinonimo di corpo-incorporeo, per tanto è insignificante. Secondo Hobbes esistono quindi solo i corpi e la ragione può discutere solo di essi. Hobbes dunque può essere definito meccanicista al pari di Cartesio, ma il suo “meccanismo” inteso come “evento mentale” è diverso da quello di Cartesio, in quanto quest’ultimo lo ritiene la causa.
Monismo idealistico
Afferma che esiste il solo pensiero.
Monismo neutrale
Nel Monismo neutrale i due aspetti, “fisico e mentale” si collegano a una terza sostanza o forma di energia. Il principale esponente è stato Spinoza il quale cerca di combinare in modo originale la distinzione cartesiana tra pensiero ed estensione con la tesi che esiste al mondo un’unica sostanza al tempo stesso estesa e pensante, in parole povere Spinoza combina il dualismo degli attributi con un monismo neutrale (cioè né materialistico e né idealistico) delle sostanze.
Materialismo
Il materialismo è la concezione filosofica solitamente monista per la quale l'unica realtà che può veramente essere detta esistere è la materia e tutto deriva dalla sua continua trasformazione nel senso che tutto quello che esiste in un modo indipendente dall’osservatore è fisico o comunque ha una base nel mondo fisico. Per tanto anche gli stati mentali sono stati fisici. Il materialismo è stata una dottrina che ha acquisito questo nome solo nel ‘700. Nel ‘900 circa si presenta in tre forme diverse: Fisicalismo, Teoria dell’identità, Eliminativismo.
Immaterialismo
Il termine immaterialismo è stato coniato dal filosofo-teologo irlandese George Berkeley, per definire la sua dottrina che nega l'esistenza della materia. I corpi materiali e le cose in genere per Berkeley non sono altro che idee divine che si rendono percepibili all'uomo per volere di Dio stesso.
-
Storia della filosofia contemporanea
-
Filosofia del diritto - appunti
-
Filosofia Politica, mappa riassuntiva
-
Storia della filosofia