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contrario di ciò che pensava Socrate. Lucrezio invece si focalizza sostanzialmente sull’argomento

dell’identità dell’anima con il corpo (precisamente col cervello).

STOICISMO

È diverso dell’atomismo, in quanto si definisce materialismo storico perché è vitalistico e prevede

la presenza unica del divino nel mondo. Secondo gli stoicismi esiste un’anima del mondo fondata

con l’ilozoismo ovvero tradotta in spirito – pneuma universale. Le anime sia degli animali che degli

esseri umani sono solo punti di tensione dello pneuma, questa tensione può raggiungere livelli di

intensità vari, da quelli massimi a quelli minimi. Nel momento in cui raggiunge livelli di intensità

massimi, il pneuma si configura come il begemonikon , cioè il punto dove confluiscono tutte le

informazioni provenienti dai sensi e dal quale partono tutti i comandi che guidano il corpo nei

movimenti. Le funzioni principali del begemonikon sono le percezioni e i pensieri, che i stoici

vedono come strettamente legati.

CONCEZIONE NEO- PLATONICO di plotino

Il neo-platonico è stata una concezione che ha influenzato tantissimo il pensiero di Agostino e

attraverso lui, l’intero mondo cristiano occidentale. Il fondatore principale di tale concezione è

riconducibili a Plotino, il quale parla dell’anima collocandola come intermediaria tra il mondo

sensibile e il mondo intellegibile, e inoltre le anima individuali sono parte dell’anima universale. A

differenza di Platone, il quale pensava che il mondo sensibile sia distaccato, sia distinto del tutto

da quello intellegibile, per Plotino invece l’una è origine unica di ogni realtà, ma dunque tutto quello

che ci circonda è dovuto direttamente o indirettamente da Dio, perché Dio rappresenta il tutto. In

conclusione è in Plotino, per primo, che troviamo in concetto di coscienza e interiorità come base

del conoscere.

CONCEZIONE NEO-PLATONICO di Agostino

Per Agostino l’anima umana è una sostanza spirituale caratterizzata da una consapevolezza di sé

che la rende immediatamente certa della sua esistenza e le rivela, almeno in parte, la sua vera

natuta. Nella dottrina agostiniana dell’anima sono di particolare importanza due concetti: il libero

arbitrio e l’autocoscienza. Il primo si riferisce al fatto che ogni uomo è libero di scegliere, mediante

un atto di volontà, tra il bene e il male, tenendo conto della responsabilità di tali scelte. Il secondo

invece si riferisce al fatto che secondo Agostino, Dio si trova solo dentro di noi, da sempre, e sta in

noi saperlo trovare, può essere esplorato solo mediante una presa di coscienza di sé e della

proprio natura spirituale.

SPINOZA E IL SUO MONISMO NEUTRALE

Spinoza rappresenta il massimo esponente del monismo neutrale delle sostanze, combina in

modo originale la distinzione cartesiana tra pensiero ed estensione, con la tesi appunto che esiste

un’unica sostanza al tempo stesso esteso e pesante. Per Spinoza infatti il fondamento di ogni

verità è Dio, Dio è l’ unica sostanza esistente, perché solamente Dio esiste in virtù della sua stessa

essenza, senza bisogno di essere causato da altro. Estensione e pensiero sono secondo Spinoza

attributi fondamentali che però a differenza di Cartesio, vengono attribuiti direttamente da Dio, in

quanto ciascuno dei quali esprime per intero l’ essenza infinita di Dio stesso. Inoltre Spinoza

aggiunge che esiste una perfetta corrispondenza tra i modi di pensare e i modi dell’estensione,

garantita dal fatto che l’ordine logico nel quale si concatenano le idee è identico all’ordine causale

nel quale avvengono gli eventi fisici. “ ciò che penso va di pari passo con ciò che accade nel mio

.

corpo”

OCCASIONALISMO

Malebranche riprende la teoria di Cartesio che oggetto della conoscenza è soltanto l’idea e che

una realtà diversa dall’idea (fuori del soggetto pensante e di Dio) è problematica. La presenza in

noi di un’idea non ci dice nulla sulla realtà dell’oggetto che essa rappresenta. Le nostre idee

corrispondono ai corpi non perché siano causate dai corpi, ma perché Dio le produce in noi in

occasione della presenza dei corpi stessi. L’azione del corpo sull’anima o dell’anima sul corpo non

è possibile. Dio solo stabilisce il parallelismo tra le modificazioni del corpo e le sensazioni, tra la

volontà dell’anima e i corrispondenti movimenti del corpo.

TEORIA ARMONIA PRESTABILITA

Nella teoria dell’armonia prestabilita elaborata da Leibniz l’ anima e il corpo seguono ognuna le

proprie leggi , ma l’accordo è stato stabilito preventivamente da Dio nell’atto di stabilirle. Il corpo,

seguendo le leggi meccaniche, e l’anima, seguendo la propria interna spontaneità, sono ad ogni

istante in armonia, e questa armonia è stata prestabilita da Dio all’atto della creazione. Secondo

Leibniz il mondo è costituito da atomi spirituali chiamati “monadi”. Ogni monade è una sostanza

semplice e indivisibile, la sua essenza consiste nell’insieme delle relazioni che intrattiene con tutte

le altre, ed è costituita da una rappresentazione unica che permette di differire dalle infinite altre.

Ognuna gode della proprio indipendenza ma per ogni cambiamento comporta ugualmente dei

mutamenti di tutte le altre. In definitiva per questa teoria i corpi sono costituiti dai monadi e la loro

natura ultima è spirituale.

TEORIA DELL’IDENTITA TRA MENTE- CORPO

Il fondatore di questa teoria è stato Place, secondo il quale è possibile ammettere l’esistenza di

processi interni non riducibili a semplici disposizioni comportamentali senza per questo ritornare al

dualismo mente-corpo criticato da Ryle, perche tali processi sono in realtà dei processi cerebrali.

Per questo l’unica strada praticabile per evitare sia il comportamentismo di Ryle che il dualismo

cartesiano, sembra essere il ritorno al materialismo, in una forma differente chiamata appunto

“teoria dell’ identità tra mente e corpo”. Place specifica che l’identità tra processi mentali e processi

cerebrali della quale egli parla è un identità contingente tra cose che si presentano distinte nella

nostra esperienza. Secondo Place credere che la distinzione fenomenica tra stati mentali e

processi cerebrali provi l’esistenza di una realtà immateriale è lo sbaglio di chi cade nella cosi detta

“Fallacia fenomenologia”, ovvero pensare che quando un soggetto vede per esempio un colore di

un oggetto, il sui vedere non sia riducibile a un processo fisico perche ha come contenuto un

oggetto interno non riducibile a qualcosa di fisico.

TEORIA EMPIRISTICA DELLA CONOSCENZA Locke

Locke sostiene che le nostre idee provengono direttamente o indirettamente dai sensi, precisando

che le idee sono le nostre rappresentazioni mentali che provengono dalle due uniche fonti possibili

della nostra conoscenza, ovvero o dalle sensazione ( mediante la quale percepiamo gli oggetti

esterni) o dalle riflessioni ( mediante la quale percepiamo le nostre attività mentali). Da esse

ricaviamo le idee semplici che combinandole otteniamo quelle complesse. Questa teoria ha come

base la natura della mente, concentrandosi sul concetto della sostanza. Secondo Locke quando

parliamo di sostanza ci riferiamo a uno sostrato, a un sostegno comune a un certo numero di idee

semplici che conosciamo intuitivamente o per sensazioni o per riflessioni. Sostiene Locke che non

possiamo sapere se l anima sia materiale o meno, ma quello che è certo è che se Dio non

esistesse, dal nulla sarebbe potuto mai nascere niente. Locke specifica che l’identità delle persone

è data soltanto dai suoi ricordi e dalle loro continuità di flusso, in esso l’ Io viene inteso come una

relazione tra stati mentali.

CONCEZIONE DELL’IO PENSO KANTIANO

Kant come anche Cartesio, ritiene che la filosofia della mente non è scindibile dalla teoria della

conoscenza. Kant ritiene che le nostre conoscenze contengono un elemento a priori ineliminabile

che i sensi non posso fornirci. I fenomeni da noi conosciuti dipendono unicamente dal nostro

intelletto. Quest’idea è basata sul concetto del “cogito” di Cartesio, apportando alcune modifiche.

(possiamo parlare del cogito). L’Io penso Kantiano non è una sostanza, come invece lo è per

Cartesio e non è neppure una semplice collezione di percezioni, come per Hume, bensì è la

funzione di unificazione, di sintesi, di tali percezioni. L’io penso deve quindi poter accompagnare

tutte “mie rappresentazioni” che altrimenti verrebbe rappresentato in me qualcosa che non

potrebbe esserci per nulla pensato, ovvero sarebbero delle rappresentazioni per “me” impossibili.

Per Kant solo nel momento in cui posso legare in una coscienza una molteplicità di

rappresentazioni, è possibile che io mi rappresenti l’ identità della coscienza in queste

rappresentazioni, cioè l’ unità analitica dell’appercezione è possibile solo se si presupponga un

unità sintetica. Kant sembra ragionare cosi: è un dato di fatto che “io” ho coscienza di me, per

questo fatto (unità analitica dell’appercezione) è possibile solo se io sono la funzione di

unificazione (unità sintetica) di quella certa collezione di percezioni (fenomeni) che percepisco tutte

come mie. In conclusione Kant pensa che l’anima possa svolgere tre funzioni: sensibilità –

immaginazione – intelletto.

PSICOLOGIA COME SCIENZA SPERIMENTALE di Wundt

Se finora la psicologia era stata strettamente legata alla filosofia, perché questa si occupava della

natura o dell'essenza dell'anima, ora era una scienza, e non filosofica bensì su base

sperimentale: scienza perché rigorosa, sperimentale perché basata sul metodo induttivo, fatto di

osservazioni e di esperimenti da cui si formulano ipotesi e leggi. Fra i precursori della moderna

psicologia si possono citare: Charles Darwin, che propose varie teorie sulle emozioni,

Weber e Gustav Fechner, che diedero vita alla psicofisica, studiando i rapporti tra stimoli e

sensazione ma l’auto del passo principale per la vera e proprio fondazione della psicologia

sperimentale è stato Wundt , il quale baserà il primo laboratorio di psicologia sperimentale, a Lipsia

nel 1879, proprio sull’ idea di poter istruire degli osservatori esperti della propria vita interiore, degli

sperimentatori capaci di osservare le proprie esperienze e di riferire in modo obiettivo su di esse.

L’approccio di Wundt apre la strada all’affermazione dell’ introspezionismo come metodo

privilegiato della nascita della psicologia come scienza. Wundt infatti è convinto che i contenuti

psichici sono realtà complesse che possono però essere scomposti nelle unità più semplici che li

costituiscono (elementarismo), secondo la sua concezione la psicologia deve usare il metodo

sperimentale per studiare le funzioni elementari della mente (come sensazione e percezione), per

conferire oggettività alla psicologia.

ESISTENZA AUTENTICA di Heidegger

Secondo Heidegger “la mia esistenza autentica posso raggiungerla solo quando riesco a vivere la

mia vita in vista di quell’evento che segna la mia finitezza: “la mia esistenza è autentica solo nel

vivere per la morte”. Heidegger assume un analogo atteggiamento anti- naturalistico, egli si

distacca dal pensiero di Hussel per due motivi: il primo perché lui pensa che un filosofo debba

interrogarsi sul senso dell’essere al centro del suo pensiero e secondo perché la domande deve

essere posta su sé stesso.

RUSSEL E LA SVOLTA LINGUISTICA

La filosofia analitica è un modo di intendere la filosofia come un’attività volta a liberare gli uomini

da perplessità di varia natura mediante un’analisi del linguaggio (svolta linguistica). Il primo

esempio di analisi rivolta a chiarire i concetti psicologici di mente, coscienza, istinto,

desiderio,sentimenti, percezioni e cosi via viene dato da Russel. Egli chiarisce subito che vuole

usare il monismo neutrale di James pero nel modo tale da consentire al filosofo di liberarsi sia

dell’idealismo che del realismo ingenuo. L’oggetto reale quindi è solo un focus virtuale che viene

costruito a partire da un insieme di sensazioni, percezioni e ricordi, quindi può essere inteso come

una determinata collezione di dati sensoriali.

CRAMPI MENTALI di Wittgenstein

Wittgenstein è una figura centrale nella filosofia analitica, egli conduce sulla natura del linguaggio e

del significato, l’analisi di parole che indicano stati mentali o azioni che li determinano come per

esempio “comprendere”. Il problema principale dell’autore riguarda il modo di liberarsi attraverso

l’analisi filosofica, dei “crampi mentali” che oscurano la nostra mente nel momento in cui

scambiamo banali enunciati grammaticali. I crampi mentali nascono nel momento in cui pretendo

di leggere un problema metafisico. Lui si basa sull’idea che un comportamento osservabile non è

un sintomo empirico della presenza di uno stato interno, esso è piuttosto il criterio che rende

sensato l’usare in quella circostanza un determinato termine (dolore) quindi tra il termine specifico

e un comportamento non c’è un nesso causale ma bensì concettuale.

DOGMA DELLO SPETTRO NELLA MACCHINA Ryle

Ryle è un comportamentista analitico piuttosto che logico, e si oppone esponendo le sue critiche

sostanzialmente al dualismo di origine cartesiana. Infatti mentre il dualismo cartesiano si focalizza

sull’idea che ciascuno, mediante il ricorso all’introspezione gode di un “accesso privilegiato” alla

propria mente e ne ha una conoscenza diretta, Ryle afferma che in realtà nessuna ragione lo

obbliga a credere nell’esistenza di altri “menti” dalla sua. Secondo Ryle la dottrina cartesiana è un

insieme di equivoci, che viene denominata come “il dogma dello spettro nella macchina”: il corpo

umano (nello stesso modo dei corpi degli animali) è nella concezione di origine cartesiana un

semplice meccanismo, ma a differenza dei corpi animali, esso è abitato da una mente libera

intelligente e cosciente di sé, che guida il suo comportamento. Il dogma si basa su un errore

categoriale perché in esso gli eventi mentali vengono considerati cause del comportamento,

mentre in termini psicologici si riferiscono ai modi facilmente osservabili.

CONCEZIONE DELL’EPISTEMOLOGIA NATURALIZZATA di Quine

Quine inizia il suo articolo definendo l’epistemologia come l’indagine stessa sui fondamenti della

scienza. Essa riguarda, cioè, la totalità delle nostre conoscenze, siano esse di carattere specifico

(cioè riguardante ciò che, in genere, intendiamo con la parola “scienza), siano esse di carattere

generico (ciò che noi chiamiamo “conoscenze”). L’epistemologia, così come viene definita da

Quine, include ogni aspetto della nostra conoscenza, compresa l’analisi sui fondamenti della

matematica. Nella concezione di Epistemologia naturalizzata Quine non ritiene che la differenza

tra proposizioni analitiche e proposizioni empiriche sia sostanziale. L’analisi sui fondamenti della

matematica non deve essere concepita in un panorama di analisi pura a priori, ma come

un’indagine empirica sulle nostre concezioni della matematica. Dunque, dall’idea che

l’epistemologia tratta l’intero ambito della certezza delle nostre proposizioni, in generale, si passa

ad una breve presentazione dell’analisi dei fondamenti della matematica per evidenziare, poi, la

connessione con il resto delle Scienze empiriche.

CONCEZIONE DEI COGNITIVISTI

Il cognitivismo si afferma negli anni 60 e ha come oggetto di studio l’intelligenza umana e gli stati

cognitivi in generale comprese le percezioni e il coordinamento senso-motorio. I precursori più

importanti sono collegati sia nella psicologia della Gestalt che nell’epistemologia genetica di

Piaget. L’attività mentale per i cognitivisti è un processo di elaborazione dell’informazione eseguito

mediante la manipolazione di simboli in conformità di regole sintattiche, tale processo però richiede

che debbano esistere delle rappresentazioni mentali opportunatamente combinate o trasformate.

LINGUISTICA TRASFORMAZIONALE di Chomsky

Un’altra fonte essenziale del cognitivismo è la “Linguistica Trasformazionale” fondata da Chomsky.

Egli studia i processi psichici sottesi alla produzione e comprensione delle lingue tramite lo studio

della struttura formale di queste lingue stesse considerate come oggetti astratti. Chomsky si

contrappone al comportamentismo psicologico Skinneriano ritenuto fallimentare perché nel parlare

ciò che viene detto dipende dagli stimoli sensoriali e in virtù del nostro stato interno. Un altro

aspetto importante di Chomsky è il suo innatismo infatti lui crede che l’apprendimento della lingua

materna da parte dei bambini può essere spiegato solo supponendo che sin dalla nascita, esista

negli esseri umani uno specifico organo mentale capace di ricostruire la grammatica della lingua

naturale parlata dove il bambino vive.

CRITICHE CONTRO IL MATERIALISMO di Smart

Smart si confronta sostanzialmente con due critiche contro il materialismo: la prima si basa sul

principio detto “legge di Leibniz” secondo il quale se due cose sono identiche devono avere le

stesse proprietà poiché è contro-intuitivo attribuire agli stati celebrali almeno due proprietà

essenziali degli stati mentali (coscienza, intenzionalità) perché non possono essere identici a quelli

celebrali. La seconda si basa sul fatto che ogni essere umano gode di un accesso privilegiato ai

propri stati di coscienza invece restano più ignoti gli stati e i processi del cervello.

CONCEZIONE DEL FUNZIONALISMO DI PUTNAM

Il pensiero di Putnam risulta essere importante per quanto riguarda il funzionalismo in quanto

pone come punto centrale della sua concezione l’analogo rapporto di mente – computer,

affermando che gli stati mentali sono descrivibili solo i termini funzionali sul modello degli stati

funzionali di una macchina di Turing. Putnam prende le distanze dal comportamentismo logico in

quanto è convinto che tutti coloro che si ritengono comportamentisti logici, seguono l’idea di

Russel (ritenuta da lui errata) che gli eventi mentali siano costrutti logici a partire da eventi di

comportamenti possibili. Putnam definisce che uno stato mentale è una proprietà funzionale che

può appartenere a differenti stati fisici. Secondo egli la garanzia dell’autonomia della nostra vita

mentale consiste nel fatto che non esiste una spiegazione del nostro comportamento mediante le

leggi della fisica.

CONCEZIONE DELL’ELIMINATIVISMO Di Quine e Rorty

Un massimo esponente della concezione dell’eliminativismo è Quine che si chiede se dobbiamo

affermare o negare che ci sono cose come le sensazioni concepite come esperienze immediate,

soggettive. Quine elimina non le esperienze soggettive o la coscienza bensì la teoria ontologica

dualistica che fa da sfondo alla psicologia del senso comune. Un altro esponente è stato Rorty il

quale affermava che l’unico materialismo accettabile è quello che rifiuta completamente la teoria

dell’identità, perché ritiene che non ci siano affatto stati mentali né da distinguere e né da

identificare totalmente o approssimativamente con gli stati celebrali.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vanna live di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia della mente e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Pastore Luigi.

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