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movimenti percorsi regolari , esprimibili numericamente , i Pitagorici

giungono a sostenere l'esistenza di un'armonia delle sfere celesti ,

non afferrabile dall' occhio umano . Il cosmo (la parola greca "

cosmos " significa ordine ) dei Pitagorici è costituito infatti da un

fuoco centrale , paragonato al focolare di una casa , intorno al quale

ruotano la terra , la luna , il sole , i cinque pianeti allora conosciuti ,

ed il cosiddetto cielo delle stelle fisse . Forse per contemplare la serie

fino a raggiungere il 10 i Pitagorici aggiungono anche l'antiterra ,

situata tra il fuoco centrale e la terra . L'aspetto più interessante della

cosmologia pitagorica è che la terra non viene vista come centro

dell'universo . Ma numero e proporzione dominano non solo su

questa scala cosmica , ma anche all'interno del mondo umano . Essi

sono all'occhio dei Pitagorici lo strumento fondamentale per far

cessare la discordia tra gli uomini e instaurare l'armonia tra essi , nei

loro rapporti economici e politici , attribuendo a ciascuno secondo la

proporzione geometrica ciò che gli è dovuto in rapporto al suo valore

e non a tutti lo stesso . Risalta anche qui l'orientamento aristocratico

dei Pitagorici , contro i quali tuonerà HYPERLINK

"eracli.html"Eraclito : per lui infatti il rapporto tra gli opposti non

deve essere di armonia , ma di lotta , di tensione . Per i Pitagorici

invece per avere armonia ci deve essere annullamento tra gli

opposti . Tra i Pitagorici va senz'altro ricordato HYPERLINK

"http://www.vialattea.net/pagine/astro1/p2Afilolao.html"Filolao , che

compose uno scritto in dialetto dorico (che secondo la tradizione

sarebbe stato comprato da HYPERLINK "schema.html"Platone

stesso) . Della sua opera ci sono rimasti alcuni frammenti dove è

annunciata in maniera assertoria la tesi che il cosmo è composto di

elementi illimitati e limitanti . Ritornando alle dottrine pitagoriche ,

come i movimenti celesti sono eterni , perchè in essi , per la loro

circolarità , il principio e la fine si ricongiungono , così anche l'

anima , a differenza del corpo , ha una serie di ritorni periodici . Del

ritorno periodico di tutte le cose , diceva il pitagorico Eudemo che ,

data l' identità del moto e la costanza delle successioni , tutti gli

eventi si riprodurranno in un tempo prefisso : " così anch' io tornerò

a parlare , tenendo questo bastoncino in mano , a voi seduti come

ora ; e tutto il resto si comporterà ugualmente " .

Parmenide fondò ad HYPERLINK "http://www.educational.rai.it/

scuolaindiretta/lab2000/contributi_scuole/napoli/parmenide/

elea.htm"Elea , nell'attuale Campania , una vera e propria scuola

filosofica e diede inizio alla corrente di pensiero eleatica che vede in

H Y P ERLIN K "zenone.html"Zenone e H Y P ERLIN K

"melisso.html"Melisso due discepoli e sostenitori . Parmenide fu

attivo ad HYPERLINK "http://www.educational.rai.it/

scuolaindiretta/lab2000/contributi_scuole/napoli/parmenide/

elea.htm"Elea verso il 500 a.c. , nacque da famiglia aristocratica e

avrebbe contribuito alla legislazione della città . Permangono dubbi a

proposito del suo possibile soggiorno ad Atene insieme al discepolo

HYPERLINK "zenone.html"Zenone , dove avrebbe incontrato

HYPERLINK "socrate.html"Socrate . Il tema della ricerca è molto

sentito da Parmenide , ma è la divinità stessa ad indicare la via che

occorre percorrere . Spesso la corrente di pensiero fondata da

Parmenide viene denominata "monismo eleatico" per il fatto che

essi , se vogliamo riallacciandosi ai HYPERLINK

"talete.html"Milesi e distaccandosi dai HYPERLINK

"pitago.html"Pitagorici , sostenevano che tutto fosse riconducibile ad

un unico principio . In realtà la tradizione antica vuole che il

fondatore della s cuola di H Y P ERLIN K " http://

www.educational.rai.it/scuolaindiretta/lab2000/contributi_scuole/

n ap o li/p ar men id e/elea. h tm" Elea f o s s e H Y P ER LI N K

"senofane.html"Senofane , partendo da due presupposti ; in primo

luogo HYPERLINK "senofane.html"Senofane aveva girato mezzo

mondo ed era pure passato ad HYPERLINK "http://

www.educational.rai.it/scuolaindiretta/lab2000/contributi_scuole/

napoli/parmenide/elea.htm"Elea . In secondo luogo , il tema centrale

degli eleatici era l'unitarietà dell'essere , tema già presente in

HYPERLINK "senofane.html"Senofane . Però al giorno d'oggi

sappiamo che questo è davvero improbabile : è vero che

HYPERLINK "senofane.html"Senofane predicava l'unitarietà ,

l'immutabilità , l'eternità e tutte le altre cose che predicavano gli

eleatici , ma egli le riferiva interamente alla divinità , mentre gli

eleatici le r if er iv an o all'es s er e . H Y P ER LI N K

"senofane.html"Senofane era un teologo , Parmenide un ontologo : il

concetto dell'essere è molto più astratto di quello della divinità . Gli

eleatici sostengono l'immobilità della causa e così essa viene a

mancare in quanto la sua funzione è quella di spiegare a che cosa è

dovuto il cambiamento , che per loro non esiste : l'essere è

immutabile . La parola essere (in greco "tò on" , ciò che è ) è proprio

a partire da Parmenide che entra nell'uso filosofico . Egli fece un

ragionamento che comportò un enorme passo avanti verso

l'astrazione : notò infatti che tutti gli enti sono tra loro diversi , ma

che hanno in comune il fatto di essere , di esistere . Abbiamo detto

che egli fu un ontologo : ma cosa significa ? L'ontologo è colui che

studia " l'essere in quanto essere " (come dice HYPERLINK

"aristotele.htm"Aristotele) , vale a dire le caratteristiche di tutto quel

che esiste . HYPERLINK "aristotele.htm"Aristotele ci parla di

Parmenide e dice che studiava l'essere secondo definizione : si tratta

quindi di indagare secondo definizione : la differenza tra Parmenide

e gli altri pensatori sta proprio nel fatto che egli non iniziava la sua

indagine partendo da constatazioni empiriche per arrivare alle

conclusioni ; lui partiva dalla definizione di cosa è l'essere e tramite

una serie di deduzioni arrivava alle conseguenze , spesso in netta

contrapposizione con le testimonianze dei sensi . Parmenide non

accenna mai alla realtà empirica . Arriva ad esplicitare due

tautologie : a) l'essere è b) l'essere non è . Parmenide scrisse un

poema in es ametri (proprio come H Y P ERLIN K

"senofane.html"Senofane ed HYPERLINK

"empedo.html"Empedocle), intitolato "Sulla natura" (Περι

, di cui ci rimangono frammenti . Mentre HYPERLINK

φυσεως)

"senofane.html"Senofane si serviva dell'esametro per avere maggior

successo sugli ascoltatori e perchè la sua opera si divulgasse il più

possibile , Parmenide scriveva in esametri perchè descriveva

argomenti divini e quindi il verso epico era il miglior verso per

parlare di tali argomenti . L'opera era strutturata in un proemio e due

parti successive : proprio alla fine del proemio la divinità spiega che

ci sono 3 vie da seguire : 1) L'essere è 2) L'essere non è 3) Si

mescolano insieme l'essere ed il non essere . La seconda via verrà

dichiarata impraticabile e puramente teoretica : è infatti impossibile

dire o pensare ciò che non è . La terza via è quella che imboccano i

comuni mortali , che mescolano l'essere con il non essere : per

esempio i mortali parlano di nascere e morire , il che implica una

mescolanza di essere e di non essere : nascere vuol dire essere , ma

anche non essere prima di essere e morire vuol dire non essere , ma

anche essere prima di non essere .Il criterio per giudicare scorretto il

linguaggio degli uomini non è la sua corrispondenza a quanto ci è

testimoniato dai sensi : a questi infatti appaiono oggetti che nascono

e che muoiono . Ma il verdetto di Parmenide sul linguaggio e sulle

opinioni degli uomini , collegate a quel tipo di linguaggio , non

assume a criterio di giudizio le apparenze fornite dai sensi , bensì il

contenuto logico delle parole usate dagli uomini . Essi infatti usano

parole nelle quali si trova mescolato in modo contraddittorio ciò che

è disgiunto radicalmente , ossia essere e non essere . Con i termini "

è " ed " essere " Parmenide intende probabilmente una molteplicità di

cose . Infatti dire che qualcosa è , può significare che esso è presente

o che esso esiste o che è qualcosa o che è vero . Tutti questi

significati sono presenti nell'essere di Parmenide . Solo ciò che è può

essere propriamente pensato e detto : questo comporta un necessario

legame tra ESSERE , PENSIERO e LINGUAGGIO . Partendo

dalla disgiunzione assoluta tra " é " e "non è ", Parmenide procede

quindi ad individuare quali sono le proprietà di ciò di cui si può

propriamente pensare o dire che è . Egli introduce in tal modo una

procedura che resterà essenziale per il ragionamento non solo

filosofico , ma anche matematico . Si tratta della DEDUZIONE ,

vale a dire il ragionamento che partendo da proposizioni ammesse

come premesse ricava delle conclusioni : si parte da definizioni e

verità generali per passare in modo logico a nuove verità più

particolareggiate . In particolare Parmenide mette in opera una

particolare forma di deduzione consistente nella cosiddetta

DIMOSTRAZIONE PER ASSURDO , della quale HYPERLINK

"zenone.html"Zenone farà la base per la sua filosofia . Essa assume

come premesse il contrario di ciò che si vuole dimostrare e ne

deduce una serie di conseguenze contraddittorie o errate . E poichè

queste conseguenze sono errate , ne risulta che sono errate le

premesse a partire dalle quali sono ricavate . Il risultato è che

saranno vere le premesse contrarie a quelle errate . E' proprio con la

dimostrazione per assurdo che Parmenide dimostra l'immutabilità ,

l'immobilità , l'indivisibilità e l'unicità dell'essere . Ammettiamo che

l'essere muti : ne consegue che esso è ciò che non era prima o non è

ciò che era prima . Ma in tal modo si attribuisce a una stessa cosa

l'essere e il non essere , il che va contro quel carattere di

disgiunzione assoluta tra " é " e " non è " , assunto come necessario

all'inizio . Per evitare tale contraddizione , diventa allora necessario

concludere esattamente l'opposto , ossia che l'essere non muta . Lo

stesso vale per dimostrare l'unicità : se l'essere fosse molteplice

occorrerebbe riconoscere che ciascuno di questi molteplici è se

stesso e non è altri e pertanto nuovamente sarebbe e non sarebbe .

L'essere è immobile : ammettiamo che si muova ; una cosa è mobile

quando si muove da una cosa ad un'altra : l'essere quindi si dovrebbe

muovere verso qualcosa di diverso da se stesso . Ma il diverso

dall'essere è il non essere , che non esiste : quindi l'essere è

immobile . Tra le proprietà dell'essere Parmenide introduce anche il

carattere finito di esso : infatti se fosse infinito sarebbe incompiuto e

quindi mancherebbe di qualcosa ; ma se manca di qualcosa vuol dire

che non è ciò di cui manca . Anche la nozione di infinito quindi

comporta una mescolanza contradditoria di essere e non essere . Per

questo Parmenide paragona "ciò che è" (το ad una sfera

ον)

compatta , la quale esprime nel miglior modo possibile il carattere di

compiutezza e totalità che caratterizza l'essere . La prima parte

dell'opera si chiamava "ALETHEIA" (αληθηια, "verità" , dal verbo

"λανθανω" : la verità è ciò che non si nasconde) e rappresenta la

prima via e la verità di primo livello . L' altra parte dell'opera si

chiamava "DOXA" (δοξα "opinione") e rappresentava la seconda

via e la verità di secondo livello . Nell' Aletheia Parmenide fa

considerazioni sull'essere mentre nella Doxa presenta una sorta di

mezza verità , dove cerca di rendere compatibile la testimonianza dei

sensi con la verità vera e propria : è come se cercasse

un'interpretazione del mondo fisico compatibile con i sensi , con il

modo in cui lo vediamo , e non in contrasto con l'Aletheia . Del

proemio del "Περι possediamo molto , della Doxa invece

φυσεως"

abbiamo solo pochi frammenti e questo testimonia che era ritenuta

contraddittoria perchè dà l'impressione che Parmenide voglia

distaccarsi da quanto aveva affermato più volte in precedenza : ciò

che capiamo con la ragione va seguito anche se è in contrasto con ciò

che ci dicono i sensi . Va riscontrato che HYPERLINK

"aristotele.htm"Aristotele mentre ci parla di Parmenide nella

Metafisica prende un'enorme cantonata : dice infatti che secondo

Parmenide il caldo si identifica con l'essere ed il freddo con il non

essere . Ma passiamo ora ad esaminare il proemio dell'opera di

Parmenide : egli racconta di aver compiuto un viaggio verso la

verità , voluto dal Cielo . La metafora del viaggio resterà rimarrà una

costante nella riflessione antica : dal termine "hodòs" (οδος via ,

strada) si verrà formando già in HYPERLINK "platone.htm"Platone

il termine " methodos " (µετα ciò che sta oltre al

τον οδον,

viaggio : il percorso che conduce alla verità ) , ma il concetto di

hodòs risulta centrale anche per tutta la prima parte del poema .

L'iniziativa del viaggio tuttavia e soprattutto la direzione che esso

assume non dipende da Parmenide , sebbene egli ne sia

protagonista , bensì dalle dee che lo guidano , così come varcata la

porta che separa i due domini delle tenebre e della luce , sarà la dea a

comunicargli quale via di ricerca egli dovrà , in futuro , percorrere .

Il racconto di Parmenide riguarda dunque non una rivelazione già

tutta compiuta ; questa infatti fornisce solo i caratteri generali della

via lungo la quale occorrerà proseguire la ricerca e soprattutto

formula i divieti relativi alle vie che non bisogna percorrere , cioè

quelle comunemente battute dagli uomini in preda alle opinioni .

Parmenide non dice mai chi siano esattamente le dee che lo guidano ,

ma sono collegate con il culto del Sole e quindi con HYPERLINK

"http://digilander.iol.it/febo/storiadi.htm"Apollo . Il percorso che

deve affrontare Parmenide conduce dalle tenebre (l'ignoranza) alla

luce (la conoscenza) ; ad un certo punto , mentre il carro su cui è

Parmenide sta procedendo velocemente , le dee si tolgono i veli :

questo gesto simbolico rappresenta la rivelazione . La metafora tra

l'altro spiega che ciò che viene disvelato e ciò che disvela sono lo

stesso : si tratta sempre delle dee ; è come se l'essere stesso rivelasse

la via da percorrere . Parmenide e le dee giungono alla porta che

separa il giorno dalla notte : descrivendo questo portale Parmenide

non fa nient'altro che descrivere l'assetto urbanistico della sua città ,

HYPERLINK "http://www.educational.rai.it/scuolaindiretta/

lab2000/contributi_scuole/napoli/parmenide/elea.htm"Elea , dove

esisteva sul serio una porta : essa divideva la parte alta e aristocratica

della città (l'acropoli) da quella bassa e popolare . Per aprire la porta

è necessario l'intervento della Giustizia (Δικη: le dee stesse la

convincono con discorsi suasori ad aprirla . L'oggetto della

rivelazione è quindi l'essere , ma attenzione : non è che sia la divinità

a darcelo : l'essere , la divinità , il principio ... sono la stessa cosa : è

un'autorivelazione dell'essere e va intesa come spiegazione di quali

siano le vie da seguire ; la ricerca è l'uomo stesso a farla . Ma non è

un percorso che possono fare tutti gli uomini : quello di Parmenide è

un percorso solo suo , che nessun altro uomo può fare . La verità

stessa impone determinate vie da seguire . Le dee dicono a

Parmenide di imparare a conoscere due cose : A) il cuore non scosso

ed immobile della Verità , la quale è ben rotonda (come una sfera

compatta) B) le opinioni instabili e campate per aria dei mortali : la

conoscenza infatti si perfeziona quando oltre a conoscere le cose

perfette si conoscono le imperfezioni . Le dee dicono che non si deve

fondare il sapere sull'esperienza perchè essa è dettata dai sensi nè

sulla lingua , che attribuisce i nomi alle cose , ma si deve ponderare

con la ragione . La rivelazione divina non implica che l'uomo non

debba cercare di conoscere con il raziocinio . Vengono a Parmenide

presentate le vie PENSABILI : il termine greco per pensabili è

"νοησαι" che può voler dire sia " pensabili " sia " per pensare " :

entrambe le traduzioni sono quindi accettabili . Una via dice che

l'essere è e non può non essere , l'altra che l'essere non è e che può

non essere . La prima via è quindi effettivamente percorribile ed è

caratterizzata dalla verità e dalla persuasione : la Verità è infatti in

grado di persuadere . L'altra strada è contraddittoria ed

impercorribile . Il testo in questione presenta diverse difficoltà di

interpretazione , la più valida delle quali è che solo l'essere è

pensabile e dicibile , mentre il non essere è impensabile ed

indicibile : la prima via risulta quindi percorribile in quanto

pensabile , l'altra no : è qui che emerge maggiormente l'identità

parmenidea tra essere e pensare . Ma tutto questo si presta a più

interpretazioni : per esempio potrebbe voler dire che se l'unica cosa

che è è l'essere , allora il pensiero , dato che è , fa parte dell'essere

come tutti gli altri enti . Ma potrebbe anche voler dire che tutto ciò

che diciamo e pensiamo è : anche se pensiamo ad un qualcosa che

materialmente non esiste ed è solo frutto della nostra immaginazione

in qualche misura esiste : anche un drago per il fatto che viene

pensato in qualche misura esiste . Man mano che prosegue il

viaggio , salta fuori che in realtà le vie non sono 2 , ma 3 : la terza è

quella che seguono quasi tutti i mortali , dove si mescolano l'essere

ed il non essere : Parmenide li chiama " uomini dalla doppia testa "

perchè affermano simultaneamente che l'essere è e non è : si tratta di

gente stolta ed indecisa , dice Parmenide . Egli muove poi un'aspra

critica ad Eraclito ed alla sua concezione del divenire , piena di

mescolanza di essere e non essere (ricordiamoci che Parmenide

negava che l'essere potesse muoversi e mutare), e a quella di

molteplicità . Parmenide dice che questa terza via va assolutamente

purificata e resa scevra di errori , affinchè risulti almeno parzialmente

compatibile con la Verità della prima via . La seconda invece va

assolutamente scartata . Parmenide dà poi una raffinata ed elegante

definizione di eternità : l'essere non era nè sarà , perchè è ora

tutt'insieme : una cosa è davvero eterna quando è fuori dal tempo .

Ma Parmenide non si limita ad affermare , ma dimostra anche :

l'essere infatti non può nè nascere nè morire (come dicono i comuni

mortali) . Ipotizziamo che l'essere nasca : da sè non può nascere e

quindi deve nascere da qualcosa che non sia lui stesso : deve essere

quindi un qualcosa che non sia essere : ma ciò che non è essere è

non essere : ma il non essere non è , di conseguenza l'essere non

nasce nè muore . Parmenide dice poi per dissipare definitivamente

ogni dubbio sul fatto che l'essere nè nasca nè muoia : che motivo

avrebbe mai avuto per nascere ad un certo momento ? Tuttavia anche

un astratto come Parmenide ha avuto bisogno di ricorrere

all'incarnazione dell'astratto (l'essere) in qualcosa di concreto (la

sfera tonda e compatta) : però va detto che quello della sfera

potrebbe essere un semplice paragone e non un'effettiva

incarnazione . Dunque Parmenide prova a correggere gli errori dei

mortali : il loro primo errore consiste nell'individuazione di due

principi della realtà tra loro antitetici : la luce e le tenebre . Il loro è

una sorta di HYPERLINK "pitago.html"pitagorismo esposto in

termini fisici . La luce è un principio più attivo , corrispondente al

fuoco , le tenebre sono più passive e corrispondono alla terra . Ma

accanto a questo errore Parmenide ne individua un altro più

grossolano : hanno contrapposto tra loro questi due principi .

Ammettiamo di poter interpretare la realtà in termini di luce e

tenebre , evitando però di contrapporle e considerarle l'una l'essere e

l'altra il non essere . In fondo quello degli esseri mortali comuni non

è un errore poi così grave : è vero che hanno mescolato l'essere con

il non essere , però se andiamo a vedere nè con la luce nè con le

tenebre c'è il nulla , il non essere . I mortali sono stati " bravi " a non

incappare nella seconda via . Sempre a proposito dell'opera di

Parmenide possiamo concludere dicendo che mentre nell' Aletheia

troviamo un Parmenide brillante e convinto di ciò che sta dicendo ,

nella Doxa egli appare più restio e meno convinto . E' come se

Parmenide , dopo aver sostenuto che bisogna fidarsi solo di ciò che

ci dice la ragione , avesse avuto paura di quanto detto perchè portava

troppo fuori dalle testimonianze dei sensi e volesse come se scusarsi

nella Doxa . Va poi detto che nessuno leggendo il testo di Parmenide

si fa convincere a riguardo di quanto egli dice : seguendo il

ragionamento logico ci si accorge che Parmenide ha ragione , ma le

conclusioni paradossali impediscono al lettore di credere a quanto

egli dice . HYPERLINK "platone.htm"Platone dirà di aver

commesso il "parricidio di Parmenide" : si accorgerà infatti che

Parmenide aveva commesso un errore a riguardo dei significati

dell'essere : HYPERLINK "aristotele.htm"Aristotele individua tre

modi di intendere l'essere : 1) univoco (l'essere ha un solo

significato) 2) biunivoco (l'essere ha equivocità , può essere inteso in

più modi) 3)analogico (il verbo essere ha diversi significati ma tutti

connessi tra loro) . HYPERLINK "aristotele.htm"Aristotele lo

intendeva in modo analogico , Parmenide in modo univoco : per lui

essere significa solo esistere . Dunque HYPERLINK

"platone.htm"Platone farà notare che dire ad esempio " questo libro

non è " non vuol dire predicare il non essere : infatti si può dire "

questo libro non è una penna " : è l'essere diversamente , dove

l'essere assume il valore di copula .

ANASSAGORA

Anassagora si colloca nel contesto dei pluralisti , coloro cioè che pur

conservando alcuni presupposti degli HYPERLINK

"parme.html"Eleatici (quale l'immutabilità dell’essere ) , si

allontanano dalla concezione tipicamente eleatica dell'immobilità

dell'essere: immutabile non è l’essere nel suo insieme, ma i princìpi

ultimi che lo costituiscono, i quali sono – secondo Anassagora, e

pure secondo Democrito - un’infinita pluralità (da qui il nome

"pluralisti"). La filosofia pluralista parte proprio dalla confutazione ,

o meglio , dal ribaltamento delle tesi di un Eleatico , HYPERLINK

"melisso.html"Melisso : egli aveva detto che se l'essere fosse

molteplice , il molteplice dovrebbe avere alcune caratteristiche

dell'essere , quali l'eternità , l'immobilità , ed altre : ma dato che non

le ha , l'essere non è molteplice . I pluralisti ribaltano completamente

le tesi di HYPERLINK "melisso.html"Melisso e dicono : dato che il

molteplice c'è (e lo vediamo tutti) , bisogna ammettere per forza che

questi esseri molteplici abbiano caratteristiche dell'essere . Per i

pluralisti vi è dunque una molteplicità di elementi in movimento ,

ciascuno dei quali è immutabile : si rendono infatti conto che è

contraddittorio parlare di nascita e di morte (da dove si nasce? Dove

si finisce una volta morti? Nel non essere! Il che è assurdo) e perciò

chiamano morte e nascita i processi di aggregazione e

disgregazione . Sono proprio i concetti di aggregazione e

disgregazione che implicano la pluralità ed il movimento degli

elementi : per aggregarsi e disgregarsi, infatti, devono essere diversi

ed in movimento . Anassagora nacque a Clazomene , nella Ionia , e

sappiamo che nel 462 a.c. abbandonò la sua città per stabilirsi in

Atene . Qui visse per circa 30 anni , stringendo amicizia con il

famoso Pericle . Ma nel 438 un indovino di nome Diopite fa

approvare un decreto in base al quale sono perseguibili dalla legge

tutti coloro che insegnano e divulgano cose empie a riguardo dei

fenomeni celesti : Anassagora viene processato per aver sostenuto

che il sole è una pietra incandescente e la luna un corpo terroso .

Possiamo cogliere in questo processo non tanto un processo contro

ciò che effettivamente affermava Anassagora , quanto piuttosto una

condanna a carattere politico - sociale rivolta a tutti i conoscenti di

Pericle . Tuttavia le dottrine fisiche di Anassagora erano un esplicito

attacco a credenze e pratiche religiose . Se infatti si accettavano le sue

tesi , i fenomeni celesti non potevano più essere considerati segni

inviati dalle divinità agli uomini . Va poi detto che il libro in cui

Anassagora esponeva le sue dottrine fisiche ("Perì fuseos", Περι

si era sparso a macchia d'olio per via del suo basso costo

φυσεως)

nella città di Atene , che si stava progressivamente alfabetizzando .

Così Anassagora fu sottoposto ad un processo e dovette

abbandonare Atene per rifugiarsi a Lampsaco , nella Ionia , dove

morì nel 428 a.c. Anassagora , come molti altri filosofi , affronta il

problema di come si sia costituito il mondo nel quale viviamo . Egli

ravvisa la matrice originaria del mondo in una totalità indistinta di

tutti i materiali da cui risultano costituite le cose . Questi materiali

sono da lui chiamati SEMI ed egli afferma , seguendo la scia degli

Eleati , che non nascono nè periscono , ma permangono costanti: al

di là del mutamento degli enti fenomenici, questi semi restano come

sono, eterni. Egli riprende il concetto di mescolanza introdotto da

H Y P ER LI N K " p ar me. h tml" P ar men id e e s f r u ttato

contemporaneamente da HYPERLINK "empedo.html"Empedocle :

dice che ogni cosa è una mescolanza di questi semi , che però non

sono visibili ad occhio nudo : prendiamo ad esempio un libro blu :

noi lo vediamo blu perchè i semi di colore blu sono in netta

prevalenza su quelli degli altri colori , che tuttavia sono tutti

presenti . Probabilmente Anassagora era arrivato a trarre queste

conclusioni a riguardo dei semi partendo dall'osservazione del

processo di crescita degli esseri viventi mediante la nutrizione . Egli

si deve essere posto questa domanda : "Come è possibile che il pane

che noi mangiamo diventi sangue , muscoli , ossa...? " . La risposta

che egli dà a questa domanda è che "tutto sta in tutto" : nel pane ci

sono semi di tutte le cose , di sangue , di ossa , di carne , di

muscoli... Quindi quando mangiamo il pane i semi di muscoli vanno

ad alimentare i muscoli , quelli di ossa vanno ad alimentare le ossa ,

e così via . Ma come mai noi vediamo solo il pane e non tutti gli altri

semi ? Così come nel caso del quaderno noi vediamo il verde perchè

c'è una prevalenza di semi verdi , così nel caso del pane noi vediamo

il pane perchè i semi di pane sono in maggioranza . Partendo dal

visibile (il pane), arriviamo a capire l’esistenza dell’invisibile (i

semi): ecco spiegato il celebre motto anassagoreo, "οψις αδελων

(le cose che appaiono sono uno sguardo su quelle

τα φαινοµενα"

che non appaiono"), con il quale è messa in luce la possibilità di

un’inferenza dal visibile all’invisibile. Va specificato che nel mondo

in cui viviamo non esistono propriamente parlando semi , ossia

particelle allo stato puro dal momento che in ogni cosa continuano a

sussistere particelle di tutte le altre cose : noi vedremo il verde non

perchè una sostanza sia effettivamente verde , ma perchè il verde

prevale su tutti gli altri semi , che tuttavia sono presenti , anche se

noi non riusciamo a vederli . In questo senso Anassagora ammette la

divisibilità all'infinito , senza che sia mai possibile raggiungere un

minimo . HYPERLINK "aristotele.htm"Aristotele riprenderà questi

concetti e chiamerà i semi di Anassagora col nome di "omeomerie" ,

vale a dire entità le cui parti sono simili al tutto . Tale è per esempio il

caso della carne : se prendiamo una qualsiasi parte di carne sempre

carne è , ma se prendiamo una faccia e la dividiamo non avremo

tanta facce , ma parti differenti dalla faccia iniziale . Ma propriamente

per Anassagora il rapporto di mescolanza tra i semi è diverso

secondo i casi e nel mondo che ci circonda non c'è nessuna entità

omogenea , ossia tale che tutte le sue parti siano simili al tutto di cui

fanno parte . Anassagora è convinto che dalla totalità indistinta di

tutti i semi non si è formato soltanto il nostro mondo : per lui si

sarebbero formati anche altri mondi , anch'essi abitati da uomini e da

esseri viventi . Quindi per Anassagora il nostro mondo non è il

centro del tutto così come coloro che lo abitano . Resta però da

spiegare come avvenne la transizione dalla totalità originaria alla

pluralità dei mondi nelle loro differenziazioni . Chiaramente questa

transizione richiede un movimento , ma da che cosa dipende tale

movimento ? Qui subentra quella che già a HYPERLINK

"platone.htm"Platone e ad HYPERLINK "aristotele.htm"Aristotele

era sembrata la maggiore innovazione di Anassagora , anche se ai

loro occhi non sufficientemente sfruttata . Anassagora infatti

introduce un intelletto cosmico , il " NOUS " (Νους) , come agente

dell'impulso originario di questo movimento . HYPERLINK

"aristotele.htm"Aristotele ci parla di questo "nous" nella "Fisica" :

ciò che più emerge è il fatto che questo intelletto cosmico è un potere

assoluto , separato da tutto (αυτοκρατωρ) e per questo non

impacciato o condizionato da nulla e quindi capace di sottoporre tutto

al suo dominio . E' proprio questo potere che consente al " nous " di

dare origine alla formazione e alla progressiva differenziazione delle

cose , pur nella persistenza in tutte dei semi di ogni tipo . L'intelletto

cosmico ha quindi un'intelligenza totalmente differente rispetto a

quella umana : il nous ha un potere incomparabile e questo è per

Anassagora dovuto al fatto che esso sia l'unica realtà data non da una

mescolanza di semi . Se fosse mescolato con qualcosa sarebbe infatti

impedito nella sua azione e non potrebbe pertanto imprimere il

movimento iniziale alla massa originaria .Ciò non comporta che per

Anassagora il nous sia una sostanza spirituale nè che esso si

identifichi con la divinità . Pur chiamando questo motore originario

"intelletto" , Anassagora non gli attribuì la funzione di progettare

secondo un fine e precisamente in vista del meglio . La principale

differenza rispetto ad HYPERLINK "empedo.html"Empedocle è che

non ci sono le due forze che aggregano e disgregano ; va poi detto

che non è una visione ciclica e pendolare (come era quella di

HYPERLINK "empedo.html"Empedocle ) , ma è unidirezionale :

non si tornerà più alla situazione di partenza . Dunque per

Anassagora si parte da questa totale mescolanza dei semi (lui la

chiama "MIGMA" - - , dal verbo "µιγνυµι" , mescolo =

µιγµα

mescolanza totale) ; poi interviene il nous che smuove il tutto . Da

notare che la forza del nous non può essere nè totalmente

aggregatrice nè totalmente disgregatrice . Abbiamo detto che

HYPERLINK "platone.htm"Platone e soprattutto HYPERLINK

"aristotele.htm"Aristotele lo accusavano di usare poco la causa finale

che aveva abilmente introdotto (il nous) : molto probabilmente però

HYPERLINK "aristotele.htm"Aristotele (Metafisica) e

HYPERLINK "platone.htm"Platone (Fedone) hanno preso una

cantonata perchè hanno tradotto la parola " nous " con " intelletto " ;

ma il Greco di Anassagora era differente rispetto al loro : ai suoi

tempi infatti la parola " nous " veniva spesso usata con il significato

di " anima " , " vita" . Probabilmente Anassagora non voleva parlare

di un'intelligenza divina e di una causa finale , ma voleva

semplicemente dire che dove c'è movimento c'è vita . Tuttavia se

l'intelligenza umana è inferiore rispetto a quella del nous , essa è

s u p er io r e ( co me g ià av ev a d etto H Y P ER LI N K

"alcmeone.html"Alcmeone ) a quella degli animali . Essa richiede

l'impiego della procedura che inferisce ciò che non è visibile a partire

da ciò che lo è . Questa procedura sorregge buona parte della stessa

costruzione teorica di Anassagora , come si è visto . Il sapere umano

per lui è acquisito gradualmente e non è un possesso istantaneo .

Anassagora traccia una sequenza cronologica delle acquisizioni :

1)ESPERIENZA 2) SOPHIA (σοφια, sapienza) 3) TECHNE

(τεχνη, tecnica). La sensazione avviene per contrari , in quanto il

caldo può essere avvertito mediante il freddo e viceversa : se

mettiamo una mano in un secchio pieno di acqua fredda e ne

aggiungiamo di calda , la sentiamo benissimo quella calda . Se però

ne aggiungiamo di fredda non percepiamo quella fredda aggiunta .

Dalla sensazione e dall'osservazione ripetuta si passa alla

conservazione di questa nella memoria . Su questa base diventa

possibile il costruirsi di un sapere . E' interessante che come ultimo

momento Anassagora indichi la tecnica : è essa che propriamente

permette agli uomini di servirsi degli stessi animali e quindi di

collocarsi al di sopra di essi. La superiorità dell’uomo sugli altri

animali riposa sul fatto che solo l’uomo sa costruire oggetti a lui

utili, ossia sa sfruttare al meglio il proprio sapere. Del resto,

Anassagora vive in quell’Atene del V secolo, brulicante di cantieri e

di lavori splendidi. In questo contesto si comprende forse meglio il

significato della celebre tesi secondo la quale l'uomo è più

intelligente degli altri animali perchè ha la mano che gli consente di

stabilire un diverso rapporto con la realtà . Il possesso della mano si

collega strettamente all'esercizio di attività tecniche , che appaiono

indice decisivo di umanità . HYPERLINK "aristotele.htm"Aristotele

invece avanzerà un'ipotesi antitetica rispetto a quella di Anassagora :

dal momento che l'uomo è il più intelligente degli animali la natura

gli ha dato la mano . Tra l'altro l'affermazione di Anassagora ci

consente di capire quanto poco il finalismo rientri nelle sue teorie e

di conseguenza se ne evince che la traduzione di HYPERLINK

"aristotele.htm"Aristotele di nous con intelligenza è erronea . Sempre

Aristotele (Metafisica, libro I) ribalta la tesi anassagorea della

superiorità della sulla arrivando a mettere al vertice

τεχνη σοφια,

del sapere il "sapere per il sapere", ossia il sapere disinteressato,

privo di risvolti pratici.

EMPEDOCLE

Empedocle svolse la sua attività di filosofo nel v secolo a.c. in Sicilia

e fu influenzato dal HYPERLINK "pitago.html"pitagorismo e dall'

HYPERLINK "orfismo.html"orfismo , ma anche dall'eleatismo :

tuttavia Empedocle si colloca nell'ambito dei pluralisti . Nacque ad

Agrigento intorno al 490 a.c. e pur essendo di nobile famiglia ,

partecipò attivamente alle lotte politiche della sua città schierandosi

con i democratici e per questo morì forse in esilio nel 425 . Tuttavia

la sua figura sfumò presto nella leggenda (che tra l'altro vuole che

egli morisse precipitando nel cratere dell'Etna) . Egli , come

HYPERLINK "parme.html"Parmenide , si servì per scrivere della

poesia , che aveva grande presa sugli ascoltatori . Compose in

esametri un'opera che si intitolava "Sulla natura" , ma che talvolta gli

antichi chiamarono "Purificazioni" : vi è anche chi sostiene che si

tratterebbe di due opere distinte . Proprio il veicolo della poesia

consente ad Empedocle di presentarsi come annunciatore di verità :

invoca le Muse e si dipinge come un dio immortale , circondato dalle

folle e dal successo . L'oggetto principale delle osservazioni e delle

riflessioni di Empedocle torna ad essere il mondo , ma tenendo conto

di alcuni dei divieti logici imposti da HYPERLINK

"parme.html"Parmenide . Infatti anche per Empedocle gli uomini

sbagliano quando parlano di perire e di nascere delle cose :

HYPERLINK "parme.html"Parmenide aveva già detto che l'essere è

sempre stato e sempre sarà . Empedocle introduce quindi i due

concetti di AGGREGAZIONE e di DISGREGAZIONE : in realtà

dietro alle vicende di trasformazioni incessanti permangono costanti

ed indistruttibili quelli che Empedocle chiama "rizomata" (radici) e

che poi saranno chiamati elementi : terra , acqua , aria e fuoco .

Questa è una grande innovazione e rappresenta un notevole

allontanamento dagli HYPERLINK "parme.html"Eleati : il dominio

di ciò che è , è molteplice . Gli oggetti che cadono sotto i nostri sensi

non sono altro che mescolanze delle quattro radici secondo diverse

proporzioni . Empedocle si allontana dall'eleatismo anche per il fatto

che le radici siano suscettibili di movimento e per il fatto che esistano

forze capaci di creare le aggregazioni a partire dalle 4 radici e le

disgregazioni degli oggetti così costituiti . Il nascere ed il morire a

rigore non esistono : sono solo aggregazioni e disgregazioni : sono

prerogative degli oggetti risultanti dalla mescolanza delle 4 radici ;

essi sono dovuti all'azione di due forze che Empedocle , attingendo

al linguaggio dei racconti mitici , chiama AMORE e ODIO . Queste

due forze operano non solo sull'universo nella sua totalità , ma anche

su ciascuna delle cose che popolano l'universo . Un aspetto

fondamentale della loro azione è che essa avviene nel tempo e

secondo gradi diversi . Quando l'azione dell'Amore prevale su quella

dell'Odio si ha una situazione di pace , che Empedocle , sulla scia di

HYPERLINK "parme.html"Parmenide , concepisce come una sfera

compatta e priva di scissioni al suo interno : è il celebre SFERO .

Empedocle ci fornisce quindi una sua cosmogonia , una spiegazione

sull'origine del mondo . Lo sfero è la situazione primordiale in cui

tutte e 4 le radici sono mescolate e vi sono pure l'Amore e l'Odio : è

una totale situazione di aggregazione in cui prevale l'Amore

sull'Odio . Ma pian piano l'Odio prevarrà e le 4 radici si

separeranno ; col tempo però tornerà a prevalere l'Amore e

torneremo alla situazione primordiale di totale aggregazione . Ma poi

si verificherà nuovamente il prevalere dell'Odio e le 4 radici si

separeranno pian piano per poi passare alla totale disgregazione e poi

nuovamente all'aggregazione . Il nostro mondo si trova proprio nella

posizione di separazione dall'Amore , ma non ha ancora raggiunto

l'Odio : è a metà strada ; quando raggiungerà l'Odio si distruggerà

per poi "rinascer" nuovamente . E' una visione ciclica del mondo :

per Empedocle durerà fin quando dal punto di partenza (l'Amore)

non arriverà all'opposto (l'Odio) . Ma questo processo di

aggregazione e disgregazione non vale solo per il mondo , ma per

l'intera realtà : anche gli uomini si vengono a formare in questo

modo e quando prevarrà l'Odio si distruggeranno . Ma Empedocle

dice che l'aggregazione che porta alla creazione di un uomo (o di

qualunque altra realtà) non è immediata e complessiva : non è che

l'uomo si formi tutt'insieme in un preciso istante : è come se gli

organi nascessero da sè e poi a loro volta si aggregassero per dar

vita all'uomo . Empedocle dice poi che possono nascere

dall'aggregazione esseri mostruosi come il Minotauro ed il motivo

per cui non si vedono in giro è reperibile nel fatto che non riescano a

sopravvivere : in natura , infatti , dice Empedocle , riescono a

sopravvivere solo i più idonei e i migliori . La tradizione ci presenta

Empedocle come medico : pare che egli nutrisse interessi per la

comprensione dei fenomeni del vivente , come la generazione o la

respirazione : Empedocle affermava che il sangue ed il respiro si

muovessero entro gli stessi vasi corporei , che sarebbero riempiti da

sangue che fluendo esce da essi e lascia spazio all'aria che entra e ,

viceversa , l'aria che esce lascerà spazio al sangue . Per Empedocle la

respirazione avviene tramite i pori della pelle : per spiegare questo

processo lui immagina una situazione in cui si immerge in acqua una

clessidra : la clessidra è un vaso con un collo stretto e un'ampia base

con piccoli buchi . Se essa viene immersa in acqua con l'orifizio

superiore tappato , l'acqua non penetra attraverso i buchi perchè l'aria

interna vi si oppone con la sua pressione ; ma se si libera l'orifizio

superiore , l'aria esce e l'acqua può entrare . Viceversa , se l'orifizio è

tappato quando la clessidra è piena d'acqua , l'acqua non può

fuoriuscire dai piccoli buchi sul fondo . I due momenti della

respirazione , cioè l'inspirazione e la espirazione , corrispondono ai

momenti in cui la clessidra , rispettivamente riempita d'acqua e

d'aria , viene aperta nell'orifizio superiore consentendo l'ingresso di

aria in un caso , di acqua nell'altro . All'acqua della clessidra

corrisponde il respiro e all'aria della clessidra il sangue . Non si tratta

in realtà di un vero esperimento , quanto piuttosto di un'analogia tra

ciò che è osservabile e ciò che non è direttamente osservabile . Va

sottolineato il fatto che l'aria sia uno dei 4 elementi ; il sangue

invece , come ogni realtà , è una mescolanza di essi . Quanto

migliore (quindi più proporzionata )è tale mescolanza , tanto migliore

per Empedocle risulta essere la qualità del pensiero , che Empedocle

fa proprio risiedere nel sangue intorno al cuore . L'attività del

pensiero è quindi legata alla struttura anatomica e alla fisiologia

corporea , e poichè il corpo umano è costituito dalle stesse radici di

cui sono cosituite tutte le cose , sarà possibile istituire una

corrispondenza biunivoca tra i costituenti del corpo e quelli delle

cose : in ciò consiste per Empedocle la conoscenza , che sarà

garantita proprio dalla sussistenza proporzionata di tutte e 4 le radici

nel sangue . Il processo della conoscenza risulta quindi fondato nella

omogeneità tra l'uomo ed il mondo . Gli interpreti antichi

classificheranno questa concezione della conoscenza come

"conoscenza del simile tramite il simile" . Anche le capacità dei

singoli individui (per esempio nel parlare o nello svolgere attività)

sono riconducibili alle diverse proporzioni in cui avviene la

mescolanza di questi costituenti di tutte le cose . Il tempo svolge una

funzione centrale nella cosmogonia di Empedocle : egli vuole

rintracciare ciò che permane costante al di sotto della vicenda ciclica

delle aggregazioni e delle disgregazioni . Ciò si integra

perfettamente , ai suoi occhi , con la credenza propria della tradizione

orfica a riguardo della trasmigrazione delle anime . L'anima , che in

origine è un demone o un dio , spinta dall'Odio commette colpe ed è

costretta a compiere un lungo viaggio . Esso dura millenni e porta

l'anima a trasmigrare attraverso vari tipi di corpi viventi . (Da notare

che Empedocle parli di trasmigrazioni non solo in corpi animali , ma

anche vegetali) . Questa concezione conduce al vegetarianesimo e al

rifiuto radicale dei sacrifici . Uccidere animali è infatti per Empedocle

una forma di cannibalismo , dal momento che in ogni essere vivente

è presente un'anima umana , che sta compiendo il suo ciclo di

reincarnazioni . Se nel corso di questo ciclo l'anima si è comportata

bene , al termine potrà tornare nella sua condizione divina . Su

questo sfondo Empedocle può proiettare la sua predicazione di

salvezza agli uomini , indicando le vie della guarigione e della

purificazione . In un mondo che gli appariva in un certo modo

sopraffatto dall'Odio , egli additava ai suoi ascoltatori nelle città della

Sicilia , con i suoi versi , ma anche con la sua azione di guaritore e

mago (si raccontava che avesse ridestato a vita una donna in un caso

di morte apparente) , capace di influenzare le forze della natura , le

linee di una condotta che si opponesse all'azione disgregatrice

dell'Odio . Empedocle rappresenta il culmine di una tradizione di

sapienti che si presentano dotati di un sapere eccezionale . Ma nel v

secolo a.c. queste figure tendono progressivamente a venir meno ,

lasciando spazio a nuovi tipi di pensatori . Ma le sue teorie furono

riprese in seguito da HYPERLINK "schema.htm"Aristotele (che

individuò 4 elementi , parti ultime della realtà) e da HYPERLINK

"http://www.danteonline.it"Dante Alighieri (che nel canto 12

dell'Inferno fa un chiaro riferimento alla teoria della disgregazione e

dell'aggregazione dicendo : "... da tutte parti l'alta valle feda tremò sì ,

ch'io pensai che l'universo sentisse amor..." ; con questi versi il poeta

fiorentino intende chiaramente dire di aver sentito un rumore e un

tremolio così forte da pensare che il mondo si stesse disgregando

perchè arrivato al fondo del suo processo ciclico ) .

DEMOCRITO

Democrito nacque intorno il 460 a.c. ad Abdera , dove era nato

anche HYPERLINK "protag.html"Protagora . Egli fu atomista ,

seguì cioè quelle dottrine che per un verso presuppongono l'indagine

naturale dei primi pensatori e la riflessione degli eleati , ma per l'altro

anche i dibattiti sui rapporti tra natura e "nomos" (legge

convenzionale) e lo sviluppo delle discipline speciali . Democrito , a

differenza degli altri pensatori e a somiglianza dei suoi

contemporanei sofisti , scrisse parecchie opere : tramite un catalogo

stilato da Trasillo nel primo secolo d.c. sappiamo che dovevano

aggirarsi intorno a cinquanta . Purtroppo ci sono pervenuti solo

pochi frammenti ; anche Democrito dovette recarsi una volta ad

Atene , ma per il resto del tempo pare che abbia vissuto nella sua

città natale , dove sarebbe morto tra il 400 e il 380 a.c. Le indagini

degli atomisti , come detto , presuppongono da un lato l'interesse per

i problemi posti dall'osservazione dei fenomeni naturali e , dall'altro ,

la riflessione degli eleati , ma al tempo stesso anche l'attenzione per

la pluralità dei mondi e delle culture . Le opere di Democrito

trattavano argomenti di vario genere , si passava dalla matematica

alla riflessione morale , dallo studio del linguaggio e dei poeti alla

medicina e allo studio degli animali , ma alla base di tutta la sua

ricerca lui poneva l'obiettivo di trovare una spiegazione causale

unitaria di questa molteplicità di manifestazioni e aspetti del mondo

fisico e umano . Per Democrito nulla avviene a caso , tutto avviene

secondo una ragione . Questa osservazione può essere scoperta ; a

questo scopo non basta accontentarsi dell'osservazione della

molteplicità dei fenomeni : occorre risalire mediante un procedimento

intellettuale alla conoscenza di ciò che non è visibile . Gli oggetti che

noi percepiamo ci appaiono caldi o freddi , amari o dolci , ma queste

qualità appartengono alla sfera di quello che la cultura del v secolo

a.c. raggruppava sotto la categoria del "nomos" , ossia di ciò che è

variabile , convenzionale , instabile , contrapposto al piano stabile e

immutevole della natura . La vera conoscenza è quella che consente

di accedere al piano nascosto che sfugge ai sensi . Qui essa trova i

costituenti di tutte le cose : gli ATOMI e il VUOTO . La parola

atomo deriva dal Greco e significa indivisibile (a+temno = che non

si può tagliare) . Gli atomi sono quindi particelle indivisibili talmente

piccole che non possono essere singolarmente percepite da alcun

organo di senso . Gli atomisti ritengono , seguendo le idee di

HYPERLINK "parme.html"Parmenide , che siano ingenerati ed

indistruttibili . Sono dunque i costituenti ultimi della realtà .

Nonostante con i pluralisti nasca la causa efficiente (ciò che mette in

movimento la materia : per HYPERLINK "empedo.html"Empedocle

la disgregazione , per HYPERLINK "anassag.htm"Anassagora il

vous ) , Democrito non la accetta : secondo lui vi è un grande vuoto

con atomi sparsi qua e là dotati di movimenti pulviscolari ( per capire

che cosa intendesse Democrito , si può guardare la polvere contro

luce ) : essi vagano casualmente finchè non si urtano gli uni contro

gli altri : quando si scontrano avviene un qualcosa di simile al

biliardo : gli atomi (nel biliardo le palle) si scontrano e assumono

nuovi movimenti . E' una concezione materialistica , deterministica

(dato un fatto A se ne verifica uno B ) e meccanicistica (vi è l'idea

che il mondo sia un macchinario dove tutto avviene per contatto :

viene così confutata la tesi dei fenomeni che avvengono a distanza ,

come il magnete di HYPERLINK "talete.html"Talete ) . Tutto

avviene secondo una necessità . Gli atomi si distinguono tra di loro

non perchè alcuni sono caldi e altri freddi o perchè alcuni sono amari

e altri dolci : in poche parole non si distinguono per caratteristiche

qualitative , ma quantitative . Le loro differenze sono simili a quelle

che intercorrono tra le lettere dell'alfabeto , che venivano designate

con il nome "stoikeia" : questo termine passerà a designare gli

elementi dai quali tutte le cose sono costituite . La prima differenza

che intercorre tra gli atomi è di carattere formale : per esempio A

differisce da N . La seconda distinzione è di posizione : per esempio

N è differente da Z , ma se si ruota N di 90 gradi si ottiene appunto

Z . La terza differenza è di ordine : per esempio AN è diverso da

NA . L'insieme di queste differenze è dunque il tipo geometrico ,

riguarda la forma e la disposizione nello spazio . Ma bisogna

ricordare che la quantità di forme atomiche è innumerevole , non è

ristretta al solo tipo delle grandezze geometriche regolari . Com'è

possibile che da queste particelle invisibili ed indivisibili si formino

gli oggetti che si possono percepire con gli organi di senso ? Come

abbiamo detto prerogativa degli atomi è il loro continuo movimento

"pulviscolare" che non avviene in una direzione privilegiata ed

unica . In questi movimento possono incontrarsi , come le palle del

biliardo : se sono incompatibili si respingono , ma se non lo sono si

aggregano . Un criterio fondamentale di aggregazione è dato dal

principio che il simile si si aggrega con il simile . Ma non vi è un

agente esterno (una causa efficiente) che fa avvenire le

aggregazioni ,come era invece per H Y P ERLIN K

"anassag.htm"Anassagora e HYPERLINK

"empedo.html"Empedocle . Fondamentale per il movimento è il

vuoto (che fa le veci della tavola da biliardo) : gli atomisti possono

dire che il vuoto è non essere , in quanto esso non è dotato di forma

individuale , di limitazione e di movimento , come invece è per gli

atomi , che possono quindi identificarsi con l'essere . Nel vuoto

infinito si formano e si distruggono infiniti mondi , anche diversi da

quello in cui viviamo . Mediante le nozioni di atomo e di vuoto

diventa possibile spiegare non solo la costituzione dei mondi e degli

oggetti che ciascuno di essi contiene , bensì anche fenomeni

biologici come la riproduzione o la respirazione . L'anima è per

Democrito una prerogativa degli esseri viventi . La vita , tra l'altro , è

contrassegnata dal calore . A spiegare questo fatto interviene la

forma propria degli atomi costitutivi dell'anima : essi sono di forma

sferica , la quale è suscettibile della massima mobilità . E la massima

mobilità genera il calore . In questa prospettiva la respirazione è

interpretata come una funzione vitale essenziale perchè consente la

continua reintegrazione degli atomi di anima che incessantemente si

perdono anche per la loro costante mobilità . Quando questa

reintegrazione cessa arriva la morte , caratterizzata appunto

dall'immobilità e dalla freddezza . Allo stesso modo la riproduzione

umana , a sua volta , è determinata dal seme costituito da atomi

provenienti da tutte le parti del corpo . Ciò permette di spiegare la

trasmissione di somiglianze dai genitori ai figli . Gli stessi processi

percettivi possono essere chiariti mediante il modello di spiegazione

atomistica . Ogni soggetto , anche se a noi sembra immobile , è

costituito di atomi intervallati dal vuoto , i quali si muovono

incessantemente . Da ciascun oggetto si staccano in continuazione

quelli che gli atomisti chiamano " eidolà " (immagini) : si tratta di

emissioni atomiche che conservano la figurazione degli oggetti dai

quali provengono . Se il medio che queste emissioni attraversano ,

ossia l'aria , non è disturbato ed esse pervengono ai pori , vale a dire

i condotti vuoti , presenti sulla superficie del nostro corpo , e

attraverso di essi ai nostri organi di senso , si hanno le varie

sensazioni della vista , dell'udito e così via . Ogni sensazione è

quindi ricondotta a una forma di contatto degli eidolà con il nostro

corpo . Prendiamo ad esempio l'olfatto : arrivano al nostro naso

atomi di un fiore : noi lo sentiamo profumato non per il fatto che gli

atomi abbiano già di per sè quell'odore , ma perchè con la loro forma

mi stimolano il naso in modo tale da fiutare quell'odore . Gli odori , i

sapori , i colori , esistono in me che li provo , ma non nella realtà .

Ogni sensazione ci fornisce quindi informazioni sulla configurazione

e sui caratteri dell'oggetto corrispondente . Pure i sogni possono

avere un contenuto informativo e trasmettere addirittura pensieri e

sentimenti propri dell'individuo dal quale proviene il flusso di

eidolà . Restano comunque inaccessibili ai sensi , sia nello stato di

veglia , sia durante il sonno , i principi costitutivi del tutto , ossia gli

atomi , nella loro singolarità , ed il vuoto . Alla conoscenza di essi si

può pervenire soltanto andando oltre alla sensazione , ossia cercando

la verità nel profondo , come dice Democrito , mediante l'intelletto .

Solo questa è la conoscenza genuina . HYPERLINK "http://

www.danteonline.it"Dante nella Divina Commedia lo definisce "

colui che il mondo a caso pone " perchè la pensa come

HYPERLINK "schema.htm"Aristotele : per loro la causa più

importante era quella finale , il fine delle cose : Democrito sembra

invece che non individui alcuna causa , è come se per lui le cose

andassero a caso , senza uno scopo . Democrito affronta anche il

problema della formazione delle società umane e dei tratti che le

caratterizzano . Alla base di questa formazione è quello stesso

principio di aggregazione del simile con il simile , che valeva per gli

atomi . Un elemento di distinzione tra animali e uomo , un pò come i

sofisti , Democrito lo ravvisa nel processo delle tecniche . Ma

Democrito fa leva ancora una volta sul principio della somiglianza

per spiegare la genesi delle stesse tecniche : esse si costituiscono

infatti a partire dall'imitazione delle attività animali . Per questo

aspetto esiste dunque una certa continuità tra il piano della natura e

quello della cultura e delle istituzioni umane . L'imposizione dei nomi

alle cose è un'imposizione copnvenzionale . Così la religione sembra

essere un'invenzione umana , ma in questo caso dovuta all'iniziativa

di pochi uomini sapienti . Non è difficile scorgere la parentela tra

queste affermazioni e quelle sofistiche , anch'esse incentrate sul

binomio nomos-fusis . E' difficile a causa dei pochi suoi frammenti

pervenutici comprendere profondamente la sua indagine etico-

politica . Per un verso egli continua la tradizione dell'antica

saggezza , compendiata in massime che devono dirigere il proprio

comportamento verso se stessi e verso gli altri . Queste massime

vertono anche sui mali e sui pericoli che affliggono la società , la

discordia e la stasis , il conflitto civile . La legge secondo Democrito

dovrebbe salvaguardare da questi mali . Egli mostra una decisa

preferenza per la forma di governo democratica , contrapposta alla

tirannide , come la libertà lo è alla schiavitù . Ma per un altro verso

l'obiettivo della vita è riposto nella tranquillità dell'animo (l'

"euthymìa") , immune da passioni eccessive ; il che comporta la

necessità di non farsi coinvolgere troppo non solo nelle questioni

private , ma neppure in quelle pubbliche . L'esercizio della virtù non

è più legato in maniera determinante alla dimensione della politica :

l'etica di Democrito sembra premiare lo studioso , colui che vive al di

fuori della politica (un pò come era per HYPERLINK

"schema.htm"Aristotele ) . Per Democrito non vi è un luogo

privilegiato in cui si debba svolgere l'attività di studioso .

SOCRATE

Socrate nacque nel 470 / 469 a.c. da Sofronisco , scultore , e

Fenarete , levatrice . Dapprima esercitò forse il mestiere del padre ,

ma successivamente l'abbandonò per dedicarsi esclusivamente

all'indagine filosofica . Non di rado dovette quindi ricorrere all'aiuto

economico di amici . Sposò Santippe , che una certa tradizione tende

a presentare come donna bisbetica e insopportabile : si è arrivati a

pensare che Socrate stesse sempre in piazza non tanto per filosofare

quanto piuttosto per stare lontano da Santippe e dalle sue ramanzine

continue : pare che Socrate sia riuscito a far ragionare tutti tranne

Santippe . Da lei ebbe tre figli . Socrate non lasciò mai Atene se non

per brevi spedizioni militari : partecipò infatti nel 432 alla spedizione

contro Potidea , traendo in salvo HYPERLINK "http://

estovest.hypermart.net/testi/alcibiade_primo.html"Alcibiade ferito , e

nel 424 combattè a Delio a fianco di Lachete durante la ritirata degli

Ateniesi di fronte ai Beoti . Successivamente nel 421 combattè ad

Anfipoli . Nel 406 in conformità al principio della rotazione delle

cariche , fece parte dei pritani , ossia del gruppo del Consiglio al

quale spettava decidere quali problemi sottoporre all'Assemblea e si

oppose alla proposta illegale di processare tutti insieme i generali

vincitori nello scontro navale avvenuto al largo Arginuse , perchè

non avevano raccolto i naufraghi . Con questa presa di posizione egli

si poneva in contrasto con i democratici , ma nel 404 , passato il

potere in mano all'oligarchia capeggiata dai Trenta , rifiutò di

obbedire all'ordine di arrestare un loro avversario , Leone di

Salamina . Nel 403 la democrazia restaurata , pur concedendo

un'amnistia , continuò a ravvisare in Socrate una figura ostile al

nuovo ordine , anche per i rapporti da lui intrattenuti in passato con

figure come HYPERLINK "http://estovest.hypermart.net/testi/

alcibiade_primo.html"Alcibiade e HYPERLINK "http://

131.175.34.19/tesi/036bis/add4.htm"Crizia . Nel 399 fu presentato

da Meleto un atto di accusa contro Socrate , ma tra i suoi accusatori

erano anche Licone e soprattutto Anito , uno dei personaggi più

influenti della democrazia restaurata . L'atto di accusa è il seguente : "

Socrate è colpevole di essersi rifiutato di riconoscere gli dei

riconosciuti dalla città e di avere introdotto altre nuove divinità .

Inoltre è colpevole di avere corrotto i giovani . Si richiede la pena di

morte " . Gli accusatori contavano probabilmente in un esilio

volontario da parte di Socrate , com'era avvenuto in passato per

HYPERLINK "protag.html"Protagora o HYPERLINK

"anassag.htm"Anassagora , ma egli non abbandonò la città e si

sottopose al processo . A maggioranza i giudici votarono per la

condanna a morte la quale fu eseguita in carcere mediante la

somministrazione di cicuta . Possiamo inserire Socrate nell'era

sofistica (sebbene lui si schierò contro i sofisti) perchè come i sofisti

si interessò di problemi etici ed antropologici , mettendo da parte la

ricerca del principio e della cosmogonia . Socrate non scrisse mai

nulla e così per ricostruire il suo pensiero dobbiamo ricorrere ad altri

autori . Le fonti principali sulla vita di Socrate sono quattro 1)

HYPERLINK "schema.html"Platone 2)HYPERLINK "http://

digilander.iol.it/mt56/storiografia/Senofonte.htm"Senofonte


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Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
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A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Storiche Prof.

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