Filologia slava
Introduzione
Osservando la mappa delle lingue slave moderne si percepiscono i mutamenti politici e culturali, avvenuti nel corso del tempo. Le lingue slave derivano dall’indoeuropeo, hanno confini geografici ben precisi (fiume Danubio \ Mar Baltico) e possono essere suddivise in 3 gruppi:
- Gruppo occidentale (polacco, cieco, slovacco + minoranze, tra cui casciubo e sorabo sup.\inf.). Alfabeto latino e segni diacritici opposti.
- Gruppo orientale (russo, ucraino, bielorusso + minoranze, tra cui ruteno e rusino). Alfabeto cirillico e segni diacritici.
- Gruppo meridionale occidentale (rumeno, croato). Alfabeto latino e segni diacritici.
Gruppo meridionale orientale (bulgaro, macedone, serbo). Alfabeto cirillico e segni diacritici. [I primi due gruppi sono separati dal terzo da una fascia di territorio che va dall’Austria fino alla Romania].
NB: ci sono popoli slavi con un doppio alfabeto, tra cui ricordiamo:
- Montenegrini
- Bosniaci
Il filologo Riccardo Picchio ha definito “due Slavie”, creando una coppia asimmetrica (“latina” si riferisce alla lingua > < “ortodossa” si riferisce al culto):
- Slavia latina —> parte dell’antica Slavia rimasta a lungo sotto l’influenza del Sacro Romano Impero. Ne fanno parte le lingue slave occidentali e sud-occidentali: polacco, cieco, slovacco, sloveno, croato.
- Slavia ortodossa —> parte dell’antica Slavia che ha seguito la tradizione bizantina. Ne fanno parte le lingue slave orientali e sud-orientali: russo, ucraino, bielorusso, serbo, bulgaro, macedone, montenegrino.
[NB: è difficile dare una definizione e divisione netta]
Hochkultur e tiefkultur
Hochkultur —> è il patrimonio slavo comune, le radici etniche e primigenie. Su essa viene ad innestarsi la tiefkultur. Tiefkultur —> è il processo di assimilazione dei modelli culturali dal mondo occidentale o orientale.
Panoramica storica dal IX al X secolo
- 885 muore Metodio —> Il vicario Viching, alla guida della chiesa Morava, è malvisto dai seguaci di Metodio, sostenuti dal khanato bulgaro: vi è una prima spaccatura religiosa-culturale.
- Un ruolo fondamentale viene svolto dagli ungari, che vengono da est e si insediano nell’Europa centro-orientale (antica Pannonia). Essi distruggono la grande Moravia e la Pannonia. Il loro arrivo determina la spaccatura dei popoli slavi: sotto due punti di vista:
- Tripartizione etnica (slavi meridionali, orientali e occidentali). Nb: se da un lato le singole nazioni cominciano a prendere coscienza di sé, dall’altro mantengono elementi comunitari tra le varie tribù.
- Bipartizione culturale (slavi orientali + meridionali vs slavi occidentali). Determina il confine tra Slavia latina e ortodossa.
Progressivamente, le altre zone della Slava antica mostrano la volontà di raggiungere una propria autonomia, vogliono affermarsi come entità politiche.
Le principali entità politiche del tempo
- Ducato slavo della Boemia (zona Moravia), è profondamente legato al Sacro Romano Impero. Tuttavia, penetra anche il cristianesimo latino: il principe dedica la chiesa di Praga a San Vito, patrono della Sassonia. Il vescovo di Praga è Adalberto, egli ha obiettivi chiari:
- Far rifiorire l’Impero romano cristiano
- Creare un’arcivescovado per gli slavi e per le popolazioni pagane delle regioni centro-orientali
- Primo Impero Bulgaro, qui i discepoli di Metodio vengono protetti dal khan Boris, che vuole fondare un patriarcato indipendente da Costantinopoli. Boris permette ai discepoli di creare una gerarchia ecclesiastica slava (nb: il sacerdozio e l’imperium erano strettamente legati). L’evangelizzazione passa soprattutto attraverso la lingua e la traduzione dei codici sacri (San Clemente di Ocrida). Viene a crearsi, a poco a poco, una cultura nazionale + prende forma la Chiesa bulgara. A Boris succede Simeone, che sposta la capitale a Preslav —> gesto simbolico che fa capire l’indipendenza da Costantinopoli. Nel 925 viene istituito il Patriarcato bulgaro —> 1018 Costantinopoli gli muove guerra, lo distrugge e lo riassorbe.
- Regno Serbo, è ancora un raggruppamento di tribù. Permane una sostanziale equità tra cattolicesimo e ortodossia. Nel 1077 Michele I viene incoronato re dei serbi da Papa Gregorio VII, tuttavia la fede ortodossa continua a sopravvivere. Dal XVII secolo prevale l’ortodossia e il regno serbo entra a far parte della Slavia ortodossa (nb: a livello di culto prevale l’ortodossia > < a livello culturale prevale la cultura romana).
- Regno Croato, il principe Tomislav viene incoronato I re di Croazia e si schiera a favore dei bizantini. È un regno potente, al centro dei principali traffici commerciali. Roma cerca di stabilire rapporti stretti attraverso il controllo delle gerarchie ecclesiastiche. Tuttavia, non viene imposto l’utilizzo del latino (anomalia), ma viene promosso l’uso dello slavo —> per trasmettere l’idea di rispetto. Nel X secolo si converte al cattolicesimo. Tuttavia la memoria slava rimane viva a lungo (impronta culturale ortodossa). Fa parte della Slavia latina. Costituisce un’eccezione all’interno del panorama slavo e mette in luce una questione di primaria importanza: l’autodeterminazione dei popoli (creazione di un patrimonio culturale autoctono rispetto all’influenza dei grandi imperi).
- Regno di Slovenia, è una nazione giovane che subisce una profonda influenza ortodossa. Fa parte, però, della Slavia latina.
- Regno di Polonia, è una delle grandi nazioni della Slavia latina. Si configura come il principale rivale del regno ungaro. Governa la dinastia dei Piasti, guidata da Mieszko: egli si converte al cristianesimo nel 966 e, nel 992 fa atto di sottomissione alla chiesa romana. Tuttavia, il suo modello è quello della Chiesa Boema, guidata dal vescovo di Praga Adalberto. Nel 968 viene fondato l’arcivescovado di Magdelburgo e nel 1000 viene fondata la chiesa polacca. Nel 1076 Baleslao riceve la corona direttamente da Papa Gregorio VII e nel 1125 Baleslao eleva la Polonia a “regno”.
- Regno di Ungheria, non fa parte delle Slavie, ma interagisce costantemente con i regni che ne fanno parte. Conquistano la Moravia e nel 1000 sale al potere Stefano, che vuole favorire la creazione di chiese autocefale e l’autonomia degli stati. Viene istituita una solida gerarchia latina, guidata dall’arcivescovo Anastasio, che nel 1010 diventa patrono della cattedrale di Estergran.
Profondi cambiamenti nel X secolo
- Rinascita della potenza bizantina
- Affermazione di nuove potenze (Ducato di Boemia, Regno di Polonia, Regno d’Ungheria)
- Fallimento del progetto cirillo-metodiano di una chiesa slava
- 1054 scisma (Chiesa di Costantinopoli vs Chiesa di Roma, entrambe vogliono ottenere il primato di “chiesa autentica”)
La Slavia ortodossa
- Ha Costantinopoli come punto di riferimento, nonostante la volontà di affermazione di chiese autocefale
- Mantiene la tradizione ortodossa in lingua slava (nb: la slavia meridionale, Bulgaria e Serbia, mantiene una tradizione più vicina a quella bizantina). In tal senso è fondamentale la figura del monaco, detentore della cultura. Egli svolge diversi compiti:
- Controlla che la tradizione liturgica si mantenga fedele a sé stessa
- Custodisce i valori fondamentali dell’ortodossia
- Favorisce l’apertura del mondo slavo alla tradizione liturgica bizantina
- Usa l’alfabeto cirillico
- Dal punto di vista culturale ci si rifà al modello bizantino: la politica si fonda su una “sinfonia di poteri”. L’autorità politica è l’imperatore (basileus), che svolge molteplici ruoli (vicario di Cristo in terra, protettore della Chiesa, colui che favorisce la diffusione del cristianesimo). L’imperatore ha origine divina. Al suo fianco c’è il patriarca, la massima autorità religiosa, che ha diversi compiti (protegge l’imperatore, controlla la gerarchia ecclesiastica, è assoluto). Tra imperatore e patriarca esiste un equilibrio perfetto, poiché ognuno ha la sua sfera di influenza. [NB: tale modello verrà meno con Pietro il Grande, che ridurrà il patriarcato a semplice ministero statale].
- Si diffondono le chiese autocefale, che favoriranno la creazione degli stati nazionali
- Ammette l’uso di diverse lingue, ogni popolazione adotta la propria (nb: il messaggio religioso però non deve essere cambiato).
La Slavia latina
- Non viene influenzata culturalmente dalla fase cirillo-metodiana
- Il faro da seguire è il cattolicesimo romano-germanico
- Monolitismo del latino, visto come unico medium linguistico
- Il mondo latino è visto come quello che ha un ruolo unificatore (universalismo latino)
- Gli stati nascenti devono misurarsi con il dualismo tra Papa e Imperatore: con l’autoincoronazione di Carlo Magno nell’800 si era creata una frattura, che aveva creato una sorta di competizione. Ne scaturisce, in seguito, la lotta per le investiture, che coinvolge anche gli stati nascenti. Vengono a crearsi due schieramenti: filo-papale (Polonia) vs filo-imperiale (Boemia)
- Qui si sviluppa precocemente il ceto commerciale, grazie alla forma mentis che pone al centro l’agire dell’uomo
Divisione post 1054 e omogeneità di fondo
In seguito allo scisma del 1054 si creano 2 sfere d’influenza:
- Latino-cattolica, a cui sottostà la Slavia romano-cattolica (Regno di Boemia, Croazia e Polonia)
- Bizantino-slavo ortodossa, a cui sottostà la Slavia ortodossa (Impero bulgaro, Rus’ di Kiev, Moscova e regno di Serbia)
Lo studioso Florovskij osserva che, nonostante le diversità sostanziali sulla gestione del potere, tra le due Slavie esiste una omogeneità di fondo: la tiefkultur, infatti, non è così nettamente diversificata tra le due Slavie, perché di fatto il terreno culturale da cui parte è comune (cultura ellenistica + cultura giudaico-cristiana).
Confronto culturale tra le due Slavie
Per alcuni aspetti culturali, però, le due Slavie si trovano agli antipodi:
- Orizzonte linguistico —> Nella Slavia latina vi è una lingua dominante, il latino. Nella Slavia ortodossa abbiamo uno slavo ecclesiastico che si declina in diverse redazioni
- Fedeltà alla tradizione —> La Slavia latina sembra essere meno fedele alla tradizione: assistiamo a fenomeni di personalizzazione della tradizione liturgica su scala locale (modifica dei testi)
- Forma mentis —> La Slavia latina è meno fedele, il filosofo di riferimento è Aristotele, attraverso la lettura di “Somma teologica” di Tommaso d’Aquino. Quest’ultimo separa:
- Teologia - Filosofia
- Fede - Ragione
- Principi divini - Principi materiali
- Forma - Materia
- Nome - Realtà
- Significato - Significante
A livello linguistico
Slavia ortodossa
A partire dalla seconda metà del IX secolo si afferma il glagolitico —> successivamente nascerà il paleoslavo (o slavo ecclesiastico). Tra il IX e il XVIII secolo si afferma il paleoslavo (o slavo ecclesiastico), mezzo linguistico della cultura. Andrà a modificarsi, fondendosi con le parlate locali (redazioni).
NB: nel culto si cerca di preservare lo stato originario della lingua. Si assiste alla formazione di due forme delle parole:
- Lingua parlata
- Lingua epurata
Per quanto riguarda la lingua letteraria, possiamo individuare 3 tappe di sviluppo:
- Influenza slavo-meridionale, avviene ai tempi del principe Vladimir “il santo”: viene importato il paleoslavo nella Rus’ di Kiev
- Seconda influenza slavo-meridionale, avviene tra il XIV e XV secolo, coincide con l’espansione dei turchi nei Balcani: uniformazione dello slavo-ecclesiastico ad opera dei monaci bulgari
- Terza influenza slavo-meridionale, avviene nel XVII secolo e parte dell’area rutena (Ucraina); ha come modello la lingua polacca —> “lingua semplice”. Viene a formarsi per la necessità di coniare una lingua per usi burocratici. Ripresa della lingua letteraria
Slavia ortodossa —> si osservano 2 tendenze:
- Processo di uniformazione per realizzare una lingua comune
- Diffusione delle parlate locali che assumono una propria fisionomia
Le due tendenze influenzano sia la lingua che la cultura. Fino al XVIII secolo la lingua nobile resterà lo slavo ecclesiastico; successivamente si svilupperanno le lingue vernacolari. Si può parlare di diglossia = quando sono presenti due lingue; una con uno status superiore e un’altra considerata secondaria.
Slavia latina
Slavia latina —> si può parlare di bilinguismo, poiché già a partire dal XIII secolo si vengono a creare le lingue vernacolari. Non viene percepita una profonda differenza tra le due lingue, anche se il latino continua a essere considerata la lingua del culto. In vari ambiti le due lingue iniziano a collaborare (giurisprudenza, prime traduzioni della Bibbia in volgare). La scelta dell’una o dell’altra lingua dipende dal contesto. L’Umanesimo e il Rinascimento contribuiscono alla codificazione del volgare —> porterà, nel XIX secolo, alla nascita delle lingue nazionali.
Dall’XI al XV secolo
Slavia ortodossa
In questo periodo viene a costituire una terra di mezzo tra l’Oriente e l’Occidente latino. I territori della Slavia ortodossa si trovano invasi da più fronti:
- Da Est
- XI\XII secolo, invasione dei Peceni e dei Cumani (barbari)
- XIII\XV secolo, giogo tataro
- 1453 caduta di Costantinopoli per mano dei turchi
- Da Ovest
- Continui tentativi espansionistici + feudalizzazione dei territori conquistati
- Tentativi di colonialismo da parte delle Repubbliche marinare (Genova e Venezia)
- Da Nord
- Si sviluppa la Lega Anseatica, una sorta di trust costituita dalle città del nord Europa + progressivo feudalesimo dei territori conquistati
Oltre a ciò, vi è una profonda crisi per Bisanzio, che dal 1204 (conquista da parte di Venezia) al 1261 viene occupata dai latini. I turchi approfittano della sua debolezza per assumere il titolo di “Paladino dell’Ortodossia”. Vengono a crearsi nuovi stati:
- II Impero bulgaro
- Regno serbo: Stefano di Serbia vuole creare uno stato balcanico
[Si può parlare di Impero latino d’Oriente fino al 1261, quando la dinastia dei Paleologi riprese Bisanzio]
Nella seconda metà del XIV secolo c’è l’invasione ottomana dei Balcani:
- 1389 turchi vs serbi su Piano dei Merli
- 1393 crollo del II Impero bulgaro
La conquista ottomana
Gli ottomani conquistano gran parte dell’Europa orientale. L’unica possibilità di fermarli è quella di far leva sulla radice comune che riunifica i popoli europei: cristianesimo. 1437-9 Concilio di Ferrara-Firenze —> si tenta di conciliare i popoli cristiani verso il nemico islamico. Mosca rivendica il primato del patriarca e abbandona il concilio; vengono poste le basi per la costruzione del mito di Mosca come terza Roma (la prima è quella di Pietro e Paolo, la seconda è Bisanzio). Il resto della Slavia ortodossa si schiera con la Slavia latina —> inizio delle Crociate (1444 sconfitta a Varna \ 1353 caduta di Costantinopoli e Paleologi). In tutto ciò nasce il Principato di Moldavia.
Sulle ceneri della Rus’ di Kiev si formano 2 potenze contrapposte, con un nemico comune, i Tatari:
- Moscovia —> Ivan Kalità (1281-1341) ottiene dal khan tataro la possibilità di riscuotere direttamente i tributi. Si pone come intermediario. Aumenta il prestigio della Moscovita e viene spostato il metropolita da Kiev a Mosca (1324).
- Il sovrano che segue è Donskoj (1350-1389), il quale, nel 1380, sconfigge i tatari militarmente.
- Vasilij II (1415-1462) dà inizio alla chiesa autocefala russa nel 1448
- Ivan II (1440-1505) amplia i confini, inglobando gli ultimi due grandi principati, Novgorod (1471) e Tver’ (1485)
- Vasilij III (1479-1533) riduce il khanato di Kasan’ a stato vassallo (1487)
- Gran ducato lituano
In generale possiamo affermare che la potenza moscovita andò, progressivamente, a inglobare gli altri principati. Si delineò, conseguentemente, una rivalità tra la Russia e gli stati limitrofi (Polonia e Lituania).
Movimenti eretici nella Slavia ortodossa
Tali movimenti influenzarono profondamente la cultura, estremizzando alcuni aspetti del cristianesimo. Tra i principali, ricordiamo:
- Bogomilismo
- Esicaismo
Bogomilismo: è la prima forma di e
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