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Manuale di linguistica e filologia romanza

Introduzione

Che cosa sono la linguistica e la filologia romanza → varietà (lingue e dialetti) continuazione del latino volgare

Romanzo

Linguistica studia il linguaggio umano, soprattutto la lingua parlata – la linguistica storica studia lo sviluppo storico delle lingue →

Filologia dal greco, amore per la parola, è lo studio linguistico dei testi – la filologia romanza studia la genesi delle lingue e dei dialetti romanzi a partire dal loro distaccarsi dal latino →

Ambito di studio della linguistica e filologia romanza italiano e suoi dialetti, altre lingue romanze, latino, inglese →

I tre paradigmi degli studi romanzi

Paradigma = principi e risultati acquisiti:

  • Paradigma classico = visione statica
  • Paradigma storico [del metodo storico-comparativo] = dimensione storica
  • Paradigma moderno [strutturale] = dimensione storica + sincronica

Il dominio romanzo

Il dominio romanzo

Romania continua [Portogallo, Spagna (spagnolo + lingue regionali catalano e galego), Francia (francese + patois), Italia (italiano + dialetti), Belgio francofono, svizzera francese, italiana e romancia, Croazia e Slovenia italiane] + Romania e Moldova (isolate, si parla il rumeno) + Romania perduta (dove il latino non ha avuto continuazione, come l’Africa settentrionale) + Romania nuova (con le colonizzazioni)

Le principali varietà romanze

Le lingue della penisola iberica

Lingue della Spagna medievale (galego-portoghese, asturo-leonese, castigliano, aragonese, catalano) – dopo l’invasione araba, nel 1492 si conclude la Reconquista e le varietà settentrionali si espandono al sud (sostituendo arabo e mozarabico) →

Il portoghese

Portoghese + galego = nel medioevo due varianti della stessa koiné – galego-portoghese = importante lingua letteraria nel 1200 e 1300 – origine settentrionale del portoghese, poi diffusosi verso sud e anche in Brasile (un po’ diverso e con maggiore stratificazione sociale) →

Il galego

Nel medioevo lingua della poesia lirica (anche in Castiglia, alla corte di Alfonso X) – a fine medioevo pressione castigliana – dal ‘500 dialetti solo parlati – dalla seconda metà dell’800 rinascita letteraria – anni ’70 lingua ufficiale in Galizia – nell’83 è entrata in vigore la Legge di normalizzazione linguistica a→

Lo spagnolo (castigliano)

Lingua romanza più parlata al mondo e 3a in assoluto (dopo cinese mandarino e inglese) – in origine dialetto settentrionale (intorno a Burgos) poi lingua ufficiale – in America del centro-sud castigliano meridionalizzato = fenomeni regionali (yeismo - s in finale di sillaba diventa h aspirata o scompare - seseo) →

Il catalano

Tra 1200 e 1400 splendore del catalano alla corte di Aragona – 1479 unificazione con il regno di Castiglia e catalano sopraffatto dallo spagnolo – 1800 rinascita nazionale catalana – repressione da parte del fascismo spagnolo – 1978 nuova costituzione democratica e riconoscimento del catalano come una delle lingue ufficiali nella regione autonoma della Catalogna →

Il francese

Origine dalla metà del 1100 dal francien (franciano) parlato a Parigi – dall’’800 con l’industrializzazione ha sostituito i dialetti antichi (oggi patois di uso familiare) – antichi dialetti settentrionali: lingue d’oil – meridionali: lingue d’oc – forte differenziazione storica del francese (trasformazione profonda): antico (1100-1300), medio (1300-1500), moderno (dal 1600) – francese lingua ufficiale in Canada, Louisiana, Africa, Oceania, nei DOM e nei TOM – ha dato origine a pidgins e lingue creole →

L’italiano

‘300: diffusione del toscano grazie a Dante, Petrarca, Boccaccio – ‘500: grazie a Pietro Bembo il fiorentino è la lingua comune (prevalentemente scritta) dei letterati d’Italia – ‘800 (unità d’Italia): diffusione anche dell’italiano orale (accanto ai dialetti) – dialettofonia passaggio all’italiano in anni recenti italiano influenzato dal dialetto locale (soprattutto per la fonetica) molti tipi di italiano→

Il romancio (in Svizzera)

Una delle 3 lingue ufficiali del Cantone dei Grigioni (con italiano e tedesco) e una delle 4 lingue nazionali della Svizzera (con tedesco, francese e italiano) – per le loro affinità, con il ladino centrale e il friulano forma un’unità linguistica: il ladino (o retoromanzo) →

Il romeno (o dacoromeno, della Dacia, cioè la Romania)

Si parla in Romania, Moldavia e parte della Bucovina (in Ucraina) – 2 varietà principali: tipo munteno (a sud, lingua letteraria) e tipo moldavo (a est) – affinità del romeno con le lingue balcaniche (neogreco, bulgaro, albanese) e forte influenza dei modelli linguistici e culturali francesi (dall’800)

Altre varietà romanze

L’occitanico (o provenzale)

Lingua romanza del sud della Francia (lingua d’oc) – provenzale = varietà dell’occitanico parlata in Provenza – dal ‘300 decadenza politica del meridione decadenza dell’occitanico in favore del francese (lingua della monarchia, della rivoluzione e dello stato) – oggi lingua regionale foneticamente meno evoluto del francese (più legato al latino) →

Il franco-provenzale

Ponte tra francese e provenzale, parlato in Francia sud-orientale, Svizzera e valli alpine italiane – Lione maggior centro letterario e linguistico →

Il sardo

Varietà romanza più conservativa (in fonetica e morfologia) per il suo isolamento – tutelato dalla legge sulle minoranze linguistiche storiche →

Il corso

Parlato in Corsica, presentava numerose affinità con il sardo, poi ha subito l’influsso del toscano (per la penetrazione pisana) – oggi è una lingua regionale della Francia (ma non esiste una varietà standard, nemmeno per l’uso scritto) – 2 varietà: ultramontane (più conservative, simili al sardo) e cismontane (simili al toscano) →

Il ladino centrale (o dolomitico)

Si parla nell’area alpina centrale (in Trentino e Veneto) →

Il friulano

Si parla in Friuli (nord-est d’Italia) – è tra le varietà ladine (o retoromanze) con ladino centrale e romancio – oggi gode della tutela della legge sulle minoranze linguistiche storiche →

Il dalmatico

Varietà romanza estinta (parlata in Dalmazia) assorbita dal veneziano (sulla costa) e dal croato (nell’interno) →

I dialetti italiani

Continuazioni locali del latino (non deviazioni dell’italiano di base Toscana) si dividono in:

  • Dialetti settentrionali (gallo-italici) hanno tratti comuni al gallo-romanzo, ad eccezione del veneto (influenzato dal fiorentino) →
  • Dialetti centro-meridionali dal Lazio in giù, ad eccezione del romanesco (influenzato dal toscano a partire dal ‘400)

Il paradigma classico

Il pensiero linguistico classico

Aristotele (pensatore, filosofo greco): il linguaggio è il riflesso del pensiero umano con le scuole filosofiche ellenistiche di Stoici e Alessandrini nasce la filologia (analisi linguistica applicata alla letteratura, soprattutto Omero) e si sviluppa la grammatica (Platone e il suo allievo Aristotele, e poi gli Alessandrini, elaborano e mettono a punto le categorie grammaticali) – concezione ellenocentrica del pensiero classico stranieri = barbari – cambiamento linguistico = deviazione, corruzione della lingua (fallacia classica perché le lingue sono portate naturalmente a cambiare, non è una degenerazione) – purismo italiano (fra ‘700 e ‘800) = difesa del toscano degli autori del ‘300 (le 3 corone) →

Prime grammatiche romanze (volgari)

1200: scoperta della dignità letteraria delle lingue volgari (parlate già da molti secoli) – nel medioevo il latino (lingua della chiesa, della cultura e della scienza) godeva di grande prestigio grammatiche del latino – prima grammatica romanza: del provenzale, di Ramon Vidal (I soggetti del poetare, per poeti italiani e catalani), grazie alla tradizione lirica dei Trovatori – in Italia Terramagnino da Pisa (insegnamento dell’accordo, opera in rima) e Uc Faidit (Donato provenzale) – opere grammaticali dedicate al francese in Inghilterra (alla corte normanna) Ortographia gallica (tra ‘200 e ‘300) e Donait françois (ad opera di chierici parigini, per tutelare la purezza del francese in terra straniera) →

Dante e l’eccellenza linguistica dell’italiano

De vulgari eloquentia: trattato (incompiuto) che afferma l’eccellenza del volgare italiano come lingua letteraria (da usare in tutta Italia) e passa in rassegna i dialetti condannandoli tutti (anche il fiorentino) propone una lingua ideale (elementi migliori dei vari dialetti) →

La riflessione rinascimentale sull’origine delle lingue romanze

Dante pensava che esistesse una lingua comune alla base di italiano, francese e provenzale, ma secondo lui questa non era il latino – durante il ‘400 gli Umanisti cominciarono a discutere sull’origine dell’italiano e Biondo Flavio affermò che nell’Antica Roma esistevano 3 varietà di latino:

  • La poetica;
  • L’oratoria;
  • Il vulgaris non latino del volgo ma registro parlato del latino, dal quale deriva l’italiano.

Al contrario, Leonardo Bruni sosteneva che nell’Antica Roma esistessero il latino e il volgare (una sorta di dialetto parlato dal volgo) – prevarrà (dal ’500) l’ipotesi del Flavio – dopo gli italiani, (nel ‘600) gli eruditi spagnoli e francesi dedicano opere all’origine della lingua castigliana e di quella francese – 1699: Gilles Ménage (il Menagio) Origini della lingua italiana (sopravvaluta il ruolo del greco) →

Grandi opere (grammatiche e dizionari) dedicate alle lingue romanze

Dal ‘500 per italiano, francese, spagnolo e portoghese (poiché si sono affermate letterariamente) mentre scompaiono occitanico e catalano (importanti nel medioevo) – in Italia Alberti, Bembo, Speroni e Castiglione ribadiscono la superiorità dell’italiano nei confronti del latino (durante la discussione detta Questione della lingua, acceso dibattito su quale modello di italiano adottare per le opere letterarie; prevale la proposta di Bembo di usare il fiorentino del ‘300) – in Francia Joachim du Bellay per primo afferma l’eccellenza del francese rispetto a latino e greco (a modello di Speroni) – in Spagna nel 1492 Antonio de Nebrija pubblica la Grammatica de la lengua castellana perché: spagnolo (nell’età moderna) = latino (nell’antichità) lingua di un impero – prima grammatica romena nel 1757 – i grandi vocabolari delle lingue romanze: i primi furono gli spagnoli ma il più importante è il Vocabolario degli Accademici della Crusca (1612), modello per tutti gli altri →

La nascita della filologia volgare

Nel ‘400 con gli Umanisti: non più interpretazione medievale (allegorica o morale) ma lettura filologica (comprensione della lingua, dello stile e della cultura di un autore e della sua epoca) – inizio della ricerca dei testi antichi – correzione e miglioramento attraverso 2 tecniche: intervento congetturale (emendatio ope ingenii) e collazione (confronto), superati in età moderna dal metodo del Lachmann – la filologia degli umanisti costituisce i primi passi della filologia testuale (critica del testo) per ricostruire il testo originale e venne applicata da Bembo anche alla letteratura volgare (opere di Petrarca, Dante e Boccaccio) – Petrarca diventa il modello lirico e linguistico interesse per i suoi precursori, fra cui i Trovatori – studi di provenzalistica in Italia →

L’erudizione settecentesca

Eruditi e antiquari in Francia riscoprono e pubblicano testi e documenti antichi (del medioevo e della prima letteratura romanza) mentre in Italia Ludovico Antonio Muratori (il più importante erudito del ‘700) scrive sull’origine della lingua italiana

Il paradigma storico

Linguistica e letteratura

Rivoluzione a cavallo tra ‘700 e ‘800 in tutti i campi della cultura (culture classiche non più modelli da imitare) Romanticismo, Storicismo (in storiografia), Idealismo (in filosofia) → una nuova concezione del cambiamento: non più degenerazione, decadenza (fallacia classica) ma indispensabile per la comprensione rinnovato amore per il medioevo in Francia e Inghilterra a cavallo fra ‘600 e ‘700: Querelle des Anciens et des Modernes (la grandezza dei greci e dei latini può essere superata dalle opere dei contemporanei?) nuova prospettiva filosofica e letteraria (1780 circa) in Germania, Schiller e Schlegel: il confronto fra antichi e moderni non è possibile perché i criteri di valutazione sono necessariamente diversi → una nuova idea di umanità: Heider rifiuta l’esemplarità degli antichi e propone una relativizzazione dell’idea di umanità →

Le grandi grammatiche storiche

Nuovo metodo di studio delle lingue: linguistica storica (esamina l’evoluzione della lingua) e comparativa (confronta le lingue fra loro per creare uno stemma, diagramma dei rapporti intercorrenti) → risultato: l’indoeuropeo è all’origine di molte lingue europee (ed alcune asiatiche) → Franz Bopp (il padre dell’indoeuropeistica 800esca) inaugura il nuovo metodo storico-comparativo Jacob Grimm: Grammatica comparata delle lingue germaniche – François Raynouard (letterato ed erudito francese) applica il nuovo metodo storico-comparativo allo studio delle lingue romanze →

Friedrich Diez (linguista e filologo tedesco 800esco)

Studia l’evoluzione del latino verso le lingue romanze e applicando in maniera scientifica il metodo storico-comparativo – elabora una grammatica delle lingue romanze e rapportandole al latino – Meyer-Lubke (maggior esponente della scuola dei neogrammatici e continuatore di Diez) nella seconda metà dell’800 disciplina e codifica ulteriormente i principi del metodo storico-comparativo →

Caratteri del metodo storico-comparativo

Principi teorici: regolarità dei cambiamenti fonetici linguistica = scienza

Le leggi fonetiche

(Agiscono nella trasmissione per via popolare, non valgono per i cultismi) (a partire dal latino volgare) regola generale: I, E (lunga) > e chiusa – eccezioni (digitum > dito, non deto) – anaforesi: regola condizionata dal contesto, cioè davanti a particolari gruppi consonantici + jod I, E lunga > i (familja > famiglia) →

L’analogia

(Legge speciale che spiega un gruppo di eccezioni) attrazione di una forma sull’altra (per affinità di suono o di senso), ad esempio il passato remoto mossi (processo analogico che lo fa entrare nella serie dissi, scrissi) – lapsus analogici: dicete, facete (tipici di bambini e stranieri) →

Cultismi e prestiti

Forme ereditarie e ripescamenti colti (rimaste più vicine o uguali alla forma di partenza) oculum (latino):

  • Occhio (forma trasmessa per via popolare);
  • Oculare (cultismo) non si è evoluto secondo le leggi fonetiche.

Prestiti parole passate all’italiano attraverso un’altra lingua manducare (latino) > manger (francese) > mangiare (da manducare > manicare > manicaretto) →

La metafonesi

(Tipo speciale di legge fonetica) anticipazione fonetica, cioè processo di assimilazione per cui la vocale tonica cambia per effetto della vocale finale in veneto, napoletano e inglese (foot > feet; tooth > teeth); la metafonesi veneta è provocata da –i finale che fa passare o tonica a u ed e tonica. La metafonesi del napoletano è provocata non solo da –i ma anche da –u. →

Fenomeni (fonetici) generali

  • Assimilazione: un segmento vocalico o consonantico diventa simile ad uno adiacente (octo > otto; pectus > petto);
  • Dissimilazione: un segmento si differenzia da uno adiacente (dissimilazione di r peregrinus > pellegrino; armarium > armadio);
  • Inserzione:
    • All’inizio pròstesi (inserzione di una “e” prostatica davanti ad s impura in spagnolo e francese);
    • All’interno epèntesi (inserzione di una v per eliminare l’incontro di due vocali, cioè uno iato ruina > rovina; vidua > vedova);
    • Alla fine epitesi (in toscano antico, aggiunta di “e” dopo parola tronca per farla diventare piana ciòe = ciò).
  • Cancellazione: eliminazione di uno o più segmenti vocalici o consonantici:
    • All’inizio aferesi (abbatissa > badessa);
    • All’interno sincope (masculus > masclus > maschio; oculum > oclus > occhio);
    • Alla fine apocope (in italiano è sistematica l’apocope di –de civitatem > cittade > città; virtutem > virtude > virtù).
  • Metàtesi (scambio) alterazione dell’ordine dei suoni (fabula > fiaba);

L’etimologia

Origini dell

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Sacchi Luca.
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