Estratto del documento

Materiali e modi della trasmissione dei testi

Tipi di supporti scrittori

Ci sono diversi tipi di supporti scrittori:

Supporti minerali

  • Metallo in lamine
  • Pietra
  • Marmo
  • Ardesia
  • Argilla
  • Intonaco

Supporti organici

  • Corteccia
  • Foglie d'albero
  • Midollo vegetale
  • Cera
  • Pelle

Materiali duri e morbidi

La distinzione più funzionale rimane comunque quella tra:

Materiali duri: Erano destinati ad occasioni solenni, infatti accoglievano iscrizioni sacrali, funerarie e commemorative, o avevano comunque altre importanti funzioni. Raramente sono testi letterari. A volte ci sono usi particolari come ad esempio le lamine di piombo che contenevano Defixiones o la terracotta il cui uso è corrente.

Materiali morbidi: Erano adoperate nei tempi più antichi le foglie di olive, palme o altre piante a seconda dei diversi luoghi. I più importanti furono il midollo di papiro e la pelle.

Filologi classici e trasmissione dei testi

Quanto al contenuto abbiamo maggiore attenzione da parte degli specialisti, i filologi classici. I testi che interessano sono prevalentemente letterari e sono tramandati su papiro e pergamena e più recentemente su carta. Papiro e pergamena sono materiali che coesistono sin dall'antichità, ma il passaggio più importante riguarda il formato, con il passaggio da libro - rotolo a libro - codice.

Tavolette di legno

Le tavolette di legno sono il più antico supporto scrittorio dell'umanità. Vi si scriveva o direttamente con un pennello o calamo o penna metallica a inchiostro, oppure imbiancate con una polvere di gesso o in alternativa dipinte o incerate. Si scavava la superficie al centro, lasciando il bordo in rilievo e si riempiva l'incavo con cera colorata dura, sulla quale si scriveva a sgraffio o mediante incisione con uno stilo di metallo appuntito a un'estremità, mentre l'altra era piatta per cancellare la scrittura. Queste tavolette erano accostate facendo combaciare i bordi rilevati, in questo modo le due facce cerate rimanevano all'interno senza toccarsi; si praticavano fori sul bordo di destra o sinistra, per i quali passavano i lacci; all'esterno si scriveva l'indicazione del documento contenuto all'interno. Esistono dittici, trittici, polittici, che possono essere raccolti in una cassetta trasportabile. L'interesse verso le tavolette è che esse costituiscono il modello per la nuova veste tipografica del libro antico.

Ceramica

I vasi di terracotta conservano citazioni letterarie, ma il suo principale uso è quello di materiale economico e accessibile, in particolare gli ostraka, diffusi in Egitto e Grecia. Riportavano documenti di vario genere:

  • Fiscale - burocratico - amministrativo
  • Religioso
  • Privato
  • Scolastico

Lo studio rientra nelle competenze della papirologia.

Papiro

Papiro è una parola di origine egiziana, che significa "regale" e il termine connota la pianta, che in greco verrà chiamata: πάπυρος, βύβλος, βίβλος. È una pianta palustre, una specie di canna a stelo molto alto e a sezione triangolare, che prosperava in Egitto, ma che si poteva trovare anche in:

  • Etiopia
  • Palestina
  • Babilonia

Gli impieghi del papiro sono molti:

  • Alimentare
  • Artigianale
  • Ornamentale
  • Produzione di materiale scrittorio

I frammenti più antichi provengono da un tempio funerario della V dinastia.

Fabbricazione dei fogli di papiro

Come avviene la fabbricazione dei fogli?

  • La parte inferiore del fusto della pianta viene tagliata in pezzi
  • I pezzi erano decorticati e dal midollo venivano estratte strisce
  • Le strisce venivano distese su una superficie piana in due strati perpendicolari
  • Gli strati sono pressati al torchio per ottenere un foglio

La qualità del materiale scrittorio dipendeva dalla materia prima, dalla lavorazione e dalla destinazione. Per quanto riguarda la fabbricazione del rotolo, sappiamo che i fogli erano di dimensioni variabili e, dopo essere stati essiccati al sole, venivano battuti per eliminare le asperità. I fogli vengono poi rifilati, levigati, lucidati e incollati tra loro andando a costituire una banda arrotolata per il trasporto. Si aveva così il rotolo, la cui lunghezza variava a seconda delle epoche ed era una consuetudine che esso venisse avvolto attorno a una bacchetta con un cartellino posto all'esterno.

I fogli di papiro constavano di due facce tra loro perpendicolari:

  • Una con le fibre in orizzontale
  • L'altra in verticale

Tra loro i fogli erano incollati in modo che le fibre corressero nel medesimo senso, tranne il primo detto protocollon e viene lasciato bianco per protezione. Il lato in cui le fibre corrono in senso orizzontale viene detto recto, mentre per verso si intende quello in cui le fibre corrono in senso verticale. Questi termini nel passaggio al codice creano ambiguità, perché indicano pagina e contropagina, qualunque sia la direzione delle fibre.

Rotoli antichi

I rotoli antichi non erano scritti di seguito dall'alto in basso - nel senso del lato corto del rotolo -, ma in una serie di colonne indipendenti al lato corto. L'unica eccezione è quella dei papiri documentari. Si scriveva solo su una delle due facce e solitamente era il recto. Eccezione è per i rotoli opistografici, ossia scritti su entrambe le facce [sono rotoli poco frequenti]. Può capitare che un rotolo fosse scartato e riusato come materiale di seconda scelta e ricevesse un testo nuovo. Accade per esempio nella Costituzione degli Ateniesi. Un rotolo poteva essere riadoperato lavando via la prima scrittura; tuttavia questa pratica è poco frequente.

Andiamo a sintetizzare dei termini fondamentali:

  • Rotolo non scritto: Χάρις
  • Foglio di rotolo: Κόλλεμα
  • Colonna di scrittura: Σελίς

La larghezza delle colonne era maggiore in poesia, mentre per le opere prosastiche le colonne erano molto più strette. Nelle colonne di scrittura, il testo era continuo, senza divisione tra le parole.

Diffusione del papiro

L'uso della carta in Egitto iniziò tra il IV e il III secolo a.C e la sua esportazione iniziò nei paesi fenicio - cananei, che fecero conoscere questo materiale tra:

  • Popoli del Mediterraneo
  • Prossimo Oriente

Molto presto, la carta di papiro fu accolta nella Grecia continentale e in quella asiatica fino a Roma dove sostituì il liber, le tavolette, etc. In età ellenistico - romana il papiro fu l'unico veicolo di cultura e la biblioteca di Alessandria ne testimonia la cultura. In Egitto, il papiro mantenne la sua supremazia finché non fu soppiantato dalla carta; in Europa, invece, il papiro fu sostituito dalla pergamena, soprattutto per lettere e documenti e fu trovato a Ravenna tra V e X secolo.

Pergamena

La pergamena è secondo il tipo di materiale scrittorio diffuso nel vicino Oriente e diverso dal papiro, perché veniva utilizzata la pelle, di vari quadrupedi:

  • Pecore
  • Capre
  • Vitelli

Si adopera una singola pelle o si cucivano insieme più pelli a formare un rotolo. Erodoto afferma che gli Ioni chiamavano pelli i libri di papiro, perché nel passato usavano pelli di capra e pecora e aggiunge che molti barbari le adoperavano. Coesiste per un periodo con il papiro, poi ne soppiantò l'uso nel settore letterario - librario tra il III e V secolo d.C, ossia il periodo di passaggio da rotolo a codice. Il binomio pergamena - codice mantenne il dominio incontrastato sino al XIII secolo, quando il suo uso venne soppiantato dalla carta. Il nome stesso è tardivo e si collega alla tradizione. Le pelli per la scrittura sarebbero state introdotte da Eumene II, re di Pergamo.

Produzione della pergamena

Come veniva prodotta una pergamena?

  • Dopo averle scorticate, le pelli venivano lavate e bagnate, nonché ripulite esternamente e internamente
  • Esse venivano immerse in un bagno di acqua e calce per la macerazione e per facilitare l'eliminazione del pelo e del grasso
  • Venivano poi raschiate
  • Attraverso la concia si otteneva il cuoio e per avere come risultato finale la pergamena, la pelle veniva bagnata più volte e posta su un'intelaiatura per l'essiccazione
  • In una fase finale la pelle viene spianata, levigata e raschiata e la maggiore o minore qualità del tessuto dipendeva dal pregio dell'animale da cui era ottenuta

La pelle constava di tre strati:

  • Interno
  • Intermedio
  • Esterno

Poco sappiamo dello smercio e del prezzo di una pergamena; tuttavia, sappiamo che alcuni monasteri importanti la producevano da sé, mentre altri la compravano da artigiani specializzati. Esistevano le pergamene tinte, che si ottenevano con un particolare procedimento: si immergeva la pergamena di qualità fine in un bagno di porpora e per scrivere vi venivano utilizzati gli inchiostri argento e oro; la pergamena non era impregnata di colore, ma dipinta in superficie.

Carta

La carta da stracci venne inventata dai cinesi all'inizio del II secolo d.C, sebbene questa tradizione sia approvata dagli studiosi con una certa riserva, in quanto non esiste alcun documento - ritrovato sulla Grande Muraglia - posteriore al 137 d.C. Nel 751 d.C, a Samarcanda alcuni prigionieri cinesi di guerra del governatore di Bagdad per riscattare la propria libertà, insegnarono la fabbricazione della carta. In questo modo, nasce ufficialmente la cartiera a Samarcanda. Il luogo si rivela adatto per:

  • Ricchezza di acque per forza motrice
  • Abbondanza di culture di lino e canapa

Nacquero cartiere in altre parti del mondo, ma con tecniche di fabbricazione araba. Nel XIII secolo d.C apparve la carta di fabbricazione italiana, la prima cartiera di cui è documentata l'esistenza è del 1268 a Fabriano. In seguito, ne sorsero un po' ovunque.

Tecnica di fabbricazione della carta

La tecnica di fabbricazione è molto chiara:

  • La materia prima erano gli stracci lacerati e immersi in acqua bollente a macerare
  • La poltiglia era ricavata dal processo e raffinata con l'uso di chiodati che erano fatti funzionare da un mulino
  • La pasta era trasferita in un tino
  • Li si immergeva la forma costituita da una cornice quadrangolare di legno e bacchette di legno - i colonnelli - che correvano sul lato corto della cornice
  • Lo stampo consisteva in fili sottili disposti parallelamente al lato lungo del telaio e le vergelle erano legate a fili detti catenelle
  • Si otteneva alla fine il foglio

Ci sono differenze tra Oriente e Occidente; in particolare per l'Occidente si diversificavano la materia di cui erano fatti i fili della forma, la colla e la grandezza del telaio. I fogli a volte in trasparenza avevano la legatura; altre volte si intravedono dei disegni, ossia le filigrane o insignia chartarum. I cartai italiani furono i primi ad usarle per distinguere i loro prodotti da quelli delle altre cartiere. Si tratta di impronte lasciate nella pasta da disegni realizzati modellando fili di ottone e fissati in una delle due metà della forma.

Strumenti scrittori

Gli strumenti scrittori sono di vario tipo:

  • Metallo: Si poteva incidere a sgraffio o rilievo
  • Pietra
  • Osso
  • Terracotta
  • Mattone: Incidere a sgraffio o dipingere con pennello o calamo
  • Intonaco
  • Legno
  • Tavolette cerate: Si adoperava lo stilo
  • Ostrakon
  • Papiro: Si scriveva a inchiostro
  • Pergamena

Gli egiziani scrivevano con una penna di giunco che per i greci diventava poi il calamo. È una canna flessibile tagliata, appuntita e divisa in due da una membrana. Gli inchiostri più antichi erano composti da:

  • Nerofumo
  • Gomma arabica
  • Acqua

Quelli più recenti, invece, sono inchiostri metallici a base di:

  • Noce di galla
  • Solfato di rame
  • Vetriolo

A queste componenti vennero poi aggiunti pigmenti per ottenere colorazioni e sfumature diverse.

Formato del manoscritto: da rotolo a codice

Nell'antichità classica, il libro corrispondeva al rotolo, che veniva chiamato volumen. Iniziò poi un processo di trasformazione, che giunse a compimento tra la fine del III secolo e l'inizio del V secolo d.C ed è proprio il famoso passaggio dal rotolo al codice. È il libro composto da fogli piegati in due, uniti in fascicoli e cuciti insieme lungo la legatura e protetti da legatura [codex].

Il termine codex deriva da caudex, ossia "pezzo di legno", parola che designava il complesso di tavolette lignee; a questo scopo, almeno inizialmente codex erano considerate a Roma le tavolette pubbliche. L'evoluzione delle tavolette lignee a codice di papiro o pergamena ha origini non chiare.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/05 Filologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia greca e latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Tedeschi Gennaro.
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