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è a sua volta manoscritto e risale di frequente al XIX secolo Inoltre, sono cataloghi o inventari che

sono stati fatti in modo sommario;un buon catalogo deve recare informazioni ben precise e

dettagliate.

I manoscritti sono quelli che si trovano nello stato peggiore.

Una buona catalogazione è stata fatta nel 1890 da GIUSEPPE MAZZATINTI fondò un imponente

lavoro di catalogazione a stampa dove presentò inventari dei manoscritti delle biblioteche d’Italia.

2007 sono stati pubblicati 112 volumi, l’ultimo volume riguardava le biblioteche di Gorizia. Per più

di due secoli non sono stati catalogati i manoscritti.

Un grandissimo studioso tedesco di manoscritti è sicuramente l'illustre Paul Oskar Kristeller (1905-

1999), egli è uno dei maggiori esponenti dell'umanesimo italiano, nonche impareggibile scopritore

di manoscritti e assiduo frequentatore di biblioteche. P. O. Kristeller ha avviato un imponente

lavoro di catalogazione, nel 1963 ha pubblicato in sei volumi l’iter italicum, è un elenco dei

manoscritti non catalogati di carattere umanistico che si trovano nelle biblioteche d’Italia.

QUALI CARATTERISTICHE DEVE AVERE UN CATALOGO DI MANOSCRITTI:

Indicazione di ciascun manoscritto riferito al materiale di cui è composto(carta o

● pergamena)

la sua datazione

● le sue misure(altezza x larghezza, in millimetri),del numero di carte che lo compongono, dei

● testi in esso contenuti

Eventuale presenza di minature

● caratteristiche della legatura

Può risultare di frequente che i testi risultino privi di titolo, quindi vengono detti, ANEPIGRAFI o

di nome dell'autore detti allora, ADESPOTI, un buon catalogatore deve cercare nei limiti del

possibile, ricorrendo a strumenti quali gli INCIPITARI, di identificare i testi anepigrafi e di

attribuire i componimenti adespoti.

Ě opportuno ricordare che sotto una medesima rilegatura può esserci un manoscritto UNITARIO

oppure un manoscritto COMPOSITO , ovvero costituito dall'aggregazione di due o più manoscritti

che possono essere di natura, epoca ed origine diversa.

Warburg institute-Brill: centro fondato da Warburg figlio di una famiglia di banchieri.

UTOPIA: non luogo, non sono assegnati a nessun luogo. Si richiede che per ogni manoscritto venga

proposta una datazione, poi le misure del manoscritto h x l, numero delle carte che compongono il

manoscritto. Importante anche l’indicazione dei fascicoli, bisogna dire anche ciascun fascicolo che

cosa rappresenta: quaderno, quaterno o ternione.

Indicazione dei testi presenti nel manoscritto. Molto di frequente i testi sono privi di titolo e quindi

ANEPIGRAFI e molte volte non sono solo senza titolo ma anche senza il nome dell’autore.

INCIPITALI: sono delle raccolte che riportano l’incipit ovvero il primo verso con una serie di

rime che possono identificare la vita dell’autore.

Manoscritto composto, quando questo manoscritto viene legato insieme ad un altro rimanendo ben

distinto l’uno dall’altro.

COPISTI che a volte hanno nome a volte non si sa chi siano, noi possiamo distinguere i copisti in

due categorie di mestiere, vive esercitando la professione di copista, copista di passione sono dei

personaggi piuttosto particolari si intendono quelle figure che sentono la necessità di possedere dei

testi se li procurano e se li trascrivono da loro stessi. Se lo fanno loro se lo copiano si sentono

coinvolti!! Se ne appropriano a tal punto che sentono la necessità di cambiarlo perché se lo sentono

loro, possono accorciarlo o allungarlo.

Boccaccio è stato il fondatore del culto dantesco, e ha copiato i testi di Dante cambiandone delle

parti.

IL LIBRO A STAMPA :

La stampa a caratteri mobili di metallo è comparsa in Europa intorno alla metà del XV secolo.

Questo procedimento fu messo a punto da Johannes Guttenberg, un orafo di Magonza, che inaugurò

nel 1456 il primo libro a stampa: una bibbia.

Questa tecnica si diffuse in Italia dove Corrado Schweinheim e Arnoldo Panartz da Praga

stamparono nel 1465 a Subiaco (Roma) le oper di Lattanzio (scrittore latino cristiano vissuto tra il

240 e il 320 circa).

Archivi e Biblioteche:

Sono i luoghi di conservazione di scritture su carta.

L'archivio, nasce con l'organizzazione stessa del vivere sociale, delle istituzioni pubbliche e

● private, politiche e religiose, economiche, scolastiche, ecc. raccoglie il sedimento scritto: di

qui archivi di famiglia, di comuni, di stati, di confraternite, di imprese commerciali,

caratterizzate dall'assoluto predominio di pezzi unici.

Alla biblioteca spetta invece il libro vero e proprio, contenitore di opere letterarie,

● scientifiche e giuridiche, religiose ecc. prodotte da un attività creativa per lo più individuale,

dotate di autonomia e autosufficienza. Le biblioteche statali In Italia sono 36, distribuite in

modo diseguale, Roma ad esempio ne ha 9.

Importante sono anche le Biblioteche private, come ad esempio quella apostolica Vaticana.

Filologia italiana (B)

19/11/2007

Boccaccio, copista dei suoi testi, nel trascrivere la vita nova decide di togliere tutte le parti in prosa

che Dante aveva messo per dare spiegazioni.

I copisti si trovano davanti al manoscritto di Boccaccio decisero che non era importante trascrivere

ciò che c’era nei marigini.

- copista per passione: lo stesso Boccaccio a sua volta diventò vittima perché soprattutto i mercanti

che trascrivevano le loro novelle sono molto poco fedeli per quanto la trascrizione dei nomi di

persona e dei luoghi;

INCUNABOLI: libri stampati fino al 31- XII - 1500

CINQUECENTINE: libri stampati dal 1 – I – 1501 al 31 – XII – 1600

INCUNABOLI: dal termine latino incunabola, fasce in cui venivano avvolti i neonati, da cui si

passa al termine di culla, infanzia e neonato. A partire dalla fine del 600 quando viene introdotto

per indicare i libri più antichi a stampa.

I libri a stampa presentano molte somiglianza con i libri coevi, si sta proponendo ad un pubblico

ristretto. Non esisteva il frontespizio; è una conquista del libro a stampa il FRONTESPIZIO.

Si possono incontrare manoscritti copiati da stampe.

INCUNABOLI E CINQUECENTINI di lusso: espediente di confezionare le tirature su carta e su

pergamena.

Su pergamena veniva meglio e la miniatura poteva essere qualcosa di unico. Si potevano utilizzare

le carte colorate di colore turchino, vanno dal 500 fino alla fine del 700.

Stampe popolari di piccole dimensioni che possono contenere ricette, preghiere, cronache, poesie,

vite dei santi; all’epoca avevano prezzi contenuti ora nel mercato antiquario hanno prezzi

elevatissimi.

Aumenta il numero dei lettori, ma soprattutto si allunga nelle fasce sociali.

Non bisogna ritenere le stampe testimoni meno importanti dei manoscritti. Le prime stampe

possono riprodurre manoscritti che sono stati perduti.

- Giorgio Pasquali = RECENTIORES NON DETERIORES, testimoni più recenti non sono

automaticamente i peggiori.

CATALOGHI DEI LIBRI ANTICHI E A STAMPA: anche per quanto riguarda le cinquecentine.

Esiste un’opera che viene indicata con la sigla IGI = indice generale degli incunaboli delle

biblioteche d’Italia; opera scritta in sei volumi che sono stati pubblicati tra il 1943 e il 1981. Ci sono

però altre opere molto più accurate; c’è un’iniziativa di descrizione degli incunabili: GW =

Gesamkatalog der Wiedendrucke 1925-2000, sono stati pubblicati 10 volumi fino alla lettera H, (la

descrizione dell’incunabolo è accuratissima).

Un altro strumento molto importante è il catalogo degli incunabili conservato alla british library,

attenzionee cura con cui sono stati scritti questi cataloghi, sono 12 volumi e vengono indicati con

BMC.

Per le cinquecentine vi è un censimento on line del sistema bibliotecario nazionale = EDIT 16

(http://edit16.iccu.sbn.it/).

Non tutte le biblioteche hanno inviato i dati con regolarità a Roma.

Compositore tipografico, leggeva e memorizzava il testo e prelevava i caratteri da un cassettino, li

disponeva a rovescio fino a formare una riga; riga dopo riga fino a formare un testo.

- formato in folio;

- formato in quattro, piegato per due volte;

- formato in ottavo, su ciascuna facciata si stamperanno 8 pagine.

Ciò che venne stampato su ciascun foglio si chiama FORMA!!

Libri manoscritti e libri a stampa nuove di un certo numero di fascicoli (per il manoscritto), questo

arriva anche per la stampa, ovvero bisognava dividere i fascicoli.

Negli antichi libri a stampa alla fine del libro si trova il registro, collegato alla fine del libro, indica

la consistenza ovvero quanti fascicoli sono presenti. Mi permette di accertare l’integrità la

consapevolezza o meno del fascicolo.

Posso essere indotto a pensare che qualche carta sia andata perduta. Non bisogna considerare i

testimoni a stampa un argomento discutibile, i libri a stampa devono essere studiati nello stesso

modo in cui si studia un testimone manoscritto, possono esistere esemplari diversi in una stessa

edizione.

Nelle antiche tipografie si impiegava molto tempo è il modo di stampare libri, non è buttate questo

spiega come durante la stampa di un libro a processo di stampa già iniziato il tipografo si accorgeva

di un errore e ferma la stampa; la matrice si slega, cade e bisogna ricomprarla. Durante il processo

di stampa l’autore del processo decide ricambiare qualcosa e aggiungere delle varianti!

Filologia italiana (B)

20/11/2007

Come nasce il libro a stampa;

il compositore tipografico che componeva riga per riga il testo che doveva essere stampato, poteva

capitare che il carattere venisse capovolto n = u

Bisogna capire se l’errore è dato dal tipografo o dall’autore. Il libro a stampa rendeva molto diversa

la circolazione di libri a stampa che diventa piuttosto difficile da controllare infatti l’autore di un

manoscritto può decidere a chi far copiare il suo testo!!

Gli autori che volevano che le loro opere venissero lette solo da pochi scelti, non erano di certo

interessati ad arrivare all’apice della classifica dei libri più venduti.

Nel corso del XVI secolo si istitualisce la conserva, le necessità di tenere sotto controllo tutte le

attività. La chiesa Cattolica di Roma controllava tutto ciò che veniva stampato; INDEX

LIBRORUM PROIBITURUM, indice dei libri proibiti che non si potevano stampare, se già

stampati precedentemente non si potevano leggere e non si potevano vendere! Era adottato l’ordine

alfabetico, A, B, C,…, gli autori sono collocati tenendo conto dell’iniziale del loro nome e non per

il cognome.

- Prima classe: più grave, autori di cui è proibito tutto ciò che hanno scritto!;

- Seconda classe: indica gli autori certi, di alcuni libri (es. Dantis Monarchia, Ioannis

Boccacci 100 novelle decamerone);

- Terza classe: riguarda i libri proibiti di autori indicati, perché venivano stampati con il titolo

ma non con il nome dell’autore.

L’indice dei libri proibiti aveva via via perso di influenza, con il passare dei tempi!

1° INDICE DEI LIBRI PROIBITI: (index librorum proibitorum)

in mezzo a questo testi proibiti ci sono anche testi di autori italiani. Un autore italiano di cui viene

proibito tutto è NICOLAUS MACCHIAVELLI, altri autori italiani LUIGI PULCI, FRANCESCO

BERNI, POGGIO BRACCIOLINI che compose “le facezie” in latino. Si indicavano dei luoghi di

stampa LONDRA, AMSTERDAM, mentre venivano fatti a Roma o Firenze. L'index librorum

proibitorum o indce dei libri proibiti non di potevano leggere, stampare o consultare senza incorrere

nell inquisizione.

Nell' indice dei libri proibiti, cioè condannati alla censura ecclesiastica troviamo tre classi di

proibizione:

1. Classe degli autori: è proibito tutto ciò che hanno scritto

2. Classe di condanna o di proibizione: alcuni libri, certi o identificati come ad esempio

Boccaccio con il Decamerone

3. Classe: quando i libri vengono diffusi ma non è presente il nome dell'autore.

Lo scopo della chiesa era di arginare la proliferazione di idee religiose dopo la riforma

● luterana.

Il vero problema era il decamerone, rappresentava il modello fondamentale di chi volesse scrivere

in prosa volgare, quindi è stato condannato fino a quando non viene espurgato!

Nel 1573 esce un’edizione espurgata del decamerone e la commissione che vi aveva lavorato era

presieduta da Vincenzo Borghini; lui che non era un bigotto aveva cercato di limitare una censura

molto soft, infatti in curia si sentivano presi in giro, perché volevano che venissero cambiate più

parti del testo; al che si sceglie un altro filologo toscano Salviati.

Certe novelle diventano illeggibili da quanto viene tagliato e alterato nelle conclusioni delle novelle

di Boccaccio.

E’ accaduto che alcune edizioni siano sparite o è rimasto solo un unico esemplare.

Tra i libri proibiti compare anche la Bibbia. Una delle prime e più accese sessioni del concilio di

Trento si dibatte per parlare di traduzioni. Il Cardinale Cristoforo Madruzzo allora vescovo di

Trento. Le traduzioni della Bibbia venivano viste come pericolose; per due secoli si è impedito ai

fedeli l’acceso alle sacre scritture. Si unisce poi un’altra forma di condizionamento, ragioni di

mercato (Economiche), ovvero quando uno stampatore decideva di stampare un’opera in volgare si

preoccupava che la lingua dei testi potesse essere facilmente comprensibile e quindi mirava a

vendere i libri non solo sulla sua città. Processo di standardizzazione linguistica.

- VOLGARE MUNICIPALE O REGIONALE DELL’AUTORE

- LATINO = si imparava ancora a scrivere in latino e il latino era anche un grande serbatoio.

- TOSCANO LETTERARIO = intendo la lingua dei toscani leggendo commedie cpme

canzoniere e decamerone.

Quando un’opera veniva portata in tipografia, lo stampatore la leggeva per vedere com’era scritta,

quindi nelle tipografie di fine 400/500 si usa una nuova figura professionale di revisore o curatore.

A volte anche uno scrittore toscano poteva trovarsi in difficoltà con la lingua.

“le prose della volgare lingua” P. Bembo , dice che se si compongono opere in versi il modello della

lingua deve essere quello del Petrarca, mentre per la prosa Boccaccio nel Decamerone.

Quindi risolve un problema importante su quale deve essere la lingua letteraria.

GIORGIO VASARI, esce in due edizioni diverse la sua opera, la prima edizione che sapeva di

avere un po’ pasticciato la lingua si affidò a Vincenzio Borghini che la sistemò, quando Vasari

ripubblica la sua opera fa da solo senza rivolgersi a Borghini, non c’è stata l’opera di revisione e

controllo linguistico. Filologia italiana

21/11/2007

Primo fondamentale concetto è l’originale, ovvero si intende il testo il testo autentico

corrispondente alla volontà dell’autore. Bisogna indicare le forme più possibili dell’originale, in

quali forme può essere giunto.

- AUTOGRAFO: Manoscritto scritto direttamente e materialmente dall'autore , Decamerone,

o Vaticano latino 3195 per una buona parte è autografo di Petrarca.

- IDIOGRAFO: manoscritto che non è stato materialmente scritto dall’autore, ma da un

copista di fiducia, sotto la stretta sorveglianza dello stesso autore. Come esempio: Giovanni

Malpaghini, copista di fiducia del Petrarca.

Dall'originale derivano le COPIE, termine col quale si designano sia quelle tratte direttamente

dall'originale, sia le copie tratte da altre copie.

APOGRAFO= la prima copia tratta dall'originale, (copia generale)

● ANTIGRAFO=copia da cui ne viene tratta un altra (esemplare=copia che serve da modello)

Quando l'originale è andato perduto è l'opera è conservata da una o più copie, manoscritte o a

stampa, queste si designano indistintamente col nome di TESTIMONI e l'insieme dei testimoni

costituisce la: TRADUZIONE dell'opera, perchè sono i mezzi che la hanno tradita (ciòè trasmessa o

tramandata) fino a noi.

Con LEZIONE DI UN DETERMINATO TESTOMONE si designa un passo del testo tramandato

così come compare in tale testimone.

Si distingue allora tra:

TRADIZIONE SCRITTA

● TRADIZIONE ORALE

Si può fare poi un ulteriore distinzione tra:

Tradizione Diretta=che riguarda un opera in quanto tale.

● Tradizione indiretta=costituita da eventuali traduzioni o da citazioni all'interno di un altra

● opera.

Storia della tradizione:

I testimoni sono strumenti per arrivare alla conoscenza dell'opera tramandata così come fù

originariamente concepita dall'autore. Tuttavia essi sono anche individui storici, con autonoma

fisionomia, recano traccia di committenti, amanuensi, tipografi, lettori, i quali ne anno determinato

la primitiva consistenza materiale e le successive modificazioni.

Fondamentale per l'Europa moderna è stata la mediazione del medioevo nel conservare e

tramandare il patrimonio culturale classico: proprio perché è scarso il materiale superstite, ogni

codice è prezioso documento storico in quanto ci dice qualcosa di dove è stato prodotto.

Dal punto di vista della fedeltà originale si può spesso, in sede di recensio, fare tra i testimoni una

gerarchia, almeno delle grandi linee; tuttavia non sempre dai migliori dipende la fortuna, la larga

conoscenza di un opera, bensì da una vulgata, magari decorosa, ma non attendibile, rispetto alla

quale il testo critico costituisce un vero restauro.

Con Boccaccio la tradizione viene ulteriormente distinta da V. Branca fra:

Tradizione caratterizzata = si riferisce all'esame delle testimonianze in funzione del testo

● critico

Tradizione caratterizzante = studio “delle vie e dei modi particolari a ogni opera secondo i

● quali avvenne e si sviluppo la produzione e la circolazione dei testi”

Errori e varianti:

L'atto manuale della scrittura è soggetto a diverse forme di imperfezione, infatti anche componendo

un originale capita di cadere in errori, ma il rischio è ancora maggiore se si tratta di un testo lungo

che produce quindi distrazione e stanchezza.

La qualità della copia è spesso condizionata in modo decisivo dal tipo di scrittura del modello, dal

rapporto tra la lingua del copista e quella del testo, da elementi imponderabili come le condizioni di

luce , la bontà della penna, la forza visiva, ecc.

Questi fattori possono giocare brutti scherzi con gli errori ottici detti ERRORI PALEOGRAFICI.

Al fraintendimento ottico si aggiungono, i COMPONENTI DI TIPO PSICOLOGICO: ovvero si

leggono attentamente solo le prime lettere di una parola e il resto si tira ad indovinare(lettura

sintetica). - (OMEOARCHIA)

Trascrivendo in tal modo si tende di solito a banalizzare e quindi a sostituire il noto al meno noto, il

solito all'insolito, insomma il facile al difficile.

Perciò, dovendo scegliere tra più lezioni equivalenti attestate nella tradizione, si preferirà

considerare originaria la LECTIO DIFFICILLOR in quanto la sua difficoltà stessa spiega, come

banalizzazioni, le lezioni concorrenti.

Un altro errore frequente dovuto alla meccanica è: IL SALTO PER OMEOLEUTO, cioè il “salto

dallo stesso allo stesso”

Altri errori sono quelli connessi al sistema abbreviativo come il: TITULUS che spesso viene

dimenticato o aggiunto a sproposito probabilmente a seguito di una scrittura in due fasi.

L'errore può essere di due tipi:

Errore monogenetico

● Errore poligenetico

- STAMPA CURATA DALL’AUTORE: stampa del testo in questione ed è stata curata e

realizzata sotto diretto controllo dell’autore.

TRASMISSIONE DEI TESTI = concetto di tradizione, insieme di tutte le testimonianze che ci

trasmettono (la commedia) l’opera!.

- TRADUZIONE CON ORIGINALE CONSERVATO;

- TRADUZIONE SENZA ORIGINALE CONSERVATO.

La maggior parte dei testi antichi non ha conservato l’originale, è dunque (la commedia di Dante)

una copia perché non ci è stata pervenuta l’originale. Il filologo ha a disposizione delle copie e non

l’originale, il lavoro del filologo è paragonabile a quello di un giudice, deve ascoltare i testimoni, e

in base alle diverse testimonianze deve cercare di ipotizzare come si siano svolte realmente le cose.

Così anche il filologo deve cercare di ricostruire un’originale che è andato perduto.

La ricostruzione dell’originale è probabilistica in quanto è andato tutto perduto; è un tentativo o

meglio una marcia di riavvicinamento. Bisogna cercare di capire che cosa ci poteva essere

nell’originale.

Dei testi letterari medievali in lingue romanze sono giunti fino a noi di solito non gli originali, ma

una o più copie di varia età e localizzazione geografica.

Ad esempio: immaginiamo dunque che un originale perduto sia noto attraverso solo tre copie: A, B,

C, e che see presentino un certo numero di divergenze o varianti.

E' chiaro che per decidere quanto credito dare alle varie testimonianze, occorre sapere quali rapporti

sono intercorsi tra le copie conservate, nonché tra loro e l'originale perduto. Solo così si gungerà a

stabilire in modo non arbitrario cosa risale all'autore e cosa è alterazione introdotta dai copisti.

E’ stato elaborato un metodo da un filologo tedesco Karl Lachmann, con il quale diede ordine e

sistematicità a una serie di procedimenti e di operazioni, nozioni che nel corso dei secoli erano state

impiegate quando si doveva preparare una produzione. Metodo Lachmann.

Il testo di collazione: è un punto di riferimento , rispetto al quale misurare convergenze e

divergenze

1. La prima fase è costituita dalla RECENSIO, e consiste nell’accertamento della natura e delle

dimensioni della tradizione del testo; la prima cosa da fare è chiedersi da quanti e da quali

testimoni è stata trasmessa? Censendo i testimoni i quali tramandano per intero o in parte in

modo diretto o indiretto, l'opera di cui si vuole fornire il testo critico.

L'elenco dei testimoni comprende non solo quelli reperibili, ma anche quelli irreperibili e

tuttavia indirettamente noti, che è opportuno segnalare perché potrebbero o prima o poi

venire scoperti, a parte beninteso i casi accertati si distruzione per incendi o eventi bellici,

ecc.

Oggi il progresso tecnico consente di superare gli ostacoli usando riproduzioni

meccaniche(microfilm, fotocopie trasparenti, ecc).

Ciascun testimone deve essere studiato con cura nelle sue caratteristiche materiali e in

relazione all'opera tradita, la quale può presentarsi perfettamente integra, oppure mutilata

per la rifilatura eccessiva dei margini, per lacerazioni, asportazione furtiva di minature,

perdita di carte o di interi fascicoli ecc.

2. La seconda fase è la più delicata di tutte, COLLATIO, confronto sistematico tra tutti i

testimoni. Devo scegliere un testimone tra tutti quelli che ho censito e tenerlo come testo di

collazione e di confronto tra tutti gli altri. Scegliere un testimone il più possibile vicino al

tempo o al luogo in cui l’autore è vissuto e l’opera è stata composta. Devo operare una

trascrizione diplomatica, che va fatta attentamente! Una volta deciso il testo andrò a

confrontarlo con tutti gli altri; bisognerà, poi impostare su delle tavole/tabelle di collazione.

V1 tanto gentile e tanto honesta pare

VE1 tanto zentil e tanto honesta pare

MI tanto gentile e tanto onesta pare

S tanto gentile e tanto bella pare

Come terza fase si prende nota delle particolarità di ogni testimone, come lacune, interpolazioni,

macchie, fiori, lacerazioni,cancellature, ecc.

3. INTERPRETATIO: cioè lo sforzo contestuale di intendere la lezione di ciascun testimone

nella sua peculiarità e quindi l'uso senza restrizioni di quella capacità di giudizio che consente di

distinguere lezioni giuste, sospette, erronee.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti sulle lezioni di Filologia per l'esame della professoressa Capelli sui seguenti argomenti: la paleografia, la codicologia, la bibliografia testuale, la mercantesca, il libro a stampa, gli archivi e le biblioteche, gli incunaboli, i cinquecentini, i cataloghi dei libri antichi e a stampa, l'indice dei libri proibiti.


DETTAGLI
Esame: Filologia
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Capelli Roberta.

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