Filologia italiana (B) - Lezione 1
Data: 6/11/2007
Introduzione alla filologia
Filologia: vi gravano diversi pregiudizi, alcuni la descrivono come una disciplina arida, inutile, addirittura senz'anima. Una disciplina polverosa come le biblioteche e gli archivi che i filologi sono soliti a frequentare. A lezione dobbiamo dimostrare che questa disciplina può insegnare molte cose.
Tre definizioni: poeta, filosofo, filologo. La filologia ha il compito di accertare l'autenticità, la genuinità e la correttezza dei testi letterari (e non), composti nei volgari italiani, giunti fino a noi da un passato più o meno lontano. Ma per fare questo risulterà indispensabile fornire archetipo, errori guida, edizione diplomatica, edizione interpretativa, edizione critica.
La filologia
- Pone l’accento sulla concretezza della disciplina proprio per questo suo approccio alla realtà, piuttosto ingenuo.
- La seconda e la terza definizione rappresentano la natura che richiede ed esige l’intervento di un vario dettaglio di discipline.
Ogni caso può costituire un problema specifico: medicina = richiede lo studio dell’anatomia, ma il bravo medico deve riuscire ad avere una grandissima esperienza, così anche il filologo. Critica testuale è il punto fondamentale del testo filologico.
Esempi di testi
Il Canzoniere, custodito nella biblioteca Vaticana, scritto a mano da Petrarca, Decamerone scritto a mano da Boccaccio, mentre della Divina Commedia non disponiamo dell’autografo. Quando un testo viene trasmesso attraverso copie può subire delle alterazioni da quella che può essere la sua testa originale.
Critica suggestiva
Tentativo di ricostruire attraverso una serie di ricostruzioni una serie di opere di un passato più o meno lontano. Riportare i testi alla loro condizione naturale.
Un dialogo epistolare
- Refusi di stampa in articoli di giornale.
- Anonime.
- Meglio se ne parla meglio è: errore di anticipato.
- Tanto meglio tanto peggio: errore di inversione.
Libri manoscritti e libri a stampa
In filologia italiana abbiamo anche a che fare con due tipologie di libri:
- Manoscritti (testi scritti a mano)
- Libro a stampa: torchio che sfrutta la tecnica dei caratteri mobili.
I libri a stampa vengono introdotti dall'orafo di Magonza, Johannes Gutenberg (1455) (stampa una Bibbia) poco dopo la metà del XV secolo. Si parla quindi di stampa a caratteri mobili, non vi era più la necessità di definire che era scritto a mano. Solo dopo l’introduzione della stampa infatti era necessario specificare. Non fu vincente e trionfante subito, vi erano una serie di dubbi e incertezze da parte di alcuni autori scrittori che temevano questa nuova rivalità di scrittura di testi. L’autore prima poteva controllare il suo pubblico, poteva averne pochi e prescelti. Il passaggio da libro manoscritto a libro di stampa è andato in modo piuttosto complicato, tanto per dirne una vi erano biblioteche che non volevano libri a stampa nelle loro biblioteche ma solo manoscritti.
È necessario che il filologo utilizzi il libro come oggetto materiale.
- Paleografia
- Codicologia materie che prende in esame il filologo
- Bibliografia testuale
Paleografia
Studia la storia della scrittura (e in particolare della scrittura a mano) nelle sue differenti fasi, le tecniche adoperate per scrivere nei diversi periodi, il processo di produzione di testimonianze scritte, così come si è svolto nelle differenti epoche, e infine i prodotti stessi di questo processo di produzione di testimonianze scritte, siano essi costituiti da libri o da iscrizioni, da documenti o da scritti di natura individuale e privata (conti, appunti, lettere, ecc), nel loro “aspetto grafico”. La paleografia che interessa al filologo italiano è la paleografia latina, dalle origini fino all’affermazione della stampa a caratteri mobili.
Codicologia
È la disciplina che studia la tecnica di allestimento, la struttura, la rilegatura del libro manoscritto, che viene dunque analizzato e indagato nelle sue specifiche caratteristiche materiali.
Bibliografia testuale
Si occupa del libro a stampa come oggetto materiale, studiando di esso le modalità di produzione e di realizzazione nelle antiche tipografie (processi di stampa, tipologia dei caratteri tipografici, fascicolatura). I libri in pergamena erano piuttosto costosi, quindi chi non poteva permetterselo usava la carta o carta pergamena. Il foglio in pergamena è il più esterno in tutto il fascicolo.
Formato e materiali scrittori
La filologia italiana ha a che fare con manoscritti di pergamena e di carta. La pergamena deriva, secondo una poco attendibile tradizione, dalla città di Pergamo in Asia Minore dove già nel secondo secolo a.C. si sarebbe fronteggiata la mancanza di papiro ricorrendo su larga scala alle pelli animali, come vitelli, capre e pecore (da qui il sinonimo “cartapecora” meno frequente però di pergamena o membrana). Tale pelle, trattata in modo da renderla liscia ed uniforme, presenta per quanto sbiancata, un lato più scuro corrispondente al pelo della bestia e un lato più chiaro corrispondente alla carne. Per un principio estetico si deve l'abitudine di confezionare i libri in modo che, all'apertura, la pagina di sinistra e quella di destra siano tutte e due dello stesso tipo, per offrire all'occhio una superficie di colore omogeneo.
La pergamena è un materiale scrittorio molto pregiato e costoso, grazie alla sua robustezza può essere lavato o abraso producendo in questo modo il cosiddetto Palinsesto (dal greco = raschiato di nuovo). Spesso le scritture vengono raschiate, lavate o abrase e, a causa dei suoi costi, la pergamena può essere riutilizzata, quindi, la scrittura presente sotto prima della raschiatura è chiamata Scripto Inferior. Sempre per la sua robustezza, la pergamena serve ottimamente a proteggere libri e registri.
Possiamo poi trovare la carta che si è diffusa largamente. Nel corso del XI secolo gli Arabi introducono in Europa la carta di cellulosa (di invenzione probabilmente cinese) e questo impiego di questo materiale, senza dubbio meno resistente ma molto più economico, si diffonde largamente fino ad imporsi, mentre l'uso della pergamena viene riservato ai codici di lusso. Infatti proprio in Italia nei dintorni di Fabriano sorgono i più attivi centri di produzione della carta. La pasta da carta è ottenuta fino al XVIII secolo (quando si comincia ad usare il legno) da stracci macerati. La carta reca sempre un contrassegno del luogo di produzione (croce, campana, animali).
Per scrivere alla fine del Medioevo si usava ormai raramente una cannuccia aguzza (calamus); di solito la penna di un volatile (in genere oca) man mano poi sostituita da strumenti metallici, anche preziosi. L'inchiostro nero o bruno, conteneva spesso sali metallici, che resistono sulla carta quando per l'umidità ad esempio è scomparso il colore: tali tracce, invisibili alla luce normale, riflettono però la luce ultravioletta, e quindi disponendo di un’apposita lampada di Wood è possibile oggi recuperare una scrittura apparentemente svanita. L'inchiostro di altri colori si usava per dare spicco a lettere iniziali (capilettera), a titoli di capitoli o a parti del testo: si parla di rubriche, rubricare, rubricatore (lat. ruber = rosso), sebbene soprattutto il rosso si alterni col turchino, un tocco di giallo sulle maiuscole iniziali è tipico dei codici tardomedievali dell'Italia centrale. Al semplice cambiamento di colore si poteva aggiungere l'ornamento di forme grafiche elaborate e policrome, fino alle lettere minate e alle miniature. Tale lavoro non è contemporaneo alla normale scrittura, e spesso non è nemmeno opera della medesima persona: l'amanuense lascia lo spazio vuoto per l'intervento del rubricatore, e di solito annota in modo appena visibile la letterina guida che dovrà essere disegnata. Questo programma talvolta non viene eseguito, lo spazio resta vuoto nascono fraintendimenti.
Filologia italiana (B) - Lezione 2
Data: 7/11/2007
Bibliografia testuale
La bibliografia testuale non si occupa più dei libri manoscritti ma del libro a stampa. Tecniche di riproduzione del libro delle antiche tipografie 400/800. Disciplina nata e sviluppatasi in Gran Bretagna. Filologia inglese ha un problema fondamentale da risolvere che riguarda le opere teatrali di Shakespeare; abbiamo soltanto delle stampe; per cui la filologia inglese ha dovuto confrontarsi con dei testimoni a stampa, ovvero dei libri a stampa.
Nei libri antichi ci si può trovare di fronte a dei testi tra loro diversi nonostante siano di una stessa edizione! Questo accade nelle prime opere di Shakespeare. La filologia ha sviluppato una serie di studi per la trasmissione di manoscritti e non per la stampa. Prima metà degli anni '80 è arrivata la bibliografia testuale. C'è una data di pubblicazione 1986. È fondamentale essere consapevoli che nella seconda metà del medioevo la maggior parte della popolazione era analfabeta. Mentre oggi ogni scrivente ha un suo modo personale di scrivere, non accadeva nei tempi perché i margini dell’individualismo grafico erano limitati infatti scrivevano in modo molto simile gli uni agli altri. I margini lasciati agli scriventi su come tracciare le lettere dell'alfabeto erano parecchio limitati. In un dato periodo e in un dato territorio i pochi che sapevano leggere, sapevano anche scrivere.
Scritture antiche
Notai: scrivevano in modo diverso rispetto ai mercanti: che riusciranno ad elaborare un loro tipo di scrittura che verrà definita mercantile. In filologia italiana si ha a che fare con scritture antiche di tipo grafico, umanistiche.
Minuscola cancelleresca italiana
Quando si parla di scritture antiche, è indispensabile tenere presente che nel Medioevo la stragrande maggioranza della popolazione era analfabeta, solo una ristretta minoranza era in grado di leggere e scrivere. Al giorno d'oggi ogni scrivente presenta una grafia molto personale, ma come rileva Stussi: “durante il medioevo e almeno fino agli inizi dell'età moderna, i margini dell’individualismo grafico erano ristretti".
Minuscola cancelleresca italiana, è una scrittura corsiva formatasi nel corso del XIII secolo, più precisamente tra la fine del Duecento e la prima metà del Trecento. La minuscola cancelleresca italiana diviene la scrittura “comune alla maggior parte degli italiani scriventi. Fu innanzitutto usata nelle cancellerie, da quella pontificia a quelle delle signorie a quelle dei comuni, fu anche e soprattutto la scrittura dell'uso della pratica documentaria notarile, di un certo tipo di produzione libraria. La massima espansione di questa scrittura è avvenuta nel XIV secolo, la minuscola cancelleresca italiana era usata per: operette ascetiche e devozionali, raccolte di proverbi e prediche, ricettari, bestiari, cronache cittadine, componimenti poetici.
La minuscola cancelleresca italiana fu la scrittura usualmente impiegata da Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio e fu la scrittura con la quale sono stati copiati e trasmessi, tra la fine del XIII secolo e il XIV secolo, i più antichi testi letterari italiani. Codice riservato nella biblioteca vaticana di Chigiano L. VIII 305; metà del XIV secolo Firenze, manoscritto molto importante perché rappresenta un testimone del Stilnovo e rappresenta la trascrizione della vita di Dante.
Differenze nelle scritture antiche
- Alcune parole sono unite tra loro, DELLIBRO: DEL LIBRO.
- Nelle scritture antiche i segni di punteggiatura sono diversi da quelli che usiamo oggi e possono avere significati diversi dalla loro attuale funzione.
- Ci sono dei testi privi di punteggiatura.
- Totale assenza di apostrofi e accenti; l’uso delle maiuscole è diverso dal nostro.
Tutte queste differenze rendono piuttosto difficile la lettura delle opere antiche. A volte esiste uno scambio erroneo tra la lettera S ed F perché presentano una netta somiglianza.
Capolettera e abbreviazioni
Capolettera: iniziale di un testo, dei manoscritti, molto spesso è decorato, miniato, dipinto. Dinaçi: segno di abbreviazione, al tempo molto impiegato.
- Abbreviazioni per troncamento per carattere economico (carta pergamena).
- Abbreviazioni per contrazione per ragione pratica.
Le abbreviazioni continueranno ad essere impiegate anche nei libri a stampa.
Differenze tra scritture
- Troncamento: riguardano i testi scritti in latino, es. ROSARUMROAW W: RUM.
- Contrazione: AIA: ANIMA, TRA: TERRA, LRA: LITTERA.
Dinaçi titulus corrisponde alla lettera N o M quindi la parola sarebbe DINANÇIAIA: A(N)I(M)A, TRA: T(E)R(R)A. Pocho si incontravano molte “H”. Es. AMICHA, CHASAK: bisogna stare attenti prima di ammodernare la grafia; si introducono le due fondamentali tipologie di trascrizione di un testo:
- Trascrizione diplomatica: mi attengo nel modo più fedele al testo scritto, per esempio.
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Filologia - nozioni base
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