Metodologia della filologia germanica
Introduzione
La filologia è legata al testo, sinonimo di ecdotica. Attraverso l'edizione critica testuale si cerca di portare un testo alla sua forma originale. L'ecdotica è una disciplina scientifica sviluppata nell'800 da Karl Lachmann (1793-1851) con il metodo stemmatico o metodo lachmanniano, definendo un albero genealogico (stemma) per delineare i rapporti di parentela tra i manoscritti al fine di individuare il manoscritto più vicino all'originale perduto. Si occupa di testi letterari e non, critica letteraria di documenti di lingua, atti notarili, codici giuridici. È una disciplina storico-comparativa ricostruttrice perché ricostruisce stadi anteriori di un testo o di una lingua, comparando le attestazioni che abbiamo a livello sincronico (lingue moderne) e diacronico (lungo la storia). Il filologo cerca di trovare lo stadio più vicino all'originale, poiché una lingua non è sempre documentata lungo il suo percorso. Comparando le diverse copie manuali del testo, possono succedere degli errori: errori meccanici non intenzionali, anche nella bibliografia, errori durante la copia, (dittografia: ripetere parola) e errori volontariamente introdotti cambiando la storia (elementi che uomo incontra il diavolo in forma di demonio è elemento di fiction). Chi studia i testi deve "pulire" il testo attraverso la comparazione. Oggi abbiamo una concezione romantica della composizione di un testo: è molto ben definito nelle sue origini e fisso, preciso nel tempo e nello spazio. In realtà, viaggiando nel tempo e nello spazio, il testo ha una storia complessa, è fluido e mobile. Se il testo non fosse diffuso, non sarebbe arrivato a noi, ma sarebbe stato dimenticato.
Filologia romanza, germanica, classica
Ogni filologia è accompagnata da un aggettivo che definisce l'ambito di studio delle lingue e culture studiate. Le lingue germaniche, le cui prime attestazioni risalgono al 200-300 d.C., usano la scrittura runica come primo sistema di scrittura, applicata su supporti duri come legno, pietra e osso. La storia delle lingue germaniche parte da qui. Le lingue romanze, invece, hanno il loro stato originale, die Ursprache, nel latino preclassico e classico, con un corpus ampio dal punto di vista diacronico e diatopico (latino della Roma), e diastratico (vari registri come descrizioni di Cicerone, latino giuridico, letterario). La filologia classica è applicata a lingue morte come greco, latino e sanscrito. La filologia germanica ha il problema di non avere un corpus e quindi deve ricostruire le origini (Ursprache). Il germanico include il tedesco, che non sono sinonimi ma stanno in rapporto di polonimia o iperonimia. La filologia germanica va dall'alto Medioevo fino all'inizio dell'età moderna. Il Medioevo inizia nel 476 con l'ultimo imperatore Romolo Augusto e finisce nel 1492 con la scoperta dell'America, mentre Firenze vive il pieno Rinascimento con Michelangelo e Leonardo; in altre zone d'Europa c'era ancora il Medioevo. La definizione della cronologia può variare da disciplina a disciplina.
Termini utilizzati in filologia
- Terminus post quem (TPQ): data dopo la quale.
- Terminus ante quem (TAQ): termine entro il quale, prima della quale un fenomeno è avvenuto.
Come possiamo dire che un testo appartiene alla filologia germanica? TAQ coincide con la fine dell'alto Medioevo, circa 1000 d.C., perché non tutte le civiltà germaniche sono uguali. Per l'inglese, si conclude nel 1066 secolo (battaglia di Hastings).
Filologia: definizioni date da specialisti
- Dizionario italiano Grandit: "Disciplina che mira a indagare e definire una cultura e civiltà letteraria antica e moderna attraverso lo studio dei testi letterari e di documenti di lingua ricostruendoli nella loro forma originale e individuandone gli aspetti e caratteristiche culturali e linguistici." Accenna alla vocazione interculturale occupandosi di documenti di lingua, testi poetici, ma anche atti notarili.
- Piergiuseppe Scardigli: "Per filologia intendiamo lo studio su base scientifiche comparative delle molteplici manifestazioni di una data civiltà e in un dato tempo e luogo." Voleva sottolineare il carattere interculturale.
- Maria Vittoria Molinari: "La filologia (germanica) è scienza che studia e interpreta le testimonianze scritte di civiltà che hanno origine in comune e tale origine riflette la loro evoluzione." Nelle scienze è importante definire il proprio campo di indagine: testi scritti in lingua germanica, (oggi inglese, norvegese spesso in una fase lontana dalle origini).
Quando un testo appartiene alla filologia germanica? Postquem: a partire da quando si apre il campo d'indagine. Più spinoso da definire: periodo storico della filologia germanica incomincia. Gli stadi iniziali non sono ben documentati (filologia romanza: latino). Stadio originario non è attestato: i più antichi documenti sono le rune (2o-3o secolo d.C.) ma una civiltà germanica esisteva già prima. La filologia collabora con altre discipline come la storia e l'archeologia. Sappiamo da Cesare (55 a.C.) che la civiltà germanica esisteva già. Gli archeologi distinguono tra cultura germanica, né slava né romanza, come lavoravano l'argilla. Ad quem: termine cronologico ultimo entro il quale si spingono le indagini, coincide con l'alto medioevo distinguendo area anglosassone, scandinava, bavarese.
Ricostruzione
Una serie di dati scientifici ci consente di dire che la civiltà germanica esisteva già prima di Cristo, ma non è attestata, per cui si tende a ricostruirla. Questo avviene attraverso la comparazione dei dati di cui disponiamo: più sono, meglio è. Recuperare gli stadi antichi più vicini all'originale è un lavoro a ritroso. Ad esempio, la storia del santo che combatte il drago: ci sono traduzioni nell'area tedesca, francese, italiana che, in ambito linguistico, fanno vedere lo sviluppo di una lingua che si può rappresentare come un albero genealogico.
Comparazione (metodo storico-comparativo)
Si confrontano le più antiche forme attestate attraverso l'asse diacronico, andando indietro nel tempo, con competenza sincronica della lingua attuale. Trovando delle regolarità delle forme linguistiche, il metodo presuppone delle competenze. Ad esempio, ricostruire la parola "pesce" nelle lingue germaniche: le forme sono 7, tra cui il gotico (fisks), il norreno (fiskr), inglese antico (fish), antico sassone (fisk), antico alto-tedesco (fisk), antico frisone (fish), antico basso francone (poco documentato).
In linguistica germanica: alto si riferisce alle regioni montuose come Alpi, Svizzera, Austria, Bavaria, mentre basso è la pianura, nord della Germania. Si può ricostruire il germanico scientificamente conoscendo le caratteristiche delle varie lingue/sistemi antiche (diacronia) attraverso dati che provengono anche da altre lingue europee o indoeuropee, rimanendo nella famiglia linguistica di appartenenza. Per esempio, "pesce" in latino è piscis, in greco piscos. L'asterisco si mette quando parole non sono attestate, ma ricostruite. In germanico si ha sempre una /f/ iniziale mentre in altre lingue indoeuropee, come il latino, c’è una /p/. L'ipotesi è che la /f/ nasce dalla /p/, dimostrando una corrispondenza: in latino piede è pedis, come in greco. È importante comparare con altre lingue indoeuropee.
Scuola linguistica: scuola neogrammatica
La scuola neogrammatica, "Junggrammatiker", in Germania si è occupata del metodo storico comparativo. Sviluppano la teoria indoeuropea alla fine del XIX secolo, appoggiandosi alla legge di Grimm (1822) e legge di Verner (1877), ricostruendo una lingua d'origine (Ursprache). Esponenti importanti includono Karl Brugmann, Eduard Sievers. La lingua si evolve costantemente; la Ursprache o lingua normale quale è? La lingua ricostruita non può essere normale, è scientifica, ma dobbiamo accettare che è una ricostruzione, non una lingua parlata veramente. Jacob Grimm ha scritto molti testi per la linguistica tedesca, il dizionario tedesco per eccellenza è Das deutsche Wörterbuch di J. Grimm; scrisse il manuale Deutsche Grammatik, in cui "deutsch" non è inteso come tedesco, ma germanico.
Cronologicamente, si può distinguere la nascita delle lingue germaniche (germ. = germaniche). Ursprache, Protogermanico, altri con termini differenziati sul piano diacronico, perché anche Ursprache dovrà aver avuto delle differenziazioni. Fine età del bronzo fino alle prime iscrizioni runiche: la Ursprache si sarà evoluta, non rimasta la stessa, con differenziazioni diatopiche, diastratiche:
- Vorgermanisch: pre-germanico, stadio originario.
- Urgermanisch: primitivo, protogermanico.
- Früh-urgermanisch: protogermanico primitivo.
- Spätgermanisch.
Prospettiva storica e archeologica
Dalla preistoria non abbiamo nessuna documentazione scritta sui Germani, ma fonti archeologiche della patria originaria dei Germani: nordischer Kreis con cultura di Jastorf, circa 500 a.C. di fine età bronzo inizio ferro. I dati che vengono dall'archeologia indicano che i Goti sono i primi ad abbandonare la Urheimat, area scandinava, oggi Danimarca, nord Germania. Nel periodo greco ellenistico (2-300 a.C.) i Germani non compaiono, poiché la divisione del mondo era vaga e non conosciuta; a ovest c'erano i Celti, a est gli Sciti. Gli Sciti (lat. Scythi) furono una popolazione nomade indoeuropea di ceppo iranico attestata nella steppa eurasiatica dal XIX secolo a.C. al IV secolo dell'Era cristiana. Gli antichi Greci li consideravano mitologicamente figli di Eracle ed Echidna, o di Zeus e Boristene.
Nella protostoria, la documentazione è tramandata da altre culture; abbiamo fonti classiche latine: il primo a parlare dei Germani è Cesare in "De bello Gallo", sulle campagne militari contro i Galli, Celti nelle regioni a nord degli Alpi, nella zona del Reno. Cesare fa una sorta di censimento, dando nomi ai popoli e facendosi una mappa di un territorio sconosciuto. Il Reno taglia il continente europeo da nord a sud, e confine del fiume si incrocia con il Danubio, asse est-ovest, delineando il confine dell'impero romano. Plinio il Vecchio, un latino che si occupò dei Germani, scrisse: 1o secolo d.C.; "De storia naturalis" ci è pervenuto. "Bella Germania", le guerre germaniche, non ci è pervenuto. Con il termine di guerre romano-germaniche si indica una serie di conflitti tra Romani e varie tribù germaniche, combattuti tra il 113 a.C. e il 439 d.C. Queste guerre solo raramente sono legate le une alle altre; svoltesi in epoche diverse, hanno riguardato spesso tribù germaniche differenti e sono state dovute a cause diversificate, dalla migrazione in massa di popolazioni germaniche, alle guerre di conquista romana, alle rivolte germaniche, fino alle definitive invasioni dell'impero da parte dei Germani.
Cornelio Tacito
Cornelio Tacito, storico, oratore e senatore romano, scrisse la prima monografia di carattere geo-etnografico sugli Germani, 1o secolo d.C., che ci è giunta dall'antichità. La sua è la prima opera interamente dedicata ai Germani; in realtà, una sua opera minore; prima erano inseriti in altre opere. "De origine et situ Germanorum" è una monografia etnografica sull'origine, i costumi, le istituzioni, le pratiche religiose e il territorio delle popolazioni germaniche fra il Reno e il Danubio. Il termine "Germani" non è una auto-denominazione, ma i latini hanno dato il nome; l'etimologia non è certa, non è un termine latino; probabilmente si riferisce a popolazioni celtiche (oggi Belgio).
Tacito descrive i puri e incorrotti costumi dei Germani per criticare indirettamente i corrotti e degenerati costumi romani. Non solo: anche per istituire una sorta di parallelo tra quello che erano i Germani allora (un popolo rude e semplice e per ciò stesso valoroso in guerra) con quello che i Romani erano stati e ora non erano più, sempre a causa della loro decadenza morale. Tacito sostiene che i veri barbari siano i Romani poiché i barbari rispetto ai Romani avevano un forte senso religioso e amavano la libertà, quest'ultima era quasi negata in questo periodo. Questo porta Tacito a "profetizzare" un futuro scontro tra i Germani e Roma in cui i popoli del Nord Europa potrebbero anche risultare vincitori («urgentibus imperii fatis»). L'opera inizia con una descrizione delle terre, delle leggi e dei costumi dei Germani (capitoli 1-27); continua quindi con le descrizioni delle singole tribù, iniziando da quelle più vicine ai territori romani e terminando con quelle ai più estremi confini sul mar Baltico, con una descrizione dei primitivi e selvaggi Fenni e di sconosciute tribù al di là di essi.
Il rapporto romano e germano sembra essere opposto; i Germani sono i barbari, è uno sguardo semplificato, in realtà non fu solo di scontro, ci furono scambi commerciali, prestiti; la civiltà latina era più avanzata: architettura, politica, manufatti, cibi (olio, vino); esistevano anche barbari integrati. Nel Rinascimento, nel 1455, ricerche di carattere filologico fanno riemergere l'opera di Tacito con gli umanisti, che fanno rinascere lo studio del greco decaduto nell'impero romano. Si studia Tacito nel mondo tedescofono, indipendentemente dagli studi umanistici durante Lutero (con la riforma protestante 1517: l'affissione delle 95 tesi sulla porta di Wittenberg); la germanicità è letta dai protestanti, umanisti tedeschi vicino alla riforma in funzione polemica anticattolica per distinguersi dai romani, al sud papista; identificarsi con tratti tedeschi; anche Tacito vedeva la Germania in opposizione alla romanicità, ma con un altro obiettivo. Nel 1876, Federico Grande, un grande filologo, Theodor Mommsen, dell'Accademia tedesca, che conosceva l'opera di Tacito, cade in tentazione di leggere Tacito in chiave nazionalista, "possediamo ciò che nessun altro popolo ha, una descrizione del popolo prima che incomincia a scrivere". Christian Matthias Theodor Mommsen (1817–1903) è stato uno storico, numismatico, giurista, epigrafista e filologo tedesco. È generalmente considerato il più grande classicista del XIX secolo. Il suo studio della storia romana è ancora di importanza fondamentale nella ricerca contemporanea.
Durante il Nazionalsocialismo: culto di capoguida, Gefolgschaft, fedeltà germanica, miti ideologici vengono sottolineati. Poi, dopo la 2o Guerra Mondiale, Tacito cade in vergogna; Fuhrmann considera Tacito una maledizione per i tedeschi. Tacito visse nel 1o secolo d.C. sotto imperatore Domiziano (81-96 d.C.), a cui si deve una riorganizzazione dell'impero, la tendenza espansionistica dell' impero si è esaurita; a partire dal 2o secolo c'è consolidamento dei confini. Sotto Domiziano, il confine segnato dal Reno e dal Danubio, zona di tanti conflitti, alcune zone rimangono celtiche. Domiziano lascia costruire il limes germanico-retico per delineare il confine tra l'impero (con Germania Inferior e Superior) e Magna Germania (fuori dall'impero, meno conosciuta). Il limes non è una demarcazione militare, ma una regione di mediazione, commercio. Sono fortificazioni fatte di pietra, muri, fossi, torri, lungo 550 km e oggi patrimonio Unesco.
Nel 44 d.C. l'imperatore Claudio crea la provincia Britannica, è l'ultima conquista, non conquistano mai l'Irlanda. La conquista romana della Britannia iniziò sistematicamente nel 43 d.C., per volere dell'imperatore Claudio. Tuttavia, l'attività militare romana era iniziata nelle isole britanniche già nel secolo precedente, quando nel 55 e nel 54 a.C. l'esercito di Gaio Giulio Cesare mosse dalla Gallia, dov'era impegnato nella sottomissione di queste regioni, alla volta della Britannia. Di fatto, queste operazioni militari non portarono a nessuna conquista territoriale, creando però una serie di clientele che avrebbero portato la regione, specie il sud dell'isola, nella sfera d'influenza economica e culturale di Roma. Da qui scaturirono quei rapporti commerciali e diplomatici che apriranno la strada alla conquista romana della Britannia. Dal 44 d.C. al 410, la Britannia è una provincia romana, poi nel 407 i barbari invadono l'isola italica e i Romani chiamano le truppe dalla Britannia. Il territorio scoperto fu invaso dagli Angli, Iuti e Sassoni.
L'imperatore Nerva muore avendo risolto la sua successione; aveva adottato Traiano, la successione non era padre-figlio, spesso si associava un consanguineo, ma anche no. Marco Cocceio Nerva Cesare Augusto (in latino: Marcus Cocceius Nerva Caesar Augustus; nato l'8 novembre 30 – Roma, 27 gennaio 98), meglio conosciuto semplicemente come Nerva, è stato un imperatore romano, primo degli imperatori adottivi, regnante dal 18 settembre 96 fino alla sua morte avvenuta nel 98. Traiano, quando muore Nerva, si trova in Pannonia, oggi Ungheria, nel 98 e torna in capitale solo dopo 2 anni.
In questo clima di successione allo stato di imperatore nasce l'opera di Tacito; apparteneva ai patrizi, alcuni vedono una provocazione politica rivolta agli imperatori, di stare attenti agli attacchi germanici. Tacito ha nostalgia dei grandi senatori, della Roma repubblicana, ma l'intento principale per la Germania è di tipo descrittivo.
Tacito definisce chi e cosa viene occupato, gli usi e costumi, religione, ordine sociale. Emerge preoccupazione politico-domestica, perché trova alcuni valori in comune (incorruttibilità); qui Tacito mette intento idealistico per ricordare i valori propri dei Romani che stanno per decadere nell'impero romano; ma è indiretto. Talvolta l'opera Germania viene sminuita dicendo che è un allenamento di scrittura invece di una descrizione vera, attingendo a Plinio, riscrive.
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