Francesca Cavanna - Filologia Germanica I
Precursori
- Cornelio Tacito - "De origine et situ germanorum" o "Germania" (I sec. d.C), trattato sulle popolazioni germaniche allora note.
- Carlo Magno - Mostrò in più occasioni il proposito di tutelare la più antica e genuina tradizione dei Franchi, raccolse ad esempio carmi pagani antichissimi nei quali vengono riportate le gesta degli antichi re, e iniziò una grammatica della sua madrelingua.
- Sassone Grammatico - "Gesta Danorum", una monografia storica sui Danesi. Per redigerla attinse a fonti epico-eroiche e ad antiche saghe germaniche.
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Snorri Sturluson - Agricoltore, uomo politico e letterato islandese. Scrisse due opere in lingua norrena:
- L'"Edda", nota come Edda in prosa/recenti di Snorri, per distinguerla dall'altra Edda (in versi) - nota raccolta di carmi norreni. L’Edda di Snorri è una sorta di poetica, vale a dire una sorta di manuale del poeta, con indicazioni sullo stile e sulla metrica, e allo stesso tempo costituisce una fonte preziosa sulla mitologia nordica.
- Heimskringla
Non possiamo ancora parlare di veri e propri filologhi perché mancano di due sussidi fondamentali: adeguate tecniche di comparazione, ricostruzione e analisi linguistica, e un metodo rigoroso di edizione critica. L’interesse per le antichità germaniche, in generale, nasce nell’età moderna con l’Umanesimo e la Riforma e con la riscoperta della "Germania" di Tacito (1455) che stimolò l’attenzione per le origini. La svolta, verso un atteggiamento veramente filologico, si ebbe con l’introduzione del metodo comparativo in linguistica (e della recensio nella critica testuale).
1800 - Nascita della filologia germanica come scienza
Francesca Cavanna - Romanticismo - Interesse per le origini e atteggiamento scientifico nell’osservazione dei fenomeni letterari e linguistici.
- Karl Lachman - Metodo rigoroso per la ricostruzione dei testi - la sua applicazione coincide con la nascita della grammatica comparativa, l’enunciazione delle leggi di evoluzione fonetica, che giustificano la parentela tra le lingue germaniche e con l’IE.
- Friedrich von Schlegel - È il primo a utilizzare l’espressione "grammatica comparata" e ad evidenziare l’ipotesi che il latino e il greco derivassero dal sanscrito. Attraverso il confronto sistematico della fonetica, della morfologia e del lessico di lingue diverse, si identificarono i punti di contatto, si formulò il concetto di parentela e si ricostruì lo stadio più antico, ovvero la lingua madre originaria, l’indoeuropeo (lingua madre diversa dal latino). Seguendo lo stesso metodo si ricostruì anche il protogermanico - fase più antica rispetto al germanico comune. Per semplicità, si usa il termine "germanico" per intendere la lingua ricostruita, madre delle lingue germaniche.
- Rasmus Rask - Presentò la prima grammatica comparativa dell’IE, nel 1814. La sua opera fu pubblicata nel 1818, posteriore alla celebre opera di Franz Bopp sul sistema di congiunzione del sanscrito in comparazione con il greco, con il latino, con il germanico, e il persiano. Rask dimostra la parentela delle lingue germaniche tra loro e di esse con il celtico, con lo slavo, con il latino, con il greco e per la prima volta identifica i mutamenti fonetici tipici del germanico: le mutazioni consonantiche.
(Con Rask e Grimm siamo entrati nel vero mondo della filologia germanica)
- Jacob Grimm - "Die Deutsche Grammatik" - prima esposizione scientifica dei fenomeni linguistici comuni a tutte le lingue germaniche. Seguendo rigorosamente il metodo storico-comparativo, Grimm esamina fonetica, morfologia e sintassi delle lingue germaniche. Grimm espone alcune teorie rimaste ancora oggi fondamentali, come la Legge di Grimm. Successivamente scrisse "Die Deutsche Mythologie" - primo studio completo condotto su basi scientifiche, sulla mitologia germanica. Nel 1854 inizia una collaborazione con il fratello Wilheman - redazione del "Deutsche Wörterbuch", terminato grazie a diversi collaboratori, solo nel 1960.
Seconda metà 800 - Neogrammatici
Francesca Cavanna - Concezione naturalistica dei processi linguistici. La linguistica è una scienza esatta e leggi ineccepibili regolano ogni mutamento linguistico e agiscono in maniera assoluta, senza eccezioni. Chiaramente questa visione ha grossi limiti, tuttavia i neogrammatici offrirono descrizioni del germanico comune e delle singole lingue germaniche. Tra i diversi studiosi ricordiamo Hermann Paul che influenzò maggiormente la filologia germanica. I suoi interessi superavano la sola linguistica e assumono una connotazione più filologica. Hermann fondò il "Grundriß der germanischen Philologie": sintesi dei risultati raggiunti dai vari studiosi nei diversi campi della filologia germanica; fondò insieme a Braune una famosa rivista. Si fece promotore della "Altdeutsche Textbibliothek", che pubblica edizioni critiche dei testi tedeschi medievali.
La tendenza alla specializzazione già affermata nella II metà del 1800, portò nella metà del 1900 alla realizzazione di diverse opere specifiche dedicate a particolari settori della filologia germanica: metrica, epica, religione.
Oggi: assistiamo a una più spiccata specializzazione, ma anche all’esigenza di una più stretta collaborazione interdisciplinare e l’analisi linguistica sembra più attenta che in passato alla situazione del testo. Anche i nuovi mezzi elettronici es CD-ROM permettono l’elaborazione di ampi indici e dizionari.
Germanico può avere diversi significati
- Germanico - Gruppo settentrionale: islandese, norvegese, danese, svedese, feroese; Gruppo occidentale: inglese, tedesco, nederlandese, frisone; Gruppo orientale: gotico.
- Termine usato per la prima volta da Bopp.
- Insieme delle lingue parlate dagli antichi Germani, delle quali derivano le lingue germaniche moderne.
Il concetto di germanico
È stato elaborato nel corso del 1800, dalla linguistica storico-comparativa, nell’ambito degli studi che miravano a rintracciare i percorsi genetici delle lingue, gli stessi studi che hanno portato all’elaborazione del concetto di IE: Famiglia linguistica. Lingua madre ricostruita dalla quale derivano quasi tutte le lingue europee (tranne Basco, Finlandese, Ungherese).
In quest’ambito non potevano passare inosservate né le somiglianze tra le lingue germaniche moderne, né il fatto che tali somiglianze si accentuino man mano che si procede verso una fase più antica della lingua; un altro elemento interessante è la corrispondenza tra la fase più antica del germanico e il latino, la sola differenza sta nell’articolazione delle consonanti del germanico - I mutazione consonantica. Si pensa quindi che esistesse una lingua madre unitaria, il germanico, da cui derivano tutte le lingue germaniche, così come dal latino derivano tutte le lingue romanze.
Passaggio IE - Germanico
Processo lungo e complesso - periodizzazione della proto-lingua. Per esempio: fase del protogermanico che precede quella del germanico; inoltre per alcuni fenomeni, per esempio quelli descritti dalla Legge di Verner, sono state proposte delle periodizzazioni largamente accettate ma parlare di periodizzazione per una lingua ricostruita non sembra un’ipotesi plausibile.
I Germani (distinzione tra storia, preistoria e protostoria)
- Storia: fase in cui è presente una documentazione scritta diretta (nella lingua parlata da quel gruppo etnico) di quella determinata cultura e etnia. Contatto con la scrittura - tardivo. Cristianizzazione (che avviene in momenti diversi a seconda della popolazione). N.B. in questa accezione di scrittura non rientra la scrittura runica in epoca pre-cristiana - per brevità dei testi, difficoltà nella lettura, incertezza nella datazione.
- Preistoria: lunghissima fase per cui non disponiamo di documentazioni scritte, per cui occorre servirsi di altre fonti, per esempio l’archeologia.
- Protostoria: momento in cui la documentazione scritta esiste. Ma è scarsa, lacunosa e soprattutto “di riflesso” - scritta “dall’esterno” (non in quella lingua e fornita da persone che non appartengono a quella cultura). I primi documenti di questo tipo risalgono al I secolo a.C.: le fonti classiche parlavano di popoli noti come germani, stanziati nel Nord Europa e assimilati ai Galli; i contatti con i germani si fanno più intensi all’epoca di Cesare, quando i Galli richiedono l’aiuto di Roma, per fronteggiare i Germani. Cesare nel suo "De Bellio Gallico" lascia spazio alla descrizione dei popoli con cui venne in contatto, ed è lui che per la prima volta distingue tra Galli e Germani. I Germani occupano l’area tra il Danubio e Reno, tra Celti/Galli e Sciti a oriente. I germani non erano organizzati in società, ma il contatto con i romani determinò la formazione delle prime alleanze, a scopo difensivo.
Per il termine “germani” sono state proposte diverse etimologie, nessuna convincente, per cui si pensa che in origine il termine si riferisse a una singola tribù e fosse stato esteso per intendere un insieme di popoli che parlavano simili. Germanico come auto denominazione è attestato solo a partire dal I secolo d.C. dalle truppe ausiliarie di Roma, stanziate lungo il Reno, composte da mercenari Germani.
La Germania in epoca romana
È difficile attribuire al termine “germanico” un significato geografico-territoriale. La sconfitta di Varo (- IX secolo d.C nel corso della campagna di espansione augustea, le truppe di Varo, nella selva di Teutoburgo, furono sterminate da truppe di Germani) segnò la fine del progetto di allargare i confini imperiali all’Elba e la fissazione del confine Reno-Danubio.
- 90 d.C - Domiziano - Annessione di territori nei pressi del Meno del Neckar.
- Inizio della costruzione del limes sul confine germanico-retico (attuale Austria), una barriera costituita da torri, valli, palizzate, mura in pietra, lungo circa 550 km. Il limes non costituiva una demarcazione militare, ma bensì una demarcazione politico-economica, rispetto all’area non romana. Nell’ambito della stessa politica, sempre sotto Domiziano vengono istituite due province, la Germania superior e la Germania inferior.
Germania magna - II secolo d.C - Tolomeo: oltre i confini dell’Impero Romano. Ma la maggior parte di queste notizie ci vengono dall’opera di Tacito "Germania". Tacito si basò su racconti di soldati stanziati nel Nord Europa e a un’opera precedente di Plinio il Vecchio, che invece era stato ufficiale in Germania.
I germani orientali
1) Goti
- Suddivisi in:
- Visigoti
- Ostrogoti
- II secolo a.C i Goti lasciarono la Scandinavia per stabilirsi lungo le coste baltiche, tra Vistola e Oder, spostando i Vandali.
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II secolo d.C. i Goti si spostano verso le pianure dell’Europa orientale, spostandosi nel III secolo sul Mar Nero, premendo di continuo sui confini dell’Impero Romano d’Oriente, lungo il Basso Danubio. Durante quest’ultima migrazione i Goti si distinguono in due gruppi:
- Vesi - gruppo occidentale
- Ostrogoti - gruppo orientale
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Problema sulla provenienza:
- Isola del Mar Baltico Gothland
- Regione svedese dell’antico Götaland
Visigoti (o Goti minores/di Wulfila)
- Sotto l’imperatore Costanzo II si stabiliscono nella Mesia inferiore.
- 378: infliggono una dura sconfitta all’Impero orientale di Adrianopoli; 382: confederazione Visigoti-Bizantini.
- IV secolo: iniziano a spostarsi verso occidente e nel V secolo raggiungono l’Italia, guidati da Alarico - Sacco di Roma (410).
- Dopodiché tentano di passare in Africa, ma dopo la morte di Alarico in Calabria, ripiegano verso la Gallia meridionale (Spagna) dove entrano nel 412 e fondano il Regno di Tolosa e di Toledo (che sopravvivono rispettivamente fino al 507 e al 711, distrutti da Franchi e Arabi).
- Il termine: *wisja = occidentale *wesu = buono, nobile.
- Secondo Mastrelli il termine deriva da un calco slavo di un’ipotetica denominazione gotica: prefisso “ala”=tutto - federazione di Goti. Gli slavi (forse i Balti) avrebbero tradotto ala con lo slavo “visi” e questa denominazione si sarebbe diffusa anche tra i Goti.
Ostrogoti
- IV secolo - occupano la pianura Ucraina e le coste del Mar Nero.
- A causa delle incursioni degli Unni, gli Ostrogoti spingono verso il confine dell’Impero Romano d’Oriente, quando il grosso dei Goti si sposta verso altri territori, una minoranza resta in Crimea - Goti di Crimea.
- Dopo la morte del re Ermanarico la maggior parte degli Ostrogoti si sottomette agli Unni (Attila). Sotto Attila gli Ostrogoti partecipano anche alle spedizioni in Gallia.
- Dopo la fine del Regno degli Unni, gli Ostrogoti vengono accolti nell’Impero Romano, come federati (fondano il Regno di Pannonia e si convertono al cristianesimo sotto forma di arianesimo). Il regnante più famoso è Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti confederati. Sotto l’imperatore Zenone a Teodorico venne promessa la reggenza in Italia, se avesse sconfitto il principe degli Sciri, Odoacre. Odoacre viene sconfitto e nel 493 viene fondato il Regno di Teodorico in Italia. La reggenza di Teodorico è di breve durata: il Regno di Teodorico nel 553 a seguito della guerra gotico-bizantina.
Il termine Ostrogoti = goti orientali Ostro = austro = orientale
2) Burgundi
- II secolo d.C. - si stanziano tra l’Oder e Vistola.
- IV secolo - tentano l’espansione verso la Gallia Romana, ma vengono sconfitti dall’esercito di Ezio nel 435. Solo più tardi i Burgundi, insediati presso il Lago di Ginevra, riescono a riformare un loro regno, tra Rodano e Saona (Burgundia).
- Nel 534 i Burgundi vengono vinti dai Franchi, che inglobano la Burgundia nel loro Regno.
3) Vandali
- II secolo d.C - Vengono cacciati dai Goti dalla regione baltica tra Oder e Vistola.
- III secolo d.C. - i Vandali si stabiliscono in Pannonia, dove restano fino all’incursione degli Unni, che li costringe a fuggire verso occidente - percorrono la Gallia, raggiungendo la penisola iberica (Vandalusia - Andalusia) e nel 429 guidati da Giansenico attraversano lo Stretto di Gibilterra per raggiungere l’Africa.
- 439 d.C. - i Vandali sconfiggono Cartagine e costruiscono un impero che si estende tra Sicilia, Sardegna, Corsica e Isole Baleari.
- 455 - sacco di Roma.
- 533 - le truppe bizantine di Belisario, inviate da Giustiniano, distruggono il Regno dei Vandali.
4) Gepidi
- Dopo aver risieduto nei pressi della fase del Vistola, nel V secolo giungono in Pannonia, dove restano finché non vengono sopraffatti, nel 570 dagli Avari.
I documenti scritti del gotico
Della lingua degli Ostrogoti ci sono pervenuti solo nomi o glosse, riportati in testi latini per la maggior parte risalenti al periodo della dominazione ostrogota in Italia; oltre a questo materiale linguistico sono oggetto di studio per le ricerche filologiche anche i prestiti gotici nelle lingue romanze, in particolare l’italiano.
Della lingua dei Visigoti ci sono pervenute diverse documentazioni scritte, questi manoscritti sono importanti non solo per gli studi di linguistica, ma anche come testimonianza di una cultura elevata. Sono interessanti, in particolare, i codici conservati in Italia, quali i Codici Ambrosiani, i Codici Taurinensis, i frammenti di una "Spiegazione del Vangelo secondo Giovanni", i Gotica Veronensia e i Papiri di Ravenna.
L’opera di Wulfila è di basilare importanza per la lingua gotica. Wulfila discende dai prigionieri cappadoci, catturati dai Goti durante una loro incursione in Asia Minore. Tra questi prigionieri vi erano anche dei sacerdoti cristiani, i quali diffusero il cristianesimo presso i Goti. Wulfila fu un vescovo missionario e guidò per diversi anni i Visigoti come capo spirituale. A causa delle feroci persecuzioni di un re goto pagano contro i Goti cristiani, Wulfila e i suoi seguaci furono costretti a fuggire oltre il Danubio. Infine Costanzo II concesse loro di insediarsi in Mesia Inferiore. Wulfila inventò l’alfabeto gotico, sulla base di elementi dell’alfabeto runico, greco e latino e tradusse le sacre scritture in gotico. La Bibbia gotica è nata nel IV secolo, in una zona nei pressi del Danubio, occupata dai Visigoti; i brani della Bibbia gotica non indicano Wulfila come autore, ma sono attendibili le notizie storiche, che all’unanimità parlano di un solo autore, e questa ipotesi è ancora più verosimile se si considera l’uniformità stilistica e linguistica.
I manoscritti della Bibbia risalgono al V o VI secolo e probabilmente sono stati redatti nel Regno degli Ostrogoti in Italia Settentrionale. La base per la traduzione della Bibbia gotica è la Bibbia greca, il prototipo di testo conservato a Costantinopoli ai tempi di Wulfila; la traduzione gotica parte dalla singola parola, questo carattere letterale è tipico delle prime traduzioni delle sacre scritture e ha un carattere religioso, che sorge da un profondo rispetto della parola di Dio; inoltre Wulfila dovette disciplinare una lingua volgare che non aveva ancora traduzioni scritte e adattarla ai valori religiosi e culturali cristiani. Wulfila dovette superare molteplici problemi e vi riuscì adottando soluzioni creative e brillanti; senz’altro la sua traduzione diede un importante impulso allo sviluppo di una cultura scritta gotica.
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