Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

e sono tuttora espressione, sono germaniche ne più ne meno come il tedesco.

È naturale, pertanto, che la Filologia Germanica si rivolga non solo agli studenti

specialisti di Tedesco ma anche, e nella stessa misura, agli studenti specialisti di Inglese

o, laddove vengano insegnati, di Olandese e di Lingue Scandinave.

1.1 Ora cercheremo di spiegare il significato dei due termini di cui si compone il

nome di questa materia: filologia e germanico.

La filologia è anzitutto studio del testo, del testo inteso come manifestazione del

pensiero attraverso la scrittura, della sua costituzione e, per così dire, della sua storia,

cioè della sua trasmissione e delle sue possibili trasformazioni nel corso del tempo.

Quindi, una disciplina testuale. Anzi, possiamo dire che fra le discipline testuali,

come ad esempio l'analisi letteraria, la linguistica, ecc. (con le quali, peraltro, la filolo-

gia ha molti punti di contatto), è quella più strettamente legata al testo di tutte le altre.

Dunque uno studio che voglia propriamente definirsi “filologico” non può prescindere

da un riferimento preciso e costante ad un determinato testo, o a un insieme di testi

aventi delle caratteristiche in comune.

A questo proposito vorrei sottolineare che, poiché i documenti scritti relativi alle

fasi più antiche delle lingue germaniche sono spesso scarsi e problematici, anche il più

piccolo può essere una testimonianza preziosa; l’indagine linguistico-filologica

prescinde dal valore artistico o letterario dei testi: qualunque testo, anche il più

apparentemente insignificante è una testimonianza diretta di un dato momento storico-

linguistico ed è quindi altamente significativo. Per esempio si possono studiare delle

glosse (postille, note) in tedesco antico, in longobardo o in inglese antico contenute in

un testo latino.

Il termine “filologia” è di origine greca, ma non si tratta di un composto artificiale,

creato e messo in circolazione da noi moderni (come grammofono o televisione), ma di

una parola che i Greci hanno veramente usato. Platone (IV sec. aC) definì, infatti, Atene

philologos kai polylogos in contrapposizione a Sparta, definita brachylogos “di poche

parole”-ponendo la questione su un piano di maggiore o minore inclinazione alla

dialettica (o alla chiacchiera?) Invece Eratostene di Cirene nel III sec. aC, in età

alessandrina, attribuisce il termine philologos a se stesso, intendendo “studioso,

letterato, erudito”. In particolare, philologos indica colui che mostra specifico interesse

per ciò che gli Alessandrini coltivarono con maggiore passione nel campo delle lettere:

la critica del testo e la grammatica. Gli studiosi moderni si sono resi conto di essere

nella stessa sfera di interesse degli Alessandrini e perciò hanno ripreso i termini

“filologia” e “filologo”, attribuendoli in senso stretto alla scienza e allo scienziato che

si occupano della trasmissione e cercano di stabilire con esattezza il contenuto

originario e la retta interpretazione di questo o quel testo.

Al fine di delimitare la sfera di interesse di ciascuna filologia è invalso l’uso di

aggiungere aggettivi come “romanza”, “classica”, ecc.

In età romantica il termine filologia si arricchì sempre più di contenuto. Con il culto

del testo e della sua tradizione si combina sempre l’impegno a esplorarne a fondo la

lingua, per se stessa e in rapporto a quella di testi affini, nonché a ricostruire la temperie

culturale di cui esso stesso è prodotto. Tipicamente romantico è il metodo comparativo

2

per risalire alle origini, cercare di affrontare il problema senza darsi per vinti di fronte

alle grosse oscurità che tali origini presentano.

Anche la FG è nata in epoca romantica e si è sviluppata particolarmente in mezzo a

quelle popolazioni che erano direttamente interessate alle origini germaniche, vale a

dire in Germania, Austria, Svizzera, Inghilterra, Olanda Svezia, Danimarca, Norvegia,

Islanda e rivolgendo la sua attenzione prevalentemente alle manifestazioni linguistiche

comuni alle varie nazioni germaniche, nello sforzo di chiarire i rapporti che intercorrono

fra queste ultime, risalendo nel tempo fino alla preistoria indoeuropea.

La FG è una scienza storica, che ha per principale oggetto di ricerca tutto ciò che

riguarda le comuni origini germaniche. Il suo compito non si esaurisce nel tentativo di

stabilire quale livello culturale avessero raggiunto i Protogermani attorno al I millennio

aC e quale lingua parlassero, essa intende seguire gli sviluppi di vicende sempre meno

comuni ai popoli che inizialmente costituivano la cosiddetta età germanica, dalla

preistoria fino ai nostri giorni.

D’altro canto è innegabile il contributo che le nazioni germaniche hanno dato al

sorgere della nuova Europa sulle rovine dell’Impero Romano.

La situazione che si presenta nel mondo germanico è paragonabile a quella di un

mondo romanzo la cui fase latina sia rimasta preistoria adocumentaria.

Quando studiamo le lingue romanze (compreso l’italiano), disponiamo di una

lingua-madre, il latino, che è prezioso strumento per confronti e chiarimenti. Certo, lo

sviluppo della lingua non è mai lineare e non segue degli schemi rigidi, quindi

confrontando le lingue romanze non riusciremo a risalire al latino classico di Cicerone,

bensì ad un latino multiforme detto “volgare”, che si potrebbe denominare

“protoromanzo”, molto simile al latino parlato dal popolo nelle diverse province. Invece

purtroppo per le lingue germaniche non conosciamo niente che corrisponda al latino.

Un gruppo che parla uno stesso idioma è solitamente caratterizzato anche da

analoga compattezza culturale, la quale a sua volta è il risultato di analoghe vicende

storiche. Quando, in seguito ad una qualunque causa, il gruppo si disgrega, i singoli

elementi che lo componevano vanno incontro a vicende storiche loro particolari e

distinte da quelle di altri elementi del gruppo originario; nascono culture nuove.

Per quanto concerne la lingua, essa può dirsi veramente specchio di questi eventi:

assumerà fisionomie particolari, subirà delle modifiche e delle infiltrazioni, passerà

eventualmente dall’unità alla molteplicità, frantumandosi in lingue diverse eppur

somiglianti, che in ogni caso non rinnegheranno mai se stesse e le loro origini.

Grande e istruttiva miniera di osservazioni è la storia della lingua di Roma, dai

primi documenti in latino dell’età imperiale, da questo, attraverso il Medioevo, alle

lingue neolatine di oggi.

Complessivamente, dunque, si può dire che la Filologia Germanica è "la scienza

che studia ed interpreta le testimonianze scritte di quelle civiltà che hanno avuto

comuni orìgini nel mondo germanico antico e che tali origini riflettono nella loro

successiva evoluzione" (Molinari, La filologia germanica, Bologna 1987, p. 1).

1.2 ora vediamo meglio cosa si intende per “germanica”. Il cosiddetto germanico

comune appartiene ad una più grande famiglia detta indoeuropeo. 3

E’ merito della linguistica storico-comparativa (Rasmus Rask, Franz Bopp) l’aver

individuato e descritto una serie di elementi comuni a più lingue, dando fondamento

scientifico al concetto di “parentela genealogica”.

Per praticità distinguiamo due sottogruppi: orientale e occidentale.

GRUPPO ORIENTALE: indoario (che comprende il sanscrito, lingua classica

dell’india; iranico orientale (avestico-lingua sacra dei seguaci di Zaratustra 1000 a C);

persiano antico (lingue iraniche oggi: afgano, persiano moderno); armeno (parlato oggi

da pochi superstiti ai massacri operati dai Turchi; anche in Italia vi sono comunità

religiose di Armeni sull’isola di San Lazzaro –Venezia- e a Roma); albanese che ha una

posiz a se stante nell’ambito delle lingue ie. (forse continua l’illirico); (in Italia colonie

albanesi in Calabria e in Sicilia); lingue baltiche (lituano e lettone) documentate dal

XVI sec.; lingue slave meridionali(bulgaro, serbo-croato, sloveno, slavo ecclesiastico),

orientali (russo, bielorusso, ucraino), occidentali(ceco, slovacco, polacco); greco.

GRUPPO OCCIDENTALE: celtico continentale (gallico) e insulare – (britannico-

oggi bretone in Bretagna-, gallese o cimrico nel Galles, cornico in Cornovaglia) quanto

sopravvive oggi è detto “gaelico”. > irlandese; italico (osco, umbro, latino-da cui lingue

romanze: spagnolo, portoghese, catalano, francese, italiano, romeno); germanico.

SCHEMA LINGUE INDOEUROPEE E LINGUE GERMANICHE

Le lingue germ presentano una serie di tratti peculiari che le individuano rispetto

alle altre lingue ie.- Si è indotti a postulare l’esistenza di una fase comune che si cerca

poi di ricostruire mettendo a confronto le caratteristiche delle singole lingue germ

antiche tra cui eccelle la lingua gotica.

Le lingue germaniche che posseggono una documentazione antica rilevante, tale da

consentirci l’individuazione di elementi culturali caratteristici sono: il gotico, lingua

oggi estinta, tesimoniata nel IV-VI sec. DC e unica rappresentante delle lingue germ

orientali, l’inglese, il tedesco il nederlandese (olandese e fiammingo), il frisone (gr.

occidentale) e poi islandese, norvegese, svedese, danese (gr. settentrionale). Saranno

materia d’indagine gli elementi comuni che consentono di individuare in queste lingue

e culture origini comuni che definiamo appunto germaniche e anche il diverso modo

con lui tali civiltà entrano in contatto con il mondo europeo non germanico (latino-

cristiano) e ne accolgono gli apporti culturali, modificando di conseguenza le direzioni

della loro evoluzione.

La FG oggi è spesso scissa in diversi settori e sotto branche più specialistiche, come

la filologia nordica, la fil inglese, tedesca ecc. In Italia l’insegnamento della FG è

ancora sostanzialmente unitario, cioè comprensivo di tutti i vari settori.

1.3. Rapporti con le altre discipline.

La FG è quindi in un certo senso interdisciplinare, in quanto il testo, per essere

correttamente interpretato deve essere studiato non solo per se stesso , ma nell’ambito

del coevo contesto culturale. L’interpretazione storica consisterà dunque sia nella

ricostruzione dell’originaria forma linguistica, sia nella lettura secondo codici stilistici e

culturali contemporanei, per la cui individuazione, anche parziale, sono necessari gli

apporti di altre discipline.

Sono di fatto molto sfumati i confini tra la FG e le varie storie della lingua inglese,

tedesca, olandese ecc, ugualmente con la dialettologia tedesca, inglese, scandinava, ecc.

Particolarmente stretti i rapporti con la fonetica storica, la linguistica storico-diacronica,

4


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

7

PESO

64.70 KB

AUTORE

Frau81

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Linguistica germanica per l'esame della professoressa Elisabetta Fazzini sui seguenti argomenti:filologia germanica,definizioni, analisi materia, filologia, parentela genealogica,gruppi lingue, schema delle lingue indoeuropee, schema delle lingue germaniche, legami disciplinari,aree di ricerca.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in mediazione linguistica e comunicazione interculturale
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Frau81 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica germanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Fazzini Elisabetta.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Linguistica germanica

Linguistica germanica - le mutazioni
Appunto
Linguistica germanica - lingue
Appunto
Linguistica germanica - germanico e indoeuropeo
Appunto
Linguistica germanica - l'indoeuropeo
Appunto