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Si registra una differenza: nei dialetti del sud, è evidenziamo un aspetto che non è presente

nei dialetti del Nord: la seconda rotazione consonantica, che è un fenomeno linguistico,

che si verifica quindi solo al sud. Questa diversificazione si annulla nei fatti con Lutero.

Oggi la lingua nazionale ha forte influenza alto tedesca, mentre permane il basso tedesco

nella forma dialettale. Possiamo dire che la lingua nazionale tedesca nasce la traduzione

della Bibbia da parte di Lutero. La fase media si colloca nell'ottavo dodicesimo secolo.

Le lingue scandinave: la fase antica è chiamata antico nordico o norreno o antico

islandese. I documenti si attestano attorno al dodicesimo - quindicesimo secolo.

Frisone: ha un'attestazione tarda, collocabile attorno al dodicesimo secolo. Quando le altre

lingue sono in fase media, del frisone abbiamo le prime attestazioni.

Nederlandese: ha pochissime attestazioni. L'antico basso francone si svilupperà nella fase

tardo medievale. 5

Le lingue germaniche

Le lingue germaniche antiche si dividono in tre gruppi di carattere geografico, utile per

classificare le lingue. Ogni suddivisione ha la sua arbitrarietà e insufficienza.

Nel germanico orientale collochiamo un'unica lingua che è il gotico (che è una lingua

attestata). Fanno parte di questo gruppo anche altri dialetti germanici antichi non attestati. Per

esempio, i vandali dovevano parlare il vandalico, ma di ciò non è rimasta nessuna

documentazione.

Il gotico era già documentata nel quarto - sesto secolo. È attestato solo nella fase antica, non

ha fase media o moderna. Il goti ebbero un ruolo importante, si amalgamarono presto con le

realtà latinofone nelle quali si installarono e successivamente scomparirono. Il gotico è la

prima lingua ad essere attestata. Il fatto che documenti gotici sono i primi ad essere attestati,

pone il gotico in una posizione di priorità, di superiorità, rispetto alle altre lingue che

cominceranno ad essere attestate solo nell'ottavo secolo.

Al germanico occidentale fanno parte:

- l'antico alto tedesco la cui documentazione parte dall’ottavo al dodicesimo secolo

- l'antico sassone, la cui documentazione risale al nono secolo

- l’anglosassone, la cui documentazione risale dall'ottavo al dodicesimo secolo

- l’antico frisone, da cui documentazione risale al dodicesimo - tredicesimo secolo

- L’antico basso francone, la cui documentazione in fase antica è situata verso il nono

- dodicesimo secolo. Come si può notare questa zona si presenta molto più articolata

ed emerge la differenza tra il gotico e gli altri dialetti germanici.

Il germanico settentrionale. La fase antica è chiamata antico nordico (o norreno o antico

islandese). La documentazione antico nordica risale dal tardo dodicesimo al quindicesimo

secolo. (Nella lingua prodotta in Islanda).

Il problema dell’attestazione

cosa significa che un testo è attestato ad un determinato secolo?

Quando parliamo di documento, parliamo di una cosa ben precisa. I testi germanici antichi,

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che sono sempre anonimi, implicano un rapporto intimo con il codice con cui ci sono stati

tramandati. Per esempio il Beuwulf (testo anglosassone) c'è testimoniato da un codice,

questo codice si chiama Cotton Vitellius A XV. I codici possono essere datati sul piano

paleografico. Questo codice è stato datato intorno alla fine del decimo secolo.

quando si parla di datazione si fa riferimento alla data del codice con cui il testo c'è stato

tramandato. in fase medievale l'unico modo di trasmissione culturale e di trasmissione dei

testi era la trascrizione emmanuense, quindi la copiatura all'interno dei monasteri per mano

dei monaci. In questa fase il testo scritto ha un legame strettissimo con il codice. Quindi la

datazione si basa sul tipo di scrittura, quindi in base al codice. È evidente che possibile datare

il codice, ma è impossibile datare il vero momento in cui il testo è stato scritto. Il codice

quindi assume il ruolo di testimone.

IL GOTICO

La trasmissione dei testi, la cristianizzazione e il ruolo importante dei Goti.

Nella realtà germanica antica, la trasmissione dei testi è mediata dalla Chiesa. La cultura è

trasmessa per mano degli ecclesiastici. Con la caduta dell'impero romano, e di conseguenza

la caduta delle scuole, la Chiesa sì intesta la trasmissione del sapere. Ed è proprio grazie ai

monaci che dobbiamo se buona parte della cultura medievale ci è pervenuta.

Nel caso dell'area germanica, i germanici non prevedevano la trasmissione scritta dei testi. Il

momento in cui i germanici cominciano a mettere per iscritto la loro tradizione, coincide con la

loro cristianizzazione. Quest'ultima comporterà, infatti, non solo l'abbandono del paganesimo,

ma anche altri modi di vivere e altri elementi culturali, come appunto alla trasmissione scritta.

E sempre grazie a questo i germani acquisiscono questo nuovo strumento culturale.

altro elemento fondamentale dell'alfabetizzazione dei germani è legato quindi alla

conversione. La conversione al cristianesimo può avvenire per modalità, tempi e canali

diversi.

L'attestazione del gotico risale al quarto secolo, quella dell'antico nordico risale al dodicesimo

secolo. Questo perché il goti si sono convertiti per primi alle cristianesimo. Il goti, per questo,

sono i primi, sono gli anticipatori.

Jordanes ci parla dei goti attraverso un suo testo Getica. la loro migrazione risale già al

primo secolo a.C. Jordanes ci parla di un'origine scandinava dei goti. Da questa regione,

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avrebbero iniziato una migrazione verso sud, sud est. Attorno al primo, secondo secolo si

sono stanziati nella zone della Vistola. successivamente dal Baltico hanno iniziato una lunga

migrazione che li ha portati fino alle coste del mar Nero. Il goti quindi hanno attraversato tutta

l'Europa orientale. È un processo migratorio che porta il goti precocemente ad entrare in

contatto con altri popoli di altre culture, principalmente quella grecofona. in questi territori

cominciava ad espandersi cristianesimo. Ancora una volta i Goti sono prioritari, cioè hanno

fatto ciò che faranno gli altri popoli germanici dopo circa cinque secoli. I goti diventano il

popolo guida, il popolo eletto. Il quarto secolo è un'epoca di grande fermento. Nelle coste del

mar Nero, i goti che si stanziarono ad est, presero il nome di Ostrogoti, mentre quelli che si

stanziarono ad ovest, presero il nome di Visigoti.

Successivamente l'avanzata degli unni porta Ostrogoti e Visigoti a spingersi verso ovest.

Attorno al 350 risale il più importante documento gotico, che è la traduzione dal greco della

Bibbia. È un dato importante perché è una traduzione, chi traduce deve essere competente in

entrambe le lingue. Questa traduzione venne fatta da un vescovo visigota, Wulfila (piccolo

lupo). Wulfila venne considerato come un apostolo cristiano per le genti gotiche, tradusse la

Bibbia dal greco al gotico. Il suo grande contributo: avere inventato una lingua scritta che

prima i goti non avevano. Lui, quindi, non solo traduce, ma con mia anche un nuovo

linguaggio. L'opera di Wulfila, ci testimonia una grande riflessione linguistica sul proprio

idioma. I goti avevano una grande tradizione culturale ma fino a Wulfila era solo una

tradizione culturale trasmessa oralmente.

La traduzione venne effettuata per motivi pratici. La Bibbia era necessaria per la predicazione

e per la liturgia. Buona parte di questo testo è andato perduto, soprattutto quella del vecchio

testamento. Invece è rimasta buona parte del nuovo testamento, quindi i Vangeli e le epistole

Paoline. I testimoni (i codici) che ci hanno trasmesso la Bibbia di Wulfila, datano al sesto

secolo. Ma è certo che questo testo sia stato scritto nel quarto secolo, anche se non ci

restano documenti.

Sono codici trascritti in Italia. I codici che sono sopravvissuti, sono codici che sono stati

vergati in Italia, perché è alla fine del quinto secolo si crea, dopo la caduta dell'impero

romano, il regno Ostrogoto. La Bibbia diventa un testo fondamentale sia per gli Ostrogoti, sia

per i Visigoti.

Codex Argenteus: contiene i quattro Vangeli. Chiamato argenteus perché è scritto con

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inchiostro argentato. Si trova oggi in Svezia. Oltre al Codex Argenteus abbiamo altri codici, i

codici ambrosiani (che si trovano a Milano) e contengono frammenti delle epistole paoline. nel

momento in cui Wulfila tradusse la Bibbia, c'erano dei testi canonici. Le epistole paoline ci

sono giunte frammentarie perché questi codici ambrosiani, sono stati raschiati e sono dei

palinsesti, ovvero codici riutilizzati e riscritti. Sono, quindi, di difficile lettura. Parliamo quindi di

tradizione frammentaria.

Di gotico abbiamo anche frammenti di un calendario gotico e dei frammenti di un'opera di

carattere esegetico, cioè il commento alla Vangelo di Giovanni. Questo ci testimonia un

carattere di spiegazione, esegetico appunto.

Quando parliamo di tradizione gotica, c'è un'altra particolarità: i goti per primi tradussero dal

greco, ebbero un rapporto stretto col greco. Le altre realtà germanica avranno contatti con la

cultura latina e non greca come i goti. Nella realizzazione della sua traduzione Wulfila, ebbe

problemi di natura grafica. Quando tradusse coniò anche un alfabeto.

La scrittura utilizzata da Wulfila. Gli altri germani usavano l'alfabeto latino, Wulfila no, ma

inventa anche un alfabeto, forse per dare maggiore dignità nazionale.

Le popolazioni germaniche antiche non avevano l'abitudine del testo scritto però utilizzavano

a scopi limitati,un sistema epigrafico, le cosiddette rune, cioè queste genti germaniche

usavano per piccole iscrizioni, una serie runica (sul legno, su metallo...) Non sempre

facilmente decifrabili. Questo utilizzo era limitato ad una cerchia e non hai niente a che

vedere con la produzione scritta latina e greca.

Perché se esisteva un sistema di scrittura, Wulfila non utilizzò questo sistema?

E’ probabile che i goti con le migrazioni abbiano perso queste abitudini o Wulfila ha voluto

proprio creare qualcosa di nuovo. Questo alfabeto di Wulfila, è una scrittura maiuscola, molto

simile al lonciale greca. L'alfabeto è costituito da 27 segni, mutuati dall'alfabeto greco.

Quando le altre popolazioni germaniche cominciano a scrivere, ricorrono all'alfabeto latino.

Questo gotico è importante perché ci testimonia un momento della storia linguistica dei

germani. L'alfabeto gotico ci fotografa una realtà, quella del quarto secolo che risulta diversa

dalle realtà successive. 9

Schema della tripartizione del germanico

Germanico orientale: gotico, lingua attestata ( IV – VI secolo )

Germanico occidentale: antico alto tedesco (VIII – XII secolo)

Antico sassone ( IX secolo )

Anglosassone ( VIII – XII secolo )

Antico frisone ( XII- XIII secolo )

Antico basso francone ( IX- XII secolo)

Germanico settentrionale: antico nordico (norreno o antico islandese) ( tardo XII – XV

secolo)

La suddivisione pone dei problemi. Il limite della tripartizione: la lingua germanica del quarto

secolo, quindi il gotico, presenta elementi conservativi rispetto alle altre. Il gotico é più

conservativo. È utile perché ci aiuta a ricostruire quell'ipotetico germanico, essendo più vicino

a questa protolingua. Conservativo: conserva elementi che si sono persi nelle fasi

successive.

Esempio:

got. dags (giorno) (termine usato da Wulfila nel IV secolo)

ags. dœg ( si legge day come in inglese)

aat. tag

Da questo proviamo a ricostruire la forma germanica, che diventa: germ* dagaz

La forma del germanico presenta: una radice dag + una vocale tematica a + la desinenza z

(dag-a-z). questo vale per tutte le lingue indoeuropee. le radici non mutano quasi mai.

Comparazione

il gotico rispetto al germanico, mantiene la desinenza, anche se mutata. La vocale tematica si

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perde al nominativo. Mentre l'anglosassone e l'antico alto tedesco hanno perso tutto.

Questo è un esempio di conservatività. Il gotico è per questo fondamentale per ricostruire il

germanico.

Una delle caratteristiche delle lingue germaniche è l'accento rizotonico sulla sillaba radicale

che inciderà sul trattamento delle sillabe secondarie finali. Visto che il gotico è una lingua di

traduzione, è importante la funzione della Bibbia, che essendo un testo sacro, non poteva

essere modificato. Riprende, infatti, la sintassi del testo greco e conferisce un andamento

piuttosto faticoso perché c’è questo tentativo di rispettare il testo di partenza. Si tratta di una

lingua sacra e non si sa se realmente i goti parlassero in questa maniera.

il lessico si connota per una sua originalità: il superamento di certe difficoltà avviene

attraverso il prestito, cioè mutuazione del termine straniero. Con Wulfila, il ricorso al prestito è

molto limitato. Invece di utilizzare nuovi prestiti, l'operazione per la creazione di nuovi concetti

è quella di utilizzare il mezzo del calco (si tratta sempre di interferenza) che consente l'utilizzo

di termini indigeni però il calco proviene da una conoscenza approfondita della lingua.

Esempio di calco

Il termine battesimo ( immersione del corpo nelle acque) era un concetto nuovo per la cultura

gotica e Wulfila risolve questo problema con un calco.

Battezzare è in gotico daupjan (dau'pian) = immergere nel fondo.

E' un'operazione di calco semantico, tiene conto del significato. 11

La traduzione della Bibbia data IV secolo e ha avuto il contributo di dare dignità letteraria al

volgare germanico.

Le traduzioni successive dei testi sacri, seguivano il metodo utilizzato da Wulfila, ovvero la

traduzione letterale.

Questa sarà poi ribaltata da S.Girolamo, a cui si deve la traduzione in latino della Bibbia.

Girolamo è il patrono dei traduttori e ha gettato le basi per un nuovo metodo tradottivi basato

sul senso e non su una traduzione letterale.

Traduce la Bibbia in latino, cinquanta anni dopo la traduzione di Wulfila, il quale, sul piano

linguistico, ricorre talvolta al prestito e anche al calco ( operazione più raffinata e funzionale

rispetto agli scopi della traduzione).

I VERBI DEBOLI E I VERBI FORTI

Nel testo di Wulfila troviamo la parola:

got. daupjan (battezzare)

questo è un verbo debole, formato su base aggettivale.

got. diups (profondo)

ags. deop > ingl. deep

Le lingue germaniche antiche distinguono:

1)verbi forti

2)verbi deboli

questa distinzione continua anche nelle lingue germaniche moderne.

Esempio:

l'inglese ha verbi che sviluppano il paradigma in questa maniera:

1 caso: love/loved/loved

2 caso: sing/sang/sung 12

Sul piano formale abbiamo due tipi di paradigma. Quello di primo tipo è regolare, quello del

secondo tipo è irregolare. In ambito germanico il primo tipo è detto verbo debole e quello di

secondo tipo è detto verbo forte.

La differenza morfologica.

Nel primo tipo la radice rimane invariata il tempo passato si costruisce per mezzo di un

suffisso indentale, formando così il participio passato. Questa possibilità creativa per mezzo

di un suffisso, è una forma esclusivamente germanica. Questi verbi del primo tipo sono

chiamati deboli.

Nel secondo tipo non vi sono suffissi. La mutazione è data da una mutazione interna, con il

cambiamento della vocale radicale (tematica). Questi tipi di Verbi sono quelli che erano più

diffusi nel germanico, il quale li aveva ereditati dall'indoeuropeo.

Questo fenomeno si chiama APOFONIA , che consiste nel cambiamento del timbro della

vocale radicale. Questo fenomeno riguarda i verbi forti.

Nelle lingue germaniche antiche la presenza dei verbi forti è massiccia, ma pian piano

aumentano i verbi deboli, a scapito dei primi.

Esempio di calco e di prestito colto (riguardanti i verbi)

1) Esempio di calco

got. diups (aggettivo) > daupjan (verbo) profondo > battezzare

2) Esempio di prestito colto

La parola Vangelo viene dal latino, che la trae dal greco.

got. aiwaggeljō ( euanghelio) è un prestito dal greco

Confrontiamo questa forma gotica con la forma latina e greca, notando come il gotico abbia

adottato e assimilato questo termine.

lat. evangelium 13

εuαγγέlion

gr.

nota: quando in greco abbiamo due gg (due velari), la prima è pronunciata nasale ( n ).

Wulfila quindi trae questa regola anche per il gotico.

In greco ai>e questa si trova anche nel gotico

Nell’esempio di calco abbiamo visto come da un aggettivo si sia creata anche una forma

verbale. Questo non è il caso di vangelo – evangelizzare. Questo verbo è reso da Wulfila

con un calco (semantico e strutturale) dal greco, non con un prestito come il termine Vangelo.

got. wailamerjan ( uelamerian)

E’ un verbo composto da waila (avverbio) + merjan (predicare)

Quando un prestito è riflesso dell’acquisizione di un nuovo prodotto.

Il rapporto col greco è molto stretto, ma non manca anche il confronto con il latino, che era la

lingua ufficiale dell'impero e la lingua della chiesa I goti avevano, in passato, già avuto un

confronto con la lingua latina.

Abbiamo prestiti (nel gotico) che risalgono alla fase in cui i goti erano stanziati nelle foci della

Vistola (primo secolo dopo Cristo). Le parole che sono entrate a fare parte del gotico sono

quelle che riguardano molti prodotti tipici latini sconosciuti ai goti. Infatti si instaurano tra latini

e goti rapporti principalmente commerciali

Attraverso lo scambio (il baratto) i romani portavano ad esempio

il vino, parola che entrerà a far parte del gotico.

È acquisizione di tipo commerciale e si tratta di un prestito.

Quando un prestito è riflesso dell'acquisizione di un nuovo costume.

Es: i germani non avevano l’abitudine di tagliarsi i capelli, quindi dopo il contatto con la cultura

latina, venne assorbito il termine “barba e capelli”, che era un costume latino. Da qui deriva la

parola:

got. kapillon 14

Quindi questo termine non risale a contatti commerciali, ma a contatti di altro tipo.

Quando per esempio i goti, entrando a far parte degli eserciti romani come mercenari, erano

entrati in contatto con le abitudini dei romani. I goti per primi entrano in contatto con la cultura

greca e latina e ne sono il riflesso diverse parole gotiche

La grande epopea gotica scompare nel settimo secolo. I regni da loro creati scompaiono

soprattutto perché dopo la caduta dell’impero romano,Teodorico aveva creato una sorta di

ponte tra il suo popolo e il popolo assoggettato (i latini) così facendo ha dato vita ad un

processo di assimilazione totale, che contiene comunque un carattere distintivo.

La conversione dei goti si è caratterizzata in senso nazionale. È si una conversione al

cristianesimo, ma diversa. Nel recepire la nuova religione i goti abbracciarono l'arianesimo:

dottrina eretica, che fa parte del cristianesimo e fu sconfitto nel VI secolo. Furono infatti

bruciati successivamente tutti i testi gotici, perché impregnati di arianesimo. ( quando le altre

popolazioni germaniche si convertono, l’arianesimo era già sconfitto. Questo mette ancora in

evidenza il fatto che i goti sono stati anticipatori rispetto agli altri popoli germanici).

L’arianesimo in quei tempi che metteva in discussione alcuni dogmi: il più importante

riguardava la trinità. Ario prevedeva una gerarchia tra padre, figlio e Spirito Santo, una

diversificazione delle persone della trinità e non credeva nella sua unità.

Ebbe successo soprattutto perché consentiva una più facile comprensione per quei popoli

abituati alla divinazione di diversi dei.

I goti si consideravano inizialmente ariani e questo diventò il loro tratto distintivo. Wulfila era

un vescovo ariano

Tacito e i Goti

In Tacito c’è solo un accenno ai Goti, nel capitolo 44, anche perché i Goti in quel periodo

erano stanziati ad est e lui era più informato della zona occidentale. Parla di Gotones ( Goti ).

“ Retti monarchicamente in forma un po’ più rigida” : fa probabilmente riferimento a questi

leader militari più intraprendenti degli altri.

Abbiamo una testimonianza del gotico anche nel sedicesimo secolo. Fu raccolta una lista di

parole da un commerciante Busbecq (fiammingo) che era stato mandato alla corte ottomana

a Costantinopoli. Incontrò due persone che venivano dalla Crimea. Erano due amici uno dei

quali si definiva Goto ed era muto. l'altro amico era greco ed era lui a mediare. Dicevano che

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nella zona di Crimea c'era una minoranza che si definiva gotica, che aveva linguaggio

particolare. Scrisse quest'incontro e segno un centinaio di parole che è diventato un gotico di

Crimea. Quest'elenco (anche se non ci sono fonti attendibili su queste parole) testimonia la

continuità con il gotico di Wulfila. unico residuo di gotico e quest'elenco di parole che

testimonia l'antico spostamento dei goti in questa area.

L’ANGLOSASSONE (fa parte del germanico occidentale)

Durante il periodo dell'impero romano, oltre il Reno e il Danubio vi erano le popolazioni

barbariche. Questo confine pian piano iniziò a sgretolarsi di questo diventa anche

l'abbattimento della barriera non solo politica, ma anche culturale. Porta allo sconfinamento

dei popoli barbarici all'interno dell'impero romano, ormai caduto. Il quinto secolo è chiamato

il grande secolo delle migrazioni ed è importante perché una serie di movimenti danno avvio

a nuove realtà linguistiche, culturali. I barbari acquisiranno una fisionomia più definita anche

sul piano politico. si sostituiscono alle realtà locali, ovvero alle province romane, creando

nuove entità: il regni romano-barbarici.

Ipotesi sul territorio originario germanico e la Britannia

quando parliamo di territorio originario germanico di studiosi hanno ipotizzato una cerchia

nordica (che comprende Danimarca, il Nord del Germania e il sud della Svezia). secondo gli

studiosi sarebbe stato il territorio dove si sarebbero formate le genti germaniche. da questa

regione sarebbe iniziata una diaspora (movimento migratorio) che ha il suo momento più forte

nel quinto secolo. Da questa cerchia la Britannia è completamente esclusa.

La Britannia era un territorio celtico, gli autoctoni sono proprio popolazioni celtiche, che

niente hanno a che fare con il germanico, parlando gli idiomi celtici che comunque fanno

sempre parte del ramo indoeuropeo. Cesare aveva provato una conquista della Britannia,

non riuscendoci. fino al 410 d.C. La Britannia era stata provincia dell'impero romano e i celti

sono romanizzati. in Britannia a partire dal quinto secolo cominciarono ad arrivare le tribù

germaniche. Se non vi fosse stata questa migrazione, non esisterebbe l'inglese odierno.

per quanto riguarda quest'episodio abbiamo una fonte importante, più precisa di Jordanes.

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Si tratta di una fonte in latino. L’autore è Beda. ( che muore nel 731 d.C.) ed è uno dei

personaggi importanti tra i monaci intellettuali, Dante lo colloca addirittura come uno dei padri

della Chiesa. È Anglosassone e scrisse in latino una Historia ecclesiastica gentis

anglorum (genti angeliche). Voleva fare una storia della conversione. Ci fornisce delle

informazioni importanti perché dopo tacito non era stato scritto più in niente sulle genti

germaniche. Beda colma dei vuoti, ci da una serie di notizie che sarebbero andate perdute.

Questo testo, sentito come testo di storia nazionale, da uno stimolo agli angli di produrre testi

che parlano di loro. Quindi hanno acquisito una propria dignità. Beda narra della situazione

travagliata britannica dopo che le legioni romane si erano spostate ad est e quindi non

c'erano più presidi militari. Per quanto riguarda l'entrata dei germani non fu massiccia, ma

graduale e quest’occupazione portò all'emarginazione delle popolazioni locali. Le tribù

germaniche, infatti, sconfiggono le popolazioni locali. Beda ci parla anche della dislocazione

delle popolazioni germaniche e della divisione del territorio britannico attuata da queste genti

germaniche, parlando di tre tribù: Angli, Sassoni e Iuti. Angli e Sassoni sono popolazioni

attestate, che abitavano le sponde del mare del Nord. 17

Differenze tra il gotico e l’anglosassone. Brano tratto dal Vangelo di Luca

Gotico:

Usstandandei þan Mariam in þaim dagam iddja sniumundo in bairgahein in baurg Iudiins; jah

galaiþ in gard Zakariins jag golida Aileisabaiþ.

Anglosassone:

Soðflice on ðam dagum azas Maria and ferde on muntland mid ofste, on Iudisce ceastre and

eode into Zacharias hiuse and grette Elisabeth.

• Il brano gotico è stato tradotto dal Greco

• Il brano anglosassone è stato tradotto dalla vulgata in latino

Possiamo notare:

• in gotico il nome Miriam è scritto cosi anche in greco. ai è un digramma. Sono

due suoni vocalici;

• þ ( in gotico ) = spirante interdentale sorda “th”

• usstandandei (nel gotico ): è un participio presente

• soðlice: ( in ags) significa: in verità, dunque, allora

• dagum (ags) notiamo una lingua flessiva con casi e desinenze. Dagum È il

dativo plurale per la parola per giorno. Corrisponde a dagam nel gotico.

Nominativo got. dags / ags daej.

dag-um um è la desinenza.

Nel nominativo singolare ags daej, la vocale originaria germanica a ha subito un

fenomeno, chiamato innalzamento. La a essendo vocale centrale si è mossa

verso l’alto.

In ags. la differenza tra nominativo e dativo plurale, nel middle English questa

diversità scompare. Si mantiene la forma del nominativo. 18

• In baurg Iudiins (got) : nella città di Giuda au>o

oggi troviamo il termine bourg =città. Termine presente nei toponimi.

• Il contatto con la realtà latina porta nuovi termini:

es: castrum (accampamento). In area romana le città sorgono su un

accampamento. Questa parola è stata poi acquisita dall’anglosassone con il

termine di caestre, che non ha più il significato di accampamento, ma di città.

• In anglosassone abbiamo la parola muntland è una parola composta. Land:

territorio. È un termine germanico. Munt: è un termine latino =montagna. Quindi

quest’ultimo si tratta di un prestito. È un composto quindi di due sostantivi. Un

termine latino + termine germanico.

In gotico abbiamo invece la parola bairgahein, che è un termine prettamente

germanico.

Le due lingue ci danno un’idea di una risoluzione diversa. L’anglosassone è

meno conservativo del gotico nella realtà lessicale.

• In ags: into Zacharies hiuse: nella casa di Zaccaria. Al nominativo hiuse>hūs

Hūs= valore originario di nascosto, luogo riparato. poi questo termine è evoluto

nel campo semantico, infatti poi in ags assume il significato di casa.

• Il gotico gards è un termine tipicamente germanico, ma c'è stata una diffusione

europea. Giardino-garden

si tratta infatti di una parola errante

got. gards

ags. Geard (ierd) > ingl. Yard (unità di misura)

aat. Gart (territorio, luogo)

germ* gardaz

ie* ghortós (ricostruito attraverso altre lingue ie . lat hortus= area recintata,

protetta) in ambito gotico il termine gards indicava l'unità abitativa. La casa che

aveva questa sorta di protezione. Nel IV secolo in gotico la parola casa è

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sempre questo. Questo termine a poco a poco perde il suo valore.

Le mutazioni di significato: più un termine è generico, più si connota

semanticamente.

In aat. è presente la parola garton/gartin (luogo dove c’è verde). Termine

appartenente al dialetto francone. Gratin viene assimilato dal francese (giardin)

e arriva poi nelle isole britanniche con garden. Questa parola ha viaggiato

dall’area alto tedesca al francese, dal francese in Inghilterra. Questo è un

esempio di parola errante, che muta il suo significato. Prestito che risale

all’epoca normanna.

• ðam (tham): si tratta di un pronome (in quei)

• Le lingue germaniche non ereditano dall’ie l’articolo, che si sviluppa col

passaggio dalla forma sintetica ad analitica.

Inglese odierno the

In ags 3 forme: se got: sa

seo so

paet pata

I verbi:

• In ags abbiamo:

aras, ferde, eode, grette = preteriti passati

in ags: grette (salutare, rivolgendosi a qualcuno)

ferde: (si recò, viaggiò, si incamminò verso, partire per andare) ed è un

verbo debole.

Eode: entrò. Se confrontiamo la sua posizione nella frase con quella del

gotico, notiamo una posizione diversa, ma sono due parole che hanno lo stesso

significato. 20

• in got abbiamo:

usstandandei, iddja, galaiþ, golida ( la d indica il preferito)

in gotico: goljan :verbo utilizzato da Wulfila per salutare e che utilizza per rendere

l’idea del saluto, un saluto armonioso

iddja : entrò. Se confrontiamo la sua posizione nella frase con quella

dell’anglosassone, notiamo una posizione diversa, ma sono due parole che

hanno lo stesso significato.

Usstandandei: è un participio

Eode/Iddja (entrò): tutti i verbi di movimento, sia iddja che eode sono forme suppletive, che

suppliscono ad un preterito.

Got. gaggan (gg=ng)

Ags. gan (gon) > inglese to go

(sono entrambi verbi forti)

in anglosassone e in gotico, il preterito di questo verbo è eteroclito. Le forme suppletive sono

forme deboli.

Paradigma

Aras a-rīsan a-rās a-rison a-risen

Galaip ga-leiþan ga-laiþ ga-līþum ga-liþans

Nelle lingue germaniche antiche abbiamo quattro forme:

1. infinito

2. preterito (passato) singolare

3. preterito (passato) plurale

4. participio preterito (passato) 21

la particolarità: le forme del preterito plurale erano diverse. Il preterito plurale serviva a fare il

preterito congiuntivo.

• Quattro forme

• Due verbi forti

• Sono verbi composti, sono premessi da una preposizione. Si chiamano infatti

composti verbali, che si possono scomporre. La forma prefissale è atona, infatti

l’accento si trova sulla prima sillaba radicale.

In inglese oggi prevale la forma del preterito singolare, per le persone del plurale. Per questo

motivo le 4 forme si sono poi ridotte a 3.

Apofonia: (alternanza vocalica) mutare delle vocali radicali all’interno di categorie

morfologicamente affini. Abbiamo due tipi di alternanza

1. un’alternanza quantitativa , che può essere lunga o breve

2. un’alternanza qualitativa, con il mutamento della vocale.

Forma antico alta tedesca, del brano tratto dal vangelo di Luca

Arstantantei Maria in then tagon gieng in gibirgu mit ilungu in Iudeno burg ingieng tho in hus

Zachariases inti heilizita Elisabeth.

A differenza delle altre due forme, questa traduzione alto tedesca, non è una traduzione

vangelo per Vangelo, ma appartiene a quei testi definiti armonia, cioè una raccolta che

prende pezzi dei diversi Vangeli. Non è un'opera originale. Questa traduzione venne fatta nel

monastero di Fulda ed è una traduzione di un testo latino, che era già un'armonia dei Vangeli,

che a sua volta era la traduzione di un testo greco Diatesseron di Taziano. Nonostante sia

un'armonia, questo testo è pressoché identico ai precedenti. Questa traduzione dell'armonia

dei Vangeli risale al IX secolo. È una traduzione letterale ed è la prima opera in prosa in

territorio tedesco.. La lingua dipende sempre dal latino, come tutti testi in prosa che sono tutto

delle traduzioni. In area tedesca , a differenza dell'anglosassone, che era riuscito a produrre

testi originali e non solo traduzioni, questa è una prosa stentata. In area tedesca sarà la fase

media a fare emergere una vera lingua nazionale. In fase antica è l'anglosassone che

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produce testi originali, in fase media, il tedesco.

Mentre per l'area anglosassone abbiamo quattro aree dialettali, i testi antico alto tedeschi

presentano una notevole diversificazione sul piano dialettale. La differenza dialettale è più

forte e le parole sono diverse sul piano della grafia. Questo accadeva perché i testi erano

tradotti nei monasteri, che erano sparsi in diverse zone del territorio tedesco, ed ogni

monastero cercava di risolvere i problemi traduttivi in maniera diversa. in area anglosassone

troviamo invece l'unità.

Il territorio tedesco nella fase antica è diviso in:

1. area alto tedesca, a sud

2. area basso tedesca, a nord

questa distinzione è data dalla prima rotazione consonantica, fenomeno che riguarda l'area

basso tedesca. Fulda si trova al confine ed è importante per la nascita della letteratura.

Paragoni tra anglosassone, gotico e antico alto tedesco, riguardanti il brano tratto dal

Vangelo di Luca

Got. iddja Che sono preteriti suppletivi

Ags. eode

Aat. Gieng preterito non suppletivo

In aat non troviamo come in anglosassone e come in gotico la grafia þ per indicare

l’interdentale sorda, ma troviamo th. Th è più a sud trascritto con d.

Got. dagam Troviamo in aat. come la d>t. si ha quindi il

passaggio da occlusiva sonora a sorda. E questa è

Ags. dagum una caratteristica dell’area alto tedesca.

Aat. tagon

Aat. Arsantantei Sono entrambi participi

Got. Usstandandei 23

Got. Sniumundo Per indicare la fretta

Aat. ilungu

Got. Golida Per indicare il saluto

Ags. agrette

Aat. heilizita

Per quanto riguarda la congiunzione, le tre lingue presentano diverse forme:

- in gotico la congiunzione e si presenta con jah (jah ha un corrispettivo in area nordica,

in area scandinava, dove la congiunzione è resa con ok)

- in anglosassone and o ond

- in antico alto tedesco ne abbiamo 4 o 5 forme diverse. In questo caso abbiamo inti. Le

altre forme sono: enti, inti, unti, anti. Sono tutte forme riconducibili alla stessa

congiunzione.

Le isoglosse e le lingue Inghevoni

Ci sono poche isoglosse tra il gotico e l'antico alto tedesco. Le lingue dell'area germanica

occidentale hanno poche isoglosse in comune, perché nella fase antica si mostrano già

diversificate. Ags

a.s

a.f Antico alto tedesco

C’è una fascia di isoglosse che comprende l'anglosassone, l'antico sassone, e antico

frisone. queste tre lingue sono dette lingue Inghevoni o lingue del mare del nord. ( a confine

tra le lingue Inghevoni e l’antico alto tedesco, c’è l’antico basso francone). Sono le lingue

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parlate nell'area prospiciente all'area del Nord. Questa fascia lascia da parte l'antico alto

tedesco, caratterizzato dalla seconda rotazione consonantica.

Questi tre dialetti germanici hanno diverse isoglosse in comune. Non si sa se ai tempi di

tacito. esistevano queste particolarità linguistiche. Anche nella fase preletteraria e questa è

una fase di grande movimento. Tacito parla nella Germania delle stirpi germaniche,

dividendole in tre gruppi:

1. Inghevoni ( che si affacciano sul mare del Nord)

2. Erminovini (al centro)

3. Isochevoni (ad est)

Tacito fa una tripartizione di tre diverse etnie delle popolazioni germaniche. È una

classificazione di tipo etnico, facendo risalire le dominazioni discendenti da Manno.

( si parla di Manno, riconducibile a man, che è la radice della parola per mente. La parola

uomo è diversificata, rispetto al latino, in cui abbiamo omo-omini).

Questo tipo di classificazione, che è di tipo etnico e non linguistico, è stata utilizzata dagli

studiosi a scopi linguistici. Quindi quando si parla di dialetti Inghevoni, si intendono i dialetti

che parlano le popolazioni che si affacciano sul mare del Nord.

Isoglosse Inghevoni

Prima di tutto c'è da dire che sono più engevoni l’anglosassone e l’antico frisone. L’antico

sassone evidenzia solo a volte queste caratteristiche, poiché sente l'influenza dei dialetti

antico alto tedeschi.

Per Isoglossa si intende o la linea immaginaria in cui si verifica un determinato fenomeno o

si intende il fenomeno stesso.

Le isoglosse inghevoni sono:

1. innalzamento

esempio:

ă>

ie* ags. æ si tratta di un innalzamento parziale

ă>

ie* frisone e si tratta di un innalzamento totale. 25

got dags

aat tag

ags daeg (dei)

afr deg (in cui abbiamo una a palatalizzata)

as. daeg – dag (presenta una forma con e senza innalzamento)

2. caduta della nasale, dinanzi la spirante sorda labiale, interdentale, velare.

Quindi quando ci troviamo in una situazione di questo tipo:

n + spirante sorda ( che può essere labiale f, interdentale þ, velare X),

la nasale n cade.

esempio:

germ* finf (cinque)

fr. ags. fīf ( non c’è più la nasale e la i ha subito l’allungamento)

aat. finf La nasale si è mantenuta

got. fimf

Quando si perde un elemento, c'è sempre una compensazione, la vocale che precede

la nasale che è caduta, si allunga. Questo ci è dimostrato dall'inglese odierno in cui

troviamo five.

3. unificazione delle tre desinenze dei verbi al plurale. 26

L'iscrizione sul corno di Galleus

quest'iscrizione è datata al quarto secolo. Galleus si trova in Danimarca. Quest'iscrizione a un

carattere formulare e ci permette di individuare delle caratteristiche che poi si riscontreranno

successivamente in poesia.

HLEWAGASTIR HOLTIJAR HORNA TAWIDO

Questa traslitterazione runica contiene:

- nome di persona HLEWAGASTIR

- patronimico HOLTIJAR (figlio di)

- l'oggetto, il corno HORNA

- il verbo alla fine TAWIDO

è possibile notare il fenomeno dell’allitterazione, che consiste nella ripetizione dello stesso

fonema H in posizione iniziale, con accento sulla sillaba radicale. Questo tipo di situazione è

presente, dal punto di vista formale, in tutta la poesia.

Caratteristiche della poesia

nell'iscrizione del corno troviamo degli elementi che si trovano nelle poesie successive.

Queste poesie hanno alcune caratteristiche, dette stilemi, o tecniche stilistiche. Tra le

caratteristiche fondamentali della poesia germanica antica troviamo:

l’allitterazione, con la quale si intende la ripetizione di un particolare fonema (consonantico o

vocalico) in posizione iniziale. Questo fonema e sempre portatore di una ARSI, ovvero di un

accento determinante ai fini della scansione. Nel richiamo è scandito da alcune sillabe che

nel verso sono accentate. L’allitterazione si può dire che l'inverso della rima, in quest'ultima,

infatti, si ha la ripetizione degli elementi finali, a differenza della allitterazione e presenta la

ripetizione in posizione iniziale. L’allitterazione è legata alla rizotonica, cioè l'accento in

sillaba radicale, che quella più importante. L’allitterazione può essere di due tipi:

a. consonantica, quando si ripete lo stesso fonema (ad esempio f) oppure

quando si ripetono fonemi a due a due ( ad esempio sp, st…)

b. vocalica, quando abbiamo vocali. Le vocali allitterano tra loro. Non è la vocale

in quanto tale, ma quanto elemento sonoro.

Nell’allitterazione prevale l'elemento della sonorità. È infatti la sonorità ad essere ripetuta. La

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scansione ritmica risulta determinata dal primo elemento. Le lingue germaniche in fase media

vedrà introdotta anche la rima. L’allitterazione si legga processi mnemonici. oggi abbiamo

esempi di allitterazione in inglese.

Esempio:

Kin and Kids ( parenti e figli)

poiché bisognava creare allitterazione all'interno della poesia, il lessico poetico utilizzato

doveva essere molto ricco, anche di sinonimi.

esempio

Her geendode eor fan dreamas //

Edgar engla cyning A B

Questo esempio presenta un unico verso diviso in due semiversi emistichi: questa la

caratteristica della poesia germanica antica.

Abbiamo :

- allitterazione di tipo vocalico con la E

- ge-endole, ge è un prefisso

significato della frase: “qui finì le sue gioie terrene, Edgar re degli Angli”.

nella scansione sono accentate, si dà maggior enfasi alle parole allitterate. la poesia

germanica antica caratterizzata dal verso lungo con uno stacco. Gli elementi fondamentali

sono:

- il verso lungo diviso in due semiversi

- l’allitterazione che mette in evidenza gli elementi più importanti

L’allitterazione colpisce le parole più significative. Gian accento, infatti, anche nel verbo

gemendole. tutto è concentrato sulla figura di Edgar. È stato lo studio del ritmo a creare

questi segni che indicano la divisione del verso e questo ha contribuito alla distinzione tra

prosa e poesia. I fratelli Grimm notarono allitterazione, notando così che si trattasse di

poesia.

Non è sempre chiaro notare l’allitterazione. si individua sempre nel secondo emistichio. in

questo caso è Edgar, prima sillaba accentata del secondo emistichio. 28


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture moderne
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia germanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Handl Claudia.

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