Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Svezia, Islanda fino al 13 secolo. rimane cristallizzata al 13 secolo, con caratteristiche

morfologiche del Medioevo lingua complicatissima (=/= da altre lingue nordiche: non si

capiscono a vicenda con norvegesi, ecc.)

1262 perde indipendenza, sottomessa da Norvegia; quando Norvegia passa sotto Danimarca,

anche Islanda sotto Danimarca. 1944 indipendenza lingua diventa il simbolo di identità

nazionale difesa linguistica forte, con differenze tra lingua pura e impura

[Reykjavík, í con accento acuto = lunghezza vocalica; capitale Islanda, Reykja da rauchen =

fumo, vík = baia]

lingue scandinave/continentali (norvegese, danese, svedese) — simili per scrittura, diversa la

• comprensione orale (in particolare del danese)

norvegese — nelle grammatiche si studia il Bokmål (/bokmol/) + variante Nynorsk (/nunoschk/),

• neo-norvegese. la differenza tra le 2 è insignificante: Bokmål si parlava sulle coste.

fino a 1814 (congresso di Vienna) Norvegia sotto al dominio danese. passa sotto alla colonia

svedese, poi dal 1904 diventa uno stato indipendente, con il re. la lingua dell’aristocrazia era il

danese, con pronuncia norvegese. post congresso di Vienna, un gruppo di linguisti norvegesi

trovò il dialetto Nynorsk in una regione centrale della Norvegia parlata contadina dell’interno.

1905-20 secolo: discussione su quale sia la lingua nazionale entrambe sono lingue

nazionali, ma l’obbligo di bilinguismo viene adottato solo per chi parla Nynorsk.

è simile allo svedese (lingua più in contatto con il tedesco, da cui hanno prestiti linguistici) per

accento musicale (oltre all’accento tonico).

cronologia

a. fase protonordica — lingua precedente al 9 secolo, in particolare su iscrizioni runiche

b. fase antico-nordica — 9-13 secolo, anche chiamato norreno lingua letteraria islandese-

norvegese, tipica delle saghe

c. riforma protestante — lingue nazionali; le lingue moderne nascono a seguito della riforma

protestante Martin Lutero vuole che la Bibbia sia tradotta in ogni lingua parlata, dal 1500 si

apre il ventaglio delle lingue nazionali

lingue germaniche occidentali

inglese — periodi:

• i. antico inglese/anglosassone — 6 secolo a 1300; viene portata in Inghilterra dagli occupanti:

angli — da Paesi Bassi/Germania del nord sopra Tamigi, riva sx, fino ai confini della

• Scozia →

sassoni — da Paesi Bassi/Germania del nord sopra Tamigi, riva dx e meridionale (ma

• →

non Cornovaglia celtica, si parla celtico fino al 19 secolo)

iuti — da Jutland (Danimarca + Germania del nord) contea di Kent + isola di Wight

• → →

ii. 1066 battaglia di Hastings Normanni conquistano Inghilterra: parlano francese anglo-

normanno. inglese parlato dai sottomessi, anglo-normanno da clero e governo

iii. 14 secolo, Antico 3 spinge la classe mercantile vuole che i testi vengano letti nella lingua

usata per leggere i cicli cavallereschi: inglese medio, con matrice germanica e lessico

mescolatosi con quello romanzo

iv. riforma protestante — versioni differenti della traduzione della Bibbia, tradotta da Tyndale;

la più famosa è la King James’ Bible del 1612, modello di scrittura inglese

v. fine 17-inizio 18 Great Vowel Shift — cambia pronuncia delle vocali frazione tra come si

→ →

scrive (riforma protestante) e come si pronuncia no regole fonetiche certe inglese

contemporaneo

frisone — parlato in Frisia, parte settentrionale della costa dei Paesi Bassi, si estende sulla costa

• tedesca. prima testimonianza scritta nel 14 secolo, quando vengono messe per iscritto le leggi.

lingua tutelata solo dai Paesi Bassi obbligo di bilinguismo

tedesco — parlato in Germania, Svizzera tedesca, Austria, propaggini in Italia (Alto Adige + isole

• tedescofobe). area tedescofona è divisa in 3 aree dialettali:

durante il periodo alto-medioevale (750-1050):

sud — suddivisa in:

• dialetto alemanno — Svizzera e Germania sud-occidentale, Baden-Württemberg (ovest)

• dialetto bavarese — Baviera, Austria, Alto Adige (est)

• dialetti superiori — in chiave oleografica: superiori perché vi sono le montagne

• →

centrale — vari dialetti, tutti racchiusi nel gruppo detto francone dialetto di Carlo Magno

• →

nel Medioevo la lingua tedesca si fermava qui alto-tedesco antico (francone + alemanno +

bavarese)

nord — nel Medioevo non si parlava una lingua tedesca, ma una lingua germanica chiamata

• antico sassone, più vicina all’inglese che non al tedesco antico. questa differenza sussiste

anche oggi.

periodo basso medioevale (1050-1450) — l’area dell’alto-tedesco si trasforma in alto-tedesco

medio; nell’area settentrionale non si parla più il sassone, ma il basso-tedesco medio. nel 1450

si sviluppa il proto-tedesco moderno lingua dovuta a Martin Lutero (traduce Bibbia nella

lingua del popolo, il “tedesco”), eliminando tutti gli elementi marcatamente dialettali: crea un

compromesso lessicale e fonetico (lingua non esistente), base del tedesco moderno.

nederlandese — parlato nei Paesi Bassi e Belgio fiammingo. si sviluppa nel 12-13 secolo, lingua

• →

a sé stante lessico vicino a quello tedesco con struttura grammaticale (morfologia) più vicina

all’inglese. con la riforma protestante si formerà uno standard che formerà il nederlandese

moderno.

afrikaans — parlata in Sudafrica. variante semplificata del nederlandese del 17 secolo, periodo in

• cui alcune comunità di cittadini (boeri) fondarono stanziamenti in Sudafrica. la lingua a contatto

con i nativi si semplificò sia dal punto di vista fonetico che morfo-sintattico, tanto da trasformarsi

in una nuova lingua, veicolare delle popolazioni native del Sudafrica. afrikaans e inglese sono le

lingue ufficiali del Sudafrica, con l’afrikaans parlato soprattutto nelle regioni interne (Transvaal,

Johannesburg).

yiddish — parlata in maniera minoritaria dagli ebrei aschenaziti. lingua basata su un lessico

• formatosi da lingua alto-tedesca antica (tedesco medioevale) + ebraico. non ha una grammatica

certa, è una lingua molto mobile. causa Shoah è diventata meno parlata. la comunità più grande

è a NYC + comunità ebraiche in Germania.

lingue germaniche orientali — lingue morte, estinte, lasciano traccia di sé in alcune lingue, tra cui

lo stesso italiano.

gotico — codex argenteus: codice copiato in pergamena, porpora, in tinte oro e argento su cui è

• copiato il testo della Bibbia, conservato nella biblioteca universitaria di Uppsala in Svezia.

alfabeto creato ex-novo per scrivere il goto nel 4 secolo dC dal vescovo Vùlfila (“lupacchiotto”) [in

gotico: atta = padre, attila = paparino], che vive in Mesia, provincia romana (corrisponde

all’odierna Bulgaria, nell’Impero Romano d’Oriente) dove si parla il greco. Vulfila è bilingue, ha

madre ellenofona e padre goto e ariano. la cristianizzazione germanica parte attraverso

l’arianesimo Vulfila decide di convertire i goti: traduce la Bibbia dal greco, ma la lingua gotica

(come tutte quelle germaniche) ha dei suoni che l’alfabeto latino non possiede. grafo-fonematica

→ →

ad ogni grafema corrisponde un fonema per fare ciò inventa un alfabeto che prende

ispirazione da quello greco + latino. lascia tracce di sé anche attraverso palinsesti. esistono 2

testi: superiore (quello che viene copiato) e inferiore. →

della lingua gotica rimangono tracce linguistiche nell’italiano ita assorbe come prestiti alcune

parole gotiche (es. verbo arredare, parola guardia, …)

(longobardo) — è la lingua che lascia più tracce di sé in italiano. lingua in movimento, nasce

• come lingua vicina al bacino delle lingue germaniche occidentali, ma quando i longobardi

vengono in contatto con i goti assume caratteristiche proprie delle lingue germaniche orientali.

dopo essersi stanziati in Italia, entrano in contatto con il bavarese e prende così caratteristiche

dell’alto tedesco antico. restano in Italia per più di 3 secoli, ma non esistono testimonianze scritte

→ ciò che sappiamo viene ricavato dalle leggi longobarde (editto di Rotari, 643), trascritte in

latino, ma tra le quali restano parole longobarde per indicare le specificità (es. faida). lascia

testimonianze di sé nella onomastica e nella lingua italiana. erano in stretto contatto on i parlanti

di lingua romanza e vivendo assieme a loro si scambiano parole i longobardi trasmettono

parole legate all’artigianato (falegnameria, costruzioni), di registro popolare, parole che

sostituiscono interi campi semantici di particolare rilevanza (es. parti del corpo), molti nomi di

persona e cognomi. quasi un quarto delle parole italiane sono di origine longobarda.

vandalico — lascia tracce di sé solo in epigrafi e nomi di persona; quasi inesistente

• burgundo — lascia tracce di sé soprattutto nelle fonti agiografiche, nelle vite dei santi, che

• spesso hanno a che fare con principi/condottieri burgundi.

[isola linguistica parlata isolata dal resto perché circondata da un’altra lingua]

INDOEUROPEO

sanscrito lingua del libro, non parlata. testimonianze scritte risalgono al 1000 aC, si ritiene che

→ →

sia la lingua madre da cui sono derivate tutte le altre. [sanscrito lingua madre non identificata

diversi rami (ramo germanico, latino, greco, ecc).] sanscrito è la lingua più antica testimoniata

popoli con nucleo di partenza in India, poi spostati nel resto dell’Europa da qui si parla di

indoeuropeo (indo = testimonianza della prima lingua in India, europei in quanto gli studiosi sono

eurocentrici e seguono lo spostamento delle lingue in Europa). per tutto il 19 secolo si ritiene che

la lingua indoeuropea più antica sia il sanscrito.

cambio radicale a partire dal 20 secolo con 2 scoperte:

1. archeologica — vengono compiuti scavi in Anatolia (Turchia asiatica, all’interno). emergono i

resti di una nuova civiltà che si conosceva solo per sentito dire attraverso la Bibbia e i testi in

geroglifico dell’Egitto, ma di cui non si aveva traccia: la cultura degli ittiti. emergono tavolette di

argilla scritte con caratteri cuneiformi (~ assiro, sumero; lingue mesopotamiche) non ha

nulla a che fare con le lingue indoeuropee. si scopre però che è una lingua indoeuropea

testimonianza scritta nel 1750 aC: prima del primo testo in sanscrito crolla il “castello”

ottocentesco. si apre il quesito: da dove vengono gli indoeuropei?

2. linguistica — scoperta del lineare B, lingua e scrittura, a Creta. civiltà greco-minoiche di cultura

esea, scomparsa a causa dell’esplosione del vulcano di Santorini. civiltà precedente ai greci,

presenta 2 tipologie di scrittura ad ideogrammi (~ alfabeto egizio): lineare A e B. scoperta da

Michael Ventris, ragazzo di 16 anni.

provenienza degli indoeuropei

teoria del lessico — analizzando tutte le lingue indoeuropee, si nota che ogni lingua ha una

• determinata parola associata ad un determinato oggetto; si cerca quindi di capire l’origine

dell’oggetto è da lì che provengono gli indoeuropei. evoluzione di tipo linguistico =/= tipo

semantico: la stessa parola può avere significato diverso in luoghi diversi il sistema della

teoria delle parole non può funzionare

archeologia — tramite ritrovamenti può far capire lo spostamento delle genti

• genetica — mitocondri portano le modificazioni genetiche; la mutazione può avvenire sia in quelli

• maschili che femminili, ma è visibile solo in quelli femminili. con lo studio delle mutazioni si

creano diversi aplogruppi (gruppo di uomini con catena mitocondriale uguale), divisi per sigle. gli

studi genetici osservano dove fosse principalmente presente un determinato aplogruppo

aplogruppo R1A è quello che determina gli indoeuropei: concentrati nella zona vicino al mar

Caspio, si sono poi mossi in due direzioni (verso l’India e verso l’Europa).

[differenza tra scrittura, alfabeto e lingua:

scrittura — per ittita: cuneiforme / per zulu: corsivo

• alfabeto — per ittita: ittita / per zulu: latino

• lingua — per ittita: ittita / per zulù: latino ]

alfabeto/suoni indoeuropeo

suoni occlusivi + suono fricativo (alveolare s)

3 tipi di cambiamento apofonico:

e

• o

• nulla (no vocale)

schema consonantico indoeuropeo

a. occlusive b. fricativa

(i) sorde velare (“s”)

non aspirate

(ii) sonore non aspirate

aspirate

schema consonantico germanico

incremento rispetto all’indoeuropeo + accrescimenti di suoni fricativi (specificità delle lingue

germaniche) + scomparsa suoni aspirati + cambiamento nella pronuncia dei suoni consonantici

(legge di Grimm, o mutazione/rotazione consonantica germanica)

a. occlusive b. fricative

(i) sorde (i) sorde

(ii) sonore (ii) sonore

1822 intellettuale tedesco Jacob Grimm pubblica Deutsche Grammatik (“grammatica germanica”),

in cui spiega la scoperta della differenza tra consonantismo tedesco e indoeuropeo con 3 leggi

(leggi di Grimm): (dispensa 9-14)

1. occlusive sorde non aspirate diventano fricative sorde →

2. occlusive sonore aspirate diventano prima fricative sonore, poi occlusive sonore perdono

aspetto fricativo (fricative sonore sono suoni instabili, di difficile distinzione)

! nel sassone antico si fermano a fricative sonore

3. occlusive sonore non aspirate diventano occlusive sorde

presupposti generali:

1. cambiamento avviene in ogni porzione all’interno della parola

2. modulazione del suono — non cambia il luogo in cui la consonante viene pronunciata

nell’apparato fonatorio

eccezioni →

1. s + consonante occlusiva sorda (sk, st, sp) non cambia

2. occlusiva sorda + occlusiva sonora cambia solo la prima

es. father: *pater father (non fapér)

→ spiegate con la neo-grammatica: 1875 Karl Verner riesce a spiegare il comportamento

apparentemente anomalo riscontrato da Grimm — legge di Verner se la consonante si trova,

nella forma indoeuropea, in 3 condizioni compresenti (se una delle 3 condizioni non è presente, si

applica la legge di Grimm):

(i) occlusiva sorda in posizione interna alla parola →

(ii) è immediatamente seguita da un “ambiente sonoro” circondata da vocali, liquide, nasali,

sonoranti non in coppia (entrambe vocali o entrambi liquide)

(iii) accento tonico della parola deve essere successivo alla consonante

es. *makrós magros legge di Verner

*sepm sebm legge di Verner

motivo del cambiamento di pronuncia germanica e della mutazione

il mutamento consonantico germanico cambia completamente il sistema consonantico. è il più

importante perché riguarda tutte le lingue del ramo germanico, diventa un tratto distintivo tra le

lingue indoeuropee e il germanico. (anche altri ceppi linguistici hanno cambiamenti consonantici

ma non in maniera così sistematica.) non esistono testimonianze scritte che permettano di vedere

il germanico in mutazione.

teoria delle onde — ad un certo punto, un determinato ceto o gruppo di parlanti inizia ad usare le

consonanti diversamente è un gruppo sociale che determina il cambiamento. questo avviene

quando non vi è una parola nel lessico parlato, e la si prende da quello di qualcun altro prestito

linguistico, di 2 tipologie: con l’inserimento di prestiti celtici (nel periodo finale) e finisce prima del

contatto con il mondo latino e dell’era cristiana (~ 2 secolo aC) no data precisa, ~ dal 4 al 2

secolo aC. →

6-4 secolo aC, attraverso celti / parole germaniche + prestiti dal celtico diventa patrimonio

• lessicale del germanico (! anche i prestiti dal celtico hanno la mutazione consonantica

germanica)

es. rig mutazione consonantica: rik

da 1 secolo aC, attraverso lingua latina / parole latine entrano nel germanico per significare cose

• che i germani non conoscono (~ prestiti dal celtico)

es. strata mutazione consonantica già finita, non cambia più: strat- (odierno street: ee

vocalismo normale / se vi fosse stata la mutazione germanica tradizionale: *streeth per legge di

Grimm) (dispensa 47)

(dispensa 22 — alto tedesco antico)

germanico:

1. alto sassone antico — settentrionale

2. alto tedesco antico, suddiviso in 3 parti:

(i) centrale — dialetti franconi

(ii) dialetti tedesco-superiori:

(i) occidentale-meridionale — alemanno

(ii) orientale-meridionale — bavarese

4-6 secolo dC nuovo cambiamento consonantico: seconda mutazione consonantica o mutazione

consonantica alto-tedesco antica tenendo conto della posizione all’interno della parola, suoni

occlusivi diventano fricativi, o vengono introdotte affricate differenza sostanziale che separa il

tedesco dalle altre lingue germaniche (“pf” tedesco) [es. ing: pipe, ted: pfeife]. non tutti i dialetti

superiori partecipano alla stessa maniera centro propulsore è la parte meridionale

→ →

(gmc: *t ata: s/ss ing: street, ted: strasse) (dispensa 21)

sonorante indoeuropea sviluppa u di appoggio + perde l’aspetto sonorante =/= da lingue slave

vocalismo (dispensa 24)

la vocale indoeuropea si ritrova in germanico, no cambiamento epocale come per consonantismo

fenomeni di metafonia/umlaut, tipico del germanico — cambiamento di (dispensa 29-31)

• vocale causato da un’altra vocale in sillaba posteriore che riguarda parole poli-sillabiche. [voc +

… + voc] per creare metafonia, nelle lingue germaniche, la vocale che segue deve essere

palatale o velare/labiale. più soggetti a cambiamenti di metafonia sono l’anglosassone (in p.

metafonia palatale) e l’antico nordico (entrambe).

metafonia palatale (vocali i, j) — unico caso di metafonia palatale che riguarda tutte le lingue

• →

germaniche ad eccezione del gotico: a + … + i/j > e + … + i/j > e + … + x scompare il tratto

palatale.

! non riguarda i goti perché si sviluppa tra il 2-3 secolo dC, quando i goti non fanno ormai più

parte del bacino germanico (migrano verso la Crimea)

metafonia labiale (vocali u, w) — antico nordico è l’unica lingua germanica in cui si sviluppa.

• es. saga, (pl.) -ur

sagur a = vocale radicale + struttura sillabica -ur / vocale velare u andrà a cambiare il suono

della vocale radicale, trasformandolo in ö sögur

alternanza grammaticale — un dato fenomeno fonetico (come la metafonia) assume una valenza

• →

morfologica cambia a seconda della struttura fonetica, che rende visibile anche il

cambiamento morfologico. [es. anglosassone: dohter nominativo, döhter è dativo.] ciò avviene

tutt’ora in tedesco moderno (es. Arzt, pl: Ärzte) e in islandese contemporaneo.

frattura anglosassone — scissione, divisione di un suono vocalico, fenomeno che riguarda la

• →

vocale radicale a seconda delle condizioni fonetiche che seguono la vocale radicale, questa si

può scindere in 2 suoni vocalici. presente nell’inglese antico, poi si riassorbe e scompare.

condizioni: →

a/e/i radicali + nesso r+consonante interessa tutti i dialetti anglosassoni

• →

a/e/i radicali + nesso l+consonante solo nei dialetti meridionali (sassone occidentale +

• kentico)

aspetto morfologico del verbo

tutte le lingue germaniche hanno 4 tipologie di verbi:

1. regolare — detti verbi deboli: to love

di tipo deverbale — deriva dal verbo forte

• es. ted: führen “condurre, portare avanti” dal verbo forte fahren (führ, gefahren) “andare con

mezzo” führen<fahren

di tipo denominale — deriva da un nome

• →

es. ing: to play dal nome play to play<play

sono costituiti da:

(prefisso) + radice verbo + tema del verbo + (suffisso) + uscita morfologica

es. ing: play -ia- dentale

ted: führ -ō- dentale

(a) tema del verbo: 4 classi principali (~ ita: coniugazioni -are, -ere, -ire), le più importanti in

-ia e -ō. → →

(b) suffisso: per la formazione dei verbi (in p. per il passato ing: -ed, ted: -t)

aggiungono suffisso dentale (sordo o sonoro in inglese, sordo in tedesco)

(c) uscita morfologica: indica la persona →

(d) se vi è il prefisso, l’accento del verbo non è rizotonico non è sulla radice

2. irregolare — detti verbi forti: to drink

caratteristica fondamentale: apofonia, il cambiamento della vocale radicale (cfr. legge di

Grimm) cambia in maniera qualitativa (qualità del suono, timbro della vocale) o quantitativa

(lunghezza del suono: breve, lunga, assente). apofonia viene applicata nel tempo verbale

determina se si parla al presente, passato o participio passato.

es. to drink, drank, drunk apofonia qualitativa (i>a>u) e quantitativa (vocale rimane sempre

breve) →

to sleep, slept, slept apofonia qualitative (ee>e>e) e quantitativa (da lunga a breve)

i cambiamenti apofonici sono riconducibili a 7 tipi di comportamento il verbo forte si divide in

7 classi

3. modali — detti verbi preterito-presente: can

uso del passato va a soppiantare un’azione che si svolge nel presente

es. entro in un bar e “volevo un panino” al posto di “vorrei un panino” la decisione è già stata

presa. →

nelle lingue germaniche il vecchio passato assume valore di presente i vecchi preteriti forti

prendono valore proprio di presente (can, will, may). alcuni verbi hanno però comunque

bisogno di una forma passata, quindi si costruisce una forma deverbale a partire da un verbo

debole: →

can, could, could probabilmente da *coun

will, would, would

may, might, might

4. atematici — senza tema: to be →

non vi è radice unica. verbo essere è il più usato in assoluto si cristallizza in forma arcaica,

non avviene il fenomeno tipico del germanico per cui un verbo forte che si usa poco viene

spesso coniugato come un verbo regolare.

i verbi più antichi, già presenti nell’indoeuropeo, sono quelli atematico e forte. il verbo debole e

preterito-presente sono innovazioni del germanico.

nelle lingue germaniche antiche vi erano 4 forme di tempo verbale: presente, preterito singolare,

preterito plurale, participio preterito. ad eccezione dell’islandese, il sistema delle lingue germaniche

è stato semplificato, riunendo il preterito il una sola forma: presente, preterito (ing: simple past),

participio preterito (in linguistica: participio passato) in alcuni casi si è mantenuta la forma diversa:

es. to be preterito singolare: was, preterito plurale: were

ESAME: può dare una forma dell’indoeuropeo da cui trovare il germanico!

es. IE *skeidh- GMC *skīd

LE MIGRAZIONI GERMANICHE

Cesare Augusto decide di rafforzare le conquiste di Giulio Cesare nelle Gallie + sviluppa politica di

espansione verso nord anno 9 dC tocca il fiume Reno.

generale Publio Quintilio Varo compito: guidare le legioni romane alla conquista della Germania

+ verso est oltre la Gallia e il confine del Reno. situazione complicata: le legioni romane sono

abituate a combattere in territori aperti, si trovano invece percorsi boscosi, sentieri stretti, luoghi

anche paludosi + il nemico non si fa vedere, attacca con blitz (piccoli gruppi armati che assalgono i

legionari e poi si ritirano) esercito romano abituato a battaglie di tipo diverso, difficoltà: morale

delle legioni si abbassa, l’esercito romano finisce per essere imbottigliato nella battaglia di

Teutoburgo legioni romane incastrate (montagna da un lato, palude dall’altro), vengono

assalite e chiuse, nel clou-de-sec, non possono spostarsi. shock: coloro che Giulio Cesare chiama

“i primitivi” annientano intere legioni romane. è la battaglia che rappresenta per le popolazioni

germaniche la vittoria del loro mondo su quello latino, pone fino all’ampliarsi dell’impero romano

verso la Germania ad Arminio/Hermann, capo delle genti germaniche, viene dedicato un

monumento. [una legione romana fu mandata a recuperare le insegne romane che erano state

abbandonate per riportarle a Roma.] →

questo scontro sviluppa un interesse intellettuale nei confronti delle genti germaniche si cerca di

capire chi erano i germani. notizia di un’opera perduta di tipo geo-etnografico di Plinio Il Vecchio

da questa opera, a fine 1 secolo dC Tacito, storiografo latino come Plinio, prende ispirazione:

scrive Germania (/ghermania/), breve trattato etnografico, per alcuni riassunto dell’opera di Plinio Il

Vecchio. Tacito divide il trattato in capitoli; può però essere suddiviso in 2 grandi sezioni:

1) istituti germanici — usi e costumi: religione, diritto, famiglia, assemblee, …

2) sezione etnografica — etnie, popoli, tribù germaniche (considerandole una dopo l’altra). riporta

un dato particolare per ogni tribù (es. una viene ricordata perché si tagliavano i capelli storti)

Tacito si serve di informazioni dategli da altri (no conoscenza diretta) per questo ha maggiori

informazioni delle genti che vivono lungo il confine dell’impero (sono più a contatto con il mondo

romano), piuttosto che di quelle che vivono sul mar Baltico.

Germania è un testo fondamentale per la filologia germanica perché permette di capire la cultura

germanica all’inizio dell’era cristiana (1 secolo dC) scopo: dimostrare che i germani hanno

costumi morali (ethos) più elevati rispetto a quelli romani (=/= Giulio Cesare, il cui scopo era quello

di mettere in luce la loro primitività).

imperatore Marco Aurelio (2 secolo dC), imperatore poeta-filosofo, passa gran parte dei suoi anni

lontano da Roma, nella provincia romana del Norico (~ attuale Austria). Marco Aurelio fa tappa

nella città di Vindobona (Vienna), dove nel 166 la tribù germanica nei Marcomanni (nome parlante

→ →

manni = uomini + marco da marca, luogo che sta al confine gli uomini che stanno al confine,

confine del Danubio) comincia a razziare dentro alla provincia stessa (nel sud del Norico)

attaccano l’impero e si spingono al suo interno. Marco Aurelio passa tutti gli anni da imperatore a

cercare di fermare i Marcomanni; quando riesce a fermarli, l’impero romano decide di imporre un

limite, un confine che possa controllare i movimenti di genti che dall’esterno vogliono entrare

nell’impero crea il limes, confine, una struttura aperta. (dispensa 38)

questo sistema regge per tutto il 2 e il 3 secolo il 3 secolo è quello della crisi dell’impero: non

riesce ad espandersi e quindi collassa economicamente. →

al di fuori del limes le genti germaniche diventano sempre più inquiete vogliono entrare a far

parte del mondo romano. alcuni uomini entravano a far parte dell’esercito romano, ma ora anche le

altre genti vogliono entrare dentro ai confini. per fermare questa spinta sempre più forte, l’impero

romano crea l’istituto dei foederati: accordi con le popolazioni germaniche che vivono lungo il

limes, affinché difendano il confine stesso. in cambio, Roma versa tributi in questo modo si

restaura lo status quo per tutto il 4 secolo dC.

~ 375 dC sistema viene stravolto Unni, nuovo gruppo di genti di stirpe mongolica (pianure

dell’Asia), che si sposta man mano verso occidente. conformazione fisica di tipo mongolico,

persone tendenzialmente basse di statura, cosa che permette loro di mantenere un baricentro

piuttosto stabile mentre cavalcano cavalieri abilissimi, cavalcano tenendo fermo il cavallo con le

sole gambe (“abbracciando” la pancia del cavallo), e hanno perciò le mani libere per usare archi e

frecce, scagliandole mentre cavalcano sembrano invincibili, nessuno riesce a fermarli. [anche

perché nell’età antica la guerra era di fanteria, ci sono pochi cavalli impiegati nelle guerre gli

Unni sono invece tutti a cavallo, si muovono velocemente, scagliando contemporaneamente

frecce.] nell’anno 375 gli Unni, dopo aver travolto e inglobato gli Ostrogoti, si lanciano sulla

popolazione dei Visigoti, in rapporto di federazione con l’impero romano per difendersi, i Visigoti

chiedono all’impero romano d’oriente di entrare nel confine, l’imperatore rifiuta, ma loro sfondano

comunque il limes, attraversando il Danubio imperatore di Roma si scaglia contro i Visigoti e li

sfida in una battaglia campale ad Adrianopoli (378). storico Ammiano Marcellino considererà la

battaglia di Adrianopoli la più distruttiva dopo Canne. →

I Visigoti conquistano quindi Bisanzio, ma non proseguono verso Costantinopoli (città vicina)

forse sono impauriti, cominciano a muoversi nella penisola ellenica (Grecia), compiendo razzie.

questo permette all’impero romano d’oriente di riorganizzarsi, nominare un nuovo imperatore

(Vincente era morto in battaglia) e contenere i Visigoti, spingendoli fuori dal confine. questi

risalgono la Jugoslavia e si muovono verso nord, fino a trovarsi in Italia (→ impero romano

d’occidente). qui l’impero è organizzato peggio (pov politico, ecc) capitale era stata spostata da

Roma a Milano, in modo da essere più vicina alle Alpi e poter quindi meglio fermare le genti che

tentavano di penetrare; 401 la capitale viene spostata da Milano a Ravenna (anche Milano è

considerata insicura). →

410 Visigoti sono davanti alle mura di Roma inizio del sacco di Roma (3 giorni). (dispensa 40)

i Visigoti conoscono la conformazione di Roma e vanno a nord, il quartiere dei ricchi. risparmiano

le chiese in quanto ariani cristiani. il sacco di Roma non fu una così grande devastazione come

viene raccontata nei racconti dell’800 si trattò di un assedio, ma fu molto selezionato nei punti

della città in cui andare. dopo 3 giorni di assedio e sacco, i Visigoti lasciano Roma per andare in

→ →

Sicilia sanno che là ci sono enormi proprietà e ricchezze si spingono verso sud, superano la

Calabria, arrivano fino allo stretto di Messina, uno dei tratti di mare più insidiosi del Mediterraneo. i

Visigoti non erano marinai, né avevano pratica di navigazione non riescono ad attraversare lo

stretto, quindi tornano indietro, risalgono la Calabria, dove seppelliscono sul fiume Busento il loro

re Alarico (fiume viene fatto deviare in modo da non sapere esattamente dove si trovi il corpo,

anche per proteggere il corredo). il loro nuovo re è Ataulfo passano di nuovo attraverso Roma,

prendendo in ostaggio la sorella dell’imperatore Gallia Placidia e raggiungono la Francia

meridionale, poi proseguono fino in Catalogna. Gallia Placidia diventa moglie di Ataulfo

passaggio pericoloso, perché la patrizia augusta sorella dell’imperatore è moglie del visigoto, e

quindi il figlio che avranno potrà entrare nella linea di successione dell’impero può diventare

imperatore romano. quando il figlio nacque, una ribellione interna ai Visigoti, che temono forse

l’avvicinamento a Roma, uccidono lui e Ataulfo, umiliando poi Gallia Plaucidia. lei tornerà a

Costantinopoli, poi a Ravenna.

dopo queste vicende, i Visigoti si stanziano, fondano un regno “romano-barbarico” che comprende

Spagna (tranne nord-ovest), parte del Portogallo, Francia meridionale, dall’Atlantico fino alle Alpi

→ regno di Tolosa, con capitale Tolosa. (dispensa 42)

da metà 5 secolo dC si stanziano definitivamente e creano un regno in collaborazione con i romani

→ classi dominanti si alleano fra loro (patrizi romani e domini barbarici) per dominare i sottoposti

(plebe romana e popoli delle genti germaniche). compito militare di difesa del regno ai barbari.

regno di Tolosa termina nel 507 con la battaglia di Vouillé, in cui i Visigoti vengono sconfitti dai

Franchi, che si stanno espandendo dal nord. i Visigoti si riuniscono quindi nel regno di Toledo, con

capitale Toledo, fino al 711, quando genti provenienti dal Marocco (Mori) occuperanno la Spagna.

solo nel 722, con la battaglia di Covadonga, i cristiani riuscirono ad instaurare una roccaforte nel

nord della penisola.

Ostrogoti — stanziati intorno alle zone russe (Crimea). sovrano Ermanarico controllava un territorio

che probabilmente si estendeva dal sud dell’attuale Russia fino quasi al mar Baltico. 375 affronta

gli Unni e soccomberà nello scontro. con la sua morte, gli Ostrogoti entrano nell’orbita degli Unni,

che si stanno muovendo verso occidente (così come molte altri popolazioni, non tutte germaniche).

[! poesia gotica] 434 data emblematica per la storia di Ostrogoti e Unni sul trono degli Unni

siede Attila (gotico per “piccolo padre”): aveva tentato di scendere in Italia, di razziare le Gallie,

nella battaglia presso i Campi Catalaunici era stato respinto dal comandante dei romani Ezio

(“ultimo dei romani”) esercito romano, con uomini Visigoti al suo interno vs. Unni, con uomini

Ostrogoti al suo interno: guerra quasi fratricida tra i Goti, schierati su 2 diversi fronti. [! poesia

gotica] Attila, respinto, si ritira verso est, probabilmente in Pannonia, dove muore improvvisamente

nell’anno 453 la sua morte viene descritta in più versioni, entra immediatamente nella leggenda:

Storia dei Goti (dalla loro origine fino agli anni in cui fu scritta), dello storiografo Giordane (6

• secolo) — Attila prende moglie (ne ha numerose), si dà inizio ai festeggiamenti, si ritira con la

giovane sposa, Ildico (nome germanico, probabilmente ha origine gota). al mattino le guardie,

non vedendo apparire Attila, si preoccupano, entrano nella tenda e vedono ai piedi del letto

nuziale Ildico in lacrime e Attila, morto soffocato dal proprio sangue nel letto. secondo Giordane

è morto a causa del reflusso sanguigno: gli ha occluso le vie respiratorie; forse non è riuscito ad

espellerlo a causa dell’ubriachezza.

10 secolo, poeta sassone — Attila, ubriaco, viene ucciso dalla moglie (qui senza un nome

• proprio) per vendicarsi dei torti fatti alla sua famiglia.

Giordane dà una spiegazione della morte di Attila per motivi naturali; l’altro autore ne dà invece

una spiegazione violenta questa è la differenza che sta alla base del ciclo dei Nibelunghi/ciclo

nibelungico-volsungico. →

alla morte di Attila, tutto il gruppo di genti unitosi agli Unni si disperde in p., Ostrogoti; si

spostano e vanno ad occupare i territori precedentemente dei Visigoti (al di là del fiume Danubio) +

iniziano a seguire l’esempio dei Visigoti cercano accordi con Bisanzio + entrano nell’impero

romano d’oriente, fino a quando l’imperatore Zenone non convince il nuovo re degli Ostrogoti,

Teoderico (appartiene alla famiglia degli Amali, una delle dinastie più prestigiose tra i Goti), a

lasciare l’impero e a conquistare l’Italia Zenone lo tratta come un comandante in capo, che deve

sottrarre l’Italia ad Odoacre (476 deposizione dell’ultimo imperatore romano: fine impero romano

d’Occidente), re degli Esuli e di un’accozzaglia di genti barbariche.

Teoderico entra in Italia nel 489 da est, attraverso le Alpi Giulie: vince sul fiume Isonzo la prima

grande battaglia, poi a Verona (dove l’esercito di Odoacre compie una manovra infelice: si trova

bloccato, avendo davanti l’esercito dei goti e dietro il fiume Adige) nella tradizione poetica,

Teoderico è chiamato “da Verona” (in tedesco: Dietrich von Bern, in cui Bern è Verona) in ricordo

della celebre battaglia; diventa l’eroe per eccellenza della poesia germanica medioevale tedesca.

nonostante questo, non riesce però a strappare il potere a Odoacre, asserragliato a Ravenna (città

sulla linea del mare e circondata alle spalle da paludi, quindi qui imprendibile) inizia un lungo

assedio della città, che terminerà nel 493 quando il vescovo di Ravenna si pone come mediatore,

convincendo i 2 contestanti a regnare assieme. secondo una fonte storiografica greca, Teoderico

invita a cena Odoacre e lo fa uccidere a tradimento, rimanendo così il padrone unico 493 inizio

regno romano-barbarico degli Ostrogoti in Italia; durerà fino al 552, con la fine della guerra

greco-gotica.

guerra greco-gotica — 526 muore Teoderico. gli succede il nipote, poi la figlia Amalasunta, fatta

rinchiudere sull’isola del lago Bolsena, poi Teodato. entra in gioco anche l’imperatore Giustiniano di

Bisanzio. guerra greco-gotica, iniziata nell’anno 535 proprio a causa dell’instabilità fra i goti che

segue la morte di Teoderico, porta la devastazione in Italia è conosciuta per merito dello

storiografo greco Procopio di Cesarea (Guerra gotica), che segue gli eventi (~ reporter di guerra)

in modo veritiero: l’Italia viene conquistata da Bisanzio nel 553, ma già nel 568 entrano nella

penisola i Longobardi. questi non la occuparono tutta rimane in parte bizantina: Romagna,

Liguria, zona di Roma, parte meridionale.

CICLO TEODERICIANO — storia degli Ostrogoti importante per la poesia eroica: figura di

Teoderico (da Verona/Il Grande), uno degli eroi più celebrati della poesia germanica antica. di lui

tratta probabilmente la letteratura gotica (di cui non ci è però giunto nulla), alto-tedesco antica,

alto-tedesco media, anglosassone, antico-nordica è un eroe pangermanico, le sue imprese

sono recitate presso tutte le genti germaniche.

Teoderico è contemporaneamente:

1. re sfortunato

(a) perdita regno d’Italia — rimane impressa la conquista dell’Italia, il centro del mondo

romano, ma di averla poi perduta a causa della guerra greco-gotica. si perde memoria dei

re che seguirono Teoderico, resta solo la sua immagine è lui che perderà il segno dei

goti, anche se la realtà storica è differente. fenomeno tipico del passaggio da avvenimenti

storici a leggendari la narrazione leggendario/eroica non è altro che un modo di

trasmettere la storia, la memoria dei fatti: non è costruita sul dettaglio storico o sugli annali,

è una memoria che vuole essere storia, rammentando solo gli avvenimenti fondamentali

(quali la conquista-perdita di un regno) traslazione da storia a leggenda trasporta solo le

figure di spicco, come quella di Teoderico.

realtà storica: Teoderico sconfigge Odoacre; nella leggenda accade l’opposto.

nella leggenda Odoacre finisce per cadere nel dimenticatoio, si riprende invece

Ermanarico. per questo tipo di tradizione eroica, gli Unni erano i buoni il re che era stato

ucciso dagli Unni diventa quindi un re cattivo, malvagio, con un legame di parentela con

Teoderico (9 secolo): nella leggenda viene ricreato tutto ciò che è accaduto nella storia

difficoltà di Teoderico nel riscattare l’Italia, perdita del regno, trasformazione di Odoacre con

Ermanarico. (carme di Ildebrando)

(b) esilio alla corte di Attila — Teoderico trova rifugio presso Attila, personalità di spicco no

coincidenza storica: quando nasce Teoderico, Attila stava per morire.

figura di Attila tradizione tedesca: re buono, ospitale, potente, ricco; tradizione neo-

latina: gli aspetti positivi della figura di Attila vengono incarnati dalla leggenda di Re Artù.

2. re che compie imprese favolose (~ favola)

testi:

Hildebrandslied / Carme di Ildebrando (dispensa 80)

• →

testo del secolo 9 in lingua alto-tedesco antica, “sassonizzata” copiato nell’abbazia imperiale

di Fulda, Germania, sul confine linguistico: qui, fra i giovani a cui veniva impartita un’istruzione, vi

erano i rampolli della nobiltà sassone.

epoca dell’imperatore Ludovico Il Pio, figlio di Carlo Magno, in quegli anni in conflitto con i propri

figli il monastero di Fulda crea un volume per far capire da che parte bisogna stare, ovvero

che i figli devono accordarsi con il padre.

un monaco scrive il primo foglio + 9 righe del secondo foglio; il lavoro viene poi continuato da un

monaco diverso racconto della vicenda eroica, con tema della conflittualità padre-figlio,

inserito in un manoscritto teologico, in fogli di guardia: non sappiamo perché venga messo

proprio qui. →

fa parte del ciclo di Teoderico è la prima vicenda in cui appare, anche se è nominato solo di

soppiatto. narra di uno dei tentativi di Teoderico di riconquistare il regno d’Italia (dall’esilio sta

tornando in Italia per riconquistarla) e si trova di fronte all’esercito di Odoacre. i 2 comandanti si

sfidano a singolar tenzone Ildebrando per l’esercito di Teoderico, Adubrando per l’esercito di

Odoacre. i due sono parenti: Ildebrando è il padre di Adubrando. Ildebrando, trovatosi di fronte il

campione, vuole sapere contro chi sta combattendo; Adubrando racconta della sua fanciullezza,

di come il padre aveva abbandonato il suo regno per seguire Teoderico in esilio (→ ciclo

teodericiano) Ildebrando capisce di avere di fronte il proprio figlio: tenta di fargli capire di

essere suo padre, dicendogli per metafore che non ha idea di contro chi sta per combattere.

Adubrando però non si fida, gli dice che Ildebrando stesso è morto, o che almeno così gli venne

raccontato da alcuni naviganti del mar Mediterraneo. dopo il tradizionale scambio di doni,

Ildebrando commette un errore fatale i due guerrieri sono a cavallo (armatura: spada + lancia;

prima si colpisce con la lancia, si finisce con la spada); Ildebrando si toglie una parte di armatura

e gliela allunga a mano, non invece come era regola con la punta della lancia, allungandola

verso l’avversario (per evitare di essere colpito all’altro braccio dall’avversario stesso).

Adubrando commette anche lui l’errore di accusarlo di essere un perfido Unno cerca di

confonderlo e precede per inganni (gli dice di essere un argosto, offesa gravissima superlativo

di arga, longobardo: termine usato per le cavalle che venivano legate in modo da essere montate

da uno stallone). →

Ildebrando comincia quindi il combattimento il carme narra lo scontro in maniera metaforica,

poi si interrompe. sul manoscritto vi è ancora posto, ma il secondo monaco non trascrive il finale.

sappiamo come finisce il combattimento grazie ad il testo islandese Ragnardrapa (drapa:

raffigurazioni raccontate su uno scuro) qui parla Ildebrando, che è quindi colui che sopravvive.

questo ci fa capire quindi che tra fedeltà famigliare e fedeltà al proprio signore, quella che deve

vincere è quella al proprio signore.

Deor — testo anglosassone del 10 secolo. Deor (= cervo) è un menestrello (scop /sciòp/), un

• poeta di corte, cacciato dal suo signore quando arriva uno scop più bravo di lui. per consolarsi

della sua sventura, racconta le sventure capitate agli eroi Teoderico aveva regnato per 30

anni sul suo regno, poi lo aveva perso.

pietra runica di Rök, Svezia — secolo 9, viene narrata una breve vicenda del ciclo teodericiano

• →

dopo questi testi (+ altri minoritari) cala il silenzio 13 secolo ricompare, ma soltanto nel bacino

tedesco. nell’alto Medioevo è conosciuto in tutto il bacino germanico, dopo il 13 secolo viene scritto

soltanto in alto-tedesco medio.

compare in 3 tipologie di testi: →

1. poemi storici — tentativo di riconquistare l’Italia da parte di Teoderico non riuscirà mai

La battaglia di Ravenna — andare e tornare dal regno di Attila, tentando di riconquistare

• l’Italia

La fuga di Teoderico

2. poemi favolosi — dalla città di Verona, sede del suo regno, parte per le imprese nelle arti, per

combattere contro draghi, mostri, giganti per fare bella figura sulle donne

3. poema eroico Nibelungenlied / Canto dei Nibelunghi — forse il più importante poema eroico

della letteratura tedesca. qui Teoderico viene rappresentato in esilio presso la corte di Attila,

dove sarà testimone dell’atroce distruzione e lotta tra Burgundi e Unni.

apparirà ancora negli Heldenbücher (15-16 secolo), libri stampati, nell’epoca del romanticismo e

con vicende legate alla produzione letteraria per l’infanzia.

nella tradizione latina, Teoderico è visto come una figura negativa:

ragioni politiche:

• Teoderico mette in prigione Boezio Simmaco con l’accusa di alto tradimento, ma commette un

• →

errore secondo la procedura del diritto penale romano non apre un’istruttoria,

semplicemente lo accusa, facendolo giustiziare dopo qualche tempo.

Teoderico perseguiterà il papa Giovanni, in combutta con Bisanzio.

leggenda di papa Gregorio Magno (fine 6-inizio 7 secolo) — nell’opera Dialogi cita alcuni

• individui che, navigando presso le isole Eolie, sentono dire che Teoderico è morto perché è stato

visto precipitare dal dorso di un cavallo nero (simbolo demoniaco) dentro al vulcano Stromboli (è

una caccia infernale che lo porta a precipitare nell’inferno).

Leggenda di Teoderico di Giosuè Carducci — vicenda del bassorilievo veronese e del suo

• →

precipitare nel vulcano di Stromboli ormai è canonico collegare Teoderico alla vicenda.

— Vandali?

— PDF islandese

Burgundi — presenti nei territori che lambiscono il fiume Rodano (Francia, area della città di

Lione), attraversano il Reno all’inizio del 5 secolo. vengono attaccati da truppe romane (406) e

sconfitte restaurano un proprio regno ~450 nelle stesse zone (leggermente più a nord), che

prendono il nome prima di Burgundia, poi di Borgogna. a inizio 6 secolo (→ età di Teoderico per i

goti), vengono definitivamente sconfitti da Goti e da Franchi, gruppo in espansione, nella battaglia

di Voiullé i Franchi inglobano i Burgundi, che perdono indipendenza. la fine del regno dei

Burgundi diventa il punto centrale del ciclo eroico più importante della letteratura germanica

medioevale.

CICLO NIBELUNGICO-VOLSUNGICO — narra la fine del mondo dei Burgundi + vengono

presentati SIgfrido, gli Unni e la corte di Attila, re Teoderico in esilio (→ ciclo teodericiano). è un

ciclo eroico pan-germanico, che segue 2 tradizioni diverse nella prima parte del ciclo le

tradizioni sono grosso modo analoghe, ma la prospettiva cambia nella seconda parte del ciclo: la

separazione tra la prima e la seconda parte è rappresentata dalla morte di Sigfrido (nome

proveniente dalla tradizione tedesca Sigfried, forma alto-tedesco media Sifrît; nella tradizione

nordica Sigurðr).

1. tradizione nordica

2. tradizione tedesca →

3. (tradizione anglosassone) solo rari accenni

contenuto nell’Edda poetica canzoniere in cui vengono raccolti più carmi. il manoscritto può

essere diviso in 2 sezioni:

1. sezione mitologica — i carmi che narrano del ciclo nibelungico-volsungico

2. sezione di natura eroica →

i carmi non sono in ordine cronologico (9 secolo Atlakviða, 13 secolo Atlamál parlano sempre di

Attila).

nel 13 secolo, preso la corte di Håkon 6 di Norvegia, un redattore raccolse i materiali e creò la

Völsungasaga / Saga dei Volsunghi testo in prosa in cui cerca di dare un ordine a tutti i carmi

eroici dell’Edda. a tutto ciò che viene narrato nell’Edda poetica si fanno precedere 8 capitoli, in cui

viene narrata della dinastia di Sigurðr la fonte degli 8 capitoli è sconosciuta, ma nella saga la

sua genealogia viene fatta risalire al dio Odino / Oðinn.

Edda di Snorri Sturluson — episodio “Il Riscatto della Lontra”, una kenning (= episodio/ ) che

oro

apparentemente non c’entra nulla con Sigurðr, ma che verrà poi recuperata. 3 divinità, tra cui

Odino e il dio Loki (dio malvagio per eccellenza) arrivano, durante un loro viaggio, ad un fiume. qui

avvistano una lontra e Loki la uccide. la lontra era però un essere stregonesco, un personaggio

che poteva trasformarsi in animale il padre, venuto a sapere che il figlio è stato ucciso, chiede

un riscatto e decide che la pelliccia della lontra (il figlio) deve essere ricoperta d’oro, per ripagare

l’oltraggio commesso. gli dei ricoprono quindi la pelle della lontra d’oro, ma rimane fuori un pelo

viene chiesto di coprire anche questo pelo: Odino scaglierà un anello d’oro per coprire il pelo

rimasto, gettando però una maledizione su chiunque possederà l’anello tutti coloro che lo

possederanno ne trarranno maleficio. (dispensa 59)

la moglie di Sigmund, padre di Sigurðr, è incinta partorirà dopo essere stata fatta prigioniera dal

vincitore di una battaglia Sigurðr nasce quindi in una condizione servile. secondo alcune

tradizioni, Sigurðr fu cresciuto dal fabbro Reginn, fratello di Fánfir, che si trasforma in un drago per

proteggere un tesoro. Reginn è geloso del tesoro protetto dal fratello e vuole impossessarsene

forgia a Sigurðr una spada, Balmung, di acciaio purissimo e lo invita ad impadronirsi del tesoro.

Nibelunghi è l’epiteto che si accompagna a chi possiede un tesoro. la due tradizioni cominciano a

differire:

1. tradizione nordica

Sigurðr incontra Brynhild/Brunilde, donna legata alla condizione matriarcale. in alcune versioni

è una valchiria (figura semi-divina, colei che per conto di Odino va a scegliere i morti in

battaglia, che verranno da lei portati nella Valhalla, la sala dei morti sul campo di battaglia di

uno dei palazzi dell’aldilà; nome da val- campo di battaglia + -kyria ~choose). Sigurðr le fa una

promessa di matrimonio, donandole l’anello; poi parte. presso la corte giunge Gjuki, padre

della bellissima Guðrùn (nella tradizione tedesca: Crimilde) la madre di Guðrùn conosce i

poteri delle erbe e fa bere a Sigurðr la bevanda dell’oblio: con questa pozione dimentica la

relazione con Brynhild e sposa Guðrùn.

Guðrùn ha numerosi fratelli, tra essi Gunnar (tradizione tedesca: Gunther) e Högni (tradizione

tedesca: Hagen + non è un fratello di Crimilde).

Brynhild ricompare viene sposata da Gunnar. quando scopre che il cognato è Sigurðr,

scatena la sua vendetta scatta la rivalità tra le 2 regine: durante un bagno al fiume bisogna

stabilire chi è la più importante fra le 2, chi deve stare a lavarsi più a monte del fiume.

2. tradizione tedesca

Gunther vuole prendere moglie. in Islanda c’è la donna più bella del mondo, Brunilde, con

poteri sovrumani. per conquistarla deve superare 3 prove: il lancio del peso, il lancio del

giavellotto e il salto in lungo. Gunther però non riesce Sigfrido si nasconde dietro a Gunther

con un mantello magico ed è lui a scagliare il giavellotto per Gunther a ad aiutarlo nella altre 2

prove. Brunilde, per quanto perplessa, deve quindi prenderlo in matrimonio si recano a

Worms (capitale del popolo dei Burgundi Gunther, Brunilde e Hagen sono Burgundi): doppio

matrimonio tra Crimilde e Sigfrido e Brunilde e Gunther. Gunther prova a giacere con Brudilde,

che però non vuole e lo appende fuori dalla finestra. nella notte, Sigfrido, in accordo con

Gunther, entra nella camera da letto di Brunilde e si impossessa di lei le strappa una cintura,

simbolo matriarcale della donna che comanda: Brunilde diventa quindi mansueta nei confronti

di Gunther, perché non sa che non era stato lui a domarla.

il litigio fra le due donne avviene sulla scalinata di una chiesa: chi deve entrare per prima?

Brunilde è la moglie del re dei Burgundi, quindi è una regina Sigfrido è sottoposto al re,

quindi anche Crimilde. Sigfrido però è colui che possiede il grande tesoro, l’eroe, il grande

combattente. Sigfrido commette il clamoroso errore di regalare la cintura di Brunilde a Crimilde,

dicendole di tenerla nascosta Crimilde la mostra a Brunilde. sia Brunilde che Sigfrido

chiedono vendetta.

quando Sigfrido uccise il drago (fatto non raccontato nella tradizione tedesca), fece il bagno nel

suo sangue, in modo che la sua pelle diventasse coriacea, dura come quella del drago stesso

→ nessuna arma può colpirlo e ucciderlo. [come per Achille nella tradizione greca, c’è un punto

vulnerabile: mentre fa il bagno, una foglia dell’albero di tiglio cade e si appoggia in mezzo alle

scapole di Sigfrido, quindi copre il punto della schiena che così non sarà bagnato dal sangue

del drago.]

Brunilde si rivolge a Hagen, che in questa tradizione è il feudatario più importante di Gunther

→ lui lo fa volentieri, perché teme che Sigfrido con il tesoro possa impadronirsi del potere.

organizza quindi una battuta di caccia e lo racconta a Crimilde, spingendola a fare una croce a

Sigfrido da mettere nel punto in cui lui è debole. Sigfrido viene così ucciso alle spalle da

Hagen, proprio grazie a Crimilde. il suo corpo viene portato a corte e, nel momento in cui

l’uccisore passa davanti al cadavere, questo comincia a sanguinare Crimilde sa che è stato

Hagen a uccidere il marito. Hagen si impossessa del tesoro di Sigfrido e lo getta nel fiume

Reno, in modo che neanche Crimilde possa sfruttare il patrimonio. anche Crimilde giura

vendetta. si chiude la prima parte del ciclo.

la morte di Sigfrido divide definitivamente il ciclo

2. tradizione tedesca

Attila manda un ambasciatore a chiedere la mani di Crimilde che, malvolentieri, accetta la

proposta. si sposta quindi da Wormss alla corte degli Unni. (Hagen, Gunther e i suoi fratelli

restano invece a Wormss.) dalla relazione fra Attila e Crimilde nasce un figlio, Ortliep.

passano oltre 10 anni dalla morte di Sigfrido. Crimilde convince Attila ad invitare i Burgundi

presso il proprio regno. nonostante Hagen sia contrario alla partenza (sa che è un viaggio

senza speranza), i Burgundi vanno. quando arrivano, il clima è amichevole. Teoderico, re dei

Goti in esilio presso Attila, informa Hagen che la regina Crimilde urla e piange ogni notte

invocando il nome di Sigfrido.

Crimilde organizza una cena di benvenuto, a cui fa partecipare (cosa inusuale ai tempi) il figlio.

durante la cena istiga continuamente Hagen che, sapendo il motivo per cui lo sta istigando,

estrae la spada e decapita il figlio inizia il conflitto Burgundi-Unni. i Burgundi combattono

valorosamente nella sala; uno dopo l’altro gli eroi muoiono. alla fine Crimilde chiede a

Teoderico di intervenire con i Goti: lui è riluttante, ma per motivi di ospitalità non può tirarsi

indietro. Crimilde dà fuoco alla sala, in cui sono rimasti solo Gunther e Hagen. Teoderico,

insieme al suo maestro d’armi Ildebrando entra nella sala e li cattura. Crimilde chiede ad

Hagen dove si trova il tesoro Hagen le risponde che fino a quando Gunther sarà in vita, lui

non rivelerà l’informazione e quindi Crimilde fa uccidere il fratello. quando pone di nuovo la

domanda, lui le risponde dandole della valandinne (essere malvagio, diavolessa), dicendole

che non glielo rivelerà mai. quindi Crimilde estrae dal fianco di Hagen la spada (da lui sottratta

a Sigfrido) e con un fendente lo uccide.

Ildebrando sostiene che un essere così malvagio non può sopravvivere, quindi la colpisce e la

taglia a metà. → →

così finisce il ciclo nibelungico Attila sopravvive e tutti i Burgundi muoiono fine regno

Burgundi.

1. tradizione nordica →

Guðrùn non vuole vendetta Attila (Atli) è malvagio, si vuole impossessare del tesoro dei

Nibelunghi. per questo fa invitare i cognati presso la sua corte. Guðrùn cerca di impedire ai

fratelli di venire, ma loro partono comunque. arrivati a corte vengono fatti prigionieri e uno di

loro viene gettato in un luogo in modo da farlo mangiare dalle serpi con un’arpa riesce però

a far addormentare le serpi. la madre di Attila, una strega in grado di trasformarsi in serpente,

entra nella fosse, e uccide il prigioniero. [nella tradizione le streghe sono coloro che si

impossesseranno dell’uomo da dentro uccide il prigioniero entrandogli in bocca.]

Guðrùn uccide Attila per vendetta nel suo letto fine del regno dei Burgundi

Franchi e Sassoni — storie intrecciate (dispensa 42)

Franchi — mossi dall’area dell’attuale Germania settentrionale (oltre al fiume Reno) ed

• espansasi fino alla Gallia romana (si muovono verso sud). diventano la popolazione germanica

più significativa nella costruzione politica dell’Europa alto-Medioevale si convertono al

cristianesimo + abbracciano la fede cattolica unica popolazione barbarica/germanica che,

nel passaggio da paganesimo a cristianesimo, adotta la fede cattolica (le altre popolazioni, Goti,

Vandali, Burgundi aderiscono all’arianesimo, portato nell’area germanica da Vulfila nel 4 secolo

dC) nel 6 secolo con re Clodoveo: battesimo personale e di massa, con cui converte

contemporaneamente tutto il popolo. alleanza franchi-papato è a danno delle popolazioni ariane

(in p. Longobardi, che abbandoneranno l’arianesimo solo nel 680). finiscono per dominare tutte

le Gallie e si spingono al di là del Reno, nella parte settentrionale conquistano poi il regno dei

Burgundi e l’area bavarese, creando una sorta di impero che comprende l’attuale Francia e

Germania. →

7 secolo, epoca re Merovingi numerosi regni, periodo della massima espansione. a partire dal

secolo 8, i Merovingi vengono scalzati dai Carolingi: tra essi Carlo Magno dapprima de dei

Franchi, conquista nel 774 l’Italia longobarda, diventando re di Franchi e Longobardi, per poi

diventare imperatore del Sacro Romano Impero a Natale del 800. il rapporto tra papato e franchi

resta stretto. parlano alto-tedesco antico + alto-tedesco Medioevale verrà parlato a lungo anche

in Francia, fino all’età Carolingia esistono isole linguistiche tedescofobe nei territori della

Francia.

Sassoni — non hanno un governo unico, sono una popolazione suddivisa in clan/tribù, ognuna

• →

con un proprio capo/comandante. Carlo Magno vuole conquistare il loro territorio Sassoni si

alleano tra di loro e fanno fronte unico contro i Franchi in una specie di alleanza fra i capi. Carlo

Magno impiegherà decenni per sconfiggerli, avrà molte difficoltà quando lo farà, converte

forzatamente i Sassoni al cattolicesimo. dopo la morte di Carlo Magno, i Sassoni entrano a far

parte del mondo Carolingio.

occupazione e conquista dell’Inghilterra (dispensa 41)

quando i Goti penetrano in Italia, l’impero romano d’occidente decide di abbandonare la Britannia

al proprio destino isola abbandonata, come si può leggere nel racconto scritto dall’autore

britannico Gilda nel De Excidio Britanniae: racconto dell’abbandono dell’isola da parte dei romani e

della disperazione in cui cadde la popolazione (+ accenno ad Artù?).

periodo di anarchia si rafforzano i clan celtici, che cominciano a combattere tra di loro per la

supremazia dell’isola; alcuni clan chiedono l’aiuto di genti al di là del mare: Sassoni, Angli, Iuti, che

finiscono per combattere loro stessi i celti e collocarsi in diverse aree dell’isola (Iuti a Kent +

Sassoni occidentali sotto al Tamigi + Angli in Northumbria e Mercia). (dispensa 43-72)

Vichinghi — da vik (baia, insenatura, fiordo) + -ing (appartenente alla vika “nave” o wician

“accamparsi”); non sono un popolo, ma un clan con un capo e un sistema politico aperto e

variegato. si tratta di genti che arrivavano da Norvegia e Danimarca, territori caratterizzati da

insenature marine. con vichingo si intende un momento specifico della vita di una persona, ovvero

quello in cui prende il mare con una nave e compie razzie. sono soprattutto i giovani a partecipare

a queste imprese, raggruppandosi per costruire una nave (che pagano tutti assieme) o aderendo

all’impresa di qualcuno che possiede già una nave per compiere le razzie e trasportare in patria

beni mobili/trasportabili, quali preziosi e schiavi. i vichinghi hanno il sogno di costruirsi e comprarsi

una fattoria vogliono impiantare in patria una propria fattoria per fondare a loro volta altri clan.

all’inizio non hanno la volontà di conquistare i territori. gli abitanti di Norvegia e Danimarca

compiono imprese vichinghe (razzie via mare) soprattutto verso l’Inghilterra del nord

(Northumbria), del sud, in Francia settentrionale, lungo la costa iberica, africana e nelle isole

italiane. la prima impresa vichinga di cui abbiamo notizia avvenne nell’anno 793 attacco al

monastero di Lindisfarne, un’isola in Northumbria.

è solo dopo una 70 di anni che procedono anche all’occupazione dei territori, innanzitutto con la

nascita di alcuni empori commerciali (es. Dublino, Irlanda è una città vichinga emporio

commerciale molto importante): →

i Danesi occupano buona parte dell’Inghilterra anglica (Northumbria e Mercia) York diventa

• centro bilingue, anche adesso richiamano la loro tradizione al mondo vichingo. presenza danese

così forte che i territori presero il nome di Danelaw (“territori sottoposti alla legge danese”).

l’influenza nordica su quest’area fu molto forte anche dal pov. linguistico (inglese antico niman

“prendere”, sostituito nell’inglese nordico taka parola danese da cui deriva l’odierno take).

Danelaw — la spinta dei Danesi si ferma lungo il fiume Tamigi, dove sono stanziati i Sassoni

• occidentali. al trono dei Sassoni sale Alfredo/Alfred The Great (seconda metà del 9 secolo),

l’unico inglese ad avere “il grande” come titolo destinato a studi monastici, è l’unico tra i suoi

fratelli a salire al trono del padre. la sua formazione monastica lo portò a conoscere testi anche

di arte militare (in p. romani) e ad impadronirsi di importanti tecniche militari. Alfredo riesce a

fermare con il suo piccolo esercito quello enorme dei Danesi sul Tamigi in una lunga contesa

militare. con Alfredo comincia la riconquista del territorio inglese da parte dei Sassoni

occidentali si espandono sempre più a nord, fino alla fine del 10 secolo, quando il territorio

inglese cade in mano al re danese Knut/Canuto, che riesce a costruire una sottospecie di

impero che comprende Danimarca ed Inghilterra impero dura poco, non ha successori

stabili; l’Inghilterra ricade in anarchia, fino a quando non viene chiesto l’intervento dei

Normanni.

la storia inglese è connotata dall’abbandono dell’isola: prima da parte dei romani (5 secolo), poi

dei vichinghi (8 secolo), infine dai danesi (10 secolo).

i Norvegesi occupano il nord della Francia Normandia (“terra degli uomini del nord”). qui,

• diversamente da quando avviene nel Danelaw, nel giro di una generazione (~9 secolo) i

conquistatori perdono l’uso della lingua slava e vengono assimilati linguisticamente e

culturalmente alla maggioranza romanza. vi sono testimonianze di capi di normanni che

spingono i figli a studiare la lingua nordica dei propri padre, ma è ormai solo residuale, non viene

più parlata. i Normanni che arriveranno in Inghilterra nel 1066 parlano francese, non una lingua

scandinava.

spinto dal mondo carolingio, che sta creando il sistema feudatario, Aroldo Bellachioma (9 secolo)

• sottomette sotto il suo volere l’intera Norvegia, schiacciando tutti i clan. è un uomo potente e ha

grande seguito, ma vi sono comunque clan che non vogliono sottomettersi sapendo di non

poterlo sconfiggere, questi salpano e si stanziano nelle isole settentrionali dell’Inghilterra (in p.

arcipelago delle Orcadi), in Irlanda e in Islanda (~860-7) con i loro clan e gruppi famigliari.

l’Islanda era un’isola disabitata, senza presenze umane. presenza temporanea dei monaci

irlandesi, stanziati nella parte meridionale dell’isola, che non crearono però strutture stabili. l’isola

viene colonizzata principalmente da individui provenienti dalla Norvegia, in parte mescolatesi con

individui di origine celtica, con cui si sono uniti nelle isole Orcadi e in Irlanda la popolazione

islandese è di matrice germanica e celtica (anche oggi visibile dai nomi). si stanziano nell’Islanda

occidentale meridionale, un’area piena di pianure perfetta per creare fattorie. di questo vi è

traccia documentaria nel volume Landnámabók del 12 secolo: libro sulla presa della terra, della

sua colonizzazione che racconta dove i vari clan si stanziarono sull’isola. →

si espanderanno poi verso occidente, colonizzando parte della Groenlandia (~ 11 secolo)

epoca in cui la Groenlandia è verde [Groenlandia = paese verde; abitabile nel Medioevo]. da qui

si dirigono verso il Vinland, arrivando presso la penisola di Terranova in Canada, dove formano la

comunità di Anse aux Meadows. non sono però preparati a sopravvivere in un luogo così freddo

e la comunità viene abbandonata. sono i vichinghi a scoprire per primi l’America.

dalla Svezia, i Variaghi vanno a formare lo stato di Rus’ (finnico per vichingo), con Novgorod. i

• →

territori vengono occupati man mano pianure russe sono solcate da fiumi navigabili. fino al 20

secolo il fiume Dnepr era fermato da 7 gruppi di rapide esiste una saga che racconta come la

spedizione dei Variaghi superò le rapide, trasportando le barche a terra e rimettendole poi in

acqua fino a raggiungere il mar Nero. i Variaghi furono mercenari per l’imperatore romano

d’oriente Costantino 7 Portirogentio scrive il volume Il libro delle cerimonie in cui racconta i

rituali di corte, accennando alla presenza di uomini-soldati che vengono dal nord.

RELIGIONE PAGANA

larga parte di ciò che conosciamo della religione pagana germanica proviene da fonti nordiche.

prima testimonianza è quella di Caio Giulio Cesare (dispensa 45-6)

• →

contesto: descrizione negativa dei germani non conoscono sacerdoti, né compiono sacrifici;

non hanno una liturgia e praticano solo culti di tipo animistico (no dei/dee, culti dei fenomeni

naturali)

età cesariana (metà 1 secolo) — i romani si stanziano nel nord delle Gallie + comincia a

diffondersi il culto delle matres/matrone figure divine femminili legate ai culti della fertilità (sia

per i raccolti che per gli umani). le rappresentazioni iconografiche sono propriamente romane,

ma le divinità sono in realtà germaniche (hanno nomi germanici) presenza visiva di divinità

germaniche antropomorfe: non è dunque vero che i germani non conoscevano le divinità (queste

sono quelle di cui abbiamo più antica testimonianza). il culto si sviluppa sul confine, ma vi è

traccia di queste divinità anche in zone geograficamente distaccate da questa esiste una

casta sacerdotale, una dea della fertilità, i sacrifici umani per essa il nome della divinità

femminile si trasforma in latino in un nome maschile:

Nerthus divinità femminile, con nome latino maschile (-us) [th in latino /f/]

questo è conferma nella divinità nordica:

dio Njörðr

→ probabilmente si tratta di una coppia di divinità, entrambe della fertilità; a noi viene tramandato

solo il nome islandese la fertilità è un culto pan-germanico dell’età pagana.

Edda in prosa (dispensa 48-51)

• descrive alcuni episodi della tradizione nordica e della mitologia

mito di Baldrs Draumar / I sogni di Baldr (fa parte degli Asi)

• Baldr è il figlio di Odino e di Frigg, dea della fertilità (fa parte dei Vani). è il più bello, luminoso e

saggio tra gli dei, comincia però a fare sogni inquieti Odino scende nel Helheimr a

interrogare una profetessa lì sepolta. questa gli rivela che Baldr ha i giorni contati, che negli

inferi è già stato previsto il suo sepolcro cosa strana, perché le divinità sono normalmente

immortali. Odino torna quindi ad Asgardr e, insieme a Frigg, ordina a tutti gli esseri (viventi e

non) di non recare danno al dio Baldr, rendendolo “impermeabile alla morte”. si dimenticano

però di nominare un elemento vegetale insidioso: il vischio, una pianta infestante legata,

assieme al pungitopo, al ciclo dei morti. il dio malvagio per eccellenza Loki (dio degli Asi)

convince il dio cieco Hödr a lanciare una lancia di rami di vischio contro Baldr era un

divertimento per le divinità; finisce però per uccidere Baldr la sua morte apre la fine dei

tempi. (dispensa 56)

per la fine dei tempi esiste il nome Ragnarök, “il destino degli dei” (=/= da Ragnarökk

“crepuscolo”). →

Völuspa / Il canto della Veggente o Profetessa racconta la storia dall’inizio alla fine, di come

• Vani e Asi lottarono prima di giungere alla convivenza e di come questa verrà rotta di nuovo e

del Ragnarök: sparizione sole e luna, mangiate da 2 lupi. entrano in campo le forze divine del

caos e del male, che attaccheranno i mondi. Fenrir, partorito dal dio Loki, è famoso nella

mitologia nordica per essere legato a Tyr: gli dei sfidano Fenrir a rompere i lacci a cui lo

avevano legato, lui accetta, ma chiede a Tyr di mettere la propria mano tra le sue fauci i

lacci sono magici, quando li scioglie mozza la mano a Tyr. fine dei tempi Fenrir spezza i

legami e il serpente cosmico Midgardsormr si unisce alla lotta.

nave Naglfar, al cui timone vi è il dio Loki, trasporta i malvagi. altri esseri cavalcheranno il

• →

Bifrost, il ponte che collega la terra al mondo degli dei (“arcobaleno”) distrutto. il guardiano

suonerà il corno d’oro (Gtallachcrn) per chiamare alla lotta dei e guerrieri della Valhalla. alla

fine della lotta Fenrir divorerà Odino e sarà ucciso da uno dei suoi fiori. Thor e il serpente

cosmico moriranno entrambi e così gli altri dei non vi è un vincitore, perché bene e male

scompaiono. il mondo prenderà fuoco e la terra sprofonderà nel cuore, per poi riemergere

sopravvivono 2 figli di Odino (Vidarr e Vali) e 2 figli di Trirr? (Modi e Sogni) + risorgono dagli

inferi gli dei Baldr e Höd. la stirpe umana sarà salvata da una coppia, che inizierà la genealogia

degli uomini nuovo inizio di pace, no male. la narrazione è però chiusa da un’immagine di

una serpe (Níðhǫggr) che vola nei cieli e porta corpi morti immagine negativa: visione

circolare dell’esistenza e della creazione delle genti germaniche nasce, vive, muore,

rinasce, …

MONDI terra è un cerchio, dividono

l’emisfero in due parti.

nella letteratura classica si

chiedono come sia possibile

vivere nell’emisfero sud perché

le persone dovrebbero essere a

testa in giù

ragiona solo sull’emisfero nord: si immagina una struttura a T, segnata da grandi fiumi. al centro c’è Gerusalemme +

2 aree:

nord-est — secondo la tradizione, vi è un muro fatto costruire da Alessandro Magno per contenere le genti di Gog

• e Magog (secondo l’antico testamento porteranno alla distruzione del mondo

sud — vengono messe le genti “strane”: figure di cui parla Plinio nella Storia Naturale, che si trovano in cattedrali

• →

medioevali, mostruosi nelle forma ma non malvagi nella mitologia nordica, mostruosità = malvagità

E

[nel Medioevo i punti cardinali sono diversi N S ]

O

DIVINITÀ

1 secolo dC, no templi dedicati (=/= mondo romano), boschi o tele consacrati agli dei.

Odino (Wockin), dal nordico Odinn (Wednesday = il giorno di Odino) — divinità più importante,

• →

vicina al greco/cetro Mercurio: messaggero, protettore dei mercanti e dei ladri. ha le ali

movimento + serpi collegato alle scienze occulte, dio “psico-pompo” (in contatto col regno dei

morti). è senza un occhio ceduto in cambio dell’onniscienza. spesso è descritto con i suoi 2

corvi, sa decifrare le rune. pensando a lui si richiamano spesso i berserker, “guerrieri dalla pelle

di lupo”, outsider della società indomabile, spesso utilizzati come mercenari, praticano riti in

suo onore. Odino possiede circa 80 nomi, ognuno con funzione o aspetto fisico. dio dei caduti in

battaglia (ne ha metà)

Thor — vicina al greco Ercole: forza, protettore degli dei. traina un carro trainato da capre

• (animali indomiti), possiede 2 guanti d’acciaio e impugna il martello Mjölnir a doppio manico corto

→ forza bestiale, i guanti servono per manovrarlo. si fa trascinare dalla furia, anche sessuale

(gigantesse!), si mette spesso nei guai. vicino alla fine del mondo pagano diventa la divinità più

importante. nemico della serpe che ucciderà.

Baldr — figlio di Odino e Frigg. il più bello degli dei, è destinato a morire su istigazione di Loki

• dalle mani di Högr

Tyr — ~Marte: teonimo (nome di Dio) per eccellenza, è a noi noto soltanto per l’episodio legato a

• Fenrir. è colui che riesce a donare pace e armonia; è invocato all’inizio delle assemblee, fu

soppiantato da Odino, ma per un periodo deve essere stato la divinità più importante.

Loki — no tracce di venerazione, è molto astuto, gli viene chiesto aiuto per trarsi da intralci. ha 3

• figli mostruosi: Fenrir, Hell e la serpe.

Frigg — moglie di Odino, nel mondo germanico esiste la dea Freyja, legata alla fertilità

Racconto a Paolo Diacono, parla delle divinità e del paganesimo nel mondo germanico.

queste divinità sono conosciute anche dal popolo longobardo, quindi popolazioni lontane all’area

nordica (Odino è conosciuto anche in quella scandinava) il culto odinico è un culto pan-

germanico.

Il sogno della croce (dispensa 58)

1. il poeta sogna la croce; croce ricoperta d’oro e di gemme

2. sezione più interessante: la croce parla in prima persona, narrando la passione di Cristo

alcuni pezzi sono riportati nelle rime ai lati uno dei più significativi della letteratura inglese: è

particolare la rappresentazione di Cristo, visto come un guerriero. si vuole compiere

l’evangelizzazione dei pagani, per cui la divinità viene rappresentata come un figlio eroico,

rispettando le loro tradizioni Cristo deve essere un guerriero, un comandante; è Cristo

stesso che abbraccia la croce. anche il lessico sottolinea la figura dell’eroe.

3. sezione moraleggiante: il fedele si ricorda di venerare la croce particolarmente vicina allo

spirito anglosassone

trasmissione della cristianità

viene seguito un filo rosso, si rispettano i costumi presenti negli stati da convertire. si seguono vari

metodi di conversione, mantenendo però sempre le loro tradizioni. il paganesimo sopravviverà nel

folklore. →

secondo codici pagani, dei capi militari Il sogno della croce

• →

conversione attraverso stupore — il dio cristiano è più forte di quello pagano bisogna

• convertirsi →

610 pasto rituale di un rito odinico pera veniva cotta. →

Īrminsul (-sul da Säule, Irmin- “Erminoni”) — la colonna dei Sassoni corrisponde all’albero

• cosmico (elemento che sottolinea la pan-germanicità del culto)


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

53

PESO

461.15 KB

AUTORE

ironlux

PUBBLICATO

8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ironlux di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia germanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Zironi Alessandro.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in lingue e letterature straniere

Storia del cinema - Appunti
Appunto
Riassunto esame Letteratura Italiana, prof. Baffetti Giovanni, libro consigliato Foreste. L'ombra della civiltà, Harrison
Appunto
Lingua giapponese - esercizi di Kanji
Esercitazione
Lingua giapponese 1 - la grammatica giapponese
Appunto