Filologia germanica
I lezione: martedì 7/10/2008
Cosa si intende per filologia e cosa per germanico?
Filologia è un termine in uso da 2500 anni, impiegato per la prima volta da Platone. Nella scuola di Alessandria viene utilizzato nell’accezione di studio dei testi da un punto di vista linguistico, superando la definizione originaria di amore per la letteratura. Nel 1500 il termine giunge ad indicare lo studio delle civiltà antiche. L’attuale connotazione nasce con lo sviluppo della linguistica comparativa e gli studi rivolti alla ricostruzione del protoindoeuropeo, che si collocano nel XIX secolo.
Essa si occupa principalmente di:
- Individuare le fasi di trasmissione del testo;
- Definire le circostanze di produzione dello stesso;
- Individuarne le fonti;
- Accertarne l’autenticità e la correttezza;
- Individuarne la fisionomia originaria e un'interpretazione il più possibile corretta.
Tale disciplina si occupa maggiormente dei testi antichi e medioevali. Solo nel XIX secolo si inizia a proporre delle distinzioni tra le varie filologie (slava, germanica, romanza, ecc.). La filologia partecipa della natura di diverse discipline: linguistica (storica, indoeuropeista, fonetica), archeologia, etnologia e discipline storico-letterarie. Tuttavia si annovera nell’ambito delle scienze storiche. I maggiori esponenti degli esordi della disciplina sono stati: Friedrich von Schlegel, Rasmus Rask, Jakob Grimm e Verner.
Germanico
L’attributo va riferito all’intera area occupata da tali popolazioni. Tale territorio andava dalla Scandinavia del sud, alla Germania del nord, alla Danimarca (o Jutland), alle isole scandinave del Mar Baltico. Tale aggettivo non sta a designare alcuna identità etnica o geografica. Esso ha piuttosto un valore cronologico, come anche per l’indoeuropeo.
I Germani sono un termine indicante l’insieme delle tribù germaniche. Il Reno delimitava già il confine tra Germani e Celti (poi tra Germani occidentali e franchi). Tra la fine del IV secolo d.C. fino al VI secolo i Germani varcarono il Reno e si diffusero nel resto dell’Europa, continuando a designare un insieme di popolazioni e non una realtà etnicamente omogenea. Si parla di tale fenomeno come dell’età delle grandi migrazioni barbariche. Essi non avevano un alfabeto acrofono, ma epigrafico. Le prime notizie su di loro arrivano, con la dovuta distorsione a favore del popolo romano, dal De bello gallico di Giulio Cesare. Segue la testimonianza di Tacito con la Germania del 98 d.C., a un secolo da Cesare.
L’origine del termine:
- *germ- di gérmanic; Gérmanisch oppure
- Dal latino germanus (genuino> fratello).
È possibile che l’analogia abbia fatto sì che l’accento nelle parole germaniche derivanti da radice *germ-, in modi tale da spostarlo come compare nelle parole romane analoghe. Es. gérmanus (PGerm) > germànus (Lat).
Tedesco
Dal latino medioevale – VIII sec. – theodiscus (>popolare) < diutisk (IX sec) alla base del quale sta il germanico *beudiskaz < *beudo (popolo) + -isk. Calco del latino sermo vulgaris vs sermo latinus.
Secondo la descrizione di Tacito, i Germani erano divisi in tre principali raggruppamenti:
- Ingevoni > Mar Baltico e Mar del nord;
- Istevoni > compresi tra il Reno e il Weser;
- Erminoni > stanziati lungo il corso dell’Elba.
Nel 500 d.C. la popolazione germanica appare molto più estesa che nella sola area originaria compresa tra il Reno e la Vistola. A tale diffusione corrisponde un logico aumento delle differenze linguistiche e culturali tra le varie tribù o popolazioni. Sulle distinzioni in tre gruppi operate da Tacito, si noterà successivamente che corrispondono importanti differenze linguistiche.
I Germani orientali
Provenivano dal nord, ovvero dalla Scandinavia, dalle isole del Mar Baltico e più specificamente da Gotland. Fanno parte di tale sezione: Goti, Burgundi, Vandali, Rugi e Gepidi (stanziatisi in Pannonia nel V sec.). Tali popoli si sono mossi verso le pianure della Polonia e della Germania orientale, per poi muoversi in diverse direzioni. Di questi:
- Goti < dalla Scandinavia e da Gotland;
- Burgundi < dall’isola di Bornholm (in norr. Burgundarhòlm> isola dei Burgundi). Essi avevano fondato uno stato con capitale Worms, a cui venne posta fine con l’arrivo degli Unni dall’est europeo. Essi quindi si mossero verso la Borgogna – burgundia –, venendo poi inglobati nel regno dei Franchi nel 534;
- Vandali < Jutland e si mossero verso la Francia e quindi la Spagna, penetrando poi nell’Africa del nord, giungendo ad Ippona e saccheggiandola tre volte e provocando nel 430 la morte di S. Agostino, vescovo della città. Da Vandalusia > Andalusia. Nel 455 i Vandali saccheggiano Roma, ma il loro regno conosce la fine a seguito di una sconfitta inflitta loro da Giustiniano, imperatore d’oriente nel 533-534.
- Goti si muovono dall’Oder e dalla Vistola nel II sec. d.C. e si dirigono verso l’Europa orientale, giungendo al Mar Nero nel III sec. Qui si dividono in:
- Ostrogoti > Goti orientali (da austro = oriente);
- Visigoti > 1) visi = occidentali (ted. Westgoten) o 2) visi = calco dallo slavo ala gotos = tutti i Goti; tradotto dai Goti nella loro lingua ala = visi.
Nel 476 Odoacre sancisce la fine dell’impero d’occidente. Si hanno quindi i Regni Barbarici in Italia.
I Germani settentrionali
Noti come vichinghi. Erano più conservatori per tradizioni e lingue, che gli altri due gruppi. Il termine vichinghi è dato da: vik (antico nordico = insenatura) ed è passato a designare la parola pirata in inglese wicing. Essi comprendono tre popolazioni:
- Svedesi > si estesero fino a Bisanzio, arrivando ad occupare anche cariche importanti nell’amministrazione;
- Norvegesi > si mossero verso la Groenlandia, l’Islanda e l’Irlanda arrivando fino all’isola di Terranova, territorio oggi americano (si dice);
- Danesi > si spostarono dalla penisola dello Jutland verso la Frisia e la costa occidentale dell’Inghilterra. Nel 1066 il re Danese – Re Canuto – era sia Re di Danimarca che d’Inghilterra. Sferrarono attacchi anche in territorio francese, occupando la Normandia, che non rimase però germanica e si francesizzò. Nel 1066, Guglielmo il Conquistatore, occupò l’Inghilterra.
Giovedì 9/10/2008
I Germani occidentali
Tra i tre gruppi, quelli che presentavano maggiore compattezza erano i Germani occidentali che occupavano i territori compresi tra l’Elba e il Reno nei primi secoli d.C. Essi ebbero una diffusione lenta, contrariamente ai Goti, che si mossero velocemente per poi sparire. Di questo ultimo gruppo fanno parte i tre insiemi di popolazioni individuati anche da Tacito.
- Inghevoni o germani del Mar del nord: Occupavano la costa nord-occidentale e si mossero verso l’Inghilterra e le isole britanniche, precedentemente occupate dai Celti – IV sec. Essi comprendevano le seguenti popolazioni:
- Frisoni > occupano l’Olanda settentrionale, la base dello Jutland e le rive del mar del Nord;
- Juti > occupano il Kent;
- Angli > occupano l’Inghilterra settentrionale e centrale;
- Sassoni > si stanziano lungo il Tamigi. Da tali conquiste rimasero escluse la Scozia, il Galles e la Cornovaglia, che restarono territori celtici. Solo i Frisoni non emigrarono. Si estesero sui territori lasciati dagli Anglosassoni e dagli Juti per poi essere inglobati nel IX sec. nel regno Franco. Anche i Sassoni vennero sconfitti dai Franchi in Inghilterra.
- Istevoni o germani del Reno-Weser: Erano, per la maggior parte, coloro che andarono a costituire il popolo dei Franchi. Occupavano l’area tra il Weser e il Reno. L’origine del termine: franchi < frakkr (=audace). Erano una confederazione di popoli germanici. Si spostarono per lo più verso ovest. Il loro regno si sviluppò al massimo con Carlo Magno (incoronato il 25 Dic 800), che ingloba dapprima Frisoni e Sassoni, quindi sconfigge i Longobardi in Italia – 774 –. Gli successe il figlio Ludovico il Pio, i cui figli si spartirono il regno in tre parti nel 843: parte tedesca, francese e Italia. Due di loro si allearono contro il terzo. Importante a tal proposito è il giuramento di Strasburgo, un breve documento redatto in francese e in tedesco antichi. Il regno di Carlo il Calvo si andava francesizzando, quello di Ludovico tendeva verso la realtà tedesca. Il documento è dell’842 e sancisce la distinzione tra le due lingue, oltre ad essere la prima testimonianza della lingua franca. I testi nordici più antichi invece risalgono al periodo immediatamente successivo l’avvento del cristianesimo, ovviamente dopo le migrazioni dei popoli nordici (o Germani del nord). Ciò si deve al fatto che la diffusione di tale abilità – la scrittura – è dovuta all’estensione di tale religione.
- Erminoni o germani dell’Elba: Comprendono: Ermunduri, Semnoni, Marcomanni, Quadi e Svevi che si stabiliscono nel 411 nella penisola iberica. La maggior parte comunque si muove con gli Alamanni.
- Alamanni < da “all men” < al man = tutti gli uomini per indicare che erano un gruppo di popoli della Germania del sud;
- Bavaresi: occuparono nel IV sec. l’attuale territorio austriaco;
- Longobardi < da long + bart = “quelli dalle lunghe barbe” oppure lang + Barte (lance) = “quelli dalle lunghe lance”. Come ricorda Tacito erano stanziati lungo l’Elba nel I sec d.C., ma provenivano dal nord. Si mossero verso la Pannonia per poi giungere in Italia e dove rimasero fino al 774, anno della loro sconfitta vs Carlo Magno.
Le lingue germaniche come lingue indoeuropee
Il gotico, il sassone, il tedesco antico settentrionale e meridionale, il nordico, il frisone presentano analogie lessicali e grammaticali tra loro. Ne sono un esempio la distinzione tra verbo forti e deboli o le declinazioni. Analizzando i fenomeni di divergenza e convergenza si può stabilire il grado di parentela di diverse lingue. La teoria di Schleicher le divergenze sono il prodotto dei mutamenti dei tratti comuni di partenza da una comune lingua madre. La ricerca fonologica può determinare il grado di parentela di due diverse lingue.
Esempio: *pәter = iran. Pitàr; gr. Patér; lat. Pater; got. Fadar; airl. Athir.
Il germanico e il celtico sono meno conservative dal punto di vista delle mutazioni fonetiche consonantiche. La questione si complica se si fa riferimento alle mutazioni vocaliche.
Esempio: /i/ ; /a/ /ә/ per la prima vocale in pәter. La seconda vocale ha poi subito diversi fenomeni di mutamento.
Un elemento comune a diverse lingue indoeuropee è la presenza di una radice a cui si aggiungono elementi che vanno a determinare la formazione di una nuova radice o di un tema. Il tema è dato dunque dalla suffissazione della radice di partenza. Si hanno infine le desinenze.
- Radice > dà significato alla parola;
- Suffisso > ne precisa il valore;
- Tema > è dato da radice + suffisso;
- Desinenza > indica la funzione della parola nella frase.
Esempio: aing. gumena (gen. pl.) < IE *ghum (terra) + -en (sost.) + -a (desin.).
III lezione: martedì 14/10/2008
La periodizzazione del germanico
Non è possibile disporre di una periodizzazione assoluta del germanico. Quella a cui si può giungere è infatti solo una periodizzazione relativa, che individua relazioni temporali all’interno di un’estensione cronologica di circa venti/ventuno secoli. Si individuano tuttavia due vasti periodi diversi:
- Protogermanico
- Riduzione del sistema vocalico da 11 > 8;
- Legge di Verner;
- Sistema apofonico;
- Prima mutazione consonantica.
- Germanico comune
- Accento si stabilizza sulla sillaba radicale;
- Metafonia;
- Variazioni vocaliche indipendenti.
Suddivisione del germanico
Schwarz ha ipotizzato di poter considerare tali lingue come aventi origine comune.
- Germanico occidentale
- Ainglese
- Afrisone
- Afrancese
- Adanese
- Asassone
- Alto tedesco antico
- Germanico orientale
- Gotico
- Germanico settentrionale
- Aislandese
- Anorvegese
- Asvedese
Le isoglosse delle lingue germaniche
Isoglossa è una linea che delimita il territorio all’interno del quale due lingue condividono determinati fenomeni linguistici. L’integrazione delle ricerche della teoria dell’albero genealogico, della teoria delle onde e della geografia dialettale ha permesso di individuare 5 aree principali nelle lingue germaniche, all’interno delle quali si individuano alcune caratteristiche.