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“ROMANIA” (concetto geografico): l’insieme di territori dove le lingue romanze sono o sono state parlate (quindi anche con

un’implicazione cronologica). ROMANIA “ANTICA” = le regioni dove si sono

Distinguiamo difatti (concetti storico-geografici):

regioni dell’Europa occidentale e della Penisola

sviluppate parlate romanze evolvendo direttamente dal latino, essenzialmente

ROMANIA “NUOVA” = le regioni dove le lingue romanze si sono

Balcanica diffuse nel mondo, a seguito delle scoperte

(esempio massimo: l’America latina) ROMANIA “PERDUTA” = le regioni dove antiche parlate

geografiche e delle conquiste

state poi sostituite da altre lingue (per es. le regioni costiere dell’Africa

romanze sono settentrionale e il litorale dalmatico)

FAMIGLIA LINGUISTICA: gruppo linguistico i cui membri sono considerati come derivanti da un antenato comune, la lingua

madre.

LINGUA UFFICIALE: la lingua che uno stato sovrano ha legalmente adottato per la produzione dei propri documenti ufficiali,

come le leggi, gli atti giudiziari e notarili.

LINGUA NAZIONALE: lingua considerata propria da una nazione o da uno Stato, con gradi di riconoscimento ufficiale che

variano da uno Stato all'altro. Talvolta l'espressione "lingua nazionale" viene considerata come un sinonimo di "lingua ufficiale" di

uno Stato, ma non vi è una perfetta identità tra i due termini. Molti paesi, infatti, prevedono nella loro costituzione, riconoscimenti

diversi per la lingua ufficiale (o le lingue ufficiali), il cui uso viene richiesto in tutto il territorio dello Stato e una o più altre lingue

"nazionali", spesso di estensione territoriale limitata, che possono avere riconoscimenti ufficiali (ad esempio l'insegnamento nelle

scuole), ma solo in ambiti territoriali limitati. Per esempio, il Niger riconosce il francese come lingua ufficiale, insegnata in tutte le

scuole e utilizzata dovunque nell'amministrazione, ma accorda anche a tutte le lingue parlate nel paese (una ventina) lo statuto di

"lingua nazionale", con vari gradi di riconoscimento e di tutela.

DIALETTO: varietà linguistica usata in ambito geografico limitato e senza carattere ufficiale; proviene direttamente dal latino come

le lingue romanze; nella Romania antica i dialetti sono in linea di principio la continuazione diretta del latino parlato nella stessa area.

Ogni evoluzione locale ha subito influenze di ogni genere da parlate vicine e dalle forme scritte. Non esistono netti confini dialettali,

le fratture del continuum dialettale sono determinate da fratture nell’identità sociale culturale.

VARIETà REGIONALI: nella fonetica spesso si distinguono in base a fenomeni che hanno riscontro nei rispettivi dialetti (es.

presenza o assenza del raddoppiamento fono sintattico). E’ una variazione che a volte recupera fenomeni di dialetti corrispondenti,

altre volte ricava materiale dalle alternative della lingua.

ITALIANO STANDARD: Si dice italiano standard l'italiano non marcato da alcuna varietà individuale: si tratta di un concetto

astratto; in realtà una lingua può variare a seconda di cinque parametri: nel tempo (diacronia), nello spazio (diatopia), a seconda dello

status sociale (diastratia), della situazione in cui ha luogo la comunicazione (diafasia) o del mezzo usato per trasmettere il messaggio

(diamesia). 813, il Concilio di Tours decise che nelle chiese dell’Impero,mentre la liturgia rimaneva in

Politiche linguistiche in area romanza:

latino, le omelie dovessero essere formulate in lingua volgare.

1539, il re di Francia Francesco I decise che fosse obbligatorio l’uso del francese.

1707, il re di Spagna Filippo V emana il decreto Nueva Planta, il quale introduce l’obbligo del francese nell’uso amministrativo e

giudiziario, a danno del catalano e delle altre lingue del regno.

1582, Leonardo Salviati fonda l’Accademia della Crusca.

1636, il cardinale Richelieu organizza l’Academie francaise.

1714, Filippo V di Spagna fonda la Real academia dela lengua

1861, Unità d’Italia, nelle scuole è sanzionato l’uso del dialetto e i bambini obbligati all’uso dell’italiano.

la variazione è del tutto normale tra le diverse comunità e all’interno di ciascuna di esse. I parlanti restano in linea

Variazioni:

generale all’interno di vincoli imposti dalla necessità di comunicare ma all’interno degli stessi vincoli il margine di variazione è

molto ampio. La variazione è un carattere intrinseco della lingua.

V.diatopica. si realizza nello spazio(differenze fra famiglie linguistiche e tra parlate dei rioni di una stessa città. Es.: in toscana delle

la S come sorda, le corrispondenti forme del nord hanno le sonore “capello”/

parole conservano le occlusive intervocaliche e

“cavèil”. si realizza all’interno di una comunità sociale in rapporto ai livelli sociali. Si constata che il numero di dialettofoni

V.diastratica:

aumenta tra le persone di condizione bassa rispetto a quelle di condizione medio-alta, o fra anziani e giovani, tra piccoli centri e città.

L’opposizione nell’uso tra lingua e dialetto diventa correlativa di una stratificazione sociale e il dialetto invece di marginalità (es.

scempiamento consonanti doppie in it. settentrionale, gorgia in toscana, sonorizzazione della sorda dopo nasale in it. meridionale).

L’italiano popolare è la varietà che rappresenta il livello sociolinguistico basso della nostra lingua; è caratterizzato da fenomeni

comuni:formazioni analogiche, lessico ridotto).

si realizza in rapporto ai registri espressivi. Forme di differenziazione diafasica sono collegabili al sesso, all’età e alla

V.diafasica: all’eufemismo(specificità variabile in rapporto

professione del parlante. Si da per scontato che le donne siano + propense

all’evoluzione del costume e agli interlocutori. La lingua della donna risulta + conservativa, probabilmente per la minore mobilità.

V.diacronica: registra i cambiamenti linguistici avvenuti nel corso degli anni o secoli (si noti ad esempio come al giorno d'oggi non

si usa più il voi come forma di cortesia, dando invece la preferenza al lei.)


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Filologia e linguistica romanza del professore Stefano Asperti, in cui vi è una sintesi dei concetti principali riguardanti la Filologia e la linguistica romanza: Romania come concetto geografico, famiglia linguistica, varietà regionali, italiano standard, politiche linguistiche in area romanza e variazioni, strumenti per lo studio delle variazioni, atlanti linguistici.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Lingue e Letterature Moderne
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia e linguistica romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Asperti Stefano.

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