Elementi distintivi fonologici
Latino: vocali atone e toniche
Nel latino, sia le vocali atone che quelle toniche erano influenzate dalla posizione nella parola. Càtedra è un esempio di come le penultime fossero considerate lunghe e l'accento fosse spostato. Esistevano 10 fonemi distinti per apertura e durata: I, I, E, E, A, A, O, O, U sulla penultima.
Nelle lingue romanze, basate sul grado di apertura, si valorizza il fatto che in latino i verbi composti con prefisso preposizionale applicavano la regola dell'accento. Quando una vocale breve diventava atona, subiva delle modifiche. Nelle varianti romanze tardo imperiali, l'accento tornava dov'era nel verbo semplice. Alcune varietà comuni includono la penisola iberica, la Francia e la maggior parte delle varietà italiane. A volte si restituisce anche l'originale vocale.
Sistemi fonologici romanzi
Nel sistema fonologico sardo (Sardegna e parte della Basilicata), la penultima vocale, quando breve, era preceduta da I e non formava dittongo, ma si manteneva come iato. Era la terzultima vocale a portare l'accento (es. filìolu). Nel tardo imperiale, E ed I diventarono semivocali, e le parole persero una sillaba.
Nel sistema rumeno, l'accento si spostava, ma si modificava la consonante che precedeva la semivocale (es. filiólu > figliolo).
Palatalizzazione e dittongamento
La palatalizzazione si verificava quando una consonante era seguita da J, trasformandola in nuove consonanti palatali (es. poteu > pozzo, puis, pozo). Nel sistema siciliano (Sicilia, Salento e Calabria meridionale), la semivocale W era tipica delle labiovelari; nelle lingue romanze talvolta si conservava, altre volte si trasformava in velare.
Il dittongamento avveniva in diversi modi: il toscano dittongava medio-basse solo in W prodotta da risoluzione degli iati in sillaba libera. Il francese dittongava medio-alte e medio-basse solo in sillaba libera. In castigliano, le medio-basse dittongavano sia in sillaba libera che bloccata.
Lenizione e metafonesi
La lenizione è un fenomeno del consonantismo romanzo che ha avuto effetti sulle consonanti intervocaliche nella penisola iberica, in Francia e in Italia. In sillaba tonica, la A si trasforma in /e/ settentrionale (fino a La Spezia e Rimini). Le trasformazioni includevano PP > p, KK > k, TT > t, P > b, v, K > g, gamma dileguo, T > d, delta dileguo.
La metafonesi si verificava in Italia meridionale, Sardegna e Portogallo solo se la vocale finale latina era I oppure U. Le sorde doppie diventavano sorde semplici e le sorde semplici sonore. Le sonore diventavano fricative e potevano dileguare.
Nasalizzazione
In francese, le vocali seguite da una nasale nella stessa sillaba si nasalizzavano e assorbivano la consonante nasale. In portoghese, in Romania occidentale, le trasformazioni includevano MM > m, RR > r, SS > S, S > da.
In italiano si osserva una tendenza conservativa, mentre l'intermedio è rappresentato dal sp, e il francese rappresenta la soluzione estrema.