Che cos'è un blockbuster?
Il termine ha una origine di natura militare in quanto veniva usato nella Seconda guerra mondiale per indicare un particolare tipo di bomba in grado di espandere i propri effetti su ampia scala. Verso gli anni '50 il termine viene utilizzato in ambiti come la musica, romanzi, brani musicali, spettacoli teatrali e cinema, per indicare prodotti a cui fosse possibile associare simbolicamente i concetti di potenza e di ampia dimensione, fenomeni commerciali di grande impatto economico.
Oggi si ricorre a questo termine per indicare pellicole popolari americane che si annunciano come straordinari successi di pubblico o che si sono già rivelate tali al botteghino. Un blockbuster si individua nei costi di produzione e nell'ammontare degli incassi; è chiaro che le due cose non sempre sono in relazione, infatti è possibile spendere miliardi di dollari per un film che si riveli un flop, oppure spendere poche migliaia per un film che ne incassa miliardi. L'obiettivo è quello di ottenere risultati economici superiori alla media e a quanto sia mai stato incassato in passato. Il successo del blockbuster è determinato da molte varianti: dal pubblico, dagli accorgimenti utilizzati nel film, dalla situazione economica e dal momento storico.
Le origini
Nel 1975, con l'uscita de “Lo Squalo”, si attribuisce l'inizio dei blockbuster. La produzione del film blockbuster si colloca all'interno di un periodo ancora in corso della storia dell'industria cinematografica statunitense denominato “Nuova Hollywood” che nasce negli anni '40, periodo post bellico, dalle ceneri dell'epoca dello Studio System e in concomitanza con l'avvento della televisione nelle case degli americani.
Le caratteristiche
Sono film che offrono messaggi universali, fanno appello ai sentimenti primari, propongono situazioni e personaggi in grado di suscitare un elevato coinvolgimento emotivo. La struttura del testo è elementare, poco innovativa e inoffensiva. Ogni volta si pone l'obiettivo di mostrare allo spettatore qualcosa di straordinario, di cui è necessaria la visione.
- Per Geoff King, l'esperienza di frontiera consiste nella promessa di spettacolarità e nel costante superamento dei traguardi degli antecedenti blockbuster. Il blockbuster diventa una sorta di evasione dalla vita di tutti i giorni. Per migliorare le aspettative si usano effetti speciali, ignorando così il realismo, e facendo avere allo spettatore un'esperienza sensoriale unica. Gli effetti speciali si prestano alla produzione di film fantascientifici, ma anche film come Jurassic Park, Titanic, Supereroi; Batman, X-Men, Spider-Man. La novità di un blockbuster può essere definita esclusivamente in relazione a ciò che lo ha preceduto.
- Erlend Lavik: ciò che è straordinario dipende anche da ciò che in quel determinato periodo storico viene considerato ordinario. Si crea una sorta di dualismo; da una parte si pone come fonte di innovazione e di avanguardia, dall'altra si oppone come un'opera semplice, che predilige un'esperienza di tipo sensoriale piuttosto che intellettuale.
Cultural Discount: Questo problema si pone quando si vogliono esportare film al di fuori del paese di produzione. L'esportazione può produrre problemi a livello di comprensione dei contenuti, dei riferimenti culturali e dell'ironia. Gli Stati Uniti hanno minimizzato il problema in quanto paese culturalmente eterogeneo.
Scott Olson “Trasparenza”: Per rispecchiare la società globale vengono concepiti come dei testi aperti, universali. I film che si prediligono sono quelli fantastici, coloro che non rispecchiano la realtà.
- I blockbuster vengono accusati di scarsa portata innovativa, ma questo si deve a ragioni economiche; deve essere in grado di coprire tutte le spese sostenute dalla propria casa di produzione, anche di quei film che non sono arrivati al punto di pareggio, e di tutti i progetti che si sono bloccati in fase di sviluppo. Reggono dunque l'economia delle case di produzione, e per questo motivo, non possono intraprendere rischiose sperimentazioni a livello di stile e di contenuto.
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