Illuminista napoletana nel "Discorso sopra il vero fine delle arti" (1754)
Nell'opera del 1754, un'illuminista napoletana tratterà il problema del passaggio da società feudale a società borghese. Un altro autore di rilievo è Gaetano Filangieri, il quale attaccherà, nella sua opera "Scienza della legislazione", la feudalità e il baronaggio laico. La feudalità è uno stato che divide lo stato stesso e ne consegue una frammentazione del potere. Filangieri sostiene che solo l'unicità del potere politico può delegittimare il potere nobile e, delegittimando il sovrano ed eleggendolo ad amministratore, si potrà combattere la feudalità.
Montesquieu
Montesquieu non è un giusnaturalista. Vuole analizzare lo stato così com'è presentato. Montesquieu riafferma il momento storico, considerando le leggi non come extra-storiche ma come appartenenti alla storia stessa. Non rinnegò l'universalismo ma introdusse un relativismo giuridico, ovvero la legge è circoscritta a un momento determinato. Non appena il contesto cambia, anche la legge deve adattarsi.
Nell'opera "Spirito delle leggi", esprimerà questo relativismo, ma cercherà di considerare tutti gli aspetti che compongono la vita nella società, come l'economia, la religione e il clima. Un'altra opera significativa è "Lettere persiane" (1783), dove immagina che degli stranieri giudichino la Francia, le sue istituzioni e i suoi tabù. Del 1784 è il "Discorso sulle cause della grandezza e della decadenza di Roma", scritto al ritorno dei suoi viaggi, in cui riproporrà nelle sue opere. Come quello in Inghilterra che lo porterà a farne ammirare il suo regime costituzionale, tratterà il rapporto tra causalità storica e provvidenza. È un autore anti-assolutista e, come Locke, crederà fermamente negli ideali di libertà e giustizia.
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Storia del diritto medievale e moderno - Riassunto esame, prof. Caravale
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Riassunto esame di Storia della Filosofia, prof. Antonio Gargano, libro consigliato Filosofia moderna, A.Gargano