GENERE/SESSO
“Il femminismo e gli studi di genere”
1.
Introduzione......................................................................................................................
................
2. Le principali tappe dell'emancipazione
femminile.................................................................
3. Che cos'è il
femminismo?................................................................................................................
3.1.
L'autocoscienza..............................................................................................................
3.2. Differenza tra sex and
gender..................................................................................
4. La differenza
politica…......................................................................................................................
4.1. La politica delle Pari
opportunità.............................................................................
5. Cenni
storici................................................................................................................................
............ 5.1. Neofemminismo in
italia...........................................................................................
5.2. Le conquiste del '900...................................................................................
6. Gli stereotipi di genere nella nostra
società..............................................................................
1. INTRODUZIONE
La questione della differenza sessuale nasce storicamente e teoricamente
nella storia del pensiero occidentale ed è strettamente legata alla
definizione del ruolo delle donne. Nella storia del pensiero politico, tale
questione ha lo scopo di giustificare la posizione della donna nella
famiglia e, di riflesso, nella società. Il fatto che il ruolo della donna, fino
all'epoca moderna è stata confinata perlopiù all'ambito familiare, si pone
col movimento femminista come problema politico, e viene letta in
termini di disuguaglianze (sessuali). Ma dove nascono le disuguaglianze
sessuali e come vengono giustificate?
Molti aspetti della condizione femminile nella nostra nostra società
comportano delle effettive diversità rispetto agli uomini. Sebbene
differenze innate nelle abilità e nella personalità non siano ancora state
provate in modo consolidato o siano comunque irrilevanti, nella società
occidentale accade di solito che siano più numerose le donne che si
dedicano ai lavori domestici o al volontariato, che hanno meno successo
nel lavoro o compiono lavori di più basso profilo e meno retribuiti, o che
cadono in depressione grave.
La condizione delle donne nella società occidentale è stata spesso
descritta nei termini del loro accesso ai diritti di cittadinanza, ovvero
all’insieme di diritti civili, politici e sociali che caratterizzano la piena
appartenenza ad una comunità politica. Si sottolinea che intorno ad un
secolo fa nella maggior parte dei regimi politici liberali della società
europea e occidentale le donne non potevano votare, non potevano
disporre del denaro che guadagnavano e non potevano svolgere alcuna
azione legale, essere giuridicamente equiparate ai bambini e ai malati di
mente. Queste sono solo alcune delle motivazioni che hanno portato le
donne ad unirsi, creare dei gruppi specifici, e lottare per il riconoscimento
dei propri diritti, per l'affermazione della propria identità e per una
effettiva realizzazione della parità dei sessi.
2. LE PRINCIPALI TAPPE DELL'EMANCIPAZIONE FEMMINILE
La questione femminile emerge in un primo momento esclusivamente in
quelle nazioni (Inghilterra, Francia, Germania e Stati Uniti) nelle quali i
mutamenti derivanti dalla rivoluzione industriale erano diventati più
evidenti. La condizione della donna nella società industriale era di
sostanziale sfruttamento; in molti casi infatti, esse svolgevano un doppio
lavoro, in fabbrica e a casa, dove si occupavano dei lavori domestici e si
prendevano cura della famiglia. Durante lo sviluppo dell'industria
siderurgica, le donne furono espulse dal processo produttivo per due
motivi principali: l’introduzione delle macchine, e perché tali lavori erano
ritenuti troppo pesanti per il sesso femminile, che viene definito debole.
Le donne dovevano (e spesso ancora oggi) obbedire e sottostare al
capofamiglia senza nessuna opposizione. La polemica perciò investì
l’intera struttura della società patriarcale: costume, morale, religione,
diritto, politica.
Si creò così una vera e propria ideologia, denominata ''ideologia delle
sfere separate'', basata sulla concezione che il lavoro doveva essere a
sfera maschile, e la casa a sfera femminile. Inizialmente le donne
accettarono completamente questa separazione, anzi la rivendicarono
perché l’essere le “signore del focolare” permetteva loro di influenzare e
controllare le azioni degli uomini. Infatti, in un secondo momento
riuscirono ad imporre parte della loro influenza nella vita di coppia, ad
esempio per quanto riguardava le scelte in fatto di nascite e di sesso.
Questa fase, in cui le donne rivendicarono una maggiore autonomia nelle
scelte importanti per la propria vita, venne definita “femminismo domestico”.
Cambia così anche la struttura familiare: si passa da famiglie ampie e
patriarcali a strutture più piccole, nucleari. Avendo un minor numero di
figli da accudire,le donne ebbero più tempo libero, che permise loro di
frequentare degli istituti per migliorare la propria istruzione; nacquero così
i primi collegi femminili con l'obiettivo di preparare le donne ad affrontare
la dura vita del mondo del lavoro. Questo non fu un passaggio facile,
poichè trovò molti ostacoli negli uomini, convinti che le donne dovevano
essere “educate e che la vocazione della donna è la famiglia
ma non istruite”
e non lo studio.
Successivamente le donne sentirono l'esigenza di equipararsi anche in
campo lavorativo, e quindi di voler svolgere le stesse professioni degli
uomini. In molti paesi, grazie ad una capillare organizzazione politica
femminista, a club appositamente fondati e a giornali con cui
combatterono la loro battaglia, riuscirono a raggiungere il loro scopo e ad
avere la possibilità di misurarsi anche sul posto di lavoro con i membri
dell’altro sesso. Furono molti e forti i tentativi di opporsi alla libertà di
attività delle donne. Ma nonostante queste opposizioni, l’assalto alle
professioni diede gli esiti sperati. Si assistette, così, al superamento in
positivo dell’ideologia delle sfere separate; anche se alcune professioni
come il diritto ed il commercio furono off limits per le donne, perché gli
uomini le difesero e ne vollero preservare la propria esclusività di
svolgimento.
Tutto ciò avvenne soprattutto negli Stati Uniti dove le donne rivendicano
il diritto al voto e parità di trattamento con gli uomini nelle varie
mansioni. In Europa invece, il percorso fu più lento e difficoltoso.
Soprattutto in Italia il movimento di emancipazione femminile fu soffocato
dall’avvento del fascismo che, regime autoritario e maschilista, trattò le
donne come l’anello debole della società. Le due grandi guerre erano
state la grande occasione per le donne che, chiamate a sostituire gli
uomini impegnati nella guerra, ebbero libero accesso alle professioni
operaie ed entrarono in massa in quelle intellettuali. Una volta finita la
guerra, fu impossibile da parte degli uomini non riconoscere il ruolo svolto
dalle donne e le loro finalmente riconosciute capacità.
Fu così che le donne, progressivamente, cominciarono ad inserirsi nel
mondo del lavoro a fianco dei colleghi maschi dimostrando tutto il loro
valore e le loro attitudini. Rimaneva a questo punto solo da sancire una
reale uguaglianza riconosciuta tanto nella legislazione degli stati, tanto
nella mentalità comune. Si arriverà anche a questo in seguito ai
movimenti femministi degli anni ’60 e ’70.
3. CHE COS'è IL “FEMMINISMO”?
Il termine “femminismo” entrò nell’uso e nel senso corrente a partire dal
1882. Esso designa il movimento di rivendicazione dei diritti economici,
civili e politici delle donne; in senso più generale, l'insieme delle teorie
che criticano la condizione tradizionale della donna e propongono nuove
relazioni tra i generi nella sfera privata e una diversa collocazione sociale
in quella pubblica.
Fin dalle sue origini nel XVIII secolo il femminismo ha infatti sostenuto non
solo l'ingiustizia della diseguaglianza femminile, ma anche il diritto delle
donne ad un riconoscimento della propria peculiarità, della differenza
dell'identità femminile.
Il femminismo ha rimesso in discussione con un’analisi politica “a partire
da sé” (autocoscienza), tutti i settori della società, della quale contestava
l’aspetto ed il carattere fortemente maschilista, ed il fatto di essere retta
su discriminazioni di sesso.
3.1. L’autocoscienza
L'autocoscienza (avviata negli Stati Uniti intorno al 1966-67) è la pratica
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