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Femminismo e il '68 come preparazione per il movimento delle donne

Il '68 rappresenta un periodo di preparazione per il movimento delle donne, con la seguente separazione. Si vuole creare uno spazio autonomo, decostruire le strutture dei partiti e dei movimenti extraparlamentari, e denunciare la conflittualità fra pubblico e privato. Queste parole d'ordine vengono messe in pratica dal movimento femminista. Inizialmente, le richieste femministe si diluiscono nella mobilitazione giovanile del '68; l'anno di svolta è il 1970.

La nuova consapevolezza femminile

La nuova consapevolezza femminile nasce dagli stravolgimenti del boom economico. Un esempio è il libro "Le italiane si confessano" di Gabriella Parca del 1959, una serie di interviste in cui si denuncia il disagio della dipendenza della donna dall'uomo. Le donne sono vittime di ansie, paure per i pregiudizi dell'altro sesso e violenze psicologiche. Le donne non sono soddisfatte del proprio ruolo, non si sentono protette e si sentono trattate da minorenni; si avverte il bisogno di costruire uno spazio autonomo riservato alle donne. Questo libro fa scandalo e viene proibito nelle scuole.

Le generazioni del dopoguerra

Le generazioni che approdano al '68 sono quelle del dopoguerra, che hanno conosciuto una sostanziale emancipazione e gli sviluppi degli anni '50. Hanno partecipato alla formazione delle nuove categorie giovanili, favorendo un livello maggiore di istruzione. Queste donne hanno partecipato alla resistenza e hanno prefigurato un'idea diversa di sesso e di generazione: sono generazioni sociali, prima che politiche; non hanno conoscenza dei movimenti suffragisti dell'800, insabbiati dal fascismo. Queste donne non mettono in discussione la società patriarcale, ma le regole del comportamento sociale.

Critiche alla prima ondata femminista

Questa prima ondata femminista è duramente criticata: confondono il diritto di voto come fattore fondamentale e non si rendono conto di essere rinchiuse comunque entro le mura domestiche; hanno tradito le aspettative della generazione; la donna è sempre confinata al ruolo di cura. Questa categoria di donne è raccolta nell'UDI, associazione vicino al PC.

Riferimento teorico dei primi gruppi femministi

Un riferimento teorico per i primi gruppi femministi è "Il secondo sesso" di Simone de Beauvoir del 1949: l'identità sessuale è una costruzione sociale; si rifiutano le spiegazioni biologiche, psicoanalitiche e marxiste: donne si nasce, non si diventa. La donna stessa ha scelto la sua condizione di subordinazione rispetto al primo sesso maschile. Questa scelta può essere ribaltata durante la rinascita da una guerra, realizzando la liberazione (non l'emancipazione) della donna attraverso momenti di confronto e di lotta collettiva. Ciò porta a una società socialista in cui la parità fra i sessi non è solo formale, ma è reale, portando alla riconciliazione con gli uomini, mantenendo comunque la differenza di genere per non impoverire la convivenza; eliminazione della gerarchia.

È proprio nel '68 che si sperimenta la propria diversità sessuale; c'è bisogno della propria autonomia; preludio della scelta separatista.

Il femminismo negli USA

Negli USA, il femminismo si manifesta direttamente sulla scena pubblica nel '68 con eventi come i funerali della femminilità al cimitero dei caduti in guerra di Harlinton e la contestazione di Miss America con lo slogan "No more Miss America" – incoronazione di una capra e pattumiera della libertà per i simboli della femminilità. In seguito, si formano piccoli gruppi di presa di coscienza, dove si mette in parole la propria esperienza e soggettività; il problema soggettivo è frutto di una politica sessista. Il personale è politico poiché rispecchia le ideologie sociali sessiste.

Regole per un gruppo di autocoscienza

  • Non si accetta un capo riconosciuto
  • Si parla in senso circolare
  • Nessuno parla due volte
  • Non si discute sulla veridicità delle cose dette
  • La discussione ha luogo dopo che tutti hanno parlato

In seguito, le regole si irrigidiscono: viene accettata la figura di un leader e si indaga sui racconti.

Le letture socialistico-femministe

"Donne, la rivoluzione più lunga" di J. Mitchell del 1966 mette in luce i limiti della lettura socialista sulla posizione femminile: il pensiero marxista è costretto a ridimensionarsi. La subordinazione delle donne è collegata a quattro situazioni presenti in tutti i periodi storici: la produzione, la procreazione, il sesso e la socializzazione dei figli. La liberazione delle donne può avvenire eliminando la proprietà privata e la lotta di classe, liberando la sessualità dalla procreazione, liberando il sesso dalle norme, e affermando il ruolo del padre e dello stato per la crescita dei figli.

Le tendenze del movimento americano

Il movimento americano è diviso in tre tendenze:

  • Marxista: È la tendenza più politicizzata; la donna si confronta con la lotta di classe ed è considerata come una classe sfruttata, il proletariato del proletariato.
  • Liberale e radicale: Queste due tendenze partono dalla dicotomia uomo/donna, definiti come oppressori e oppresse; si avverte la necessità di separazione dal genere maschile.

Queste idee sono dichiarate nel primo manifesto teorico del '69, redatto dalle RedStockings.

Sessismo e sistema patriarcale

"La politica del sesso" di K. Millet del 1970 denuncia la cultura patriarcale come fattore determinante per la subordinazione della donna; il sistema sociale è sessista; la donna è considerata come oggetto sessuale utile solo al piacere del maschio; il rapporto sessuale è un rapporto politico in cui si perpetua il dominio del maschio sulla donna. Prima suddivisione fra sesso e genere: il sesso è la determinazione biologica; il genere è l'identità sessuale che si acquisisce tramite la cultura.

"La dialettica dei sessi" di S. Firestone del 1970 discute la divisione del lavoro nell'atto della procreazione, che non è successivamente colmata; mentre la donna accudisce il figlio, si trova in una situazione di naturale subordinazione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ER.REST di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Adorni Daniela.
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