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Storia della filosofia antica

Franco Trabattoni - Il Fedone

Il dialogo di Platone

Il dialogo di Platone racconta l'ultima giornata di vita di Socrate (399 a.C.). È l'opera che dà inizio alla metafisica occidentale ma è anche assai importante per l'etica. Come ogni opera di Platone, è assai fine dal punto di vista linguistico, tanto che è stata classificata come opera filosofico letteraria. È anche un dramma: una tragedia-commedia, cioè a lieto fine (alla fine del Simposio, Socrate cerca di convincere Agatone e Alcibiade che per fare una buona tragedia bisogna saper fare una buona commedia).

Il Fedone inoltre è la prima consolatio della letteratura. Per Platone, infatti, la vera consolazione è il logos, non il mito. Questo genere verrà poi imitato. Aristotele scrive, infatti, un'opera simile al Fedone, l'Eubeo; Cicerone e Seneca scrivono molte consolationes; il filosofo tedesco Moses Mendelssohn nel '700 scrive un Fedone, che sarà letto e apprezzato da Kant. Tuttavia il Fedone si differenzia per le tematiche di logica e metafisica presenti.

La filosofia di Platone

La filosofia di Platone si è soliti dividerla in tre grandi periodi:

  • Il periodo socratico (Socrate storico)
  • Il periodo della maturità (Socrate personaggio)
  • Il periodo della vecchiaia (approfondimento delle varie problematiche)

Il Fedone appartiene al secondo periodo. Una spia di questo è data dal fatto che Platone si dice assente nell'ultimo giorno del maestro; pertanto mostra che quello che racconta (il dialogo riportato) non è un resoconto fedelissimo della vicenda. Inoltre il motivo dell'assenza di Platone è assai incerto, poiché Fedone dice (59b) che gli sembra (oimai) che Platone fosse malato. Ora, noi sappiamo che Platone ha vissuto circa ottant'anni (428-348 a.C.) e nel 399 a.C. doveva avere all'incirca 29 anni. Pertanto sorge spontanea la domanda se il filosofo si sarebbe davvero perso l'ultima occasione per stare col suo maestro per una semplice indisposizione.

Il pensiero di Platone

Bisogna tener presente che nei suoi dialoghi Platone non compare mai, quindi non è sempre facile stabilire quale sia il suo pensiero. Il protagonista dei suoi dialoghi non è sempre Socrate; nel Parmenide è appunto Parmenide, fondatore della scuola eleatica; nel Timeo è Timeo di Locri, un pitagorico; lo stesso vale per il Sofista e le Leggi. La critica filosofica si è divisa su due fronti:

  • La teoria del Portavoce, in cui le parole del protagonista coincidono con il pensiero del filosofo;
  • Il Dialogical Approach, secondo cui Platone non dice niente, ma si limita a mettere in scena il teatro della filosofia. Cicerone ad esempio dice che in Platone nulla è certo, tutto è in discussione.

Pertanto l'uguaglianza Socrate=Platone non è una certezza assoluta. Il pensiero dell'autore può forse, dunque, essere letto tra la comunicazione dei personaggi e la comunicazione lettore-autore, facendo un'analisi dello scambio dialogico. L'esempio più moderno è quello di Pirandello. Si può ricostruire il pensiero di un autore benché lui non parli in prima persona e non sia presente nelle sue opere.

Lo scopo di Platone

Qual è lo scopo di Platone? Proclo, filosofo neoplatonico del V secolo, ci dice che nel V-IV secolo a.C. tutte le opere hanno uno scopo. La concezione dell'opera letteraria erudita fine a se stessa compare, infatti, nell'ellenismo. Platone stesso fa dire a Socrate nel Fedro che l'aspetto ludico della lettura non è contemplato se non nella vecchiaia.

Etica ed eudaimonismo

La dottrina più importante è l'Etica, eudaimonistica: lo scopo dell'azione morale è la felicità comune. Pertanto può sembrare un'affermazione utilitaristica ma la felicità non è intesa come privata. La massima felicità è realizzare quella degli altri. Questo è dunque il bene. Per Socrate il male è la non conoscenza del bene; pertanto anche l'ignoranza diventa colpa. Secondo Socrate, all'uomo buono non può capitare nulla di male. Platone dice però nella VII lettera che Socrate è l'uomo più giusto del suo tempo. Come può dunque Socrate, uomo buono, essere messo a morte ed essere felice? La risposta è che Socrate sceglie di morire. Nell'Apologia, Critone, l'amico pratico che di filosofia non s'intende, si chiede perché Socrate non fuga, dato che è supportato da amici e che nessuno, nemmeno i suoi accusatori, vogliono la sua morte. Socrate sceglie di morire perché lui stesso dice di non sapere se la morte sia un bene o male, ma sa di certo che il vizio è un male. Sceglie dunque l'incertezza invece del male certo. Il Socrate dell'Apologia di Platone non è la figura del filosofo stoico dantesco bensì ha fatto un calcolo preciso per scegliere la morte. Nel Fedone quindi è essenziale l'immortalità dell'anima per presupporre la felicità del filosofo, ovvero una prospettiva ultraterrena e metafisica.

Etica e politica nella Repubblica

Nel II libro della Repubblica, Platone identifica l'Etica con la felicità. Le ultime due parole dell'opera sono infatti eu prattein, saremo felici. Ovviamente dietro questo c'è l'aspetto politico della filosofia platonica, in cui nei governanti (filosofi) coincidono virtù/etica e felicità (episodio dell'anello di Gige).

La cornice del Fedone

Il dialogo di svolge a Fliunte, in Argolide, sede di una comunità pitagorica. Questo richiama subito il rapporto tra la filosofia platonica e il pitagorismo:

  • L'ambientazione
  • Gli interlocutori, che sono Simmia e Cebete, due tebani che conoscono (anche se non sono definiti allievi) Filolao, primo filosofo pitagorico ad aver messo per iscritto il pensiero del maestro (V secolo a.C.)
  • La teoria della metempsicosi* e l'allusione ai misteri orfici*

Il poeta filosofo Senofane (VII-VI secolo a.C.) in un frammento schernisce Pitagora dicendogli di non picchiare quel cane, poiché aveva riconosciuto in lui la voce dell'amico morto. Nel Gorgia, Platone riprende la definizione del bene secondo il dualismo pitagorico limitato-illimitato. Il bene è ciò che è limitato.

Fedone, come accade spesso nei dialoghi platonici, è un personaggio storico. È il fondatore di una scuola socratica minore. Bellissimo giovane, fu venduto come schiavo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/07 Storia della filosofia antica

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