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La fecondazione

La fecondazione è il fenomeno che avviene dopo un processo di maturazione dei due gameti che poi si incontrano. Per fecondazione, quindi, ci si riferisce all'incontro tra due gameti. La fecondazione è il processo attraverso il quale due cellule sessuali (i gameti) si uniscono a formare una sola cellula (lo zigote) che trasporta i geni di entrambi i genitori, e che ha il potenziale di dare origine a un nuovo organismo. Questa avviene di solito nei 2/3 laterali della tuba uterina, quel punto sarà chiamato sito di fecondazione.

Subito dopo l'ovulazione, l'ovocita, insieme alla zona pellucida e ad alcune cellule della granulosa, viene risucchiato dall'ampolla e le fimbrie della tuba uterina. Questo è fermo in metafase della seconda divisione meiotica. Raggiungerà la maturazione funzionale e strutturale dopo la fecondazione. Lo spermatozoo non ha ancora raggiunto la maturazione e non è in grado di fecondare. Sarà proprio il percorso da compiere nelle vie dell'apparato genitale femminile a portare il gamete maschile a completa maturazione.

Affinché avvenga la fecondazione, quindi, si devono realizzare eventi di maturazione sia a carico dello spermatozoo, sia a carico della cellula uovo. Lo spermatozoo (già uscito dai tubuli seminiferi) deve subire un processo di maturazione, di capacitazione e di iperattivazione e deve realizzare la reazione acrosomiale, che si basa sulla struttura dell'acrosoma, un grosso lisosoma situato sulla testa del gamete.

Uscendo dal tubulo contorto, gli spermatozoi sono decapacitati, essi infatti sono privi di motilità, si muovono pochissimo, hanno un acrosoma parzialmente idratato, che non ha raggiunto ancora la capacità funzionale e la cromatina nel nucleo non è ancora completamente spiralizzata (non c'è una eterocromatizzazione della cromatina).

Maturazione nello spermatozoo

Nell'epididimo si realizza al livello degli spermatozoi una serie di eventi:

  • Acquisizione della motilità anterograda (iniziano a muoversi bene verso avanti)
  • Spiralizzazione della cromatina
  • Maturazione dell'acrosoma

Al livello dell'epididimo vengono mantenuti gli spermatozoi destinati alla prima o massimo a una seconda eiaculazione. Le cellule dell'epididimo sono in grado di produrre dalla loro parte apicale dei lembi citoplasmatici, una sorta di secrezione apocrina, che hanno la caratteristica di contenere una serie di fattori (MIF protettore delle fibre dense della coda, che hanno una funzione importante per l'organizzazione dello spermatozoo) che hanno il compito di proteggere gli spermatozoi, questi lembi prendono il nome di epididimosomi.

Dopo il viaggio nell'epididimo, gli spermatozoi, ormai capaci di muoversi e di fecondare, passano nel dotto deferente, spinti non più dalla pressione del liquido tubulare, ma da contrazioni muscolari del dotto. Superato il dotto, si portano nell'ampolla del canale deferente, quindi nelle vescichette seminali, dove vengono conservati per l'eiaculazione.

Al momento dell'eiaculazione, per costituire il liquido spermatico, si deve unire ciò che è contenuto nel dotto deferente e nelle vescichette seminali a sostanze che sono prodotte fondamentalmente dalla prostata. Nell'eiaculato, infatti, abbiamo una primissima quantità di liquido poverissima di spermatozoi, che è il secreto prostatico, subito dopo le due componenti prostatiche e delle vescichette si uniscono per formare il liquido spermatico vero e proprio.

Composizione del fluido seminale

Il fluido seminale umano è prodotto quindi per la maggior parte da ghiandole seminali accessorie: le vescichette seminali, la prostata, e le ghiandole bulbouretrali o ghiandole di Cowper. La componente chimica del fluido seminale umano è composta da fruttosio, inositolo, acido citrico, glicerilfosfirilcolina, fosfatasi acida, prostaglandine, una varietà di enzimi e proenzimi di coagulazione; queste componenti hanno funzione principalmente di protezione e nutrizione degli spermatozoi.

La prostata fornisce anche attraverso un processo di secrezione merocrino delle vescichette chiamate prostasomi, che si differenziano dagli epididimosomi perché, questi ultimi vengono utilizzati immediatamente in modo tale da far raggiungere maturità funzionale e strutturale agli spermatozoi, i prostasomi invece contengono sostanze come colesterolo e Ca++, che vengono utilizzate soltanto nel momento in cui il liquido viene rilasciato all'interno dell'apparato genitale femminile.

Quando il liquido spermatico viene depositato nella vagina, si forma rapidamente un coagulo gelatinoso. Gli enzimi coagulanti prodotti dalla prostata reagiscono con un substrato emesso dalle vescichette seminali; questa reazione però fisiologicamente non avviene nelle vie spermatiche in quanto il pH del liquido seminale è leggermente alcalino, può avvenire soltanto a pH molto specifico.

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Scienze biologiche BIO/17 Istologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gvinci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istologia ed embriologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Puzzolo Domenico.
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