Febbre
La febbre è una risposta che l'organismo mette in atto in caso di manifestazione di patologie e sopraggiunge quando le cellule del corpo producono le citochine, meccanismo che si attiva laddove vi siano situazioni di forte stress, come traumi, neoplasie o infiammazioni. Tutto ciò comporta un aumento della temperatura corporea che supera quella normale.
Variazioni fisiologiche della temperatura corporea
Esistono tuttavia delle situazioni in cui le variazioni di temperatura sono normali, infatti durante la giornata cambiamo spesso temperatura. Ad esempio, la bocca al mattino ha una temperatura di 37,2 °C, mentre nel tardo pomeriggio raggiunge i 37,7 °C. Secondo un normale ritmo circadiano, la temperatura varia al massimo di 0,5 °C.
Metodi di misurazione della febbre
Lo strumento utilizzato per misurare la febbre è il termometro per uso medico, suddiviso in 3 tipologie:
- Termometro rettale: L'ampolla viene inserita nel retto attraverso l'orifizio anale. Se la temperatura rettale supera i 38 °C, si può parlare di febbre.
- Termometro orale: Ampolla inserita in bocca. La temperatura non deve superare i 37,5 °C.
- Termometro ascellare: Posto al di sotto della cavità ascellare, se tale termometro rileva una temperatura dai 37,5 °C in su, c'è uno stato febbrile.
Termoregolazione
La termoregolazione è il processo attraverso cui l'organismo mantiene costante la temperatura corporea per effetto osmotico tra calore da esso prodotto e disperso per effetto rispettivamente di termogenesi e termo-dispersione.
Termogenesi
È il processo di produzione di calore ed è suddivisa in obbligatoria e facoltativa. Nel primo caso il calore viene prodotto dalle normali attività metaboliche dell'organismo, mentre nel secondo caso viene prodotto calore in eccesso, oltre a quello basale, per effetto delle catecolamine. La termogenesi è un'attività metabolica controllata dagli ormoni tiroidei, noradrenalina e glucocorticoidi.
Il calore dell'organismo è la risultante del calore prodotto da tutte le cellule che lo compongono ed è direttamente proporzionale al consumo di ossigeno, ma dipende anche dalla quantità di energia chimica derivante dall'alimentazione, che verrà immagazzinata sotto forma di ATP, per poi venir trasformata in energia termica per mezzo dell'enzima ATPasi. Un grande contributo alla termogenesi è svolto dalla contrazione dei muscoli, se questi sono volontari.