FARMACOVIGILANZA
L’obiettivo del corso è quello di riconoscere, segnalare e valutare le reazioni avverse
dei farmaci e le interazioni tra questi.
SALUTE: l’OMS la definisce come quello stato di completo benessere fisico, psichico e
sociale e non semplice assenza di malattia, risultato di una serie di fattori e condizioni sociale,
ambientale, economica e genetica.
MALATTIA: è un’alterazione fisiologica o psicologica delle normali funzioni del corpo e
può avere cause interne od esterne all’organismo.
FARMACO: è una qualsiasi sostanza, o prodotto, usato a scopo terapeutico, preventivo
o diagnostico, per modificare o esplorare sistemi fisiologici, o patologici, con benefici per chi
lo riceve.
BENEFICIO: efficacia del farmaco.
RISCHIO: possibile comparsa di effetti indesiderati.
FARMACOVIGILANZA: è l’insieme delle attività che sono intraprese allo scopo di
garantire un UTILIZZO APPROPRIATO E SICURO dei farmaci.
Gli obiettivi della farmacovigilanza sono l’identificazione delle REAZIONI AVVERSE (RA), il
monitoraggio del RAPPORTO BENEFICI/RISCHI, la verifica della TOLLERABILITÀ a lungo
termine, la scoperta d’INTERAZIONI farmaco-‐farmaco e F-‐alimento, e l’individuazione dei
PAZIENTI MAGGIORMENTE A RISCHIO (come gli anziani). Pertanto la farmacovigilanza entra
in azione nella fase finale della scoperta di un farmaco e ha l’obiettivo di migliorare, allargare
le informazioni e valutare i vantaggi di un farmaco, rispetto ad altri, in modo da migliorarne la
pratica terapeutica.
Il sistema di farmacovigilanza europeo deve garantire lo scambio tempestivo di
informazioni relative alla sicurezza dei farmaci e deve interessare le aziende farmaceutiche, le
autorità sanitarie, i medici, gli operatori sanitari ed i pazienti.
In alcuni casi, il ritiro di un farmaco dal commercio, non è associato alla tossicità del
farmaco, ma ad esempio è modificata la via di somministrazione oppure il rapporto beneficio-‐
rischio è molto inferiore ad altri farmaci già sul mercato o ancora, a causa di associazioni
pericolose con altri farmaci.
Es: La Lidocaina è stata commercializzata come anestetico locale, ma oggi è usata per
curare alcuni tipi di aritmie cardiache e questo è stato possibile grazie alla farmacovigilanza.
È necessario valutare sempre il RAPPORTO BENEFICI/RISCHI di un farmaco, ma il termine
“beneficio-‐rischio” ha dei limiti perché non si possono dare valori numerici ai benefici o ai
rischi, quindi si tratta solo di un’analisi dove gli EFFETTI e i RISCHI hanno carattere
QUALITATIVO. I RISCHI sono la probabilità che si manifesti una REAZIONE AVVERSA. Per
questo è detta ANALISI DEL RAPPORTO BENEFICI/RISCHI. La terapia farmacologica è
giustificata nel caso in cui i benefici siano molto maggiori dei rischi o se la gravità della
patologia ne modifica la percezione, perché è ovvio che se si sta curando un tumore mortale,
anche se le RA sono molte, è meglio della morte.
La definizione dell’analisi del rapporto benefici/rischi di un trattamento, sotto intende di
essere a conoscenza dei possibili danni causati dal trattamento.
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Per misurare il RAPPORTO BENEFICI/DANNI di un trattamento, negli studi pre-‐clinici
(sono esami che compio sulle cavie), si può utilizzare il rapporto fra la DL50 e la DE50 che
definisce l’INDICE TERAPEUTICO = DOSE MASSIMA TOLLERATA/DOSE MINIMA EFFICACE.
Per valutare questo rapporto è importante la collaborazione fra i vari soggetti interessati:
ditte farmaceutiche, sanità pubblica e operatori sanitari.
Il RAPPORTO BENEFICI/DANNI può ad ogni modo variare a seconda della malattia, a
seconda della disponibilità di altre terapie, a seconda del contesto sociale e delle
caratteristiche del paziente. Inoltre occorre valutare la possibile assunzione di più farmaci
(associazioni) per aumentare i benefici migliorando così il rapporto Beneficio/Danno. Come si
vede è difficile comprendere e definire questo rapporto perché è difficile anche valutare il
danno. Per migliorare la valutazione di questo rapporto, si devono usare i farmaci in modo
corretto, impegnarsi nell’individuare le reazioni avverse non ancora conosciute e cercare di
dare la preferenza a farmaci ben conosciuti e più sicuri rispetto a quelli nuovi.
La definizione del rapporto beneficio/danno di un trattamento è, in genere, di tipo
QUALITATIVO (favorevole, sfavorevole, accettabile, inaccettabile).
Bisogna prestare attenzione inoltre, perché l’indice terapeutico di un FA può variare: ad
esempio, la dose di codeina usata per ottenere un effetto antitussivo è molto minore rispetto
alla dose che si deve usare per ottenere un effetto analgesico, pertanto l’indice terapeutico è
molto maggiore se la codeina è usata come sedativo della tosse rispetto all’utilizzo da
analgesico.
L’utilità di una terapia farmacologica è valutata dai risultati dei trials clinici, ma bisogna
interpretare con obiettività i dati numerici degli studi clinici e i risultati che ne derivano. Per
evitare di enfatizzare certi risultati è bene conoscere la RIDUZIONE DEL RISCHIO RELATIVO
(RRR), la RIDUZIONE DEL RISCHIO ASSOLUTO (RRA) e il NUMERO DI PAZIENTI DA
TRATTARE (NNT).
RR (rischio relativo): probabilità che un soggetto trattato manifesti la malattia (o la RA?)
rispetto a un soggetto non trattato. Se è maggiore di 1 significa che il fattore di rischio è
implicato nella comparsa della malattia.
RA (rischio assoluto): su un numero di soggetti osservati, si vede quanti manifestano l’evento
negativo. Ad esempio, su 100.000 bambini, ogni anno ci sono 8 casi di morbillo.
EER: frequenza di eventi (patologici) nel gruppo sperimentale.
CER: frequenza di eventi (patologici) nel gruppo di controllo.
NNT: numero di pazienti da trattare affinché si raggiunga un risultato positivo.
RRR: riduzione relativa del rischio.
RRA: riduzione assoluta del rischio.
Sono tutte espresse in percentuale!!!!
Le cause principali dell’insorgenza di RA sono:
-‐FORMULAZIONE FARMACEUTICA
-‐FARMACOCINETICA
-‐FARMACODINAMICA
-‐REAZIONI ALLERGICHE
Spesso le cause dell’insorgenza di RA sono dovute alla FORMULAZIONE FARMACEUTICA
(eccipienti). Anche i più comuni eccipienti hanno possibili effetti indesiderati.
Es: L’alcool benzilico è un comune conservante e l’accademia americana di pediatria lo
sconsiglia nei bambini per possibile collasso cardio-‐vascolare. O, ancora, gli edulcoranti come
saccarosio e fruttosio sono associati alla carie dentale.
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Es: La Sulfanilamide è commercializzata con una formulazione liquida avente come
diluente il glicole dietilenico. Muoiono 107 persone per epato-‐tossicità.
Es: I vaccini contenevano come conservante il Tiomersale, un composto del mercurio
neurotossico.
Per quanto riguarda la FARMACOCINETICA, fattori interni ed esterni possono alterare
l’assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l’escrezione di un farmaco causando
accumulo o concentrazioni inferiori alla dose raccomandata.
Le reazioni avverse indotte da farmaci sono fenomeni molto eterogenei. L’OMS
definisce:
EFFETTO COLLATERALE: qualsiasi effetto non intenzionale di un farmaco che insorga
a dosi normalmente impiegate e che sia CORRELATO ALLE PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
DEL FARMACO. Ad esempio la sonnolenza per gli anti-‐H1.
REAZIONE AVVERSA: reazione nociva e non voluta, conseguente non solo all’uso
autorizzato di un medicinale a dosi normali, ma anche agli errori terapeutici e agli usi non
conformi alle indicazioni contenute nell’autorizzazione all’immissione in commercio, incluso
l’uso improprio (dosaggi scorretti, errori di somministrazione, di dispensazione) e l’abuso del
medicinale.
EVENTO AVVERSO: qualsiasi evenienza medica spiacevole, non voluta, che può
comparire durante un trattamento, ma che non necessariamente abbia una relazione di
causalità con il trattamento stesso. Es: frattura ossea causata da caduta accidentale in
soggetto in terapia con anti-‐H1 (provocano sedazione).
Alcune RA sono prevedibili (secondo Edwards sono RA di tipo A o effetto collaterale),
ma non è possibile avere una certezza assoluta sull’impatto che una terapia può avere su un
paziente fino a che non è impiegata su larga scala. Il problema è che durante gli studi clinici il
campione su cui è testato il farmaco è limitato e, per quanto si
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