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Generalità

Farmacologia, tossicologia e chemioterapia veterinaria

Definizioni

Farmacologia studia i farmaci e come essi interagiscono con i sistemi viventi a fini terapeutici. Tossicologia: studia gli effetti indesiderati degli agenti chimici e fisici sugli organismi viventi. La stessa sostanza ha una dose farmacologica, ma può causare anche effetti tossici, ad esempio il cortisone. La stessa dose può essere farmacologica e tossica. È importante la dose terapeutica, il bersaglio e l'intervallo di somministrazione.

Di ciascuna sostanza viene studiata la Farmaco/tossicoCinetica (PK o TK) che studia i movimenti che il farmaco/tossico ha all'interno dell'organismo: via di esposizione, come si distribuisce, come viene eliminato (ADME).

  • Assorbimento: passaggio dal sito di esposizione al farmaco.
  • Distribuzione: tramite il sangue raggiungendo i vari target preferenziali, solo poche si indirizzano al sito bersaglio ma solitamente a tutto l'organismo.
  • Metabolismo
  • Escrezione

La Dinamica (PD o TD) studia gli effetti dei farmaci/tossici e i meccanismi con cui agiscono. I bersagli nella maggior parte dei casi sono recettori (dei vari sistemi adrenergico, colinergico...), i farmaci hanno una forma specifica che gli consente di combinarsi con uno specifico recettore sulla membrana cellulare, producendo un determinato effetto biologico.

L'interazione PK e PD è necessaria per comprendere perfettamente l'attività del farmaco. I farmaci non hanno azione tutto o nulla: un farmaco/tossico esplica la sua attività quando ha raggiunto una certa concentrazione minima efficace a livello degli organi bersaglio, se si superano determinate dosi possono comparire effetti tossici. Un antibiotico ha di per sé la capacità di uccidere il batterio (dinamico) ma perché si verifichi l'effetto clinico deve raggiungere una certa dose.

È indispensabile capire qual è la dose corretta affinché si rimanga nella finestra terapeutica. Per descrivere l'andamento della concentrazione del farmaco nel sangue viene costruita una curva: dopo la somministrazione della sostanza si ha una fase iniziale in cui le concentrazioni saliranno raggiungendo una concentrazione plasmatica massima che poi calerà progressivamente per la distribuzione/metabolizzazione/escrezione della stessa sostanza. L'effetto comparirà dopo una fase di latenza corrispondente al tempo impiegato dal farmaco per raggiungere gli organi bersaglio (assorbimento e distribuzione), ogni farmaco ha una durata di azione limitata e i suoi effetti diminuiranno fino a svanire dopo un certo lasso di tempo.

L'integrazione tra la farmacocinetica e la farmacodinamica permette di conoscere la concentrazione di farmaco da raggiungere e di conseguenza la dose e le modalità di somministrazione. La farmacocinetica ci permette di capire la dose da somministrare perché descrive i tempi delle varie fasi del farmaco nell'organismo. Se un farmaco è difficilmente escreto, la dose dovrà essere somministrata con meno frequenza. Dosi troppo elevate possono dare problemi tossici e determinare il problema dei residui negli animali da reddito.

Come faccio a sapere la soglia tra dose terapeutica o tossica? Viene letto sul foglietto illustrativo: indicate le dosi, la via e l'intervallo di somministrazione, consentendo di stare nella curva.

Un medicinale/farmaco è una sostanza che viene commercializzata per la prevenzione o il trattamento di una malattia. È costituito da uno o più principi attivi ed eccipienti ossia sostanze che non hanno azione biologica ma rendono somministrabile e conservabile il farmaco.

Farmacia: si occupa della preparazione del farmaco. Il principio attivo viene preparato conferendogli una forma farmaceutica (pasticche, bustine...), condizionano la cinetica: il principio attivo è lo stesso ma varia la quantità, le modalità di somministrazione, di assorbimento, l'intervallo di somministrazione, inoltre tiene conto dell'incompatibilità e delle interazioni del principio attivo e della modalità di distribuzione dei farmaci.

Generalità

La formulazione di compresse rivestite è necessaria per superare l'acidità gastrica e giungere nell'intestino. La quantità assorbita è uguale ad altre ma è più lenta, un altro tipo assicura un assorbimento lento, magari di entità minore ma prolungato, consentendo un intervallo di somministrazione più lungo. Compresse con la scanalatura in mezzo, a livello legale la casa farmaceutica assicura che le due metà abbiano la stessa quantità di principio attivo, non garantito per compresse che non prevedono la frattura. Ci sono molte specie, quindi non sempre è possibile utilizzare il farmaco in maniera appropriata. Il diverso regime terapeutico dipende anche dalla via di somministrazione: orale, sottocutaneo, intramuscolare. La via endovenosa è rapida e totale (100%).

La farmacoterapia si occupa dell'uso clinico del farmaco e varia a seconda della diagnosi, stato del paziente e regime di dosaggio.

Regime per la messa in commercio dei farmaci

Lo sviluppo di un farmaco comporta una fase di sviluppo chimico del farmaco, test in vitro o su organi isolati, test su animali ed infine test sull'uomo, in base a cui si valuta il rapporto rischio/beneficio del farmaco e si decide la sua immissione sul mercato. Prima di essere messo in commercio il farmaco deve essere valutato e verificato da organismi scientifici e comunitari. Nessun medicinale veterinario può essere immesso in commercio senza aver ottenuto l'autorizzazione all'immissione al commercio (AIC) da parte del Ministero della Salute che certifica i seguenti requisiti:

  • Qualità
  • Efficacia
  • Sicurezza:
    • Animale
    • Operatore
    • Ambiente: in zootecnia, i farmaci finiscono nel letame arrivando nelle falde acquifere; nelle condizioni d'uso questi residui ambientali non devono avere effetti dannosi per l'uomo
    • Consumatore

Per una certa dose, effetto e target, l'AIC è quindi la carta d'identificazione del medicinale, identificato con un numero: nulla osta che le autorità danno al termine di un percorso di sviluppo.

AIC comprende:

  • Prodotto
  • Sommario delle caratteristiche del prodotto
  • Foglietto illustrativo
  • Etichette interne ed esterne
  • Uso proprio ed improprio

Una volta immesso, è soggetto a una farmaco-vigilanza per circa 10 anni durante i quali vengono valutate le reazioni avverse ed il beneficio: un farmaco utilizza le vie fisiologiche dell'organismo quindi esso può avere effetti positivi da un lato ed effetti avversi dall'altro. Se il farmaco viene utilizzato in maniera appropriata, permette di massimizzare gli effetti positivi e minimizzare i possibili effetti avversi, tuttavia alcuni farmaci danno effetti collaterali già alle dosi terapeutiche, ma il loro utilizzo è giustificato dagli effetti benefici nella cura della patologia (es. chemioterapici antitumorali). Il risultato è che la produzione di un nuovo farmaco è un investimento molto elevato.

È vietato somministrare agli animali sostanze farmacologicamente attive se non in forma di medicinali veterinari autorizzati: le sostanze farmaco attive non possono essere detenute o somministrate, ma il principio attivo può essere somministrato e detenuto solo tramite medicinale e va somministrato solo alle specie target.

La destinazione ad ulteriori specie animali, le modifiche di dosaggio, la forma farmaceutica, la via di somministrazione, la confezione, ed ogni altra variazione sono soggette ad autorizzazioni. Se un farmaco viene utilizzato in modo improprio, solitamente è un abuso ed è perseguibile secondo il 193/06 che regola tutti i farmaci veterinari. Tuttavia, l'uso improprio in deroga è consentito per patologie e/o specie di cui non si ha un farmaco e (come in medicina umana per le malattie orfane): la grande varietà di specie e di patologie di cui si interessa la medicina veterinaria non è supportata da un adeguato numero di medicinali veterinari, si compone di due fasi:

  1. Valuto se è possibile somministrare all'animale un farmaco di un'altra specie.
  2. Se non esiste farmaco che in veterinaria curi quella patologia posso ricorrere ai farmaci umani.

Se somministro Augmentin, farmaco umano, a un cane (principio attivo = amoxicillina e acido clavulonico), sfocio nell'abuso perché la stessa miscela di principi attivi antibatterici è registrata anche per uso veterinario, sotto altro nome commerciale. L'utilizzo in deroga è sotto la propria responsabilità, giustificazione del suo utilizzo; in particolare se l'animale ha un effetto avverso grave ed è possibile il rischio di sovradosaggio. L'uso proprio del medicinale è in accordo alle indicazioni presenti nel foglietto illustrativo. Medicinali, farmaci diversi possono avere in comune il principio attivo per cui è essenziale conoscerlo. Lo stesso principio attivo si può ritrovare nei diversi farmaci di specie uguali e/o diverse. Ogni principio attivo è identificato da un nome chimico e da un nome non-proprietario, mentre il medicinale che lo contiene ha un nome proprio, ma dosaggi, via di somministrazione e/o target possono variare → cambia la PK e la PD → cambia la curva e l'indicazione terapeutica ad esempio variando le dosi vario gli effetti (PD) e varia di conseguenza la PK, determinando un target specifico diverso.

Il problema di somministrazione alle specie zootecniche, sono i residui che rimangono nei prodotti, situazione che si complica con l'uso in deroga. Oltre a rischi per l'animale si aggiunge il rischio per il consumatore, per cui l'uso in deroga non deve essere la norma.

I regimi di dispensazione

Tutta la filiera di produzione fino alle vendite è fortemente normata e tutte le figure coinvolte in questi processi devono adempiere a precise regole. Si può avere medicinali:

  • Senze obbligo di ricetta: venduti in farmacia e fuori delle farmacie come supermercato (solo i farmaci veterinari, per umano deve esserci il farmacista), da parte di esercenti con autorizzazione alla vendita. Antiparassitari, FANS (diversamente analgesici come la morfina).
  • Ricetta ripetibile
  • Ricetta non ripetibile
  • Ricetta con prescrizione limitativa
  • Ricetta ministeriale

La ricetta è richiesta nella maggior parte dei medicinali: documento dov'è indicata la diagnosi, l'identificazione dell'animale, la ricetta può essere o meno ripetibile, con prescrizione limitata e ministeriale a ricalco. Alcuni medicinali sono senza obbligo di ricetta.

Uso dei farmaci veterinari

Disporre di medicinali è necessario al fine di garantire la salute e il benessere degli animali. L'assenza di medicinali veterinari appropriati può contribuire a un uso improprio o all'abuso di sostanze farmacologicamente attive.

Uso proprio: impiego del farmaco secondo le indicazioni autorizzate al momento dell'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC) e chiaramente indicate nel foglietto illustrativo.

Uso improprio: impiego del farmaco in modo diverso da quello per cui è stato autorizzato: è un abuso, uso scorretto.

Uso in deroga: Ad esempio, le specie ittiche allevate sono molte: Muggine, Ombrina, Orata, Ricciola, Spigola, Tonno, Carpa, Pescegatto, Salmerino, Storione, Trota. I principi attivi utilizzabili in acquacultura sono solo 5: chemioterapici, antibiotici, antiparassitari, antifungini; anestetici, ormoni, sono approvati soltanto l'Amossicillina, Ossitetraciclina, Clortetraciclina, Flumechina, Sulfamonometossina, Sulfadiazina e TMP.

Misure per aumentare la disponibilità dei medicinali veterinari: è necessario al fine di garantire la salute e il benessere degli animali. Sono state adottate politiche per aumentare la disponibilità dei medicinali veterinari:

  • Uso in deroga: è uno strumento del veterinario, il farmaco è già in commercio il veterinario lo può usare a sua responsabilità in altre specie.
  • Specie minori: le aziende farmaceutiche hanno facilitazioni nell'immettere in commercio ed avere l'AUC dei farmaci per specie e patologie minori.

Generalità

L'uso in deroga è previsto dal decreto legislativo n193/06 in accordo con la direttiva 2004/28/CE recante il codice comunitario dei medicinali veterinari. Ove non esistano medicinali veterinari autorizzati per curare una determinata affezione di una specie animale, il veterinario responsabile può, in via eccezionale, sotto la sua diretta responsabilità ed al fine di evitare all'animale evidenti stati di sofferenza ricorrere all'uso in deroga che si basa sul principio della cascata, in assenza di medicinali veterinari specifici (specie, uso) il veterinario può prescrivere in sequenza (ovvero se assente il precedente):

  • Medicinale veterinario approvato per altri usi/specie
  • In mancanza di tale, medicinale per uso umano o un medicinale veterinario autorizzato in altro paese EU
  • In mancanza di tale, formula magistrale

Nel 2017 un nuovo regolamento comunitario modifica il regolamento, che entrerà in vigore negli ultimi 2 anni. L'uso in deroga pone diversi problemi nei farmaci:

  • Per animali da reddito: la sostanza usata in deroga deve essere presente negli allegati 1, 2, 3 del regolamento CEE 2377/90 ora sostituito con il regolamento 470/09 che raccoglie questi allegati nella prima tabella = lista delle sostanze premesse ovvero deve essere stato valutato per LMR. Il veterinario responsabile deve prescrivere un appropriato tempo d'attesa per tali animali per garantire che gli alimenti derivati dagli animali trattati non contengano residui nocivi per i consumatori, il tempo d'attesa a meno che non sia indicato sul medicinale impiegato per le specie interessate, non può essere inferiore a 7 giorni per le uova ed il latte, a 28 giorni per la carne di pollame e di mammiferi e 500 gradi/giorno.
  • Per specie d'affezione
  • Equidi DPA o non DPA: Gli equidi DPA hanno accesso all'uso in deroga come qualsiasi animale da reddito, ma in aggiunta al 470 negli equidi DPA la direttiva 2001/82/CE prevede altre sostanze farmacologicamente attive ritenute indispensabili per il trattamento di affezioni degli equidi destinati alla produzione di alimenti e non comprese nel regolamento 470/09, possono essere impiegate con un tempo di attesa di almeno 6 mesi, purché presenti in un apposito elenco stabilito in sede comunitaria dal regolamento CEE n 122/2013. Queste sostanze definite nell'elenco comportano un maggior beneficio clinico rispetto ad altre opzioni di trattamento disponibili per gli equidi e vengono definite sostanze essenziali e sostanze recanti un maggior beneficio clinico. Tra le sostanze essenziali rientrano anestetici, analgesici e sostanze usate in associazione con l'anestesia, farmaci cardiovascolari, convulsioni, agenti gastro-intestinali, rabdomiolisi, antimicrobici, respiratori, antiprotozoari, oftalmici, iperlipemia, antimicotici e varie. Un equide non DPA, trattato impropriamente con sostanze non consentita diventa on DPA. Per equidi non DPA vale il principio della cascata senza indicazione dei tempi di sospensione.
  • Per i pesci: Il veterinario responsabile deve prescrivere un appropriato tempo di attesa per garantire che gli alimenti derivanti dagli animali trattati non contengano residui nocivi per i consumatori. Il tempo di attesa non può essere inferiore a 500 gradi/giorno per le carni di pesce.

Criticità della definizione

Nell'uso in deroga va trattato l'animale interessato in uno specifico, con un medicinale, ma trova davanti i problemi dell'uso eccezionale/uso ripetuto, del trattamento dell'animale interessato rispetto al gruppo di animali e a differenti tempi di sospensione tra farmaci italiani rispetto a quelli europei → si dovrebbe avere univocità a livello comunitario. L'uso in deroga è complicato anche dalla compilazione di registri necessari per la vigilanza. Il veterinario si ritrova davanti una grande libertà di scelta ed è stato più volte segnalato l'assenza di un formulario EU e le difficoltà burocratiche che ne derivano. La FNOVI ha prodotto un documento in cui si mette in evidenza delle criticità e propone possibili soluzioni.

ISTANZE

  • Protocolli d'uso riconosciuti qualora non esistano farmaci adatti a risolvere il problema.
  • Rafforzamento politiche M.U.M.S
  • Revisione progressione della cascata
  • Semplificazione gestione uso deroga
  • Estensione A.I.C. tra i paesi EU

Generalità specie animale estrapolazione specie

MUMS: I farmaci disponibili sono insufficienti, in particolare per le maggiori patologie minori (Minor Use) o per le specie minori (Minor Species). Per minore tutti i farmaci va dimostrata:

  1. Efficacia
  2. Sicurezza: animale, operatore, ambiente e consumatore.

Se si ha già un farmaco per una specie maggiore è consentito avere pochi altri dati per definire l'uso nelle specie/patologie minori. Tra le specie minori si ritrovano pesci d'acquario, uccelli da gabbia e da voliera, piccioni viaggiatori, gli animali da terrario, i piccoli roditori, i furetti e i conigli da compagnia.

Medicinale veterinario

  1. È una sostanza o associazione di sostanze presentate come aventi proprietà curative e profilattiche delle malattie animali. Profilassi = prevenzione, azioni correttive delle situazioni fisiologiche.
  2. Ogni sostanza o associazione di sostanze che può essere usata sull'animale o somministrata all'animale allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche mediante un'azione farmacologica, immunologica o metabolica, oppure di stabilire una diagnosi medica.

Per sostanza (principio attivo) si intende ogni materia indipendente dall'origine; tale origine può essere...

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Scienze biologiche BIO/14 Farmacologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elyb1998 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Farmacologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Intorre Luigi.
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