FARMACOLOGIA
1.
Farmacologia: branca delle scienze biomediche che studia i farmaci e le interazioni
reciproche che hanno luogo tra questi e gli organismi viventi
Farmaco: 1) qualunque sostanza che eserciti effetto biologico; 2) strumento
terapeutico che interviene su processi patologici; 3) strumento sperimentale per la
comprensione di eventi biologici Vedi slide 12
Il farmaco è formato da principio attivo ed eccipienti, i quali non modificano le
proprietà farmacologiche del principio attivo ma possono modificarne la
farmacocinetica. Un farmaco solitamente ha brevetto di 15-20 anni. Solitamente, si fa
uso di una sostanza inerte priva di effetti biologici chiamata placebo che valuti
solamente l’effetto terapeutico della cura.
Tipi di proteine bersaglio dei farmaci: recettori, enzimi, canali ionici, trasportatori e
proteine strutturali.
2.
Recettori: macromolecole cellulari deputate al riconoscimento di sostanze chimiche
endogene con conseguente generazione di risposte biologiche.
Non tutti i farmaci necessariamente interagiscono con un recettore o bersaglio
specifico; è il caso ad esempio dell’acqua ossigenata (fortissimo ossidante che uccide
tutti i microbi con cui viene a contatto), bicarbonato di sodio (tampone), lassativi
osmotici (facilitano l’evacuazione intestinale richiamando acqua nel colon dai tessuti
circostanti), disinfettanti.
Quando si parla di interazioni farmaco recettore, si possono venire a creare due tipi di
complessi, uno irreversibile ed uno reversibile. Per quanto riguarda i reversibili,
solitamente l’interazione tra farmaco e recettore è mediata da legami chimici deboli (a
bassa energia) che però, per poter generare l’effetto biologico, devono essere in
primis in numero elevato e poi la superficie della molecola del farmaco e quella del
recettore devono essere chimicamente complementari.
R+X RX con Ka (associazione) = [RX]/[R][X] e con Kd (dissociazione) =
[R][X]/[RX] X è il farmaco, R è il
bersaglio/recettore con cui interagisce il farmaco X. XR* è il complesso attivo che fa
partire la segnalazione cellulare. RT è il numero totale dei recettori che il farmaco può
legare. Bmax è il numero massimo di molecole del farmaco che si possono legare.
1) R+X = RX con Ka = [RX]/[R][X] e con Kd = [R][X]/[RX]
2) [R] = Kd [RX]/[X]
3) Sostituendo R in RT = R + RX RT = Kd [RX]/[X] + [RX]
4) Riarrangiando : [RT]/[RX] = Kd/[X] + 1 = Kd + [X] / [X]
5) Invertendo: [RX]/[RT] = [X]/Kd + [X]
6) Dividendo per 1/RT : [RX] = [X] [RT]/Kd + [X]
7) Può essere espressa anche come: B= [X] Bmax/Kd + [X] che è simile alla
Michealis Menten
8) In relazione a quest’ultima formula si può associare un grafico che è l’isoterma
di legame o di Langmuir Hill, che da una proporzionalità diretta tra
dose/concentrazione ed effetto farmacologico.
9) Si può inoltre arrivare alla conclusione che Kd sia uguale alla concentrazione di
farmaco ([X]) necessaria alla saturazione della metà dei recettori, ovvero per far
sì che [RX]/[RT]=1/2.
10) Chiaramente, più alta sarà l’affiinità di X per R più bassa sarà la Kd.
Aspetti quantitativi delle risposte ai farmaci: risposte graduali misurabili in continuo;
risposte non graduali classificabili con uno score o uno stadio; risposte tutto o nulla
quantali. La relazione tra concentrazione di un farmaco e il grado di risposta
misurato è la curva concentrazione (micro molare) risposta (in vitro), se l’effetto è
misurato in vivo la relazione è la curva dose (mg/kg) risposta.
Potenza ed efficacia del farmaco non sono correlabili. L’efficacia di un farmaco è il
massimo effetto biologico a cui arriva; la potenza di un farmaco invece è l’affinità di un
farmaco per un recettore associato al logaritmo della concentrazione del farmaco
(minor concentrazione possibile di farmaco per un massimo effetto biologico).
Antagonismo: 1) sormontabile o competitivo, agonista ed antagonista interagiscono
sullo stesso sito recettoriale; un esempio può essere fatto con un esperimento ex vivo:
prendo il cuore di cavia e lo mantengo nelle condizioni fisiologici per dimostrare
l’antagonismo competitivo del propanololo (beta bloccante dei recettori beta 1
adrenergici) all’isoprotenerolo. 2) insormontabile o incompetitivo, l’antagonista si lega
al recettore in un sito diverso dall’agonista.
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FASI DEL FARMACO
Scoperta del farmaco: faccio un ventaglio di molecole, circa 50 progetti dove studio in
sistemi molto semplici l'attività di questa molecola; una volta che ho visto che la
molecola è in grado di inibire l'enzima.. devo vedere se queste molecole sono
facilmente somministrabili (per bocca) Sviluppo
preclinico: studio sull'animale, verificare che non sia tossica, utilizzo di animali da
laboratorio Sviluppo clinico:
1-fase I: effettuata su un gruppetto di volontari sani, prima dose singola, poi dosi
ripetute per una settimana, definizione della farmaco cinetica, stabilire con che
velocità la sostanza viene assorbita, quand'è che si raggiunge il picco massimo nel
sangue, importanti sia per la frequenza che per il dosaggio somministrazione molto
frequente. Per alcune classi di farmaci, quelli ad esempio neoplastici, non si usano
volontari sani, perchè questi farmaci sono tossici, di conseguenza si usano persone già
malate. Una volta che il farmaco è tollerabile e può essere somministrato
tranquillamente 2-fase II: Si comincia
ad usare sul paziente, si reclutano un numero più alto di persone, 200-300 pazienti, ci
si fanno vari studi, si stabilisce la dose e si va avanti per avere una prima idea
dell'efficacia del farmaco, si usa il cosiddetto placebo o farmaco di riferimento. Devo
avere anche un gruppo in cui confronto l'efficacia di un farmaco che sto studiando
rispetto a quello che c'è già (Ad esempio un nuovo farmaco antiinfiammatorio deve
essere efficace almeno quanto un farmaco antiinfiammatorio già in commercio)
3-fase III: 2000-3000 pazienti, lo studio a doppio cieco cioè sia il paziente che il medico
non sono a conoscenza del trattamento che stanno usando, per ovviare a problemi di
natura psicologica 4-fase IV: farmaco già venduto, si
approfondisce su pazienti per migliorare efficacia e incidenza delle reazioni avverse. Si
chiama farmaco di vigilanza perchè si continua appunto a fare studi sullo stesso
farmaco. BERSAGLI DEI FARMACI
Recettori Ionotropici Attraverso la loro regolazione si hanno le interazioni recettore
ligando. A seguito del legame, il recettore cambia transitoriamente
configurazione aprendo un canale intrinseco alla sua struttura.
Sono essenzialmente 4 sotto famiglie:
1) Cys loop receptors (esempi sono quelli per GABA e Ach)
Il recettore nicotinico muscolare, su placca neuromuscolare, sono
attivati dall’Ach che riesce a depolarizzare la cellula. I recettori
nicotinici sono disposti a livello della sinapsi in modo da
ottimizzare la trasmissione del neurotrasmettitore stesso.
2) Glutammato recettori
3) Nucleotidi ciclici recettori
4) ATP recettori
I recettori canale hanno al centro una zona chiamata del cancello,
che permette il passaggio dello ione quando due Ach si legano al
recettore e così facendo le 5 subunità che formano il canale
vengono a trovarsi tutte all’interno. (infatti hanno 20 domini
transmembranari organizzati attorno ad un canale acquoso
centrale).
Metabotropici Accoppiati ai loro effettori tramite proteine G, che son in grado di
legare il GTP. Costituiscono la maggior parte dei recettori noti. Le
principali classi di proteine G sono: Gs, stimolazione dell’adenilato
ciclasi, Gi, inibizione dell’adenilato ciclasi, Gq, stimolazione delle
fosfolipasi C.
Possono formarsi dimeri tra lo stesso tipo di recettore, dimeri tra
recettori diversi per lo stesso ligando, dimeri tra recettori per
ligandi diversi. Alcuni tra i principali effettori delle proteine G
sono: effettori enzimatici come adenilato ciclasi (enzima di
membrana che sta vicino ai recettori stessi) e fosfolipasi C (ce ne
sono almeno 11 isoforme, possono essere attivate anche da altre
vie come i recettori per i fattori di crescita; DAG, essendo una
molecola estremamente lipofila, rimane nella membrana
citoplasmatica, aumentando l’attività della PKC che a sua volta
attiva altre proteine, mentre l’IP3 si lega a recettori presenti su RS
e porta all’uscita di calcio, canali ionici oppure RhoA/Rho chinasi.
Gli effettori enzimatici danno vita ai cosiddetti messaggeri, di cui i
più noti sono AMPc (ha come bersaglio la PKA, citoplasmatica,
formata di due subunità di cui una è catalitica e l’altra è
regolatoria perché inibisce la catalitica in condizioni di riposo;
inoltre l’AMPc è in grado di agire sui recettori beta adrenergici,
fosforilando ed attivando una serie di enzimi che porteranno a
lipolisi, riduzione della sintesi del glicogeno ed aumento del suo
catabolismo) e IP3/DAG e lo ione calcio.
Accoppiati a Mediano le azioni di alcuni ormoni come l’insulina e fattori di
chinasi crescita che sono in grado di stimolare la proliferazione e il
differenziamento cellulare. A livello della coda c’è il dominio
intracellulare, che è quello che fosforila. L’attivazione del recettore
la si ha con l’arrivo del ligando, il quale fa sì che il recettore
dimerizzi e che si vengano a fosforilare le due code
citoplasmatiche trans fosforilazione trasduzione del segnale.
Sono molto studiati in oncologia per il fatto che sono propri dei
fattori di crescita e dei polipeptidi prodotti dalle cellule in grado di
stimolare la proliferazione e il differenziamento cellulare,
protoncogeni. La trasduzione del segnale delle TK viene fatta da
altre proteine intracellulari che hanno in comune alcune sequenze
conservate come SH2, SH3 e PTB che permettono il legame con le
tirosine fosforilate del recettore. Un esempio è la regolazione della
via di segnalazione Ras-ERK/MAPK da parte di RTK: la proteina
adattatrice Grb2, in associazione con SOS, scambiatore GDP/GTP,
si attacca al recettore fosforilato tramite i domini SH2. Questo
porta il complesso Grb2/SOS nelle vicinanze della membrana dove
catalizza lo scambio di G nucleotidi con Ras. Ras attivato (con GTP
legato) interagisce con Raf-1 il quale a sua volta fosforila MEK, che
fosforila a sua volta ERK.
Intracellulari Si dividono in nucleari (estrogeni, tiroidei e vit A) e citoplasmatici
(androgeni e glucocorticoidi). Tutti hanno alcune caratteristiche
che li differenziano da quelli di membrana: riconoscono il loro
ligando specifico e talvolta questi recettori si attivano anche in
assenza di questo ligando. Soltanto i ligandi di questi tipi di
recettori e intermedi del metabolismo come acidi grassi e
colesterolo sono in grado di legarsi al recettore.
Ci sono tre tipi di questi recettori intracitoplasmatici. Sono stati
classificati in base alle omologie nelle sequenze dei geni che li
codificano. Tutti hanno bisogno di dimerizzare per esplicare la
propria funzione. Per quanto riguarda la loro struttura, si possono
trovare zone comuni come ad esempio DBD (DNA bounding
domain, zona a dita di zinco che permettono l’attacco del recettore
a zone specifiche del DNA, LBD ligand binding domain, dove si
lega il ligando). Il recettore riesce a reclutare fattori di trascrizione
grazie alla presenza di zone palindromiche chiamate HRE, hormon
responsive elements. Generalmente il controllo dell’attività di
questi recettori avviene mediante l’utilizzo di ligandi, naturali e
non, che si legano ai recettori e possono fungere da agonisti o da
antagonisti. Un esempio può essere l’asse ipotalamo ipofisario.
L’ipotalamo secerne GnRH, rilasciante le gonadotropine il quale
agisce sull’ipofisi anteriore la quale rilascia FSH e LH che hanno
effetto trofico sulle gonadi. Per quanto riguarda l’uomo, l’ipofisi
rilascia FSH (crescita spermatozoi) e ICSH (stimola le cellule
interstiziali che stanno tra le cellule del Sertoli e che quindi
producono testosterone).
Canali Costituiscono una classe di proteine responsabile della generazione e della regolazione
ionici dei segnali elettrici presenti in tutte le cellule ma particolarmente nel cervello, cuore e
muscoli. Circa il 30% dell’energia spesa dalla cellula consiste nel mantenimento dei
gradienti di Na, K, Cl e Ca ad opera di sistemi di pompe e scambiatori ionici. I canali
ionici si classificano: in base allo ione che fanno passare (catione depolarizzazione;
anione iperpolarizzazione), in base al meccanismo che determina l’apertura del
canale (recettori canali attivati da ligandi endogeni, canali attivati da variazione nel
voltaggio, canali attivati da altri messaggeri chimici). L’espressione massima della
segnalazione elettrica è il cosiddetto potenziale d’azione, un breve segnale elettrico
della durata di milli secondi che è capace di propagarsi lungo la fibra nervosa ad una
velocità di metri al secondo. Questo segnale è reso possibile da un rapido processo di
feedback che implica un’azione diretta del voltaggio sui canali ionici. I canali del sodio
sono attivati da un voltaggio positivo, sempre dal voltaggio positivo, ma più
lentamente vengono attivati i canali del potassio che servono per riportare la
situazione allo stato iniziale. Gli effetti cellulari del potenziale d’azione sono
eccitazione, contrazione, secrezione e variazione della concentrazione intracellulare di
calcio. I più importanti sono quelli per sodio, potassio e calcio e sono quelli più specifici
per il tipo di ione che deve passare. Sono proteine strutturali che possono assemblarsi
in tetrameri.
I canali del potassio costituiscono una famiglia piuttosto eterogenea ed ubiquitaria che
impone la restaurazione dello stato di riposo della cellula. Nelle cellule a riposo i canali
al potassio sono leggermente aperti l’apertura totale fa sì che ci sia membrana
iperpolarizzata, la chiusura fa sì che ci sia depolarizzazione. Così facendo K esce perché
c’è un gradiente elettrochimico. I canali del potassio ATP dipendenti sono assemblati
con proteine accessorie, appartenenti alla famiglia delle proteine ABC caratterizzate
dalla presenza di domini di legame per ATP. Nella cellula beta a riposo, i canali del
potassio sono un po’ aperti e così esce un po’ di potassio, così da mantenere il regime
di polarità negativo. Quando mangio, il glucosio è captato dalla cellula beta e così
viene trasformato in ATP. Così, aumenta ATP, SUR si lega al canale e si chiuse di modo
che la cellula si depolarizzi e si attivino i canali al calcio che stimolino la secrezione di
insulina.
Trasportat La presenza di proteine di membrana dotate di funzioni di canale, pompa o
ori trasportatore assicura che la barriera chimico fisica costituita dalla membrana cellulare
sia selettiva e che la concentrazione intracellulare di elementi e molecole sia regolata
dalle necessità funzionali della cellula. Ci sono due tipi di trasporto attraverso la
membrana: passivo (sostanza si muove lungo il suo gradiente di concentrazione) e
attivo (avviene contro gradiente grazie ad energia fornita da ATP o da un contro ione).
La più importante è sicuramente la pompa Na-K ATPasi. È responsabile dei gradienti
ionici, estrude 3 ioni sodio e fa entrare 2 ioni potassio. È ubiquitaria ma in alcune
cellule ha un ruolo più forte ed è formata da due subunità, una alfa, che ha attività
sodio potassio ATPasica ed una beta, che serve per ancorare la pompa alla membrana.
La pompa funziona solamente col potassio all’esterno e col sodio all’interno. La
proteina ha affinità per il potassio che viene legato da E2 quando si trova in forma
fosforilata. Una volta legato il potassio, viene cambiato conformazione, la pompa si de
fosforila e a quel punto diviene affine per il sodio. Un’altra
pompa molto importante è la pompa protonica gastrica H/K o H ATPasica. Sta nella
membrana delle cellule parietali. È una membrana molto invaginata. La pompa è
associata a vacuoli o alla membrana stessa e ad un certo punto, sollecitata da vari
stimoli nella parte basale o dall’interno del lume dello stomaco (presenza di cibo) la
pompa si attiva, la cellula estrude iodio. Spesso, o perché viene prodotto poco muco o
perché si produce più idrogeno di quello che servirebbe, si va incontro ad acidità
gastrica fino ad arrivare alla formazione di ulcere sulla mucosa gastrica.
REGOLAZIONE RISPOSTA RECETTORIALE
Le risposte recettoriali sono controllate sia in termini quantitativi che temporali: a
livello della produzione e della degradazione del mediatore, a livello del mediatore
recettore e a livello della capacità di tradurre il segnale. La regolazione è anche
importante per come agiscono i farmaci. La sintesi di questi ligandi è soggetta a
feedback, un esempio può essere la via biosintetica dell’adrenalina e della
noradrenalina, quando è aumentata, viene inibita la tirosina idrossilasi. Un altro modo
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