Obesità
Definizione e rischi associati
L'obesità è un rischio modificabile delle malattie cardiovascolari. Si classifica attraverso il BMI (Kg/m2). Questo indice è correlato con la comorbidità: anomalie della pressione, dei lipidi plasmatici, del metabolismo glucidico (il BMI non deve essere sopra i 25 ma neanche sotto i 20). Se studiamo la relazione fra BMI e diabete essa è positiva tanto che si parla di diabesity. Il paziente obeso è un soggetto insulino resistente, con intolleranza al glucosio, diabete di tipo due, dislipidemie, ipertensione, infiammazioni croniche e disfunzioni endoteliali.
Regolazione ormonale e trattamento
La regolazione ormonale della fame è controllata a livello ipotalamico. Qui arrivano vari segnali sensoriali. Il primo trattamento riguarda un cambiamento degli stili di vita del paziente obeso: l'esercizio fisico e una dieta adeguata.
Farmaci
Si agisce sulla riduzione del consumo di cibo, riduzione dell'assorbimento e stimolando il consumo energetico. A livello centrale si preferisce non agire dato che modula i due neurotrasmettitori coinvolti che sono la noradrenalina e la serotonina (che regolano la sensazione di sazietà), si rischia di interferire con altre funzioni importanti, per esempio si può aumentare gli eventi cardiovascolari. A causa di questi effetti collaterali, questi farmaci vengono definiti non sicuri e alcuni di essi sono stati ritirati dal commercio.
- Fentermina
- Fenfluramina
- Dexfenfluramina
- Sibutramina
Antagonisti dei recettori per gli endocannabinoidi
Si è pensato di sintetizzare dei modulatori dei recettori per gli endocannabinoidi. Anandamide, un endocannabinoide, e gli altri, attraverso questo recettore creano effetti sul corpo quali: rilassamento (riduzione del dolore e dell'ansia, modulazione della temperatura corporea, nella produzione ormonale, del tono muscolare, della pressione); sedazione e perdita della memoria; aumenta l'appetito. Rimonabant sembrava essere un buon farmaco perché diminuiva il peso che era un obiettivo surrogato, ma diminuiva anche l'obiettivo finale che era abbassare la comorbidità. Gli effetti collaterali però erano devastanti: disturbi gastrointestinali e soprattutto problemi psichiatrici che aumentavano i suicidi.
Orlistat