Introduzione
La terapia inalatoria è considerata la metodica di trattamento d’elezione delle patologie respiratorie bronchiali, con particolare riferimento alla patologia asmatica acuta e cronica, in quanto permette di ottenere delle maggiori concentrazioni di farmaco in loco e di minimizzare gli effetti collaterali rispetto ai farmaci assunti per via sistemica. Essa si presta bene alla somministrazione di farmaci gassosi o volatili (anestetici generali), ma anche per farmaci non volatili che possono essere somministrati sotto forma di particelle disperse solide (polverizzate) o liquide.
L’utilizzo della nebulizzazione per la somministrazione dei farmaci steroidei per la terapia inalatoria svolge un ruolo importante nel trattamento dei pazienti asmatici, i quali sono notoriamente impossibilitati ad utilizzare i device predosati o le polveri pressurizzate a causa della parziale ostruzione delle vie aeree.
Quando si somministra un principio attivo per via inalatoria, sono vari i fattori che possono influenzare la quantità di principio attivo che riesce a raggiungere i polmoni:
- Il tipo di nebulizzatore utilizzato;
- Le dimensioni del farmaco nebulizzato, in particolare, tanto minore è la grandezza delle particelle tanto maggiore è la loro capacità penetrativa nell’albero bronchiale;
- La forma fisica in cui viene somministrato il principio attivo, se in polvere o in forma liquida;
- La capacità da parte del paziente di utilizzare correttamente il dispositivo inalatorio.
Il beclometasone dipropionato e altri farmaci a struttura steroidea sono stati ampiamente utilizzati per via inalatoria, per via della loro comprovata efficacia, ma, purtroppo, ad oggi non esiste una uniformità di risultati clinici a causa delle variabili sopraccitate che entrano in gioco per ciascuna forma farmaceutica inalatoria con la quale vengono formulati questi farmaci.
Inoltre, ancora oggi solo una minima frazione di farmaco aerosolizzato si deposita nei polmoni, generalmente compresa tra il 2 e il 10%. Gran parte del farmaco rimanente viene ingerito, assorbito dal sistema gastrointestinale provocando effetti collaterali a livello sistemico. Inoltre, la percentuale di farmaco che si deposita a livello polmonare ha una scarsa o assente capacità di diffusione attraverso la mucosa polmonare così che si ha un effetto terapeutico prettamente superficiale.
A tal fine, la moderna ricerca tecnologico-farmaceutica è attualmente indirizzata verso l’incapsulazione dei farmaci antiasmatici all’interno di opportuni sistemi di veicolazione tra i quali quelli maggiormente studiati sono i liposomi, i niosomi e le nanoparticelle.