FARMACOLOGIA
È suddivisa in farmacologia generale e farmacologia speciale o molecolare
FARMACOLOGIA GENERALE
La farmacologia generale a sua volta è suddivisa in farmacocinetica e farmacodinamica.
• Farmacocinetica
È quella branca della farmacologia generale che descrive il percorso del farmaco all’interno del
→
nostro organismo farmacocinetica permette al farmaco di raggiungere il suo bersaglio
molecolare a una concentrazione e per un tempo sufficienti perché il farmaco possa legare
l’obbiettivo e per scatenare tutto quegli eventi che scatenano l’effetto farmacologico
→
(farmacodinamica) evento farmacocinetico necessario per un buon evento farmacodinamico che
è necessario per effetto farmacologico
Suddivisa in 4 processi:
o Assorbimento
Passaggio del farmaco dal sito di somministrazione a torrente circolatorio
o Distribuzione
Fase attraverso la quale il farmaco si equilibra tra il plasma e i compartimenti liquidi extra
plasmatici (ambiente intracellulare o extracellulare), il farmaco si distribuisce e arriva a tutti
i tessuti e organi del nostro organismo e quindi raggiunge anche il suo bersaglio molecolare
Assorbimento e distribuzione portano farmaco a bersaglio ma noi non vogliamo rimanga
sempre lì altrimenti creerebbe disturbo all’omeostasi dell’organismo
o Metabolismo
Fase in cui il farmaco viene biotrasformato e viene convertito in un suo metabolita, evento
importante perché tutte quelle condizioni che permettono un buon assorbimento e
distribuzione del farmaco sono aspetti che rendono più difficile l’eliminazione.
Trasformiamo il farmaco in una molecola facilmente eliminabile dall’organismo.
o Escrezione
Metabolismo ed escrezione insieme sono definite eliminazione. I metaboliti trasformati
possono essere eliminati dall’organismo. L’escrezione avviene tramite: via biliare
(attraverso feci) oppure via renale (attraverso urine)
Acronimo per descrivere la farmacocinetica e queste 4 fasi è ADME
• Farmacodinamica
È quella branca della farmacologia generale che descrive gli eventi biochimici e cellulari che
seguono all’interazione del farmaco col suo bersaglio.
Il legame del farmaco con il suo recettore segue una serie di eventi che scaturiscono a livello
cellulare l’effetto terapeutico del farmaco
FARMACOLOGIA SPECIALE
La farmacologia speciale tratta l’effetto specifico dei farmaci e studieremo il meccanismo d’azione
suddividendolo in base ai bersagli molecolari.
Il meccanismo d’azione può essere:
• Specifico
Gli effetti del farmaco sono basati su interazioni selettive e specifiche con molecole biologiche
(recettore). Agiscono spesso a basse dosi. L’effetto è riproducibile con sostanze strutturalmente
simili
• Aspecifico
Gli effetti del farmaco sono basati su proprietà chimico-fisiche:
1. osmotiche (lassativi, alcuni diuretici)
2. acido-base (bicarbonato antiacido)
3. ossido-riduttive (H2O2 antibatterica)
4. surfattanti (disinfettanti)
Agiscono spesso ad alte dosi. Generalmente si ottiene lo stesso effetto con sostanze diverse dal
punto di vista chimico/strutturale
• Semispecifico: Anestetici generali
Studieremo la farmacologia speciale a partire dai bersagli molecolari, i bersagli specifici dei farmaci in
commercio possono essere proteine o acidi nucleici.
• Proteine
o Enzimi
Molti farmaci devono il loro effetto in quanto sono inibitori enzimatici, tra i diversi enzimi
che fungono da bersagli dei farmaci noi studieremo la vitamina K reduttasi (bersaglio dei
farmaci anticoagulanti), la cicloossigenasi (COX, bersaglio di FANS ovvero farmaci
antinfiammatori non steroidei, es tachipirina), monoamminoossidasi (bersaglio di
antidepressivi e antiparkinson) e acetilcolinesterasi (anti alzheimer).
o Trasportatori
Un altro tipo di proteine che è bersaglio dei farmaci sono i trasportatori o le pompe, tra i
nostri esempi ci sarà il trasportatore della serotonina (bersaglio di farmaci antidepressivi) e
la pompa H+/K+ (bersaglio di farmaci antiulcera).
o Proteine strutturali
Ci sono proteine strutturali che sono bersagli di farmaci come la beta tubulina che è
bersaglio di antitumorali.
o Recettori
La più grande classe di farmaci in commercio che hanno come bersagli le proteine vanno a
legarsi a recettori. Faremo un esempio per ognuna delle 4 tipologie di recettori conosciute:
canali attivati da ligando e faremo l’esempio delle benzodiazepine, recettori accoppiati alle
proteine G e faremo come esempio i farmaci antiasma (ventolin), recettori tirosinchinasici
(recettori accoppiati a chinasi) e un esempio di farmaco è l’insulina e il suo utilizzo nel
trattamento del diabete e infine per la classe di recettori intracellulari (nucleari) vedremo
farmaci antinfiammatori steroidei e quindi il cortisone
• Acidi nucleici
In particolare il DNA è bersaglio di un’altra importante classe di farmaci antitumorali
SVILIPPO DI UN FARMACO
Il processo prevede diversi anni se non ci sono problematiche ma queste tempistiche possono allungarsi
anche di molto.
• Fase preclinica
Durata circa: 6 anni e mezzo
Ricerca di chimici farmaceutico in cui si sviluppano molecole per un determinato bersaglio (10 000
possibili molecole), durante la fase preclinica poi diminuiscono gradualmente le possibili molecole
utilizzabili in quanto si va a calcolare l’efficienza e la tossicità sull’uomo (buona farmacocinetica,
buona farmacodinamica e tollerabile dall’uomo). Non esistono farmaci senza tossicità, ci sono
sempre effetti collaterali, alla fine abbiamo circa una decina di possibili molecole
• Trials clinici
Durata circa: 7 anni
Primi test sull’uomo prima di mettere farmaci in commercio. I trials sono divisi in 3 fasi
o Fase 1
o Fase 2
o Fase 3
• Revisione
Durata circa: 1 anno e mezzo
Al termine di queste fasi abbiamo un solo farmaco utilizzabile, se le cose vanno bene, pronto per
essere messo in commercio
• Farmacovigilanza o Fase 4 dei trials clinici
Il farmaco è approvato e trascrivibile e la popolazione lo utilizza ma viene costantemente vigilato
Lo sviluppo di un farmaco è molto lungo e si parla di “drug attrition rate” in quanto da un numero di
migliaia di molecole, si ha una perdita consistente per arrivare a una sola molecola che va in commercio.
La fase di sviluppo preclinico mira a:
➢ Identificare quale composto candidato ha la maggiore possibilità di successo
➢ Valutare la sicurezza (studi di tossicità)
➢ Costruire una solida base scientifica prima di passare alla fase clinica di sviluppo, ovvero la fase 1
La fase di sviluppo clinico:
dalle 5 alle 10 molecole passano alla fase dei trials clinici, divisi in 3 fasi precommercializzazione e una fase
di famraco vigilanza
• Fase I
Prima volta che viene testato il farmaco sull’uomo e non ha lo scopo di valutare se il farmaco è
efficace ma deve valutare due aspetti cioè farmacocinetica e tossicità cioè capiamo ciò che
l’organismo fa al farmaco e la tossicità
• Fase II
Si valuta l’efficacia ovvero ciò che il farmaco fa all’organismo, l’effetto terapeutico
• Fase III
Si amplifica il concetto della fase II, aumentano il numero di pazienti e quindi, oltre a efficacia e
tossicità, si caratterizza ancora meglio l’effetto terapeutico del farmaco per la malattia
➔ Fase di approvazione e commercializzazione
• Fase IV
Il farmaco viene comunque seguito dopo la commercializzazione grazie a farmaco vigilanza
FASE I Obbiettivi: stabilire farmacocinetica, tossicità e dose massima tollerata (MTD)
→
Soggetti: volontari sani (20-80) cavie umane, dovrebbero variare come età e genere ma essendo
volontari non sempre è possibile
FASE II Obbiettivi: efficacia, tollerabilità e individuazione dose efficace
Soggetti: pazienti cioè affetti dalla malattia (100-200), campione più rappresentativo
FASE III Obbiettivi: efficacia, tollerabilità su un campione più ampio, individuazione finale posologia,
confronto con altri farmaci
Soggetti: pazienti (1000-3000), pazienti vengono da centri ospedalieri vari internazionali
CRITERI PER UNA CORRETTA SPERIMENTAZIONE CLINICA SUI FARMACI:
➔ Presenza di un gruppo di persone di controllo (miglior farmaco già esistente o in sua mancanza
il placebo)
➔ Randomizzazione dei pazienti (assegnazione casuale)
➔ Cecità ovvero il paziente non deve sapere a quale gruppo è stato assegnato (non deve sapere
→
se prende farmaco o placebo), anche il medico non deve sapere cosa somministra trials in
doppio ceco
➔ Definizione dei criteri di inclusione ed esclusione dei pazienti
➔ Rappresentatività del campione rispetto alla popolazione che assumerà il farmaco e sua
adeguata dimensione
FASE IV Obbiettivi: efficacia e tollerabilità sulla popolazione, ampliare le conoscenze degli effetti collaterali,
valutare effetti a lungo termine, vantaggi/svantaggi rispetto ad altri trattamenti, interazioni
farmacologiche
➔ →
NUOVE possibili indicazioni terapeutiche utile anche per curare altre patologie, es. aspirina è
stata messa in commercio come farmaco antinfiammatorio ma dà anche miglioramenti per
patologie trombotiche, oggi aspirina previene patologie cardio vascolari
ASSORBIMENTO DEI FARMACI
La farmacocinetica è spesso chiamata anche ADME, che è l’acronimo delle 4 fasi della farmacocinetica:
1. Assorbimento
Passaggio del farmaco dalla sede di applicazione al sangue attraverso le membrane biologiche.
Valutazione precoce della permeabilità in vitro e studio del processo di assorbimento in vivo. La
biodisponibilità è un parametro (valore numerico oggettivo) che ci permette di definire come sarà
questa fase.
2. Distribuzione →
Distribuzione del farmaco dal sangue ai diversi compartimenti dell’organismo arriva al bersaglio
molecolare, si attiva anche la farmacodinamica.
Valutazione precoce del legame alle proteine in vitro e studio del processo distributivo in vivo. Il
volume di distribuzione.
3. Metabolismo o biotrasformazione
Modificazioni chimiche che il farmaco subisce nell’organismo, principalmente ad opera del fegato.
Valutazione precoce in vitro della stabilità metabolica e dell’induzione / inibizione enzimatica.
Studio del metabolismo in vivo (reazioni di Fase I e II).
4. Escrezione del farmaco dall’organismo tramite feci, bile o urine.
Studio del processo di escrezione renale e biliare, clearance d’organo e sistemica.
Queste 4 fasi avvengono più o meno simultaneamente quindi per dire che un farmaco ha una buona
farmacocinetica ovvero che arriva in concentrazione adatta in tutto il corpo per potersi legare al bersaglio
molecolare, bisogna studiare tutte le 4 fasi e possiamo quindi classificare il farmaco come fallimentare,
mediamente adatto e probabilmente buono.
ASSORBIMENTO
Definizione: Passaggio del farmaco dalla sede di applicazione al sangue attraverso le membrane biologiche
Parametri che influenzano l’assorbimento:
• Via di somministrazione
• Caratteristiche chimico-fisiche
• Caratteristiche della superficie assorbente (dipendente dal nostro organismo)
• Formulazione
VIE DI SOMMINISTRAZIONE
Le vie di somministrazione dei farmaci si dividono:
• Sistemiche: le vie sistemiche portano il farmaco al corrente circolatorio
o Enterali
▪ Via orale: forma di auto medicamento più importante, la via di assorbimento dei
farmaci assunti per via orale è l’intestino tenue. Il farmaco arriva a circolazione
sistemica grazie all’intestino tenue e si arriva alla vena porta.
▪ Via sublinguale: il farmaco viene posto sotto alla lingua e il passaggio al torrente
circolatorio avviene grazie alle vene sublinguali (ranine), poi il farmaco passa alla
giugulare interna, poi alla vena cava superiore e infine arriva all’atrio destro del
cuore. È importante perché grazie a questa via di somministrazione si veicolano
farmaci adatti a patologie cardiache
▪ Via rettale: via enterale di somministrazione di farmaci, l’assorbimento del farmaco
avviene attraverso il passaggio del plesso venoso emorroidale che passa il farmaco
alla vena iliaca e infine alla vena porta
o Parenterali
▪ Endovenosa: farmaco iniettato in vena, unica via di somministrazione in cui non
esiste il processo di assorbimento
▪ Intramuscolare
▪ Sottocutanea
▪ Intradermica
▪ Inalatoria: il farmaco ha come sito di applicazione gli alveoli polmonari, utilizzata
quando serve il farmaco in alta quantità nelle vie aeree per patologie respiratorie
▪ Intraperitoneale: farmaco viene iniettato nel peritoneo
▪ Epidurale: epidurale quando i farmaci vengono somministrati nel canale vertebrale
esternamente alla dura madre e intratecale quando vengono somministrati
direttamente nel liquor
▪ Intratecale
▪ Intrarticolare
▪ Intrarteriosa: tipicamente quella femorale, anche qui non c’è processo di
assorbimento, via non comunemente utilizzato
• Topiche: la cute è la via di somministrazione del farmaco e può avere due conseguenze, il farmaco
può attraversare tutta la cute e andare nel corrente circolatorio e diventa sistemico oppure il
farmaco può rimanere in sede locale e in quel caso si parla di via di somministrazione topica locale
VIA DI ASSORBIMENTO ORALE
Parametri assorbimento orale:
• Interazione farmaci e cibo
o In generale la somministrazione di un farmaco per os lontana dai pasti comporta un
assorbimento più rapido e completo.
o La somministrazione in vicinanza dei pasti può limitare i fenomeni irritativi alle mucose. Es.
i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) provocano fenomeni irritativi alle mucose e
se vengono assunti per molto tempo si può arrivare a ulcere
o Alcuni farmaci possono interagire con determinati alimenti, ad esempio le tetracicline
(antibatterici) si legano al calcio contenuto nel latte (o formaggi) e questo impedisce il loro
assorbimento.
• Effetto di primo passaggio epatico
Il farmaco raggiunge il torrente circolatorio attraverso la vena porta grazie all’assorbimento
dell’intestino tenue. Dalla vena porta il farmaco va al fegato dove avviene la terza fase della
farmacocinetica ovvero il metabolismo, quindi questo significa che una certa parte di farmaco
assunto per via orale e quindi, per una ragione anatomica, deve obbligatoriamente transitare
attraverso il fegato prima di arrivare alla circolazione sistemica, parte del farmaco sarà inattivato
dal metabolismo epatico. Questo viene chiamato effetto di primo passaggio epatico quindi durante
l’assorbimento orale bisogna tenere conto che c’è una dose che viene inattivata.
• Glicoproteina P
Nelle cellule epiteliali dell’intestino tenue, dove segue l’assorbimento dei farmaci per via orale, è
presente una proteina di membrana che funge da pompa di estrusione ATP dipendente ed è detta
glicoproteina P. La caratteristica di questa pompa è di essere molto aspecifica, questo significa che
è in grado di riconoscere come propri substrati moltissime molecole diverse per la struttura chimica
e quindi anche molti farmaci. Il ruolo della glicoproteina P a livello dell’epitelio intestinale, modula
l’assorbimento dei farmaci che sono suoi substrati, quindi l’assorbimento del farmaco c’è ma in
parte viene ributtato fuori. Il fatto che un farmaco sia substrato della glicoproteina P, non solo
limita la velocità e la concentrazione del farmaco assorbito che possiamo superare dando una
quantità di farmaco superiore in modo da saturare la
pompa, ma la problematica è anche di natura genetica.
Il gene MDR1 che codifica per la glicoproteina P è
presente in varianti alleliche polimorfiche quindi
dobbiamo immaginare una variante genetica in cui
l’individuo wt ha un determinato assorbimento del
farmaco grazie al livello di espressione della glicoproteina
P, la dose di farmaco che diamo è studiata per la
condizione wt. La presenza di queste varianti a carico del
gene codificante per la glicoproteina P si traduce in una
riduzione dell’espressione della glicoproteina P (in
eterozigosi o addirittura in omozigosi che riduce
ulteriormente l’espressione), un individuo non sa quale
variante ha del gene e assume la quantità di farmaco
studiata per il wt quindi avrà una quantità di farmaco in
circolo molto superiore e ciò non va bene perché una
dose elevata dà effetti tossici.
Anche se siamo un wt, può succedere che il paziente assuma più farmaci che sono substrato della
glicoproteina P e quindi si verifica un fenomeno di competizione. Quindi entrambi i farmaci
vengono assunti nella dose normale ma il farmaco che perde la competizione verrà assorbito in
dose molto maggiore e quindi anche in questo caso potremmo avere un dosaggio tossico.
Quindi, a causa di tutto ciò, oggigiorno si evita di utilizzare come farmaci delle molecole che sono
substrato della glicoproteina P, quindi la molecola viene rimandata ai chimici e si prova a ridurre
l’affinità.
Test di permeabilità con cellule Caco-2: è un test che si effettua in vitro e le informazioni ottenute
con questo test consentono di prevedere per un nuovo principio attivo (hit / lead) l’assorbimento
intestinale (velocità e grado). Inoltre, il test consente di stabilire se il principio attivo è substrato
della glicoproteina P (Pgp) e dunque soggetto a meccanismi di efflusso cellulare. Si utilizza come
modello epiteliale intestina le cellule di Caco-2 che sono una linea cellulare di adeno-carcinoma del
colon umano. In coltura si differenzia e simula lo strato epiteliale dell’intestino tenue umano.
Questo test prevede un sistema bicamerale in cui, nella camera superiore, vengono fatte crescere
delle
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