Capitolo 8
METABOLISMO DEI FARMACI
I metabolismo dei farmaci è essenzialmente un meccanismo di difesa di un organismo
vivente contro composti esogeni estranei e non essenziali ai processi vitali: xenobiotici, estranei alla
La finalità è di inattivare dette sostanze (detossificazione) e, contemporaneamente, di
vita. 1
renderle più facilmente eliminabili. Qualche volta la biotrasformazione può aumentare l'attività
biologica della sostanza in circolo: si parla, allora, di qualora venga potenziata
profarmaci,
l'attività terapeutica desiderata; o veleni potenziali qualora la nuova attività o l'incremento di
attività così acquisiti non siano desiderati. In qualche caso i metaboliti sono dotati di un quadro
di attività farmacologica parzialmente sovrapponibile al quello del composto di origine; questa
evenienza darà luogo ad una durata d'azione maggiore, che deve suggerire un adeguato
protocollo terapeutico.
Le trasformazioni metaboliche normalmente portano ad un aumento di idrofilia degli
xenobiotici, facilitando così la loro eliminazione per le vie più comuni, come renale, biliare,
fecale, essudativa ; al contrario la vie meno utilizzate come la polmonare e la traspirativa
2
richiedono diminuzione della polarità e del peso molecolare in modo da diminuire la tensione di
vapore.
Fra gli xenobiotici che suscitano una risposta di difesa metabolica, si
non immunitaria,
possono ricordare: Farmaci e Sostanze di Sintesi
Polveri e Solventi
Fumo e Bevande
Veleni e Tossine
Precancerogeni e Cancerogeni ...
Data la natura enzimatica delle trasformazioni metaboliche, gli enzimi essere caratterizzati da
una grande adattabilità alla struttura di un substrato così variabile come imprevedibile . Questa
versatilità è ottenuta con uno o più dei seguenti fattori: a) polimorfismo genetico, cioè dotazione
genetica di numerose isoforme; b) polimorfismo inducibile, rapida proliferazione di nuove
isoforme stimolata dalla presenza dello xenobiotico stesso; c) induzione metabolica, aumento
dell'attività enzimatica (dovuta ad aumento della sintesi di enzimi metabolici) in seguito ad
esposizione a xenobiotici ; d) ridotta selettività nei confronti del substrato.
Fattori che influenzano la capacità metabolica:
1) differenze di specie e individuali
Genetici:
2) età, sesso, gravidanza, malattie: insufficienza epatica (riduzione del corredo di enzimi
Fisiologici:
epatici e digestivi).
3) protocollo terapeutico, distribuzione tissutale, combinazione con proteine,
Farmacodinamici:
effetto di primo passaggio (vedi)
4) competizione con altre sostanze, avvelenamento di sistemi enzimatici
Ambientali:
5) ad. esempio fornisce glucoronidasi che rilibera il farmaco
Attività della Flora Batterica Intestinale:
dall'escreto biliare che così viene riassorbito dall'intestino; bioattivazione di precursori inattivi
(cancerogeni da precancerogeni).
tempo di permanenza nell' intestino...
6) Forma farmaceutica:
Fasi Metaboliche
Si consulti un testo di Fisiologia per una sommaria descrizione di queste funzioni escretorie.
2 75
Il metabolismo dei farmaci si attua attraverso due fasi:
o Fase di attuata attraverso i seguenti tipi di reazioni:
Funzionalizzazione
R F I
EAZIONI DI ASE che introducono nella molecola del farmaco nuovi gruppi
1. Reazioni di ossidazione:
idrofili e/o protici (come, OH NH COOH SH ...)
2
che liberano detti gruppi idrofili da eteri,esteri, ammidi, acetali,
2. Reazioni di idrolisi:
emiacetali. epossidi ...
3. meno diffuse, che possono generare alcuni di detti gruppi idrofili
Reazioni di riduzione:
o protici
Scopo funzionale: rendere più idrofilo il composto estraneo per facilitarne l'eliminazione
inattivare il composto
preparare il substrato per la Fase II
o Fase di attuata attraverso i seguenti tipi di reazioni:
Coniugazione,
F II
R EAZIONI DI ASE
1. accoppiamento con piccole biomolecole ionizzabili o
Reazioni di coniugazione:
altamente idrofili, come: Ac. Glucuronico, Ac. Solforico, Aminoacidi, Glutatione ...
2. con bioreagenti apolari: Metilazioni Acilazioni
Reazioni di coniugazione
Scopo funzionale:
Inattivare e rendere nettamente idrofilo per una completa eliminazione
1. Inattivare e/o aumentare il peso molecolare per facilitare l'eliminazione biliare
2. Reazioni Enzimatiche di Ossidazione
Il sistema enzimatico più diffuso per l'ossidazione di xenobiotici è il ,
3
Citocromo P450
chiamato anche CYP450 , monoossigenasi, ossidasi o idrossilasi. É localizzato nella frazione
microsomiale di fegato, rene, polmone, intestino ...
Costituito da: Eme-Proteina: responsabile del trasporto di e e attivazione di O
- 2
NADPH associato a NADPH-citocromo reduttasi
e altri cofattori
Differenziatosi geneticamente per metabolismo di steroidi e acidi biliari, è in tutte le specie
viventi caratterizzato da spiccato polimorfismo genetico e polimorfismo inducibile e costituisce
così uno dei più versatili sistema di difesa da sostanze estranee alla biologia cellulare.
Famiglie di CYP450
Sono state identificate più di 110 famiglie di CYP450 per le quali viene adottata la seguente
nomenclatura:
CYP seguito da:
• 1° Numero, che indica la famiglia con membri presentanti circa il 35% di omologia
• Lettera maiuscola, indica la sottofamiglia caratterizzati dal presentare il 40-60% di omologia
• 2° Numero, sottotipo con omologia ancora più elevata
Alcuni Tipi di CYP450, e relativo substrato (da non memorizzare):
Il nome deriva dal fatto che la forma ridotta con Fe lega monossido di carbonio per dare un complesso con un
3 2+
massimo di assorbimento a 450 nm (nel blu) 76
CYP1A1 Idrocarburi Policiclici Aromatici, Arilamine, Estrogeni
Indotta da fumo di tabacco e da detti idrocarburi aromatici
CYP1A2 Arilamine, Nitrosamine, Idrocarburi Aromatici
Indotta da fumo di tabacco
CYP2A6 Cumarine, Aflatossina B1
Testosterone (nel Ratto) →
CYP2D6 Numerosi farmaci: amine lipofile binding a coppia ionica
Stereoselettiva, non inducibile
Inibita dalla chinina
CYP2E1 Alogenoderivati e piccole molecole (etanolo, benzene, acetonitrile, DMF ...
CYP3A... Molto numerosa …
N.B. La sequenza aminoacidica dell'eme-proteina determina l'affinità dell'enzima per una
deteminata classe chimica di substrato: la presenza di AA apolari come leucina isoleucina e valina
in prossimità del centro catalitico può formare una sacca lipofilica in grado di legare sostanze
apolari; la presenza di fenilalanina determina affinità per idrocarburi aromatici, residui di AA
bicarbossilici (glutamato e aspartato) tendeno a legare composti con centri cationici, al contrario
residui di AA tipo lisina e arginina determineranno affinità per i composti carichi negativamente
...
Inibizione del CYP450 :
monossido di carbonio, fluorochinoloni, cimetidina, …
Inibitori reversibili: complessano gli intermedi del ciclo catalitico del CYP450 e sono
Inibitori complessanti:
nitrosoalcani, antibiotici macrolidici, …
Inibizione “suicida” o inibiz. basata sul metabolismo, cioè l'enzima
Inibitori irreversibili:
produce dei metaboliti che lo inattivano. Questi metaboliti sono radicali formati formati da
alcheni, alchini, da aloalcani ..., da ormoni androgeni e progestinici, epossidi e acilalogenuri da
polialogenoderivati (vedi avanti).
Centro Catalitico Ferro(III) eme tiolato:
La carica del ferro trivalente (N° di coordinazione 6) è
neutralizzata da due carica negative su due atomi di azoto pirrolici
N
N
R S 3 del nucleo porfirinico (dove per brevità le catene laterali sono
Fe omesse) e la terza carica negativa è sullo zolfo di un residuo di
OH
2 cisteina della porzione proteica del citocromo. Il sesto legando è
N
N una molecola di acqua, debolmente legata, che appunto nel ciclo
catalitico viene sostituita dall'ossigeno.
Ciclo Ossidativo
a) Il substrato R-H viene adsorbito su una regione proteica dal CYP450-[Fe(III)]
b) Il Fe(III) del gruppo eme, dopo riduzione a Fe(II) da parte del NADPH, lega una
4
molecola di ossigeno che prende il posto della molecola di acqua. Dopo una serie di
reazioni in sequenza nelle quali interviene altro NADPH si genera la forma del CYP450
Il Ferro-eme, analogamente a quello della emoglobina, per poter legare l'ossigeno molecolare deve essere ridotto a
4
Fe (II), cioè ferro a numero di ossidazione 2+. 77
cataliticamente attiva per l'ossigenazione: Fe(V)=O, ossene perferrile con Fe a numero di
ossidazione 5+ e ossigeno con caratteristiche di biradicale ovvero di ossigeno
O
atomico.
c) L'ossene perferrile strappa un atomo di idrogeno dal substrato in modo da formare il
radicale R ; la probabilità e le percentuali relative dei vari possibili radicali dipende dalla
rispettiva stabilità e dalla libertà sterica. Si ricorda che i radicali, come i carbocationi, sono
stabilizzati da effetti a rilascio elettronico. Il Fe si riduce a 4+ fornendo il perferril-
idrossido, Fe(IV)-OH, dove ha carattere di radicale
OH
d) Accoppiamento radicalico fra R e . Il Fe ritorna a numero di ossidazione 3+.
OH
e) Rilascio del prodotto ossidrilato R-OH e rigenerazione del CYP450.
RH
SCHEMA 1 Ciclo ossidativo del CYP450
[Fe(I
I)
H
O
]
P P
[Fe(I
I)
RH]
450 2 450 e
O H -
2 2
+
RO
H 2
H
O
2
P
[Fe(V)=O
RH]
P
[Fe(I
I) RO
H] 450
450 [Fe(IV)O
H
R
]
P
450
I passaggi sopra descritti possono essere riassunti dalle seguenti equazioni, dove O
sostituisce il perferril-ossene e il perferril-idrossido:
OH
→
O + 2H + 2 e + H O
+ - O
2 2
→ →
+ R-H [ R + R-OH
O OH]
→
+ -
O + 2H + 2e R-OH + H O
2 2
Ossidazione di Catene Alchiliche:
Le catene alchiliche sono più reattive dei residui arilici nelle reazioni radicaliche: il centro
π),
radicalico viene stabilizzato da effetti di risonanza (coniugazione con legami iperconiugativi
(coniugazione con legami C-H) ed induttivi, come dal seguente prospetto:
≅
Stabilità del radicale carbocatione
• allilico > benzilico > C > C > C > arile
III II I
potenziato da vicinanza di metili:
Effetto iperconiugativo
• Me3C > Me2CH > MeCH2 > RCH2CH2 > R2CHCH2 > R3CCH2
· · · · · ·
Reattività per Impedimento Sterico
• C > arile > C > C (più deboli ma opposti agli effetti precedenti)
I II III 78
Meccanismo dell'ossidazione enzimatica di radicali alchilici
Lo schema sotto riportato illustra una tipica ossidrilazione di una catena alchilica che
procede con un meccanismo radicalico come già descritto in precedenza. Un eventuale prodotto
secondario può derivare dalla deidrogenazione ossidativa con introduzione di un doppio legame;
questa via metabolica è facilitata da carbocationi intermedi stabili e impediti stericamente ad
avvicinarsi al sito catalitico.
SCHEMA 2 Fe(III) OH
CH (Principale)
Fe(IV) OH CH
2
CH CH
2
CH CH
2 2
Fe(V)=O CH
Fe(IV) OH CH
Fe(IV) OH CH
CH
2
Fe(III) OH Fe(III) OH Fe(III)
Ad es. nei barbiturici la resistenza dei residui idrocarburici in C5 è determinante per la durata
del sonno da questi indotto: raggiunge una durata di 12 h con il fenobarbitale e di 4-6 h con gli
altri in accordo con la rispettiva emivita come sotto riportato.
SCHEMA 3
'
' 4
3 H O
H O
3 H O CH H O
3 CH
'
CH CH ' 3
3
2 3 '
1 ' 3
1
N
N N CH CH N
CH CH 2 2 CH CH
2 2
CH
5 O CH CH
' '
O O 2 3
1 2 O
CH CH
CH CH CH CH 3
N CH CH
2 3
N 2 3
N 3
N
1 H CH
H H 3
O H
O O O
Fenobarbitale Amobarbitale
Pentobarbitale Aprobarbitale
t = 80-100 h t = 10-30 h
t = 15-50 h t = 14-34 h
1/2 1/2
1/2 1/2
Nel fenobarbitale il gruppo CH legato al sistema eterociclico dà radicali poco stabili per
2
l'effetto elettronattrattore di detto anello; più disponibili per l'ossidrilazione da parte del CYP 450
rimangono il CH e il fenile, relativamente poco reattivi.
3
Nel Pentobarbitale è presente un radicale ramificato, 1'-metilbutile; tuttavia il carbonio
terziario 1', oltre che risentire del risucchio di elettroni da parte dell'eterociclo, è stericamente più
impedito dei C secondari 2' e 3', dei quali è preferito 3' per il minor ingombro e per
l'iperconiugazione con il metile 4'.
Nell'aprobarbile il carbonio più reattivo verso l'ossidrilazione radicalica è l'1' in posizione
allilica: l'efficace stabilizzazione per risonanza compensa e supera l'inattivazione da parte
dell'eterociclo.
Nell'amobarbitale il centro più attivo per l'ossidrilazione è il C3' del radicale isoamilico: è
terziario, è inoltre lontano dall'eterociclo ed adiacente a due metili.
Si può concludere che nei barbiturici, come in altri composti, l'introduzione di ramificazioni
o di insaturazioni nei sostituenti in C5 riduce sensibilmente la loro durata d'azione per essere
metabolizzati più velocemente ed estensivamente. 79
Ossidazione Anelli Aromatici:
Come si è accennato in precedenza i residui aromatici sono più resistenti all'ossidazione
radicalica rispetto a residui alifatici. In ogni caso la loro reattività e alquanto variabile, risentendo
sensibilmente della presenza di sostituenti e degli ingombri sterici quasi in maniera parallela alle
stesse reazioni condotte in ambiente chimico. I sostituenti a rilascio elettronico stabilizzano i
radicali e, particolarmente, i carbocationi intermedi della reazione enzima
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