Escrezione biliare dei farmaci
Un'altra importante via di escrezione dei farmaci è quella biliare. In effetti, l'escrezione biliare permette ad alcuni farmaci (soprattutto quelli lipofili) di poter essere escreti attraverso la bile con le feci. Ciò spiega come numerosi farmaci o loro metaboliti si ritrovano in notevole quantità in queste ultime (feci).
Molti farmaci lipofili vengono escreti dal fegato nella bile proprio perché il fegato svolge due importanti funzioni sui farmaci in circolo: metabolismo e l’escrezione, entrambe strettamente legate in quanto nel loro insieme costituiscono la fase di eliminazione del farmaco. Un importante processo metabolico operato dagli epatociti consiste nella coniugazione di farmaci con gruppi polari, processo che accrescendo il peso molecolare e la polarità dei composti così ottenuti li rende più suscettibili alla escrezione attiva nella bile.
Si capisce quindi che l'escrezione dei farmaci nella bile è influenzata principalmente da due caratteristiche fisiche della molecola escreta: la polarità e il peso molecolare. La presenza di un gruppo polare, sia esso intrinseco alla molecola o derivante dalla molecola coniugante (acido glucuronico, solforico, glicina, glutatione) accresce il peso molecolare e la polarità del metabolita neoformato, rendendolo più suscettibile all'escrezione con la bile, mentre il peso molecolare del composto condiziona l'escrezione per via biliare in quanto solo composti ad elevato peso molecolare vengono attivamente escreti nella bile.
Caratteristiche del parenchima epatico
Prima di iniziare l'esame approfondito di ciò che accade ai farmaci a livello di questo organo (fegato), è opportuno ricordare brevemente alcune caratteristiche anatomo fisiologiche del parenchima epatico:
- L'unità anatomica e funzionale del fegato è il lobulo epatico di forma esagonale.
- Risulta costituito da una serie di lamine cellulari con disposizione radiale, dalla periferia al centro.
- Queste lamine, costituite dagli epatociti, delimitano un sistema labirintico di spazi irregolari organizzati in lamine irregolari.
- In tali spazi sono contenuti dei capillari a decorso tortuoso, i sinusoidi, formati da endotelio fenestrato e discontinuo costituito da cellule dell’endotelio capillare e da cellule fagocitarie dette cellule di Kupffer.
- I sinusoidi anastomizzano riccamente fra loro, formando una rete intralobulare. Tutti i sinusoidi sboccano in un vaso sanguigno che si trova ad occupare il centro del lobulo, detto vena centrolobulare.
- I sinusoidi sono separati dai cordoni epatici da uno stretto spazio noto come spazio di Disse (spazio perisinusoidale), in cui il plasma proveniente dagli stessi sinusoidi ha libero accesso.