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Introduzione ai farmaci e alla farmacologia

Farmaco: qualunque composto chimico (principio attivo) in grado di interferire con le strutture o le funzioni dell'organismo vivente (struttura preesistente). La scienza che si occupa dello studio dei farmaci è la farmacologia, disciplina con origini antichissime.

Fleming e la scoperta della penicillina

Fleming (1930), padre della farmacologia, scoprì casualmente l'azione antibatterica di muffe del genere Penicillium e nel 1945 ricevette il premio Nobel per la Medicina.

Campi di interesse della farmacologia

All'interno della farmacologia, si riconoscono diversi campi di interesse: studia origine, storia, proprietà chimico-fisiche, assorbimento, distribuzione, biotrasformazione, eliminazione, meccanismo d'azione, effetti collaterali, impiego e formulazione dei farmaci.

Branche della farmacologia

Farmacognosia

La farmacognosia è la branca della farmacologia che studia l'origine dei farmaci:

  • Naturali: ottenuti da origini animali, vegetali, minerali (es. Atropina, alcaloide ottenuto da Atropa belladonna; penicillina ottenuta da alcune specie di Penicillium).
  • Di sintesi: ottenuti da lavorazione chimica (es. sulfamidici, chemioterapici).

Farmacocinetica

La farmacocinetica studia come si muovono i composti all'interno dell'organismo:

  • Assorbimento
  • Distribuzione
  • Metabolismo
  • Eliminazione

Farmacodinamica

La farmacodinamica studia il meccanismo d'azione dei farmaci: il recettore lega il farmaco producendo una serie di effetti che si concludono nella comparsa dell'effetto farmacologico.

Farmacoterapia

La farmacoterapia studia le applicazioni cliniche dei farmaci, che siano esse terapeutiche o preventive (profilassi). Si distinguono terapia allopatica e terapia omeopatica. La terapia omeopatica utilizza il "principio di similitudine" attraverso la stimolazione di un adattamento, la terapia allopatica contrasta la funzione del processo patologico.

Farmacia

La farmacia studia la formulazione e la preparazione farmaceutica.

Tossicologia

La tossicologia studia le fonti, la cinetica, la dinamica, l'escrezione e gli effetti tossici degli xenobiotici sull'organismo animale.

Normativa di riferimento

D.L.vo 193/06

Con il Decreto Legislativo n. 193 del 6 Aprile 2006 (Gazzetta Ufficiale n. 121 del 26 Maggio 2006) è stata recepita in Italia la Direttiva Europea 2001/82 (come modificata dalla Direttiva 2004/28 del Parlamento Europeo) recante il Codice Comunitario dei medicinali veterinari. Oggetto del decreto è la regolamentazione di tutti gli aspetti del medicinale veterinario.

Definizione di medicinale veterinario

Art. 1 definisce il medicinale veterinario come ogni sostanza avente proprietà curative o profilattiche o usata allo scopo di correggere o modificare funzioni fisiologiche mediante azione immunologica o per stabilire una diagnosi medica. Le sue caratteristiche: presenta un confezionamento primario (blister o flacone) e secondario, è provvisto di AIC (autorizzazione all'immissione in commercio) numero rilasciato dal Ministero della Salute oppure dalla Comunità Europea nel momento in cui il medicinale viene rilasciato, può avere un nome di fantasia o denominazione generica e può essere distinto in allopatico e omeopatico.

Forme di commercializzazione

Il farmaco veterinario può essere commercializzato anche sotto forma di premiscela, da integrare con l'alimento per preparare un alimento medicamentoso, o sotto forma di alimento medicamentoso somministrato in maniera diretta (mangime + premiscela contenente il principio attivo). L'alimento medicamentoso è qualsiasi miscela di medicinale veterinario ed alimento preparata prima della sua immissione in commercio e destinata ad essere somministrata agli animali senza trasformazione. La produzione è consentita alle ditte che producono a scopo di vendita e/o agli allevatori (previa autorizzazione) che producono per autoconsumo aziendale. I mangimi medicati sono disciplinati dal Decreto legislativo 90/93; questi devono essere conservati in locali chiusi e identificabili, la produzione e la consegna sono subordinate a ricetta da parte del Medico Veterinario.

Medicinali veterinari ad azione immunologica

Qualsiasi medicinale somministrato agli animali allo scopo di indurre un'immunità attiva o passiva o di diagnosticare la situazione immunitaria. Le problematiche da cui spesso è necessario proteggersi sono quelle di tipo respiratorio e gastroenterico.

Medicinali omeopatici

Ogni medicinale veterinario ottenuto da sostanze denominate materiali di partenza omeopatici secondo un processo di fabbricazione omeopatico descritto dalla Farmacopea.

Galenici

Sono medicinali preparati direttamente dal farmacista secondo due tipi di formulazione:

  • Formule officinali sono preparate in base alle indicazioni della farmacopea.
  • Formule magistrali sono preparate su indicazione del medico veterinario e destinate al singolo animale. Questo è utile soprattutto per poter adattare il medicinale alla specie animale che richiede una formulazione particolare.

Additivo per mangime

È una sostanza, microrganismo, o preparato diverso dai mangimi e dalle premiscele che viene intenzionalmente aggiunto agli alimenti per animali o all'acqua di bevanda al fine di svolgere una o più funzioni quali:

  • Influenzare favorevolmente le caratteristiche dei mangimi (es. antiossidanti)
  • Soddisfare le esigenze nutrizionali degli animali (es. aminoacidi, oligoelementi)
  • Influenzare positivamente le produzioni e il benessere animale (es. stabilizzatori flora intestinale, promotori della crescita autorizzati)
  • Svolgere effetto coccidiostatico (1831/2003)

A regolarne l'utilizzo è l'EFSA e fanno riferimento al regolamento CE. Esiste inoltre un Registro degli Additivi che viene regolarmente aggiornato e che ne riporta la classificazione, il codice, i termini e i riferimenti dell'autorizzazione.

Esempi di additivi zootecnici

  • Promotori della digestione: enzimi che migliorano le performance digestive andando a scindere determinati componenti della razione alimentare rendendoli più prontamente metabolizzabili, come glucanasi, amilasi, xilanasi, che inducono il rilascio di amido e proteine utilizzabili dagli animali; riducono i livelli di polisaccaridi non amilacei che tengono a formare un gel a livello intestinale che riduce l'assorbimento di nutrienti.
  • Probiotici: sono microrganismi vivi che una volta somministrati in idonea quantità inducono effetti positivi sulla salute dell'ospite in quanto regolano la flora batterica intestinale e competono con i batteri patogeni riducendo l'incidenza di patologie infettive. Ne sono un esempio i Lactobacillus spp, Bacillus spp, Enterococcus faecium somministrabili col mangime e/o con l'acqua di bevanda, spray.
  • Prebiotici: sostanze che inducono effetti positivi sull'animale stimolando la flora batterica intestinale stimolando selettivamente la crescita e/o l'attività di determinate specie batteriche presenti a livello intestinale. Si tratta prevalentemente di carboidrati non digeribili (oligo e polisaccaridi). Nei polli ad esempio stimolano selettivamente i lattobacilli riducendo la colonizzazione da parte di batteri patogeni.

Pre e probiotici vanno a influenzare positivamente la crescita dell'animale agendo sulla flora batterica intestinale. Hanno sostituito l'utilizzo di antibiotici quali promotori di crescita: gli antibiotici venivano utilizzati a dosi sub-terapeutiche e agivano selettivamente sui microrganismi patogeni; l'utilizzo di antibiotici a scopo additivo è vietato dal 2006 a causa dell'antibioticoresistenza, resa evidente in seguito all'evidenziazione di ceppi batterici multiresistenti.

  • Coccidiostatici: sono sostanze destinate al controllo di alcuni protozoi, in particolare dei coccidi. Si tratta prevalentemente di composti cosiddetti ionofori (es. monensin, lasalocid ecc.) perché alterano le concentrazioni di ioni, cationi a livello intracellulare causando citotossicità.

Utilizzo dei farmaci veterinari

La legislazione vigente circa l'utilizzo dei farmaci veterinari D.L.vo 193/06 prevede che si debba utilizzare il medicinale registrato per la specie animale e per la patologia in questione. Se il medicinale non esiste o non è disponibile per quella specie sia negli animali da affezione che da reddito è possibile ricorrere all'uso in deroga.

Art 11 – uso in deroga in animali destinati alla produzione di alimenti

Ove non esistano medicinali veterinari autorizzati per curare una determinata affezione di specie animale destinate alla produzione di alimenti, il veterinario responsabile può in via eccezionale sotto la sua responsabilità ricorrere a:

  • Farmaco registrato in Italia per un'altra specie o nella stessa specie per un'altra affezione;
  • In mancanza di tale farmaco con;
  • Farmaci per uso umano;
  • Farmaci autorizzati in altri Stati UE nella stessa specie o in un'altra specie di animali da reddito;
  • Farmaco preparato estemporaneamente dai farmacisti (ricetta magistrale).

L'uso in deroga non può comunque riguardare farmaci la cui somministrazione è vietata nella specie di destinazione e non bisogna dunque confondere l'uso in deroga e l'uso improprio. Se il medicinale non è registrato per una certa specie non sono stati compiuti studi per verificare la possibile presenza di residui di farmaco in concentrazioni dannose, è quindi necessario adottare dei tempi di sospensione cautelativi: dopo il trattamento attendere almeno 28 giorni, per le carni e i visceri, e 7-14 giorni per latte e uova, prima di destinare l'animale al consumo.

È il medico veterinario che prescrive i medicinali ma in allevamento è possibile detenere medicinali (scorte) solo se in possesso di idonea autorizzazione. Ogni qual volta che si effettua un trattamento è necessario compilare con precisione tutti i documenti previsti (es. registro dei trattamenti) e conservare la documentazione per i tempi previsti dalla legge (es. ricette 5 anni).

L'alimentazione medicata rappresenta nell'allevamento intensivo una modalità di trattamento farmacologico di grande importanza (trattamento di massa). La prescrizione dei mangimi medicati può riguardare solo gli animali che si hanno in cura in quel momento e non sono autorizzate le scorte. Esistono medicinali ad uso esclusivo del Medico Veterinario (Decreto 28 luglio 2009). Riguarda medicinali che richiedono speciali accorgimenti e competenze ai fini della loro somministrazione agli animali e nelle successive fasi di monitoraggio dei medesimi (es. anestetici, eutanasici).

Forme farmaceutiche e vie di somministrazione

La forma farmaceutica rappresenta la forma sotto cui il farmaco si presenta. Si distinguono in base alla modalità di somministrazione:

  • Per uso orale (enterali)
  • Parenterali
  • Topiche

E in base alla consistenza:

  • Solide (es. compresse)
  • Semisolide (es. unguenti)
  • Liquide (es. colliri)

Forme farmaceutiche per uso orale

La via orale è la più semplice e fisiologica e consente la somministrazione di farmaci non sterili, meno purificati e non isotonici. In veterinaria sono importanti e utili per i trattamenti di massa e possono essere somministrati con specifiche FF (premiscele) nel mangime o nell'acqua di bevanda con apposite specialità medicinali. Non sempre i farmaci possono essere assorbiti agevolmente a livello del tratto gastro-enterico; alcuni farmaci possono essere ad esempio inattivati dal pH acido gastrico (es. penicillina naturale), l'interazione con gli alimenti può poi alterare l'assorbimento: a stomaco vuoto si ha un migliore assorbimento ma anche fenomeni irritativi.

Svantaggi della somministrazione orale

La velocità di assorbimento di un farmaco è influenzata dalle sue caratteristiche (liposolubilità, grado di ionizzazione), dalla forma farmaceutica (liquidi, polvere, compressa) e dalla velocità di dissoluzione della forma farmaceutica.

Polveri

Forma farmaceutica solida contenente eccipienti ottenuti riducendo in polvere sostanze di natura vegetale (farine, radici, foglie, fiori), sostanze di origine minerale (caolino) e prodotti di sintesi (carbossimetilcellulosa) a cui vengono aggiunti i principi attivi in forma polverulenta.

  • Semplici: costituite da un componente chimico ben definito o da un solo principio attivo.
  • Composte: unione di due o più polveri semplici o di polvere semplice più estratto o tintura.

Presentano eccipienti: sostanze possibilmente inerti per evitare la formazione di chelati, complessi o sali insolubili che possono interferire con l'assorbimento. Possono essere idrosolubili, insolubili, insapori, aromatizzati e ne sono un esempio saccarosio, sorbitolo, inosite, mannite, caolino.

Compresse

Forme farmaceutiche solide che possono avere colorazione e forma diversa (rotonde o ellissoidali a facce convesse – discoidi; quadrate o rettangolari a facce piane – tavolette). Si ottengono per compressione meccanica del principio attivo mescolato con una polvere inerte, un eccipiente che serve a fare massa. Tra i vantaggi delle compresse vi è la possibilità di poterle suddividere facilmente e hanno costi ridotti, tra gli svantaggi la non mascherabilità di odori e sapori e la possibilità che posizionandosi sul fondo dello stomaco risultino irritanti per la mucosa gastrica.

Confetti

Sono compresse sottoposte ad un processo di rivestimento zuccherino detto confettura. L'involucro serve a proteggere il principio attivo e a nascondere odori e sapori sgradevoli. I confetti permettono di associare fra di loro più sostanze tra di loro incompatibili e avere una preparazione long-acting, il principio attivo viene rilasciato in tempi diversi e quindi agisce in maniera prolungata: il principio attivo esterno è a pronto assorbimento mentre quello presente nel nucleo è a lungo rilascio.

La preparazione si ha tramite macchinari che prendono il nome di bassine, all'interno di queste vengono immesse le compresse che si ricoprono di uno sciroppo caldo che va a formare la confettura. I vantaggi di queste forme farmaceutiche sono la loro capacità di mascherare odori e sapori, ma non possono essere suddivise, hanno un costo maggiore e potrebbero avere effetti irritanti sulla mucosa gastrica se non gastro-protetti.

Capsule

Forme farmaceutiche solide costituite da un involucro di gelatina solubile al cui interno è racchiuso il principio attivo. Esistono due tipi di capsule: rigide e molli. La differenza risiede nel quantitativo di acqua presente nella gelatina. Le capsule rigide prendono anche il nome di capsule opercolate: rigide e cilindriche costituite da due emicilindri di gelatina che si incastrano l'uno nell'altro e saldati da film di gelatina. Le capsule non opercolate o molli possono chiamarsi anche ovuli o perle: hanno una consistenza più morbida e presentano un unico involucro che sciogliendosi rende disponibile il principio attivo liquido.

I vantaggi sono la rapida biodisponibilità una volta che l'involucro si discioglie, che permette anche la diffusione del principio e minor irritabilità per la mucosa gastrica, tra gli svantaggi vi è la loro non suddivisibilità.

Boli

Sono pillole di dimensioni maggiori, 0.5 – 5 g nei piccoli animali fino a 30-40g nei grossi animali. Sono costituiti da una pasta con una consistenza che permette al bolo di deformarsi durante la deglutizione. Sono forme farmaceutiche utili per i ruminanti ai quali vengono somministrate grazie ad un particolare strumento che prende il nome di cacciaboli.

Gocce

Forma farmaceutica liquida. È un veicolo acquoso a cui vengono aggiunti zuccheri, tensioattivi, conservanti, coloranti e aromatizzanti. Il principio attivo può essere in soluzione o in sospensione e a seconda del tipo di veicolo saranno necessari quantitativi diversi.

  • 1g di H2O = 20 gocce
  • 1g di etere = 92 gocce

Sospensioni

Sono preparati liquidi con principi attivi insolubili o poco solubili nei veicoli; possono essere preparati liquidi con sostanze solubili o ma alterabili in soluzione (estemporanee). Al veicolo acquoso o oleoso + sorbitolo, glicerina + sospendenti (carbossimetilcellulosa) facilitano la sospensione e rallentano la sedimentazione. È importante agitare prima dell'uso.

Contengono principalmente chemioantibiotici o antielmintici. Sono forme farmaceutiche molto diffuse, anche negli animali da reddito dove possono essere utilizzate grazie a pistole dosatrici oppure somministrate attraverso l'acqua di bevanda utilizzando appositi dosatori.

Emulsioni

Miscele di olio e acqua in quantità variabile aggiunte a emulsionanti (gomma arabica, gelatina, derivati della cellulosa, alcool benzilico). Impediscono la separazione delle due frazioni ed è importante agitare prima dell'uso. Si utilizzano per somministrare due principi attivi contemporaneamente uno liposolubile e l'altro idrosolubile.

Paste per uso orale

Miscela di un grasso e di una polvere per veicolare vari principi attivi e vengono confezionate in siringhe graduate.

Sciroppi

Forme farmaceutiche liquide, viscose il principio attivo è sciolto in una soluzione satura di zucchero in acqua. Lo zucchero è in grado di mascherare sapori e conservare il prodotto.

Sciroppo semplice: 665 parti di zucchero (saccarosio, sorbitolo) - 335 parti di acqua distillata

Forme farmaceutiche iniettabili

Le vie attraverso cui è possibile iniettare un farmaco:

  • Vie parenterali:
  • Intrarachidea
  • Sottocutanea
  • Epidurale
  • Intramuscolare
  • Intradermica
  • Endovenosa
  • Endoperitoneale

Si utilizzano siringhe variamente graduate. Una soluzione per poter essere iniettata deve essere:

  • Sterile: la sterilizzazione non deve alterare le proprietà chimiche e terapeutiche del prodotto.

Questa può avvenire tramite mezzi chimici, sostanze battericide e disinfettanti, e mezzi meccanici, ultrafiltrazione e preparazione asettica per p.a. e veicoli acquosi, mezzi fisici come calore secco, irradiazione (raggi uv, radiazioni alta frequenza) per attrezzi, contenitori; calore umido.

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Scienze agrarie e veterinarie VET/04 Ispezione degli alimenti di origine animale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mango13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Argomenti di sanità animale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Odore Rosangela.
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